18/06/2026
Caro Antonello Venditti,
ti scrivo perché è arrivato quel momento dell'anno in cui diventi il re incontrastato di questo Paese.
A Natale gli Wham! se la giocano con Mariah Carey, in primavera se la contendono Loretta Goggi e Marina Rei, d'estate è una lotta senza esclusione di colpi tra qualunque cantante e il buom senso.
Ma quando arrivano gli esami di maturità non c'è partita.
Sali in cattedra tu, Antonellone nostro con Notte prima degli esami.
Che poi, a dirla tutta, quella canzone,non parlava degli esami ma parlava de te che volevi scopà co Claudia.
Ma so dettagli.
Perché io, appena sento quelle prime note di pianoforte, comincio a sbavare malinconia.
Mi ricresce lo zaino Invicta sulle spalle, mi spuntano panini con la frittata,fogli protocollo e firme di mia madre ricalcate ovunque.
Perché pure io, la notte prima degli esami, l'ho passata accampato da qualche parte assieme a qualche scappata di casa a cantare che questa notte è ancora nostra, gli aerei tra New York e Mosca e la matematica che non sarebbe mai stata il mio mestiere.
Sì, lo so, Antonè.
Sarebbe stato meglio scopà.
Perché, come dice il Vangelo secondo Antonello, sc***re bene è la prima cosa.
Ma anche la seduzione non è mai stato il mio mestiere.
Però, tutto sommato, è stato bello lo stesso.
La maturità andò benone.
D'altronde, con la mia proverbiale faccia da c**o, era difficile che andasse male.
Arrivai a un solo punto dal voto dei miei sogni.
Volevo fortemente 59.
Mi fermai a 58, pazienza.
Fu anche l'ultima volta che misi piede in una scuola.
Il giorno dopo iniziai a lavorare e dentro università non c’ho mai messo piede, purtroppo.
E oggi, pensare a tutti quei ragazzi che stanno per affrontare l'ultima prova delle superiori, mi emoziona.
Se potessi dar loro un consiglio, direi di godersi ogni secondo.
Di non farsi divorare dall'ansia del risultato.
Perché tra qualche anno il voto lo avranno dimenticato.
Ma non dimenticheranno mai quel miscuglio di paura, speranza, adrenalina e caffè.
Che certe emozioni non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano come l’alta marea che scompare riappare portandomi via.
Anche perché dal momento in cui ti siedi davanti a quella commissione succede una cosa strana.
La vita comincia ad accelerare in maniera f***e.
E accelera così tanto che mentri sostieni l’interrogazione, ti giri un attimo e tra il pubblico ci sei giá te che fai il tifo per i tuoi figli.
Che la vita è un brivido che vola via.
Che questo l’ha detto Vasco ma insomma il concetto è quello.
Però immagino che a diciott'anni i consigli di un maturando di quarantasette valgano più o meno quanto una moneta da tre euro.
E allora niente.
Posso solo mandare un enorme in bocca al lupo a tutti i ragazzi che oggi varcheranno quella soglia.
E ricordare loro una cosa.
Che questa notte...
è ancora la vostra.
Antonè!
Daje sempre tutta!
Firmato
Uno che ormai sembra Dante e mio fratello Ariosto. CIT .