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Ebookecm.it Primo sito in Italia specializzato in ebook con accreditamento ECM (Educazione Continua in Medicina), attraverso la formazione a distanza

Ebookecm.it è un progetto ideato e realizzato da SO.GE.S. SAS - HRS Human Resources Solutions, dal 2002 Provider Formativo ECM accreditato presso il Ministero della Salute (n. 2846) e sino al 2013 Provider Formativo ECM presso l'Agenas (n. 785), per eventi residenziali e a distanza, oggi partner di provider, autori ed editori.

Ieri, lunedì 13 luglio 2026, un panel di esperti ha presentato un report alla Commissaria europea su social media ed ado...
14/07/2026

Ieri, lunedì 13 luglio 2026, un panel di esperti ha presentato un report alla Commissaria europea su social media ed adolescenti. Il tema è ormai al centro del dibattito pubblico, sanitario, educativo e regolatorio: i social media vanno vietati ai ragazzi, come ha fatto l'Australia e si accinge a fare la Gran Bretagna?
Qual è il reale impatto dei social media su bambini e adolescenti? Quando l’uso delle piattaforme digitali diventa problematico? Quali segnali devono orientare l’attenzione del professionista sanitario?

Con una disamina accurata delle evidenze scientifiche, il testo fa una sintesi delle principali posizioni di governi da una parte e comunità scientifica dall'altra, in una inedita situazione di contrasto nel dibattito pubblico. Mentre infatti i legislatori sono quasi unanimi nel voler creare un divieto, i ricercatori indicano altre strade. Chi ha ragione?

Un corso ECM per comprendere il dibattito urgente su social media e adolescenti, tra evidenze scientifiche, salute mentale, tutela dei minori e nuove ipotesi di regolamentazione europea.

Nasce una nuova collaborazione tra ebookecm.it e incrementumfactory.it L’obiettivo è semplice: rendere più accessibile e...
14/05/2026

Nasce una nuova collaborazione tra ebookecm.it e incrementumfactory.it

L’obiettivo è semplice: rendere più accessibile e mirata la formazione continua per i professionisti della salute. Grazie a questa partnership, aziende, associazioni e realtà del settore Life Sciences potranno contare sul nostro supporto per la progettazione di percorsi ECM FAD costruiti su esigenze formative specifiche, contenuti tecnico-scientifici e progetti editoriali dedicati.

Un’opportunità anche per chi desidera sostenere, attraverso formule di partnership o sponsorizzazione, la diffusione di contenuti formativi qualificati verso comunità professionali selezionate. Formazione continua, editoria scientifica e cultura professionale possono incontrarsi in modo nuovo.

E noi siamo felici di contribuire a costruire questo ponte.

22/04/2026

La comunicazione è una competenza clinica.

In sanità si tende a misurare la qualità del lavoro sui risultati tecnici.

Diagnosi corrette, procedure eseguite, protocolli rispettati.

Eppure uno degli elementi che incide di più sull'efficacia delle cure è la qualità della relazione tra professionista e paziente.

Un paziente che si sente ascoltato è più coinvolto nel percorso di cura, più aderente alle terapie, più motivato a collaborare.

La comunicazione efficace riduce i conflitti, rafforza la fiducia e migliora gli esiti clinici. Vale per il paziente, vale per il professionista: lavorare in un clima relazionale positivo significa operare con maggiore lucidità e sostenibilità emotiva.

Al centro di tutto c'è l'empatia.

Trasformarla in uno strumento consapevole, però, richiede formazione e pratica. Significa fare domande, mantenere curiosità, spostare l'attenzione dalla propria posizione alla comprensione dell'altro. Significa, prima di tutto, lavorare sulla relazione con se stessi: chi riesce a gestire le proprie emozioni comunica in modo più efficace, anche nelle situazioni più difficili.

Anche di questo abbiamo discusso con Carlo Duò, psicologo del lavoro e delle organizzazioni, autore degli eBook ECM La comunicazione strategica nelle professioni sanitarie e Non Technical Skills per Professionisti Sanitari.

Durante il nostro colloquio il dottor Duò ha chiarito per quale ragione la comunicazione vada coltivata con la stessa attenzione che si dedica alle competenze tecniche, e come il benessere psicologico del professionista sia il punto di partenza per una cura davvero efficace.

👉 E tu quanto spazio riesci a dedicare alla qualità della relazione con il paziente?

Nei commenti trovi l'intervista completa. ⬇️

17/04/2026

50.000 dimissioni. 180.000 professionisti andati a lavorare all'estero.
Sono i numeri della sanità italiana dal 2020 a oggi.

Dietro queste cifre c'è un fenomeno che cresce in silenzio: il disimpegno emotivo dei professionisti della salute.

Le dimissioni silenziose arrivano prima di quelle formali. Si manifestano con un progressivo distacco dal lavoro, una riduzione dell'investimento emotivo, una perdita di motivazione.

Il professionista è ancora presente, ma qualcosa si è spento. È spesso il primo segnale di un burnout in costruzione.

Le cause sono strutturali. Durante la pandemia gli operatori sanitari hanno sostenuto uno sforzo straordinario, salvo poi vedere quel riconoscimento dissolversi rapidamente.

Il bilancio tra ciò che si dà e ciò che si riceve è diventato insostenibile per molti. A questo si aggiunge la carenza cronica di personale, i carichi di lavoro crescenti e una difficoltà sempre maggiore a entrare nel sistema sanitario da parte dei nuovi professionisti.

Questi temi sono stati al centro della nostra intervista a Carlo Duò, psicologo del lavoro e delle organizzazioni, formatore con oltre trent'anni di esperienza in sanità e autore dell'eBook ECM EBJ 9 - Fuga dalla Sanità.

Nell'intervista il dottor Duò analizza le radici di questo fenomeno e indica una direzione concreta: lavorare sul benessere organizzativo, valorizzare i piccoli gruppi, creare spazi strutturati di confronto.

Perché trattenere i professionisti nella sanità richiede attenzione alla dimensione umana, prima ancora che interventi organizzativi.

👉 Nella tua organizzazione, quali strumenti esistono per sostenere il benessere dei professionisti?

Puoi trovare l'intervista integrale nei commenti. ⬇️

Le competenze tecniche non bastano.Nel mondo della sanità la preparazione clinica è indispensabile, ma da sola non è suf...
13/04/2026

Le competenze tecniche non bastano.
Nel mondo della sanità la preparazione clinica è indispensabile, ma da sola non è sufficiente.

Gestire un team sotto pressione, comunicare una diagnosi difficile, mantenere lucidità in situazioni di emergenza: tutto questo richiede un altro tipo di competenza.

Si chiamano non technical skills, e includono consapevolezza situazionale, gestione delle emozioni, qualità della comunicazione, capacità di lavorare in squadra.

Nate nel settore aeronautico per ridurre gli errori umani, queste competenze si sono rivelate decisive anche in sanità.

I gruppi che le avevano sviluppate hanno retto meglio la pressione del Covid, con un impatto significativamente più contenuto di stress e burnout.

Di questo abbiamo parlato con Carlo Duò, psicologo del lavoro e delle organizzazioni, formatore con oltre trent'anni di esperienza nel settore sanitario e autore di diversi eBook ECM, tra cui Non Technical Skills per Professionisti Sanitari e La comunicazione strategica nelle professioni sanitarie.

Nell'intervista il dottor Duò chiarisce perché formarsi sulle soft skill è una scelta concreta per proteggere sé stessi, lavorare meglio in team e offrire cure più efficaci.

Il punto di partenza, sottolinea, è sempre la relazione con se stessi: per prendersi cura degli altri, occorre prima di tutto mantenere lucidità.

👉 Nella tua esperienza, quanto spazio viene dato alle competenze relazionali e comunicative nella formazione sanitaria?

L'intervista è disponibile nei commenti. ⬇️

08/04/2026

C'è una forma di abbandono che avviene senza lasciare il lavoro.
Si chiama quiet quitting. E nel settore sanitario sta diventando un fenomeno sempre più rilevante.

Il professionista è presente, puntuale, tecnicamente corretto. Ma qualcosa si è spento. La motivazione si è ritirata. Il coinvolgimento verso il gruppo di lavoro e l’organizzazione si è assottigliato fino a ridursi al minimo contrattuale.

Gli studi più recenti stimano che questo fenomeno riguardi tra il 50 e il 60 percento dei lavoratori a livello globale. Una percentuale che fa riflettere.

Abbiamo parlato di questo con Maria Elena Campus, psicologa del lavoro e delle organizzazioni, consulente HR e autrice dei corsi ECM "Stress e Burnout nelle Professioni Sanitarie" e "Non Technical Skills per Professionisti Sanitari".

Secondo la dott.ssa Campus il quiet quitting è spesso l’esito di un percorso lungo. Stress accumulato, burnout, disillusione progressiva, sensazione di scarso riconoscimento. A un certo punto il professionista smette di investire oltre il dovuto, come forma di autodifesa.

In sanità questo ha conseguenze che vanno oltre la produttività. La qualità della relazione di cura, la collaborazione tra colleghi, la sicurezza del paziente: tutto dipende anche dalla presenza psicologica di chi lavora, oltre che da quella fisica.

La buona notizia è che il disimpegno silenzioso è un segnale leggibile, se si sa dove guardare. E i segnali leggibili offrono la possibilità di intervenire in tempo.

Organizzazioni che investono in relazioni di qualità, riconoscimento e formazione continua creano le condizioni perché le persone tornino a sentirsi parte di qualcosa che vale.

👉 Hai mai vissuto o osservato il quiet quitting nella tua realtà professionale? Come si è manifestato?

L’intervista completa è nei commenti. ⬇️

03/04/2026

Nel lavoro di cura, resistere non è abbastanza.

Il settore sanitario è attraversato da una crisi silenziosa. Burnout, disimpegno progressivo, abbandoni. Fenomeni che non riguardano solo i singoli professionisti, ma segnalano qualcosa di più profondo: il modo in cui le organizzazioni assorbono o non assorbono la pressione.

Si parla spesso di resilienza. Ma forse il vero obiettivo è un altro: l’antifragilità.

Non tornare come prima dopo una crisi. Uscirne trasformati, con nuove competenze e una comprensione più solida di sé e del proprio contesto.

Anche di questo tema abbiamo discusso con Maria Elena Campus, psicologa del lavoro e delle organizzazioni, consulente HR e autrice dei corsi ECM “Stress e Burnout nelle Professioni Sanitarie” e “Non Technical Skills per Professionisti Sanitari”.

Dalla sua prospettiva emergono due condizioni essenziali per costruire professionisti e organizzazioni davvero antifragili.

La prima: relazioni di qualità dentro l’organizzazione. Fiducia, supporto reciproco, senso di appartenenza. Non elementi secondari, ma fattori protettivi concreti.

La seconda: consapevolezza di sé. I professionisti sanitari spesso si percepiscono come dovessero essere sempre forti. Riconoscere i propri limiti è invece il punto di partenza per una crescita autentica.

A questo si aggiunge lo sviluppo delle Non Technical Skills (comunicazione, lavoro in team, gestione dello stress): strumenti non innati ma allenabili, che fanno la differenza nei contesti ad alta complessità.

Le difficoltà non vanno solo superate. Possono diventare leva di apprendimento, se si crea il contesto giusto.

👉 Nella tua realtà professionale si lavora per costruire antifragilità, o ci si limita a gestire l’emergenza?

Trovi l’intervista integrale nei commenti. ⬇️

C'è un momento preciso in cui il lavoro smette di dare energia e inizia a toglierla.Nel settore sanitario quel momento a...
30/03/2026

C'è un momento preciso in cui il lavoro smette di dare energia e inizia a toglierla.

Nel settore sanitario quel momento arriva spesso in silenzio.

Un accumulo graduale di fatica, tensione e distanza emotiva dal proprio ruolo. Finché un giorno ci si ritrova a fare le stesse cose di sempre, ma con una sensazione diversa: il senso di quello che si fa si è assottigliato.

Si chiama burnout.

Ed è molto più diffuso di quanto si creda.

Lo stress lavoro-correlato colpisce una quota significativa dei professionisti della salute.

Turni lunghi, carichi emotivi elevati, risorse spesso insufficienti rispetto alle richieste. Il corpo e la mente rispondono con segnali precisi: esaurimento, cinismo, calo della soddisfazione professionale.

Abbiamo approfondito questi temi con Maria Elena Campus, psicologa del lavoro e delle organizzazioni, consulente HR e autrice dei corsi ECM "Stress e Burnout nelle Professioni Sanitarie" e "Non Technical Skills per Professionisti Sanitari".

La dottoressa Campus ci ricorda una cosa importante: il benessere psicologico in sanità si costruisce su due livelli.

Il primo è organizzativo.

Ambienti in cui circolano fiducia, riconoscimento e supporto tra colleghi diventano contesti protettivi reali, capaci di attutire anche i carichi più pesanti.

Il secondo è personale.

Sviluppare consapevolezza delle proprie dinamiche interne, imparare a riconoscere i segnali di affaticamento e lavorare sulle proprie strategie di coping sono competenze professionali a tutti gli effetti.

Prevenire il burnout richiede attenzione, strumenti e cultura organizzativa. Prima si interviene, più efficace è il risultato.

👉 Nella tua esperienza, quali segnali di stress vengono ancora troppo spesso ignorati?

Il link dell’intervista è nei commenti. ⬇️

PARLARE CON I BAMBINI NEI CONTESTI DI CURACome si parla a un bambino, in generale? E come si parla a un bambino spaventa...
30/03/2026

PARLARE CON I BAMBINI NEI CONTESTI DI CURA

Come si parla a un bambino, in generale? E come si parla a un bambino spaventato, a un bambino che piange, a un bambino che ostinatamente non ci risponde? Chi si occupa di cura dei bambini deve farlo, e in genere trova il modo per farlo. Ma a volte si chiede se c’è anche qualcosa da sapere, da imparare.

CORSO ONLINE - WEBINAR SINCRONO E ASINCRONO
I 5 incontri di questo percorso affrontano alcuni degli aspetti più impegnativi delle comunicazioni sulla salute e la malattia con i bambini
1. La comunicazione con il bambino e i genitori
2. Le specificità del linguaggio alle diverse età
3. l pianto, il silenzio, la chiusura
4. L’alleanza e la motivazione nella cura
5. Le comunicazioni difficili

DETTAGLI
Il ciclo di webinar è completato da un libro di Silvana Quadrino, “Il counselling nell'intervento di cura con i genitori e con i bambini”, che verrà fornito gratuitamente a tutti gli iscritti:
https://www.ebookecm.it/corsi-ecm-fad/il-counselling-nell-intervento-di-cura-con-i-genitori-e-con-i-bambini-874.html

Per approfondimenti e iscrizioni:
https://istitutochange.it/parlare-con-i-bambini-in-contesti-di-cura/

Indirizzo

Cagliari

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