03/07/2026
L'Ombra
C'è una stanza senza finestre
dove riposano i nomi che non ho pronunciato,
i gesti trattenuti,
le lacrime negate,
la rabbia vestita di silenzio.
Per anni ho creduto
che la luce bastasse a raccontarmi.
Ma ogni alba lasciava dietro di sé
una sagoma fedele,
che camminava un passo oltre il mio coraggio.
L'ho chiamata nemica,
l'ho nascosta dietro sorrisi perfetti,
l'ho accusata di ogni crepa.
Eppure non ha mai smesso di aspettarmi.
Quando finalmente mi sono voltata,
non ho trovato un mostro,
ma un volto antico,
coperto della polvere di tutto ciò
che avevo imparato a non essere.
L'Ombra non chiedeva perdono.
Chiedeva soltanto un nome,
un posto accanto al cuore,
una sedia alla tavola dell'anima.
Da allora camminiamo insieme.
Lei mi ricorda che anche la notte
custodisce semi di stelle,
e io le insegno che la luce
non serve a cancellare il buio,
ma a renderlo visibile.
Così divento intera:
non perché abbia vinto l'oscurità,
ma perché ho smesso di fuggirla.
Il lavoro sull'ombra in terapia diventa parte fondante di reintegrazione di quella parte di noi autentica che per qualche ragione abbiamo lasciato indietro, distaccata e che bussa nell'implicito delle nostre azioni e delle nostre parole, spesso.
Riconoscerla accoglierla nel cerchio delle nostre parti le dà dignità e posizione. Allora smette di urlare.
Opera:Liz@rt
Photo: Serena Panico