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Il cliente che chiede lo sconto non ti sta dicendo che costi troppo.Ti sta dicendo che non ha capito perché dovrebbe pag...
27/10/2026

Il cliente che chiede lo sconto non ti sta dicendo che costi troppo.
Ti sta dicendo che non ha capito perché dovrebbe pagarti quel prezzo.

Il titolare sente "è un po' caro" e abbassa subito. Per chiudere. Per paura di perdere il lavoro.
Così il cliente impara una cosa sola: il primo prezzo era una proposta di partenza.

Ogni sconto senza una ragione è margine che regali.

Prima di toccare il prezzo fai così:

1. Non rispondere subito. Chi si affretta a scontare ha già perso la trattativa.

2. Chiedi: "Caro rispetto a cosa?" Spesso il confronto è con un'offerta che non include metà di quello che dai tu.

3. Ripeti cosa è compreso: tempi, garanzia, assistenza, chi risponde se qualcosa va storto.

4. Se devi concedere qualcosa, scambia. Meno prezzo solo in cambio di un ordine più grande, di un pagamento anticipato o di tempi più lunghi.

Se hai dei venditori, scrivi la regola e falla rispettare: nessuno sconto senza uno scambio.

Il prezzo non si difende con lo sconto. Si difende con una ragione.

Giovanni Girò · Specialista vendite e risorse umane per le PMI

Il tuo preventivo non è stato rifiutato. Non l'ha letto nessuno.Lo mandi, aspetti una settimana, poi dici che il cliente...
26/10/2026

Il tuo preventivo non è stato rifiutato. Non l'ha letto nessuno.

Lo mandi, aspetti una settimana, poi dici che il cliente "ci sta pensando".
Non ci sta pensando. Ha altri tre preventivi sul tavolo e un lavoro da fare.

Il seguito si organizza prima di mandare il preventivo, non dopo:

1. Fissa la data della risposta mentre sei ancora al telefono.

2. Manda il preventivo e chiama in quel giorno. Non scrivere "resto in attesa".

3. Alla chiamata chiedi una cosa sola: cosa manca per decidere? Prezzo, tempi, fiducia o altro.

4. Annota la risposta. Dopo dieci preventivi hai la mappa vera delle tue trattative p***e.

Se hai dei venditori, la regola vale il doppio: ogni preventivo ha una data di richiamo scritta. Senza data, il preventivo non è partito.

Un'offerta senza richiamo non è una trattativa. È un biglietto lasciato sul banco.

Giovanni Girò · Specialista vendite e risorse umane per le PMI

Hai mandato il preventivo. Adesso aspetti. Questo non è vendere. È sperare.Domenica sera. Ripensi ai preventivi della se...
25/10/2026

Hai mandato il preventivo. Adesso aspetti. Questo non è vendere. È sperare.

Domenica sera. Ripensi ai preventivi della settimana.
Mandati. Nessuna risposta.
E ti dici: se gli interessa, chiamano loro.

Non chiamano. Non perché non gli interessi.
Perché hanno un dubbio che nessuno gli ha tolto.

Il preventivo parte, il titolare torna al lavoro, il cliente resta solo con un prezzo e nessuna spiegazione.

Domani mattina fai così:

1. Apri l'elenco dei preventivi mandati e non ancora chiusi.
2. Per ognuno, una telefonata entro mercoledì. Non per chiedere se l'ha visto, ma per sapere cosa lo frena.
3. Scrivi accanto la risposta. Dopo un mese sai perché perdi i lavori.

Il preventivo non chiude niente.
Chiude la telefonata dopo.

Giovanni Girò · Specialista vendite e risorse umane per le PMI

Faccio prima a farlo io.Lo dicono tanti titolari. Ed è vero: la prima volta fai prima tu. Anche la seconda.Alla decima h...
24/10/2026

Faccio prima a farlo io.

Lo dicono tanti titolari. Ed è vero: la prima volta fai prima tu. Anche la seconda.

Alla decima hai fatto dieci volte un lavoro che poteva fare un altro. E lui non l'ha mai imparato.

Ogni volta che lo fai tu, il collaboratore disimpara.

Da lunedì:
1. Scegli una cosa che fai bene e che ripeti ogni settimana.
2. Scrivila su un foglio, passo per passo.
3. Falla fare a lui con te accanto. Poi da solo. Poi controlli.

Non si delega quello che non sai fare. Si delega quello che sai fare meglio di tutti.

Il sabato in ufficio non è impegno.
È il conto di tutte le volte che hai fatto prima tu.

Giovanni Girò · Specialista vendite e risorse umane per le PMI

Sono nato in mezzo al banco di un bar, dai 14 ai 44 anni è stata la mia vita pub, bar poi ancora pub. Poi uno schianto s...
24/09/2026

Sono nato in mezzo al banco di un bar, dai 14 ai 44 anni è stata la mia vita pub, bar poi ancora pub.

Poi uno schianto secco, fragoroso ma sopratutto doloroso.

La cosa di cui oggi da consulente sono certo è che al 99% se qualcuno fosse venuto ad offrirmi aiuto lo avrei mandato a stendere perché io “SAPEVO FARE IL MIO LAVORO” su questo non ci piove da me si mangiava e si beveva bene, i miei locali erano pieni…

Ero pieno di frustrazione a vedere quanto lavorassi e quanto poco mi restasse, davo la colpa al governo, alla crisi, ai competitor, peccato che se fossi stato perfetto in tutto sarebbe andata diversamente.

Se sei un ristoratore e fai la fatica che facevo io nonostante lavori 15/18 ore al giorno e le cose non vanno come vorresti.

Chiedi aiuto, questo evento è gratuito non ti impegna e ti dà un idea già concreta di cosa potrebbe essere il tuo “SO FARE IL MIO MESTIERE”

EDAC - OSM Partner Greta Fossati

AIUTO, ho bisogno del tuo aiuto Sei un mio contatto e fai l’imprenditore? Scrivimi il tuo settore e quale senti sarebbe ...
15/09/2026

AIUTO, ho bisogno del tuo aiuto

Sei un mio contatto e fai l’imprenditore?
Scrivimi il tuo settore e quale senti sarebbe il principale problema da risolvere nel settore

Sto facendo una statistica
In cambio ti mando un regalo

15 settembre 2012 Eravamo siamo e resteremo. Certe persone arrivano nella tua vita senza fare rumore, giorno dopo giorno...
15/09/2026

15 settembre 2012

Eravamo siamo e resteremo.

Certe persone arrivano nella tua vita senza fare rumore, giorno dopo giorno ci costruisci insieme ciò che diventerà, diventerete.
Passi momenti straordinari insieme e momenti che ti lasciano una paura indescrivibile, ma…. C’è un Ma grosso come una casa io con te so che posso navigare tutte le tempeste perché tu sei non al mio fianco ma tu sei me e io te intrecciati siamo diventati forti e indissolubili, errori, paure, persone, avvenimenti.

Tutto passa, noi restiamo, da 20anni insieme oggi sono 14 di matrimonio Irene Girò Cervi

PRENDERSI CURA DI SÉ.Stamattina il programma era semplice:esami del sangue, barbiere, manicure.Qualcuno potrebbe chiamar...
11/09/2026

PRENDERSI CURA DI SÉ.

Stamattina il programma era semplice:
esami del sangue, barbiere, manicure.

Qualcuno potrebbe chiamarla vanità.
Io la chiamo responsabilità.

Perché prendersi cura di sé significa controllare la propria salute. Guardarsi allo specchio e piacersi. Avere rispetto del proprio corpo.

Ma questa è solo la parte che si vede.

La parte più importante è quella dentro.

Prendersi cura dei propri pensieri.
Della propria energia.
Delle persone che scegliamo di avere accanto.
Dei rapporti che abbiamo trascurato.
Della nostra famiglia.
Della nostra crescita.

E soprattutto avere il coraggio, ogni tanto, di guardarci dentro con la stessa attenzione con cui guardiamo un esame del sangue.

Perché puoi sistemare la barba, le mani, il fisico e il modo in cui ti presenti al mondo.

Ma se dentro continui a trascinarti ciò che non hai mai avuto il coraggio di affrontare, non ti stai davvero prendendo cura di te.

A 20 anni pensavo che crescere significasse diventare più forte.

Oggi penso significhi diventare più consapevole.

Un uomo curato fuori attira l’attenzione.
Un uomo solido dentro lascia il segno.

La versione migliore di noi non si trova.
Si costruisce. Ogni giorno.

E tu, da quanto tempo non ti prendi davvero cura di te?

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