28/09/2026
Riproponiamo questa meravigliosa fotografia di inizio Novecento.
Si costruiscono i marciapiedi sul corso di Genzano.
Ci fa piacere mettere in evidenza un commento relativo a questa foto dell'architetto Virginio Melaranci: "È vero, ogni volta che vedo questa immagine anche io mi dico che è davvero una bella foto. Ho provato a darmi una spiegazione del perché la giudico bella. Intanto, secondo me è bella per la raffinata composizione catturata dal fotografo, con quell'aspetto teatrale tipico delle foto di quell'epoca, tutti in posa, ognuno con il suo ruolo, orgogliosi di esserci. È bella per il significato sociale che ci trasmette, per la testimonianza storica e quant'altro. Però c'è un dettaglio che mi ha sempre colpito di questa foto che ogni volta calamita lo sguardo e libera le suggestioni: è la lastra di basaltina, grande quasi un metro quadrato, posata a mano, con il suo forte spessore di 6-7 cm. È lo stesso materiale che vediamo ancora oggi su tante vie di Genzano, via Garibaldi, via Bruno Buozzi, via Italo Belardi ecc. Le pietre antiche della nostra città. In un'epoca, come quella nostra, degli spessori miniaturizzati, della nanotecnologia, del progressivo assottigliamento e scomparsa della materia, lo spessore di quella lastra sorprende, emoziona, e ci trasmette un possibile messaggio, che ha a che fare con un senso perduto per la lunga durata, quando si lavorava con un sentimento del tempo diverso dal nostro. Con il pensiero cioè che ciò che si faceva doveva durare negli anni e servire alle generazioni che sarebbero venute dopo. Questa foto ci colpisce anche perché quel mettersi in posa davanti al fotografo, ci trasferisce l'orgoglio sociale di chi sa che sta lavorando per la collettività del suo tempo e per quelle che verranno, sta tramandando con il suo lavoro qualcosa che ha valore, sì per il suo presente, ma anche per i posteri come noi che, con una percezione del tempo tutta diversa, ci scopriamo ad ammirarla oggi."