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La stanchezza che vedo all'accoglienza spesso non è per il dolore: è per doverlo raccontare di nuovo.Il primo appuntamen...
25/10/2026

La stanchezza che vedo all'accoglienza spesso non è per il dolore: è per doverlo raccontare di nuovo.

Il primo appuntamento qui parte da me. La cartellina che porti diventa la tua cartella al Centro Luppino. Gli specialisti che ti seguono, dall'osteopata alla fisioterapista, partono da lì. Non da una domanda che hai già sentito troppe volte.

Per questo ti chiedo tre cose. I referti, anche quelli vecchi, perché mostrano come è cambiato il problema. L'elenco dei farmaci, compresi quelli che prendi ogni tanto. E cosa hai già provato, soprattutto quello che non ha funzionato.

Il resto lo ricostruiamo insieme, una volta sola.

Cosa ti manca nella cartellina? Scrivilo qui sotto e ti dico se serve davvero.

«Quante sedute mi servono?» è la domanda giusta. Solo che la risposta onesta non arriva al primo minuto.Il primo incontr...
24/10/2026

«Quante sedute mi servono?» è la domanda giusta. Solo che la risposta onesta non arriva al primo minuto.

Il primo incontro serve a capire da dove nasce il tuo dolore: come ti muovi, cosa fai durante la giornata, cosa hai già provato. Da lì imposto un obiettivo concreto, per esempio girare la testa senza fastidio o tornare a correre. Lungo il percorso fissiamo dei momenti di verifica: rifacciamo gli stessi movimenti e guardiamo cosa è cambiato.

Se non migliora, cambio strategia o coinvolgo la collega giusta del centro, come la dott.ssa Schiavino per la fisioterapia o la dott.ssa Albertelli per la parte psicologica. E tu non devi raccontare la tua storia da capo.

Scrivi SEDUTE qui sotto e ti racconto come funziona la prima valutazione.

Quando mi dici che la mascella fa male solo nelle settimane peggiori, per me la domanda cambia.L'osteopata Andrea Cattro...
22/10/2026

Quando mi dici che la mascella fa male solo nelle settimane peggiori, per me la domanda cambia.

L'osteopata Andrea Cattro lavora con le mani per sciogliere le tensioni di mandibola e collo: spesso già uscendo senti la testa più libera. Ma se di notte stringi i denti perché lo stress ti resta addosso, quella tensione tornerà alla prossima scadenza.

Per questo in casi come questi ti propongo un percorso integrato. Il dottor Cattro interviene sul corpo, mentre la nostra psicologa, la dottoressa Alexandra Albertelli, ti aiuta a capire come la pressione finisce direttamente nei tuoi muscoli. I due professionisti collaborano costantemente, così non devi ricominciare il racconto da capo ogni volta.

Se ti ritrovi in questa descrizione, scrivimi in DM "VALUTAZIONE".

Il tacco consumato da un lato è il diario di come cammini, passo dopo passo.Ogni appoggio lascia un segno, sempre nello ...
21/10/2026

Il tacco consumato da un lato è il diario di come cammini, passo dopo passo.
Ogni appoggio lascia un segno, sempre nello stesso punto. Per questo una delle prime cose che il dott. Mirabella, il nostro podologo, guarda non è il piede: è la suola delle scarpe che usi di più.
Consumo sul bordo esterno: il piede tende ad appoggiare verso fuori.
Consumo sul lato interno: il piede tende a cedere verso dentro.
Consumo diverso tra destra e sinistra: le due gambe non stanno lavorando allo stesso modo.
E quello sbilanciamento non resta lì sotto. Sale, passa per caviglie e ginocchia e arriva fino alla schiena. È anche per questo che qui la podologia lavora insieme a fisioterapia e osteopatia.
Gira adesso la scarpa che metti più spesso e scrivi qui sotto com'è il tacco: interno, esterno o pari?

Spesso con i bambini, soprattuto quando i genitori e i docenti riportano la loro fatica a stare “fermi” e seduti in clas...
21/10/2026

Spesso con i bambini, soprattuto quando i genitori e i docenti riportano la loro fatica a stare “fermi” e seduti in classe, propongo un lavoro sul silenzio ma fatto con diversi materiali. Costruiamo insieme un percorso e associamo ad ogni materiale la sensazione che genera al tatto!
A cosa serve? Beh, si può iniziare con l’imparare ad ascoltare il proprio corpo, riconoscere le sensazioni che emergono e trovare un modo per rallentare, senza dover necessariamente stare immobili!





Spesso con i bambini, soprattuto quando i genitori e i docenti riportano la loro fatica a stare “fermi” e seduti in clas...
21/10/2026

Spesso con i bambini, soprattuto quando i genitori e i docenti riportano la loro fatica a stare “fermi” e seduti in classe, propongo un lavoro sul silenzio ma fatto con diversi materiali. Costruiamo insieme un percorso e associamo ad ogni materiale la sensazione che genera al tatto!
A cosa serve? Beh, si può iniziare con l’imparare ad ascoltare il proprio corpo, riconoscere le sensazioni che emergono e trovare un modo per rallentare, senza dover necessariamente stare immobili!


.ssaVeceConcetta


20/10/2026

Sembra un esercizio da prima lezione. È proprio per questo che si parte da lì.
Se la scheda standard ti ha lasciato la schiena peggio di prima, spesso il problema non è stato lo sforzo: i carichi sono arrivati prima del controllo. In sala posturale la dott.ssa Ilaria Schiavino fa ripartire da terra. Sdraiato sulla schiena, ginocchia piegate, il bacino che si muove di pochi centimetri insieme al respiro. Niente pesi, niente fretta. Prima impari a muovere il bacino senza che la schiena tiri. Poi si aggiunge il resto, un passo alla volta, solo quando quel movimento è diventato tuo. Non è tornare indietro: è ripartire dal pezzo che la scheda aveva saltato.
Scrivi SCHIENA qui sotto e ti dico da quale esercizio ripartiresti tu.

Quel «non sono matto» non è un no alla psicologa. È paura dell'etichetta.A quindici anni sedersi da una psicologa sembra...
19/10/2026

Quel «non sono matto» non è un no alla psicologa. È paura dell'etichetta.

A quindici anni sedersi da una psicologa sembra una dichiarazione pubblica: c'è qualcosa che non va in me. Per questo la dott.ssa Vece non apre il primo incontro dal problema. Prima chiarisce cosa resta tra loro due e cosa arriva ai genitori. Poi lascia a lui la scelta di cosa raccontare, anche quasi niente. Si può partire dalla scuola, dallo sport, da una serie vista ieri sera. Tu, a casa, hai un compito preciso: non presentarlo come una punizione e non chiedergli un percorso. Proponi un solo incontro, poi decide lui.

Se a casa tua è arrivata questa frase, scrivi PRIMO qui sotto e ti racconto come prepararlo.

Queste quattro frasi sul mal di schiena le sento ripetere quasi ogni settimana.Non è colpa di chi ci crede: spesso sono ...
18/10/2026

Queste quattro frasi sul mal di schiena le sento ripetere quasi ogni settimana.
Non è colpa di chi ci crede: spesso sono falsi miti che ti tengono fermo nel posto sbagliato.

Nel mio studio, insieme al dott. Lorenzo Giachino, osteopata, affrontiamo il problema alla radice. Con l'osteopatia non ci limitiamo a guardare dove fa male, ma cerchiamo la disfunzione che scatena il dolore, liberando le tensioni e restituendo mobilità a tutto il corpo.

Il segreto per non ritrovarti al punto di partenza tra qualche mese è integrare il trattamento manuale con il movimento corretto.

Quale di queste quattro ti hanno detto più spesso? Scrivi il numero qui sotto.

Il primo passo dal letto al bagno ti dice dove fa male, non da chi andare.Per questo tanti prenotano dal primo specialis...
17/10/2026

Il primo passo dal letto al bagno ti dice dove fa male, non da chi andare.
Per questo tanti prenotano dal primo specialista libero, fanno qualche seduta e un mese dopo si ritrovano col chiodo nel tallone. Non perché abbiano scelto male il professionista, ma perché nessuno ha guardato i segnali intorno al dolore: le scarpe, i polpacci, la schiena, da quanto tempo va avanti. Da noi podologo, fisioterapista e osteopata lavorano nello stesso centro e si parlano. Se parti dalla porta sbagliata non ricominci da zero: il tuo caso passa alla persona giusta, con la storia già raccontata.
Non sai ancora con chi fai match? Scrivi VALUTAZIONE qui sotto e ti diciamo da dove partire.

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