25/10/2026
PERCHE'?
Con gli anni ci si abitua a quello che ci circonda. Le esperienze passate diventano il filtro con cui guardiamo il mondo, e quando ci troviamo davanti a una situazione sconosciuta quel filtro entra in funzione da solo: ci sentiamo a disagio, un po’ confusi, e la mente riempie i vuoti con quello che già conosce.
Nascono così le supposizioni, Ci servono per orientarci, e finché sono provvisorie fanno il loro lavoro.
Il guaio comincia quando si appoggiano su un sentito dire, su una notizia orecchiata al bar, su qualcosa che nessuno ha mai verificato, e intanto le usiamo per giudicare il comportamento di una persona o per prevedere come andrà a finire.
Quello che cambia le cose invece è la curiosità.
Una supposizione sottoposta alla curiosità resta una domanda aperta, e mette in moto la fantasia e il ragionamento per cercare una risposta che regga.
Ricordate i bambini a bocca aperta davanti a una novità, con quella faccia tosta che li porta a chiedere “perché?” senza alcun imbarazzo?
Era già tutto lì.