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Pharmaguida nasce nel 2004 e opera nel settore farmaceutico su tutto il territorio nazionale e in diversi Paesi esteri. In particolare, ci rivolgiamo da sempre alla ginecologia, alla gastroenterologia ed alla pediatria. Il nostro obiettivo è creare prodotti innovativi, sicuri ed efficaci, attraverso una costante attività di ricerca ed utilizzando componenti naturali. Ci rivolgiamo solamente al canale di vendita delle farmacie e attuiamo una capillare informazione medico-scientifica presso gli studi medici, le farmacie, gli ospedali e mediante la partecipazione a congressi ed eventi nazionali e internazionali.

𝗟𝗔𝗧𝗧𝗢𝗙𝗘𝗥𝗥𝗜𝗡𝗔: 𝗣𝗘𝗥𝗖𝗛𝗘́ 𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗜𝗡𝗨𝗜𝗧𝗔̀ 𝗙𝗔 𝗟𝗔 𝗗𝗜𝗙𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗭𝗔?𝘜𝘯𝘰 𝘴𝘵𝘶𝘥𝘪𝘰 𝘤𝘭𝘪𝘯𝘪𝘤𝘰 𝘴𝘶 145 𝘢𝘥𝘶𝘭𝘵𝘪 𝘤𝘪 𝘢𝘪𝘶𝘵𝘢 𝘢 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘳𝘦𝘯𝘥𝘦𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘢 𝘢𝘤𝘤𝘢𝘥...
09/10/2026

𝗟𝗔𝗧𝗧𝗢𝗙𝗘𝗥𝗥𝗜𝗡𝗔: 𝗣𝗘𝗥𝗖𝗛𝗘́ 𝗟𝗔 𝗖𝗢𝗡𝗧𝗜𝗡𝗨𝗜𝗧𝗔̀ 𝗙𝗔 𝗟𝗔 𝗗𝗜𝗙𝗙𝗘𝗥𝗘𝗡𝗭𝗔?
𝘜𝘯𝘰 𝘴𝘵𝘶𝘥𝘪𝘰 𝘤𝘭𝘪𝘯𝘪𝘤𝘰 𝘴𝘶 145 𝘢𝘥𝘶𝘭𝘵𝘪 𝘤𝘪 𝘢𝘪𝘶𝘵𝘢 𝘢 𝘤𝘰𝘮𝘱𝘳𝘦𝘯𝘥𝘦𝘳𝘦 𝘤𝘰𝘴𝘢 𝘢𝘤𝘤𝘢𝘥𝘦 𝘲𝘶𝘢𝘯𝘥𝘰 𝘷𝘪𝘦𝘯𝘦 𝘢𝘴𝘴𝘶𝘯𝘵𝘢 𝘳𝘦𝘨𝘰𝘭𝘢𝘳𝘮𝘦𝘯𝘵𝘦 𝘱𝘦𝘳 12 𝘴𝘦𝘵𝘵𝘪𝘮𝘢𝘯𝘦.

Nei precedenti approfondimenti abbiamo visto come le mucose rappresentino una prima linea di difesa dell'organismo e come la lattoferrina partecipi naturalmente ai meccanismi che cercano di ostacolare l’ingresso dei microrganismi fin dal primo contatto. Abbiamo visto come la lattoferrina intervenga attivamente nei meccanismi di difesa delle mucose, ma per comprenderne gli effetti sull’organismo è opportuno fare un passo ulteriore: osservare in che modo queste proprietà biologiche si traducono in risultati concreti quando viene assunta regolarmente.
È proprio questa la domanda che si sono posti alcuni ricercatori giapponesi, valutando gli effetti dell'assunzione continuativa di lattoferrina bovina sulle condizioni respiratorie e generali di adulti sani.

Lo studio, pubblicato nel 2023 sulla rivista scientifica Nutrients da Oda e colleghi, è stato condotto con un disegno randomizzato, in doppio cieco e controllato con placebo. In pratica, i partecipanti sono stati suddivisi in due gruppi: un gruppo ha ricevuto lattoferrina, mentre l'altro ha assunto un preparato privo del principio attivo. Né i partecipanti né i ricercatori conoscevano l'assegnazione durante lo studio, per ridurre il rischio che le aspettative influenzassero i risultati.

Nell'analisi finale sono stati inclusi 145 adulti sani: 68 hanno assunto 200 mg di lattoferrina bovina al giorno per 12 settimane, mentre 77 hanno ricevuto il placebo.
Durante questo periodo i ricercatori hanno monitorato la comparsa e l'intensità di diversi disturbi respiratori e generali, tra cui irritazione alla gola, raucedine, congestione nasale, starnuti, naso che cola, sensazione febbrile e malessere.

𝗖𝗼𝘀𝗮 𝗲̀ 𝗲𝗺𝗲𝗿𝘀𝗼?
Al termine delle 12 settimane, chi aveva assunto lattoferrina aveva riportato disturbi respiratori e generali complessivamente meno intensi rispetto a chi aveva ricevuto il placebo. Il risultato più interessante, tuttavia, riguarda il modo in cui queste differenze sono emerse nel corso del tempo.
Nelle prime quattro settimane non sono state osservate differenze statisticamente significative tra i due gruppi. Analizzando i periodi successivi, invece, i ricercatori hanno rilevato punteggi complessivi dei sintomi più bassi nel gruppo che assumeva lattoferrina sia tra la quinta e l'ottava settimana sia tra la nona e la dodicesima.
Il dato evidenzia quindi l'importanza della continuità nell'assunzione di lattoferrina: i benefici osservati sono emersi dopo le prime quattro settimane e si sono mantenuti nel corso delle settimane successive.

𝗡𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗶𝗻𝘁𝗼𝗺𝗶: 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗲̀ 𝗮𝗰𝗰𝗮𝗱𝘂𝘁𝗼 𝗮𝗹 𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲𝗺𝗮 𝗶𝗺𝗺𝘂𝗻𝗶𝘁𝗮𝗿𝗶𝗼?
Lo studio non si è limitato alla valutazione dei disturbi riferiti dai partecipanti, ma ha esaminato anche alcuni parametri immunologici.
In particolare, i ricercatori hanno osservato l'attività delle cellule dendritiche plasmacitoidi, ovvero le cellule specializzate nel riconoscimento di segnali associati alle infezioni virali e coinvolte nella produzione degli interferoni di tipo I, le molecole fondamentali nella risposta antivirale.

Queste cellule rappresentano anche un importante punto di collegamento tra immunità innata e immunità specifica, perché contribuiscono a trasmettere informazioni alle altre componenti del sistema immunitario e a organizzare la risposta.
Dopo 12 settimane, chi aveva assunto lattoferrina mostrava indicatori di attività delle cellule dendritiche plasmacitoidi più elevati rispetto al gruppo placebo. Un risultato interessante perché suggerisce come la lattoferrina possa contribuire a sostenere l’attività di queste cellule, importanti nella risposta antivirale. Il dato immunologico si affianca così ai risultati clinici osservati nello stesso gruppo, che aveva riportato disturbi respiratori e generali complessivamente meno intensi.

𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶 𝗿𝗶𝘀𝘂𝗹𝘁𝗮𝘁𝗶 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗲𝘀𝘀𝗮𝗻𝘁𝗶?
I risultati dello studio evidenziano un aspetto importante: l'assunzione continuativa di lattoferrina è stata associata a una riduzione complessiva dei sintomi respiratori e generali, accompagnata da modificazioni di alcuni parametri immunologici coinvolti nella risposta antivirale.
Questi dati acquistano particolare significato se li colleghiamo al ruolo naturale della lattoferrina nella protezione delle mucose. Come abbiamo visto nei precedenti approfondimenti, la prima linea di difesa dell'organismo è continuamente attiva: muco, molecole antimicrobiche, anticorpi e cellule immunitarie collaborano per ostacolare i microrganismi prima che riescano a superare la barriera.
La lattoferrina partecipa naturalmente a questo sistema e, grazie alle sue proprietà immunomodulanti, può interagire con diversi componenti della risposta immunitaria.
Grazie a questa duplice attività diviene interessante l'assunzione continuativa di lattoferrina, soprattutto durante i periodi di maggiore esposizione ai comuni agenti patogeni respiratori.
La protezione immunitaria, infatti, non comincia quando compaiono i primi sintomi: è un lavoro quotidiano, che il nostro organismo porta avanti anche quando stiamo bene. Ed è proprio in questa prospettiva che si inserisce l'interesse della ricerca verso la lattoferrina e il suo possibile contributo al mantenimento delle difese nel tempo.

Quando decidiamo di utilizzare un integratore di lattoferrina, diventa importante conoscere non soltanto il quantitativo contenuto in ogni capsula, ma anche le caratteristiche della formulazione.

Nel prossimo approfondimento conosceremo più da vicino MOSIAC® e MOSIAC Plus®, le due formulazioni Pharmaguida che apportano 200 mg di lattoferrina per capsula, approfondendone le differenze e le rispettive caratteristiche.

𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔 𝗔𝗡𝗖𝗢𝗥𝗔 𝗖𝗛𝗘 𝗖𝗢𝗠𝗣𝗔𝗜𝗔𝗡𝗢 𝗜 𝗦𝗜𝗡𝗧𝗢𝗠𝗜, 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗘 𝗡𝗢𝗦𝗧𝗥𝗘 𝗠𝗨𝗖𝗢𝗦𝗘 𝗘̀ 𝗚𝗜𝗔̀ 𝗜𝗡 𝗖𝗢𝗥𝗦𝗢 𝗨𝗡 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗢 𝗗𝗜 𝗦𝗤𝗨𝗔𝗗𝗥𝗔.Scopri come funziona que...
08/10/2026

𝗣𝗥𝗜𝗠𝗔 𝗔𝗡𝗖𝗢𝗥𝗔 𝗖𝗛𝗘 𝗖𝗢𝗠𝗣𝗔𝗜𝗔𝗡𝗢 𝗜 𝗦𝗜𝗡𝗧𝗢𝗠𝗜, 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗘 𝗡𝗢𝗦𝗧𝗥𝗘 𝗠𝗨𝗖𝗢𝗦𝗘 𝗘̀ 𝗚𝗜𝗔̀ 𝗜𝗡 𝗖𝗢𝗥𝗦𝗢 𝗨𝗡 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗢 𝗗𝗜 𝗦𝗤𝗨𝗔𝗗𝗥𝗔.

Scopri come funziona questa prima linea di difesa.
Ogni giorno respiriamo aria che contiene particelle, allergeni e microrganismi, talvolta entriamo in contatto con superfici e oggetti condivisi. Eppure, nella maggior parte dei casi, questi incontri passano del tutto inosservati. Il motivo è che il nostro organismo dispone di un sistema di sorveglianza capace di intervenire già nel punto in cui avviene il primo contatto con l'ambiente esterno, cercando di impedire che i potenziali aggressori raggiungano i tessuti più profondi.
Una parte fondamentale di questa protezione è affidata alle mucose, le superfici che rivestono naso, bocca, vie respiratorie, intestino e altri distretti dell'organismo.

𝗖𝗼𝗺𝗲 𝗳𝘂𝗻𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝗻𝗼 𝗿𝗲𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗲 𝗱𝗶𝗳𝗲𝘀𝗲?
La prima cosa da sapere è che le mucose non sono semplicemente un rivestimento. Sono protette da uno strato di muco che agisce come una barriera fisica, capace di trattenere particelle e microrganismi e facilitarne l'allontanamento. Al suo interno, però, sono presenti anche molecole biologicamente attive che contribuiscono alla difesa immunitaria.

Tra queste molecole funzionali troviamo 𝗹𝗮 𝗹𝗮𝘁𝘁𝗼𝗳𝗲𝗿𝗿𝗶𝗻𝗮, una proteina naturalmente presente nelle secrezioni mucosali e coinvolta nei meccanismi dell'immunità innata, ovvero la risposta immediata che non necessita di aver già incontrato uno specifico microrganismo per entrare in azione.

La sua attività si esercita proprio nelle prime fasi del contatto con i microrganismi. La lattoferrina può sottrarre il ferro necessario alla crescita di molti batteri, limitandone la proliferazione. Inoltre, legandosi ad alcuni componenti della loro superficie, può alterare la stabilità della membrana batterica, rendendola più permeabile e vulnerabile all'azione di altre sostanze antimicrobiche. Nei confronti di alcuni virus, invece, può ostacolare l'infezione legandosi alle particelle virali oppure occupando alcuni dei punti di aggancio presenti sulle cellule della mucosa, interferendo così con le prime fasi dell'adesione e dell'ingresso del virus.
Il risultato è un'azione su più fronti: la lattoferrina contribuisce a rendere l'ambiente mucosale meno favorevole alla crescita dei batteri e può ostacolare alcuni dei passaggi iniziali attraverso cui i microrganismi cercano di superare la nostra prima barriera di difesa.

Ma il muco non ospita soltanto molecole della difesa innata. Qui entrano in gioco anche gli anticorpi.

𝗟𝗲 𝗜𝗴𝗔: 𝗴𝗹𝗶 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗰𝗼𝗿𝗽𝗶 𝗰𝗵𝗲 𝘀𝗼𝗿𝘃𝗲𝗴𝗹𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗹𝗲 𝗺𝘂𝗰𝗼𝘀𝗲
Le IgA secretorie sono anticorpi specializzati nella protezione delle superfici mucosali. Vengono prodotte continuamente da cellule immunitarie specializzate, derivate dai linfociti B, e trasportate nelle secrezioni che rivestono intestino, vie respiratorie, bocca e altre mucose.
Per comprendere quanto sia importante questo sistema basta considerare che, nel solo intestino, vengono liberati ogni giorno diversi grammi di IgA. L'organismo investe quindi una quantità considerevole di risorse per mantenere costantemente sorvegliata questa superficie di contatto con l'ambiente esterno.

Il loro compito è particolarmente efficace perché si svolge proprio dove i microrganismi cercano di insediarsi. Le IgA possono riconoscerli e legarsi ad essi, limitandone l'adesione alle cellule della mucosa, intrappolandoli nel muco e favorendone l'allontanamento.

Questo meccanismo viene definito esclusione immune: invece di attendere che un microrganismo superi la barriera e renda necessaria una risposta infiammatoria più intensa, l'organismo cerca di neutralizzarlo prima, direttamente sulla superficie.

Proprio a questo livello che emerge un altro aspetto interessante della lattoferrina.
Oltre a partecipare direttamente alla difesa innata, studi sperimentali hanno osservato che può interagire con i linfociti B e influenzare i processi che portano alla produzione delle IgA. Si tratta di evidenze ottenute principalmente in modelli sperimentali, che suggeriscono un possibile ruolo della lattoferrina anche nella regolazione della risposta anticorpale mucosale.

La lattoferrina, quindi, non è interessante soltanto per la sua attività diretta nei confronti dei microrganismi, ma anche per la capacità di interagire con le cellule e i meccanismi coinvolti nella risposta immunitaria.

Muco, lattoferrina e IgA rappresentano componenti complementari di uno stesso sistema di protezione: il muco costituisce la barriera fisica, la lattoferrina partecipa alla difesa immediata e le IgA contribuiscono a riconoscere e neutralizzare i microrganismi direttamente sulla superficie mucosale.
Il risultato è una rete di sorveglianza nella quale immunità innata e immunità specifica collaborano per mantenere protetto uno dei confini più importanti del nostro organismo.

E’ grazie a questo coordinamento immunitario che la ricerca scientifica ha iniziato ad interessarsi alle azioni della lattoferrina non soltanto durante la comparsa dei primi disturbi, ma anche in relazione al sostegno continuativo delle difese.

Se la prima linea di difesa lavora ogni giorno, cosa accade quando la lattoferrina viene assunta regolarmente per diverse settimane?

Nel prossimo approfondimento entreremo nel merito di uno studio clinico pubblicato nel 2023 sulla rivista Nutrients, che ha valutato proprio questo aspetto in 145 adulti sani, durante 12 settimane di assunzione continuativa di 200 mg di lattoferrina al giorno.

I risultati offrono uno spunto interessante per comprendere perché, quando parliamo di difese immunitarie, anche il fattore tempo meriti attenzione.

𝗤𝗨𝗘𝗦𝗧'𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗣𝗥𝗘𝗣𝗔𝗥𝗔𝗧𝗜 𝗜𝗡 𝗔𝗡𝗧𝗜𝗖𝗜𝗣𝗢Con l’arrivo dell’autunno basta che un bambino torni da scuola con il naso che cola e un...
07/10/2026

𝗤𝗨𝗘𝗦𝗧'𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗣𝗥𝗘𝗣𝗔𝗥𝗔𝗧𝗜 𝗜𝗡 𝗔𝗡𝗧𝗜𝗖𝗜𝗣𝗢
Con l’arrivo dell’autunno basta che un bambino torni da scuola con il naso che cola e un po’ di mal di gola perché, nel giro di qualche giorno, anche mamma, papà e magari i nonni inizino ad accusare i primi sintomi. È una situazione che conosciamo molto bene e che ogni anno ci ricorda quanto sia importante occuparci delle nostre difese immunitarie cercando qualcosa che possa aiutarci ad affrontare meglio la stagione.

Ma perché aspettare la comparsa dei primi sintomi per interessarci al nostro sistema immunitario?

In realtà, le nostre difese lavorano continuamente, anche quando stiamo bene, attraverso una rete di protezione che cerca di intercettare virus, batteri e altri microrganismi prima che riescano a penetrare nell'organismo. Una parte fondamentale di questo lavoro avviene sulle mucose di naso, bocca, occhi e apparato digerente, cioè proprio sulle superfici che ogni giorno entrano in contatto con l'ambiente esterno.
Queste superfici non sono semplicemente un rivestimento, ma rappresentano una vera e propria 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗹𝗶𝗻𝗲𝗮 𝗱𝗶 𝗱𝗶𝗳𝗲𝘀𝗮, dotata di meccanismi che intervengono fin dai primi istanti del contatto con un potenziale agente patogeno.

Tra le molecole naturalmente presenti nelle secrezioni che rivestono le mucose troviamo la 𝗹𝗮𝘁𝘁𝗼𝗳𝗲𝗿𝗿𝗶𝗻𝗮, una proteina coinvolta nei meccanismi dell'immunità innata, quella forma di difesa che non ha bisogno di aver già incontrato uno specifico microrganismo per entrare in azione.

La lattoferrina può contribuire alla protezione attraverso modalità differenti: sottraendo il ferro necessario alla crescita di molti batteri, interagendo con le superfici microbiche e ostacolando alcuni dei meccanismi utilizzati da virus e batteri per aderire alle cellule della mucosa o penetrarvi.

È proprio questo uno degli aspetti più interessanti della sua attività biologica: 𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗻𝗲𝗶 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗶 𝗺𝗼𝗺𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮𝘁𝘁𝗼 𝘁𝗿𝗮 𝗺𝗶𝗰𝗿𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗲 𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼, contribuendo ai sistemi di protezione già presenti sulle superfici mucosali.
Per questo parliamo di sostegno alle difese immunitarie, dovremmo iniziare a considerare anche ciò che accade prima che compaiano i disturbi. Le mucose vengono infatti sorvegliate ogni giorno e la loro protezione dipende dalla collaborazione tra il muco, le molecole antimicrobiche e le cellule del sistema immunitario.

In questa prospettiva si inserisce anche il crescente interesse della ricerca verso l'assunzione continuativa di lattoferrina, soprattutto durante i periodi dell'anno in cui siamo maggiormente esposti ai comuni agenti respiratori.

𝗢𝗰𝗰𝘂𝗽𝗮𝗿𝘀𝗶 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗲 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗲 𝗱𝗶𝗳𝗲𝘀𝗲 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗴𝘂𝗮𝗿𝗱𝗮𝗿𝗲 𝗮𝗻𝗰𝗵𝗲 𝗮 𝗰𝗶𝗼̀ 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗰𝗰𝗮𝗱𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗯𝗲𝗻𝗲, 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗻𝗶𝘇𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗮𝗱 𝗮𝘃𝘃𝗲𝗿𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗶 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗶 𝘀𝗶𝗻𝘁𝗼𝗺𝗶.

E c'è un aspetto ancora più interessante: il muco che riveste le nostre mucose non è soltanto una barriera fisica. Al suo interno agiscono anche anticorpi specializzati, le IgA secretorie, che contribuiscono a riconoscere e neutralizzare i microrganismi direttamente sulla superficie.

Nel prossimo post vedremo come questa protezione funziona e perché la lattoferrina può inserirsi a più livelli nella sorveglianza immunitaria delle mucose.

𝗟𝗲 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗲 𝗱𝗶𝗳𝗲𝘀𝗲 𝗰𝗼𝗺𝗶𝗻𝗰𝗶𝗮𝗻𝗼 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗿𝗶𝗼 𝗱𝗮 𝗾𝘂𝗶.

15/09/2026

𝗣𝗲𝗿𝗱𝗶 𝗺𝗼𝗹𝘁𝗶 𝗰𝗮𝗽𝗲𝗹𝗹𝗶, 𝗺𝗮 𝗹'𝗲𝗺𝗼𝗰𝗿𝗼𝗺𝗼 𝗲̀ 𝗻𝗼𝗿𝗺𝗮𝗹𝗲?
𝗡𝗼𝗻 𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮𝗿𝘁𝗶 𝗮𝗹𝗹'𝗲𝗺𝗼𝗴𝗹𝗼𝗯𝗶𝗻𝗮.

La carenza di ferro non compare improvvisamente.

Prima possono ridursi le riserve di ferro, mentre emoglobina ed emocromo restano ancora perfettamente nei limiti.

Valuta il valore della ferritina.

Una meta-analisi su 10.029 donne con alopecia non cicatriziale ha mostrato che, utilizzando come riferimento una ferritina inferiore a 30–40 ng/mL, circa il 59% presentava basse riserve di ferro, mentre solo l’8% aveva una vera anemia sideropenica.

Inoltre, le donne con perdita di capelli presentavano mediamente valori di ferritina inferiori rispetto ai controlli.
PMID: 35415182

👉 Quindi: 𝗲𝗺𝗼𝗴𝗹𝗼𝗯𝗶𝗻𝗮 𝗻𝗼𝗿𝗺𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗿𝗶𝘀𝗲𝗿𝘃𝗲 𝗱𝗶 𝗳𝗲𝗿𝗿𝗼 𝗮𝗱𝗲𝗴𝘂𝗮𝘁𝗲.

GLI ESAMI DI PRIMO LIVELLO DA VALUTARE CON IL MEDICO

• Emocromo completo
con Hb, MCV, MCH e RDW
• Ferritina
• Sideremia + transferrina/TIBC + saturazione della transferrina
per avere un quadro più completo del metabolismo del ferro
• TSH
per escludere un’alterazione della funzione tiroidea, una delle cause da ricercare nella caduta diffusa
PMID: 19172026

• 25-OH vitamina D
frequentemente valutata nel work-up della perdita diffusa dei capelli
PMID: 23159173

• B12, folati, zinco, e panel ormoni e altri esami possono essere molto utili, ma non necessariamente vanno richiesti a tutte: dipendono da alimentazione, ciclo mestruale, sintomi, farmaci e storia clinica.

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18/08/2026

Ogni cellula dell’organismo dispone di uno speciale sensore per misurare quanta energia ha a disposizione. Si chiama AMPK, si tratta di un enzima proteico e funziona un po’ come l’indicatore della benzina di un’automobile: non produce energia, ma segnala quando sta per finire.

Perché questo speciale sensore energetico della cellula è diventato uno degli obiettivi primari della ricerca sulla longevità?

Scopriamolo insieme
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Scopriamo in che modo le fibre di Guar e di Acacia, il Flavox, il cromo picolinato e i semi di amaranto si collegano ad AMPK attraverso vie diverse.

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«Mangia più fibre» è uno dei consigli più ripetuti a chi ha valori glicemici da tenere sotto controllo. Sotto la parola fibra ci sono sostanze molto diverse tra loro ma solo alcune agiscono sul picco glicemico nel dopo pasto.

Scopriamo insieme quali sono e dove trovarle:
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30/07/2026

𝗧𝗶 𝗮𝗺𝗺𝗮𝗹𝗶 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝗴𝗶𝗼𝗿𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗳𝗲𝗿𝗶𝗲, il weekend dopo una settimana pesante. Perchè succede?
E' il tuo sistema immunitario che ha perso il ritmo.
Scopri come la 𝗟𝗮𝘁𝘁𝗼𝗳𝗲𝗿𝗿𝗶𝗻𝗮 può aiutarlo

https://www.pharmaguida.com/ti-ammali-sempre-quando-rallenti-dal-lavoro-ce-una-spiegazione/

Il primo giorno di ferie, il weekend dopo una settimana pesante. Perchè succede? E’ il tuo sistema immunitario che ha perso il ritmo. Attraversi settimane complicate e resisti. Poi arriva il momento in cui rallenti, e ti ammali. La spiegazione classica «le difese si abbassano quando sei stanco»...

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29/07/2026

𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘂𝘁𝗶𝗹𝗲 𝗮𝘀𝘀𝘂𝗺𝗲𝗿𝗲 𝗹𝗮𝘁𝘁𝗼𝗳𝗲𝗿𝗿𝗶𝗻𝗮?
Nel tuo intestino miliardi di batteri competono ogni giorno per le stesse risorse. Il ferro è una delle più contese. La lattoferrina entra in questa competizione legando il ferro libero disponibile e portando equilibrio tra le popolazioni batteriche presenti. Il meccanismo è semplice e documentato. Bifidobatteri e Lattobacilli trovano le condizioni migliori per prosperare, mentre i batteri patogeni opportunisti in mancanza di ferro non riescono a riprodursi.

Il supporto della lattoferrina sull'equilibrio del microbiota intestinale può essere utile se…

✅Hai notato una riduzione della regolarità intestinale
✅C’è un’alterazione della diversità della tua flora batterica
✅Sei in una fascia d'età in cui il microbiota tende fisiologicamente a perdere biodiversità
✅Hai avuto episodi ricorrenti di disbiosi
✅Stai assumendo antibiotici o hai recentemente concluso una terapia antibiotica
✅Hai frequenti infezioni e/o infiammazioni vaginali
✅Soffri spesso di cistiti batteriche o ti è stata diagnosticata una cistite interstiziale
✅Sei in gravidanza e hai avuto minacce di parto-pretermine
✅Il tuo bambino è nato pretermine e vuoi aiutare il suo sistema immunitario
✅I tuoi figli si assentano spesso da scuola a causa di infezioni e vuoi migliorare le loro difese immunitarie
✅Cerchi un supporto che agisca sull'ecosistema intestinale nel suo complesso

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𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗻𝗼𝗽𝗮𝘂𝘀𝗮 𝗶𝗹 𝗴𝗿𝗮𝘀𝘀𝗼 𝘀𝗶 𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝘀𝘂𝗹 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝘃𝗶𝘁𝗮? Consigli su come agire. Il peso potrebbe restare stabile m...
28/07/2026

𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗹𝗮 𝗺𝗲𝗻𝗼𝗽𝗮𝘂𝘀𝗮 𝗶𝗹 𝗴𝗿𝗮𝘀𝘀𝗼 𝘀𝗶 𝘀𝗽𝗼𝘀𝘁𝗮 𝘀𝘂𝗹 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼 𝘃𝗶𝘁𝗮? Consigli su come agire.
Il peso potrebbe restare stabile ma cambiano le proporzioni del corpo. Spesso non dipende da come mangi: è un cambiamento fisiologico documentato, che inizia prima di quanto immagini. E su cui si può intervenire.

Leggiamo insieme
https://www.pharmaguida.com/perche-dopo-la-menopausa-il-grasso-si-sposta-sul-punto-vita/

Sul grasso viscerale non si interviene con un’unica strategia: è opportuno agire sui meccanismi che ne favoriscono l’accumulo. Consigli utili

14/07/2026

In Xflor un componente attivo sull'asse intestino-cervello è ancora poco conosciuto anche tra i professionisti sanitari.
𝗟𝗮 𝗹𝗮𝘁𝘁𝗼𝗳𝗲𝗿𝗿𝗶𝗻𝗮.

È una glicoproteina naturalmente presente nel latte materno e nelle secrezioni mucosali. Il suo ruolo più noto riguarda l'immunità innata e il metabolismo del ferro. La ricerca degli ultimi anni ha documentato qualcosa di più specifico: la lattoferrina attiva fattori di trascrizione che regolano l'espressione del gene del BDNF nelle cellule nervose, attraverso una via molecolare diretta, distinta da quella del nervo vago.

Il Lactobacillus rhamnosus interviene sul loop infiammatorio attraverso il nervo vago e la riduzione dell'attività di MAO-B.
La lattoferrina opera su una via molecolare separata, direttamente sull'espressione del BDNF nelle cellule nervose. Due componenti presenti nella stessa formulazione che agiscono su vie molecolari distinte.
Un obiettivo condiviso: sostenere le condizioni biologiche in cui il cervello può operare in modo efficiente.

Questa è la logica di Xflor.
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📚 Fonti:
— Ianiro G et al., Front Aging Neurosci 2023 (lattoferrina e BDNF)
— Castrén E, Neuropharmacology 2023 (BDNF e plasticità neuronale)
— Bravo JA et al., PNAS 2011 (L. rhamnosus e asse intestino-cervello)

Indirizzo

Via Lesche, 12
Pioppi
84068

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 13:00
15:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 13:00
15:00 - 17:00
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