Dott.ssa Silvia Smajlovic

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Dott.ssa Silvia Smajlovic DOTT.SSA NUTRISMILE
Biologa Nutrizionista- Esperta in Nutrizione Clinica, Sportiva 🏃‍♀️e Dieta LOW FODMAPS🤰 per IBS, patologie gastrointestinali

06/11/2026

e sia automaticamente la scelta migliore per ogni situazione.

📚 La scelta del probiotico dovrebbe essere mirata, perché le evidenze sulla prevenzione della diarrea associata agli antibiotici non sono automaticamente applicabili alla prevenzione della candidosi vaginale.

E ricorda: assumere un probiotico non garantisce di evitare questi disturbi e non è sempre necessario durante una terapia antibiotica.

💗 Il messaggio che voglio lasciarti è semplice: non scegliere un probiotico a caso solo perché stai assumendo un antibiotico.

La scelta dovrebbe dipendere dalle tue esigenze e dalle indicazioni di un professionista sanitario.

💌 E TU? Hai mai sofferto di candidosi, prurito intimo o disturbi intestinali dopo una terapia antibiotica?

Scrivimi in DM e raccontami la tua esperienza! 💬

27/10/2026

🥦🍎 MANGIARE SANO NON SIGNIFICA MANGIARE SEMPRE LE STESSE COSE!

Quante volte hai sentito dire che per seguire un'alimentazione equilibrata bisogna mangiare tanta frutta e verdura? 🍓🥬

È vero, ma c'è un aspetto che spesso sottovalutiamo: non conta soltanto la quantità, ma anche la varietà! 🌈

Ogni frutto e ogni ortaggio possiede caratteristiche nutrizionali differenti e apporta vitamine, minerali, fibre e sostanze preziose per il nostro organismo.

👉 Ecco perché scegliere sempre gli stessi alimenti, anche quando sono salutari, può limitarci nella varietà dei nutrienti che introduciamo quotidianamente.

💚 Il segreto? Imparare a variare!

🥕 Alterna le verdure durante la settimana, scegliendo tra carote, zucchine, broccoli, spinaci, rucola, finocchi e tante altre possibilità.

🍊 Cambia la frutta in base alla stagione, sperimentando colori, sapori e consistenze differenti.

🥗 Cerca di rendere i tuoi pasti più colorati: ogni colore può essere associato alla presenza di differenti composti vegetali benefici.

Ma attenzione! ⚠️

Non esiste un alimento miracoloso e non esiste una combinazione perfetta valida per tutti.

Ognuno di noi ha esigenze nutrizionali, abitudini, gusti e necessità differenti. Ed è proprio per questo che un'alimentazione equilibrata dovrebbe essere costruita sulla persona, non su regole rigide e universali.

✨ Mangiare bene non significa inseguire la perfezione, ma imparare a fare scelte consapevoli, sostenibili e adatte alla propria quotidianità.

Ricorda: sono le abitudini che manteniamo nel tempo a fare la differenza, non il singolo pasto! 💚

💬 E tu? Tendi a mangiare sempre le stesse verdure oppure ami variare durante la settimana?

Raccontamelo nei commenti! 👇

20/10/2026

📌 Il problema non è che ti mancano informazioni sulla pancia gonfia. È che probabilmente ne hai troppe, e non sai più quali seguire.

Ogni giorno sui social trovi nuovi consigli per migliorare il gonfiore addominale: alimenti da evitare, integratori da provare, abitudini da modificare, strategie che promettono di farti finalmente stare meglio.

E così inizi a sperimentare.

Prima elimini alcuni alimenti, poi aumenti le fibre, poi provi un probiotico. Magari per qualche giorno ti sembra di stare meglio, ma poi il gonfiore ritorna.

E a quel punto ti chiedi: «Ma allora cosa devo mangiare per non avere più la pancia gonfia?»

Il punto è che questa potrebbe non essere la domanda giusta.

🔎 Il gonfiore addominale non ha sempre la stessa origine.

Può essere influenzato da diversi fattori: dalla gestione dei pasti alla motilità intestinale, dalla stitichezza alla sensibilità viscerale, fino alla quantità e alla tipologia di alcuni alimenti consumati.

Ecco perché una strategia che funziona per una persona potrebbe non essere altrettanto utile per un'altra.

Ma c'è un altro aspetto che spesso viene sottovalutato.

⚠️ Continuare a eliminare alimenti senza una reale indicazione può portarti a restringere sempre di più la tua alimentazione, senza necessariamente risolvere il problema.

Il rischio è ritrovarti a mangiare sempre meno cose, con la paura che qualsiasi alimento possa provocarti gonfiore.

Ed è proprio questo il circolo che vorrei aiutarti a interrompere.

Nel mio lavoro non parto da una lista di alimenti vietati.

Parto dall'ascolto dei sintomi, dalla valutazione delle abitudini alimentari e dalla comprensione di ciò che potrebbe contribuire al tuo disturbo.

Perché l'obiettivo non è farti seguire l'ennesima regola, ma costruire un percorso nutrizionale sostenibile, personalizzato e verificabile nel tempo.

💚 Non devi necessariamente imparare a mangiare meno alimenti. Devi capire come gestire meglio la tua alimentazione, in relazione alle tue esigenze.

📩 Se convivi con il gonfiore addominale e hai già provato tante soluzioni senza trovare una direzione chiara, scrivimi INTESTINO in DM.

Raccontami la tua situazione e valutiamo insieme come affrontarla.

14/10/2026

⏰ 5 minuti per pranzare. E poi ore a convivere con la pancia gonfia. Ti suona familiare?

Quando soffri di colon irritabile, è facile concentrare tutta l'attenzione su COSA mangi.

Inizi a chiederti se sia stata la pasta, il pane, quella verdura o magari la frutta mangiata a fine pasto.

E così, un alimento dopo l'altro, rischi di ritrovarti con una lista sempre più lunga di cose da evitare. 📝

Ma c'è un aspetto che spesso passa in secondo piano: COME mangi.

🍽️ Pensa alla tua pausa pranzo.

Mangi mentre rispondi alle email? Scorri il telefono tra un boccone e l'altro? Oppure finisci il piatto in pochi minuti perché hai mille cose da fare?

Sono situazioni molto comuni, ma quando hai un intestino particolarmente sensibile può essere utile prestare attenzione anche a queste abitudini.

👉 Mangiare velocemente, soprattutto mentre parli o bevi in fretta, può favorire l'ingestione di aria, contribuendo alla sensazione di gonfiore.

👉 Essere continuamente distratta può rendere più difficile riconoscere i segnali di fame, sazietà e pienezza.

👉 Consumare i pasti in un contesto di fretta e tensione può influenzare il modo in cui vivi e percepisci le sensazioni gastrointestinali.

Il colon irritabile è una condizione complessa, in cui entrano in gioco diversi fattori. E rallentare durante i pasti non rappresenta una soluzione universale.

Ma può essere un piccolo esperimento utile per conoscerti meglio.

💚 Per i prossimi 3 pranzi prova a:

🌿 Dedicarti qualche minuto in più.
🌿 Mettere da parte telefono e computer.
🌿 Appoggiare le posate tra un boccone e l'altro.
🌿 Masticare con calma, senza trasformarlo in un'altra regola rigida.
🌿 Osservare come ti senti dopo aver mangiato.

Non cercare il pasto perfetto. Non devi controllare ogni boccone.

L'obiettivo è imparare ad ascoltare il tuo corpo, non aggiungere altre restrizioni alla tua giornata.

Perché quando convivi con il colon irritabile, lavorare sull'alimentazione non significa soltanto scegliere gli alimenti giusti, ma considerare anche abitudini, ritmi e contesto.

💬 E tu? Quanto tempo dedichi davvero alla pausa pranzo? Raccontamelo nei commenti!

La mattina ti svegli con la pancia piatta e la sera non riconosci più il tuo addome? 🎈La prima reazione spesso è cercare...
06/10/2026

La mattina ti svegli con la pancia piatta e la sera non riconosci più il tuo addome? 🎈

La prima reazione spesso è cercare un colpevole:

“Cos’ho mangiato?”
“Sarà stato quel cibo?”
“Devo eliminarlo?”

Ma una pancia che cambia durante la giornata non significa necessariamente che ci sia qualcosa che non va.

Tra mattina e sera mangiamo, beviamo, digeriamo, fermentiamo e il contenuto intestinale si sposta.

Nell’IBS, poi, possono entrare in gioco anche ipersensibilità viscerale, motilità e asse intestino-cervello, rendendo il gonfiore particolarmente fastidioso.

Il punto quindi non è inseguire una pancia piatta 24 ore su 24.

E nemmeno iniziare a eliminare un alimento dopo l’altro.

👉 Il punto è capire quanto quel gonfiore è fisiologico, cosa lo influenza e quando invece sta diventando un sintomo che limita la tua quotidianità.

La tua pancia può cambiare forma durante il giorno.

E no: quella pancia più pronunciata la sera non è grasso comparso in poche ore.

Ti riconosci nel classico “piatta al mattino → palloncino la sera”?

Scrivi GONFIORE nei commenti.

Quando hai l’IBS, è facile concentrare tutta l’attenzione su cosa mangiare e cosa eliminare.Ma la gestione dei sintomi n...
22/09/2026

Quando hai l’IBS, è facile concentrare tutta l’attenzione su cosa mangiare e cosa eliminare.

Ma la gestione dei sintomi non passa necessariamente solo dal piatto.

Anche movimento, respirazione, stress e regolazione del sistema nervoso possono entrare nella gestione quotidiana del benessere intestinale.

In questo carosello trovi 5 semplici pratiche da provare nella tua routine, adattandole sempre a come ti senti:

respirazione diaframmatica,
gatto-mucca,
posizione del bambino,
posizione del bambino felice,
una camminata leggera, quando possibile all’aria aperta.

Non sono esercizi che “curano” l’IBS e non sostituiscono un percorso personalizzato.

Sono piccoli strumenti che, per alcune persone, possono aiutare a rilassarsi, muoversi con più regolarità e gestire meglio alcuni momenti della giornata.

Perché quando convivi con gonfiore, tensione addominale o fastidio, fare di più non è sempre la risposta.

A volte serve trovare ciò che il tuo corpo tollera meglio, senza forzarlo.

Salva il carosello e prova a inserirne uno alla volta nella tua quotidianità.

E se vuoi lavorare sull’IBS con un percorso nutrizionale costruito sui tuoi sintomi e sulla tua quotidianità, scrivimi “IBS” in DM.

12/09/2026

Un Breath Test positivo può finalmente dare un nome a mesi di gonfiore, digestione difficile, dolore, alterazioni dell’alvo e sintomi che sembravano non avere una spiegazione.

Ma il risultato positivo è solo l’inizio. 🔎

Uno degli errori più comuni è pensare che basti “eliminare la SIBO” per aver risolto definitivamente il problema. In realtà, prima di impostare qualsiasi strategia, è fondamentale capire che cosa ci sta dicendo davvero il test e, soprattutto, perché si è creata quella condizione.

Idrogeno, metano e acido solfidrico non raccontano necessariamente la stessa storia. Il tipo di gas rilevato, l'andamento della curva, il momento in cui compare il picco e il quadro dei sintomi sono informazioni che devono essere interpretate nel loro insieme.

E poi c’è la domanda più importante: cosa ha favorito la proliferazione microbica?

Motilità intestinale, alterazioni digestive, alimentazione, farmaci, condizioni predisponenti e altri fattori possono entrare in gioco. Se ci concentriamo esclusivamente sul risultato del test senza cercare ciò che può aver contribuito al problema, il rischio è di intervenire solo temporaneamente.

Per questo il percorso non dovrebbe essere una sequenza casuale di restrizioni alimentari, integratori o antimicrobici.

📌 Prima si interpreta correttamente il quadro.
📌 Poi si cercano i possibili fattori predisponenti.
📌 Si costruisce una strategia personalizzata insieme ai professionisti di riferimento.
📌 E, infine, si lavora sulla prevenzione delle recidive.

L’obiettivo non è inseguire continuamente i sintomi, ma costruire un percorso ragionato che tenga conto della persona nel suo insieme.

Hai ricevuto un Breath Test positivo e adesso non sai quale dovrebbe essere il passo successivo?

Scrivimi “SIBO” in DM e ne parliamo. 💬

04/09/2026

🚽 Il momento migliore per andare in bagno potrebbe iniziare… a colazione.

Se poco dopo aver mangiato senti improvvisamente il bisogno di andare in bagno, non è necessariamente il caffè che “fa magie”. ☕️

Dietro può esserci un meccanismo fisiologico ben preciso: il riflesso gastrocolico.

Quando mangiamo e lo stomaco si distende, il nostro apparato digerente invia segnali che possono aumentare la motilità del colon. In pratica, l’arrivo di nuovo cibo può favorire quelle contrazioni che aiutano a spostare il contenuto intestinale verso il retto.

Ecco perché per molte persone lo stimolo compare proprio dopo un pasto, spesso al mattino dopo la colazione, quando l’attività del colon tende naturalmente ad aumentare.

E il famoso “caffè e poi bagno”? ☕️➡️🚽
Non è solo una battuta.

Per alcune persone il caffè può aumentare ulteriormente l’attività del colon e rendere lo stimolo più evidente. Anche una routine mattutina regolare può aiutare il corpo a trovare il proprio ritmo.

Ma c’è un dettaglio importante: quando lo stimolo arriva, imparare ad ascoltarlo conta.

Rimandare occasionalmente non significa diventare stitici. Ma ignorare frequentemente e volontariamente il bisogno di evacuare può contribuire, insieme ad altri fattori, a rendere più difficile mantenere una buona regolarità intestinale.

Quindi fibre e idratazione sono importanti, certo. 🥝💧
Ma non dimentichiamoci di un altro elemento spesso sottovalutato: rispettare i segnali del nostro corpo e concederci il tempo necessario.

La prossima volta che dopo colazione arriva quello stimolo, forse vale la pena non rispondergli con il solito:
“Lo faccio dopo.” 😅

💬 E tu? Ascolti subito lo stimolo oppure sei del team “non ho tempo, ci penso dopo”?

Raccontamelo in DM.

27/08/2026

La stitichezza non è sempre e solo una questione di fibre, acqua o “intestino pigro”. A volte, per comprenderla davvero, bisogna guardare un po’ più lontano. 👇

La tiroide è una piccola ghiandola, ma gli ormoni che produce partecipano alla regolazione del metabolismo e influenzano numerose funzioni dell’organismo, compresa la motilità gastrointestinale.

Quando è presente un ipotiroidismo, il rallentamento può riflettersi anche sull’intestino: il transito può diventare più lento, il contenuto intestinale può permanere più a lungo nel colon e le feci possono diventare più dure e difficili da evacuare.

Ecco perché, in alcune persone, stitichezza e alterazioni della funzione tiroidea possono presentarsi insieme.

Il punto importante è non osservare mai un singolo sintomo isolatamente.

Se alla difficoltà nell’evacuazione si associano anche stanchezza persistente, maggiore sensibilità al freddo, pelle secca o altri cambiamenti, può essere utile parlarne con il proprio medico e valutare il quadro nel suo insieme.

Questo non significa che chi soffre di stitichezza abbia necessariamente un problema alla tiroide. E nemmeno che dei valori “borderline” siano automaticamente la causa dei sintomi: la funzione tiroidea va interpretata da un professionista sulla base degli esami, della storia clinica e del quadro complessivo.

Allo stesso modo, aumentare continuamente fibre e acqua non è sempre la risposta a qualsiasi forma di stitichezza.

L’alimentazione conta moltissimo, ma il nostro organismo non funziona per compartimenti separati: intestino, ormoni, metabolismo, movimento, stress e abitudini quotidiane possono influenzarsi reciprocamente.

Per questo, quando un sintomo persiste nonostante tu stia già curando alimentazione, idratazione e stile di vita, vale la pena chiedersi se ci sia qualcosa in più da approfondire.

👉 Se ti riconosci in questa situazione, scrivimi in DM e parliamone.

Salva questo post: potrebbe esserti utile quando ti sembrerà che il tuo intestino sia semplicemente “pigro”, ma fibre e acqua non stanno facendo la differenza.

24/08/2026

Hai aumentato le fibre, bevi più acqua, hai provato probiotici… eppure la stitichezza continua a tornare? 🤔

Forse c’è un aspetto che stai sottovalutando: il tuo intestino non lavora separatamente dal tuo cervello.

Tra i due esiste una comunicazione continua, il cosiddetto asse intestino-cervello. E questo significa che ciò che accade a livello di stress e sistema nervoso può influenzare anche la funzionalità intestinale.

Quando vivi per molto tempo in uno stato di tensione, fretta o allerta, il corpo dà priorità a ciò che considera più importante nell’immediato. La digestione? Può passare in secondo piano.

Ecco perché occuparsi della regolarità intestinale non significa necessariamente concentrarsi SOLO su cosa mettere nel piatto. 🥝

Significa anche creare le condizioni affinché il corpo possa passare dalla modalità “devo fare, correre, risolvere” a quella di riposo e digestione.

Da dove iniziare?

🌿 Dedica qualche minuto alla respirazione lenta prima di mangiare, privilegiando un’espirazione più lunga dell’inspirazione.

🍽️ Siediti a tavola senza fretta. Mastica con calma e, quando puoi, lascia lo smartphone lontano dal piatto.

⏰ Cerca una certa regolarità nei pasti. Il nostro organismo ama i ritmi e la prevedibilità molto più di quanto immaginiamo.

Non si tratta di vivere senza stress — sarebbe poco realistico — ma di inserire nella giornata piccoli momenti in cui comunichi al corpo che può rallentare.

E soprattutto: la stitichezza può avere molte cause, quindi se è persistente, compare improvvisamente o è associata ad altri sintomi, è importante parlarne con un professionista sanitario.

A volte, per aiutare l’intestino, non dobbiamo chiederci soltanto:
“Cosa sto mangiando?”

Ma anche:
“In che stato sto vivendo le mie giornate?”

Salva questo post per ricordartelo e seguimi per altri contenuti su intestino, alimentazione e benessere. 🌱

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Via Stanislao Caboni, 14
Cagliari
09125

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