Daniel Del Monte - Family Constellations

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Daniel Del Monte - Family Constellations Explore relationships, roles and patterns through Family Constellations. Sydney workshops & sessions.

Whatever was excluded in a family doesn’t disappear. It often comes back through those who come after.That’s one of the ...
24/10/2026

Whatever was excluded in a family doesn’t disappear. It often comes back through those who come after.

That’s one of the first things Family Constellations teaches us, and next month I get to share it at Strawberry Fields.

I’m really excited to bring an Interactive Introduction to Family Constellations to the festival this year. Come curious, no experience needed.

Friday 20 November · 12:35–2:05 pm · Murray’s Lounge
Details: danieldelmonte.com/strawberry-fields-2026 (also in my bio)

See you in the fields.

15/10/2026

Family Constellations: what actually happens in a workshop?

These people had never met. Yet for a few minutes, they stood in for someone’s family.

In a Family Constellation, the person exploring their story chooses others to represent family members and places them in the room. There’s no script. We simply notice what shows up: a distance, a glance, a touch, someone turning away.

Often the person recognises something about their family dynamics they couldn’t put into words before. Not an answer, but a new way of seeing.

Curious about the family patterns in your own life? Follow to learn more about Family Constellations, or message me INFO for upcoming workshops in Sydney, Italy and online.

Filmed at my workshop in Montecatini Terme, Italy.

Music: “Dream Culture” by Kevin MacLeod (incompetech.com), CC BY 4.0

28/09/2026

Who is missing from the story your family tells?

In Family Constellations, we explore family exclusion: the people and experiences left out of the family story.

An ancestor who died in tragic circumstances.
A relative whose psychiatric hospitalisation was surrounded by silence.
An unborn child whose place in the story was never acknowledged.

Silence may begin with grief, shame, fear or simply not knowing how to speak about what happened. We can approach it with curiosity and compassion.

Through a systemic perspective, we explore what these silences mean to us, how we relate to our family history, and the feelings that arise when we make room for a fuller story.

The references to mental symptoms in this reel describe a systemic interpretation. Mental health has many contributing factors, and constellation work does not replace psychological or medical care.

Recognition can begin with a quiet acknowledgement:
“You are part of this family’s story.”

It can coexist with boundaries, incomplete information and relationships that remain at a distance. We can acknowledge what we know without filling the gaps with assumptions.

A question to sit with:
Whose experience could I acknowledge with more compassion?

Save this for a moment when you have space to reflect.

Daniel Del Monte | Family Constellations
Sydney • Italy • Online

I went back to Italy to support my dad as his health declined. He now needs help with things he once did for himself.My ...
21/09/2026

I went back to Italy to support my dad as his health declined. He now needs help with things he once did for himself.

My mum and I shared his care. Working together changed our relationship and brought us closer. I was still her son, and we were also two adults cooperating in Dad’s care.

This is part of the systemic perspective I want to share: a change in one relationship can invite us to look at the others too. This experience was about my dad and me, and it was also about my mum and how we related to each other.

I’m back in Australia now, and I’m happy I could be there to care for him. Alongside that, distance can bring guilt: “Should I be there? Am I doing enough?” It can take energy away from our work, our rest and the people beside us.

From a Family Constellations perspective, I find it useful to separate the responsibilities we take on from our place in the relationship. I can help care for my father and still be his son. He remains an adult with his own history, wishes and dignity.

For some of us, the adult who organises care lives alongside a younger part still wanting to be seen, held or reassured. If there is old hurt, caring now does not require us to pretend the past was different.

We can ask: what care is needed today, and what am I still hoping to receive? We can also notice the familiar role we step into: the reliable one, the peacemaker, the person who never asks.

Then widen the picture. Who else is caring? What do they need? What can we share, and where do we need more support?

From far away, we can agree on one useful contribution, stay in touch with those caring day to day, and be clear about our limits. Our lives here need room too.

These are invitations to reflect, not rules for every family. Closeness cannot be forced, and respect can coexist with boundaries.

In this difficult season, sharing the care of my dad also brought my mum and me closer.

If you are caring for a parent, what would help you right now?

Daniel 🌀

🌀 Dal riconoscimento al movimentoAlcuni momenti dell’incontro di Costellazioni Familiari di sabato 29 agosto.Desidero ri...
01/09/2026

🌀 Dal riconoscimento al movimento

Alcuni momenti dell’incontro di Costellazioni Familiari di sabato 29 agosto.

Desidero ringraziare tutte le persone che hanno partecipato per la presenza, la fiducia e il rispetto con cui hanno accolto ciò che è emerso durante il lavoro.

Insieme abbiamo osservato alcune delle dinamiche nascoste che agiscono nei nostri sistemi familiari: i legami piĂą profondi, le emozioni che attraversano le generazioni e le fedeltĂ  inconsce che possono orientare il movimento della nostra anima in direzioni che non sempre comprendiamo razionalmente.

A volte, comportamenti, reazioni e situazioni che continuano a ripetersi possono rappresentare un modo inconscio di rimanere legati a persone che, nella storia familiare, sono state escluse, dimenticate, giudicate o private del proprio posto.

Nello sguardo sistemico, ciò che viene escluso non scompare necessariamente: può continuare a cercare riconoscimento attraverso le generazioni successive.

Dare un posto interiore a queste persone non significa giustificare ciò che è accaduto o ripeterne il destino. Significa poter dire:

“Ti vedo. Riconosco che appartieni. Ora posso lasciare a te ciò che è tuo, per vivere pienamente ciò che appartiene a me.”

Durante il workshop abbiamo iniziato a creare una nuova immagine interiore: un’immagine nella quale il passato può essere riconosciuto senza continuare a governare inconsapevolmente il presente.

Ma riconoscere una dinamica è soltanto l’inizio. A un certo punto, ciò che abbiamo visto ha bisogno di trasformarsi in un movimento concreto.

Non deve essere necessariamente un grande cambiamento. Può essere prendersi del tempo prima di dire sì, chiedere aiuto, esprimere un bisogno oppure smettere di portare una responsabilità che non ci appartiene.

Un piccolo passo non cancella il passato, ma introduce una nuova possibilitĂ  nel presente.

Qual è un piccolo passo concreto che puoi compiere nei prossimi giorni?

Non il passo perfetto, né quello che cambierà tutto. Soltanto il prossimo movimento possibile.

Perché il cambiamento, a volte, comincia quando smettiamo di ripetere — anche una sola volta — ciò che abbiamo sempre fatto. 🌀

28/08/2026

🌀 Quanto di te hai imparato a nascondere per sentirti accettato?

Nelle nostre relazioni possiamo adattarci, trattenere ciò che sentiamo o rinunciare ai nostri bisogni per paura di perdere un legame.

Le Costellazioni Familiari ci permettono di osservare queste dinamiche attraverso un’esperienza diretta, dando forma nello spazio a emozioni, relazioni e schemi che spesso agiscono senza che ce ne rendiamo conto.

Domani faciliterò un incontro di gruppo dedicato all’esplorazione delle dinamiche personali e familiari.

đź“… Sabato 29 agosto
đź•” Dalle 17:00 alle 21:00
📍 Via Giuseppe Mazzini 4, Margine Coperta-Traversagna, zona Montecatini Terme

L’incontro è privato e a numero chiuso.

đź“© Scrivimi in privato per informazioni e disponibilitĂ .

Daniel Del Monte 🌀

SistemaFamiliare

🌀 Appartenere senza perdersiTi è mai capitato di adattarti, nascondere ciò che senti o rinunciare ai tuoi bisogni per pa...
26/08/2026

🌀 Appartenere senza perdersi

Ti è mai capitato di adattarti, nascondere ciò che senti o rinunciare ai tuoi bisogni per paura di non essere accettato?

Il bisogno di appartenere è profondamente umano. A volte, però, possiamo confondere l’appartenenza con la necessità di compiacere gli altri, fino a perdere il contatto con noi stessi.

Ti propongo una breve pratica di osservazione ispirata al lavoro sistemico.

Scegli una relazione o un gruppo nel quale senti di doverti adattare per essere accettato: può essere la famiglia, un’amicizia, una relazione affettiva o l’ambiente di lavoro.

Prendi due fogli.

Sul primo scrivi:

IO

Sul secondo:

LA RELAZIONE
oppure il nome del gruppo che hai scelto.

Posiziona i fogli sul pavimento seguendo il tuo primo impulso. Poi mettiti sul foglio IO e osserva:

• Quanto sono vicino o lontano dalla relazione?
• Mi sento libero di guardarla oppure vorrei allontanarmi?
• Il mio corpo si apre, si irrigidisce o si trattiene?
• Ho abbastanza spazio per essere me stesso?

Ora completa mentalmente queste frasi:

“Per sentirmi accettato, in questa relazione tendo a…”

“Quello che faccio più fatica a mostrare di me è…”

“Ciò a cui non voglio più rinunciare per appartenere è…”

Infine, cerca una posizione dalla quale tu possa vedere il foglio della relazione mantenendo uno spazio sufficiente intorno a te.

Da quella posizione pronuncia lentamente:

“Riconosco il legame che esiste tra noi.”

“Tu hai il tuo posto e io ho il mio.”

“Posso appartenere senza rinunciare a me stesso.”

Nelle Costellazioni Familiari osserviamo anche attraverso il corpo e lo spazio. La distanza, la direzione dello sguardo e il modo in cui occupiamo il nostro posto possono rendere visibili dinamiche che mettiamo in atto senza accorgercene.

Questa pratica non serve a prendere immediatamente una decisione sulla relazione. Serve a riconoscere dove finisce il bisogno di appartenenza e dove può cominciare la rinuncia a noi stessi.

Perché appartenere non dovrebbe significare abbandonarsi. 🌀

Daniel Del Monte

 🌀 Appartenere senza perdersiAppartenere non significa essere sempre approvati.Fin dall’infanzia impariamo che la nost...
24/08/2026

 🌀 Appartenere senza perdersi

Appartenere non significa essere sempre approvati.

Fin dall’infanzia impariamo che la nostra sicurezza dipende dal legame con chi si prende cura di noi. Per proteggere quel legame possiamo adattarci, nascondere alcune emozioni, rinunciare ai nostri bisogni o cercare di diventare ciò che sentiamo che gli altri si aspettano da noi.

Crescendo, questi adattamenti possono continuare a manifestarsi nelle relazioni: diciamo di sì quando vorremmo dire di no, evitiamo un confronto per paura di essere esclusi oppure cerchiamo continue conferme per sentirci accettati.

Per comprendere meglio queste dinamiche è utile distinguere quattro esperienze:

• Appartenenza significa riconoscere di avere un posto all’interno di una famiglia, di un gruppo o di un sistema.

• Approvazione significa ricevere l’accordo o la conferma degli altri.

• Vicinanza indica quanto ci sentiamo emotivamente prossimi a qualcuno.

• Contatto riguarda la presenza concreta della relazione: parlarsi, incontrarsi o condividere del tempo.

Possiamo appartenere a una famiglia anche quando non veniamo approvati. Possiamo avere poco contatto con una persona e continuare a riconoscerne il posto nella nostra storia. Possiamo amare qualcuno senza dover rinunciare alla nostra identitĂ .

Nello sguardo sistemico, appartenere non significa pensare tutti allo stesso modo, accettare ogni comportamento o rimanere in relazioni che ci fanno male. Significa riconoscere il legame e il posto dell’altro senza perdere il contatto con noi stessi.

Può essere utile osservare:

In quali relazioni sento di dovermi adattare per essere accettato?

Dove confondo l’appartenenza con il bisogno di approvazione?

Che cosa temo possa accadere se mostro ciò che penso, sento o desidero realmente?

Appartenere senza perdersi significa poter dire interiormente:

“Tu hai un posto nella mia storia e io posso continuare ad avere un posto nella mia vita.”

Da questa distinzione può nascere una relazione più adulta: un legame nel quale possiamo restare vicini senza abbandonare noi stessi. 🌀

Daniel Del Monte

🌀 COSTELLAZIONI FAMILIARI — MONTECATINI TERMESabato 29 agosto faciliterò un incontro esperienziale di Costellazioni Fami...
18/08/2026

🌀 COSTELLAZIONI FAMILIARI — MONTECATINI TERME

Sabato 29 agosto faciliterò un incontro esperienziale di Costellazioni Familiari in Toscana.

SarĂ  uno spazio raccolto in cui osservare, attraverso il lavoro sistemico, alcune dinamiche familiari e relazionali che possono continuare a influenzare il nostro modo di sentire, scegliere e stare nelle relazioni.

đź“… Sabato 29 agosto
đź•” Dalle 17:00 alle 21:00
📍 Zona Montecatini Terme

L’incontro è privato e a numero chiuso.

Per ricevere tutte le informazioni e verificare la disponibilità dei posti, scrivetemi direttamente in privato. 🌀

09/06/2026

When a client speaks about the mother wound, the facilitator may begin to feel something in their own body: heaviness, confusion, sadness, protectiveness, resistance, or even a subtle loss of clarity.

This is important to notice.

Sometimes the facilitator is no longer only listening to the client. They may be unconsciously stepping into the client’s broken mother field.

This can happen when the mother’s pain, absence, trauma, or emotional unavailability is strongly present in the system.

A skilled facilitator must keep an inner assessment alive:

Is this sensation mine?
Is it the client’s?
Or am I sensing something from the mother’s field?

Without this awareness, the facilitator can begin to rescue, over-identify, interpret too quickly, or lose their neutral position.

The work requires compassion, but also clarity.

The facilitator’s role is not to take the place of the missing mother.
It is to remain present enough to perceive what is moving in the system without becoming entangled in it.

This is why the interview must stay simple, grounded, and precise.

We listen to the words.
We observe the body.
We notice the field.
And we wait for what is essential to reveal itself.

The clearer the facilitator’s place, the safer the constellation can become.

Address

New South Wales
Sydney, NSW
2026

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