20/09/2026
Ieri, nelle Costellazioni, abbiamo guardato ciò che ci portiamo dentro dalla nostra famiglia.
Le cose belle.
Ma anche le paure, i silenzi, le ferite, gli schemi che abbiamo imparato a chiamare normalità.
E abbiamo guardato gli errori dei genitori.
Quelli inconsapevoli.
Quelli che riconosciamo soltanto dopo anni.
E anche quelli madornali, capaci di lasciare ferite profonde.
Perché diventare genitori significa anche scoprire che, senza volerlo, possiamo trasmettere ai nostri figli ciò che noi stessi non abbiamo ancora guardato.
Una paura può diventare una regola.
Una ferita può diventare un modo di amare.
Un dolore può passare di cuore in cuore senza che nessuno sappia più da dove sia cominciato.
E allora arriva una domanda difficile:
“Quello che sto dando a mio figlio appartiene davvero a lui
o appartiene ancora alla mia storia?”
Forse non possiamo evitare ai nostri figli le ferite.
Ma possiamo fare qualcosa di ancora più importante:
non chiedere loro di portare le nostre.
Guardare.
Riconoscere.
Chiedere scusa.
Riparare.
E avere il coraggio di interrompere ciò che non vogliamo più trasmettere.
Perché amare un figlio è anche questo:
fare pace con la propria storia,
per lasciargli la libertà di scrivere la sua. ❤️