Massimiliano Fava

Indicazioni

Massimiliano Fava Sono un padre, un marito e un lavoratore che ha deciso di costruire un'alternativa per non dipendere da una sola busta paga.

Qui racconto il mio percorso, senza promesse facili, per chi vuole più tempo, più serenità e più libertà.

25/10/2026

Una volta bastava meno per sentirsi tranquilli.

Oggi sembra che non basti mai niente.

Quando ero piccolo non avevamo tutto.

Non cambiavamo telefono ogni due anni.

Non c’erano mille abbonamenti.

Mille servizi.

Mille cose da comprare.

Eppure ho il ricordo di famiglie che vivevano con molta più semplicità.

Oggi invece abbiamo più comodità.

Più tecnologia.

Più possibilità.

Ma anche più spese.

Più aspettative.

Più cose che pensiamo di dover avere.

E quindi lavoriamo di più.

Corriamo di più.

Guadagniamo magari anche di più…

ma continuiamo a sentirci indietro.

Ed è questa la cosa che mi fa pensare.

Forse non è che oggi abbiamo troppo poco.

Forse abbiamo semplicemente alzato così tanto il livello di quello che consideriamo “necessario”…

che non ci sentiamo mai davvero tranquilli.

E tu?

Secondo te una volta si viveva con meno…

ma ci si accontentava di più?

24/10/2026

Non sei fatto così.
Sei diventato così.

Quante volte diciamo:

“Io sono pigro.”

“Io non sono costante.”

“Io non sono capace.”

“Io sono fatto così.”

Ma sei sicuro?

O magari hai semplicemente ripetuto gli stessi comportamenti così tante volte…

da trasformarli nella tua identità?

Se ogni volta che qualcosa ti spaventa rinunci…

prima o poi inizi a credere di essere uno che non ce la fa.

Se ogni volta rimandi…

inizi a pensare di essere fatto così.

Ma forse quello non sei tu.

È semplicemente quello che hai allenato fino ad oggi.

E allora forse il problema non è diventare un’altra persona.

È iniziare a fare qualcosa che la persona che sei oggi non farebbe.

Provare quella cosa.

Accettare quella sfida.

Uscire, anche solo di un centimetro, da quello che ti fa sentire comodo.

Perché se continui a fare soltanto quello che conosci…

continuerai inevitabilmente a diventare la stessa persona.

Quindi oggi non chiederti:

“Sono capace?”

Chiediti:

“Qual è quella cosa che non sto facendo solo perché mi fa paura uscire dalla mia zona di comfort?”

Perché magari il cambiamento che stai cercando…

inizia esattamente lì.

23/10/2026

Ci hanno insegnato a ba***re gli altri…

prima ancora di insegnarci a migliorare noi stessi.

Già da bambini.

Il voto più alto.

Essere il primo.

Fare meglio del compagno.

Quando andavo a scuola io, almeno per come la ricordo, il 10 era quasi irraggiungibile.

Era la perfezione.

Oggi sono cambiati i metri di giudizio…

ma secondo me non è cambiata una cosa:

continuiamo a confrontarci.

Chi guadagna di più.

Chi ha la macchina migliore.

Chi ha fatto più carriera.

Chi ha più follower.

Chi sembra avere una vita migliore.

E così passiamo il tempo a guardare gli altri…

invece di capire dove stiamo andando noi.

Il problema è che quando devi sempre primeggiare…

l’altro smette di essere qualcuno con cui costruire.

Diventa qualcuno da superare.

E forse è anche per questo che siamo sempre più divisi.

Io credo che dovremmo cambiare gara.

Non cercare di essere migliori degli altri.

Cercare di essere migliori di quello che eravamo ieri.

Perché quella è l’unica competizione che può davvero migliorarti…

senza rendere peggiore il rapporto con gli altri.

E tu?

Ti senti più stimolato dalla competizione…

o ne sei semplicemente stanco?

22/10/2026

La nostra vita ormai sembra un Google Calendar con le gambe.

Ogni ora ha qualcosa.

Lavoro.

Scuola.

Sport.

Spesa.

Visite.

Riunioni.

Imprevisti.

E in mezzo ci sono i figli.

Che anche loro ormai hanno giornate piene come adulti.

Scuola.

Compiti.

Attività.

Allenamenti.

Feste.

E noi genitori lì a fare incastri fotonici.

Chi porta?

Chi prende?

Chi esce prima?

Chi può mollare il lavoro?

E se non hai nonni o qualcuno che ti aiuta…

diventa ancora più complicato.

Alla fine arrivi a sera e non sei rilassato.

Sei semplicemente arrivato.

Ed è forse per questo che oggi vediamo così tante persone sempre tese.

Perché non abbiamo quasi più spazi vuoti.

Ogni minuto deve servire a qualcosa.

E forse il vero lusso, oggi…

non è avere più cose.

È avere una giornata con un pezzo di tempo che non devi incastrare da nessuna parte.

E tu?

Quanto della tua giornata è davvero tuo?

22/10/2026

Forse oggi stare insieme non è diventato più difficile perché ci amiamo meno.

È diventato più difficile perché abbiamo meno spazio.

Lavorano entrambi.

Ci sono la casa.

I figli.

Le bollette.

Gli impegni.

Le corse quotidiane.

E spesso, quando finalmente ci si ritrova la sera…

si è semplicemente stanchi.

Non arrabbiati.

Non distanti.

Stanchi.

Una volta, in tante famiglie, i ruoli erano più divisi.

Oggi invece spesso entrambi devono lavorare e gestire tutto insieme.

Ed è giusto che ciascuno abbia la propria indipendenza.

Ma forse dobbiamo ricordarci anche un’altra cosa:

una coppia non vive solo di organizzazione.

Ha bisogno di tempo.

Di presenza.

Di momenti in cui ci si guarda senza pensare subito a quello che c’è da fare dopo.

Perché a volte non serve cambiare tutto.

Serve solo proteggere un po’ meglio quello che abbiamo già costruito.

E tu?

Secondo te oggi la cosa più difficile per una coppia è trovare tempo, energie o serenità?

20/10/2026

Forse oggi vogliamo essere così indipendenti…

da non riuscire più a costruire qualcosa insieme.

Ci insegnano che dobbiamo avere il nostro stipendio.

Il nostro conto.

La nostra sicurezza.

Non dipendere da nessuno.

Ed è giusto voler essere autonomi.

Ma mi chiedo se, a forza di voler essere completamente indipendenti…

non stiamo mettendo in secondo piano un’altra cosa:

i rapporti.

La famiglia.

La coppia.

Gli amici.

Le persone su cui poter contare davvero.

Perché oggi sembra quasi più importante poter dire:

“Non ho bisogno di nessuno”

che poter dire:

“Ho accanto persone con cui costruire qualcosa di solido.”

E secondo me è qui che stiamo sbagliando.

Perché l’indipendenza economica può darti sicurezza.

Ma le relazioni solide ti danno appartenenza.

E forse la vera forza non è non aver bisogno di nessuno.

È poter stare in piedi da solo…

ma scegliere comunque di costruire insieme agli altri.

Tu cosa pensi?

Oggi diamo più valore all’indipendenza…

o ai rapporti?

19/10/2026

Lavoriamo in due…

per permetterci una vita che non abbiamo tempo di vivere.

Pensaci.

Papà lavora.

Mamma lavora.

Due stipendi.

E comunque corriamo tutto il giorno.

Casa.
Spesa.
Bollette.
Figli.
Macchina.
Imprevisti.

Lavoriamo per permetterci una casa…

ma ci stiamo pochissimo.

Lavoriamo per dare di più ai nostri figli…

ma spesso abbiamo poco tempo per stare con loro.

Lavoriamo per permetterci una vacanza…

ma poi dobbiamo trovare una settimana libera per riuscire a farla.

Ed è questo il paradosso che faccio sempre più fatica ad accettare.

Possibile che per permetterci una vita…

dobbiamo sacrificare quasi tutto il tempo che avremmo per viverla?

Io ultimamente mi sto facendo parecchie domande su questa cosa.

Perché forse il problema non è soltanto guadagnare di più.

È trovare un modo per avere più scelta sul proprio tempo.

E tu?

Hai anche tu la sensazione di lavorare per una vita che poi non hai abbastanza tempo per vivere?

18/10/2026

Da bambini provavamo tutto.

Da adulti ci bocciamo prima ancora di iniziare.

“Non ci riesco.”

“Non sono capace.”

“Non fa per me.”

Ma quante volte lo diciamo senza averci mai provato davvero?

Io, per esempio, posso dire di non essere portato per il disegno.

Perché ci ho provato.

Non mi piace.

Non mi viene naturale.

Perfetto.

Ma almeno lo so.

Il problema è quando dici:

“Non sono capace”

prima ancora di aver fatto il primo tentativo.

Ed è qui che i bambini, secondo me, hanno qualcosa da insegnarci.

Per loro quasi tutto è nuovo.

Provano.

Cadono.

Riprova­no.

Non partono chiedendosi:

“E se non fossi capace?”

Quel limite spesso arriva dopo.

Dall’esperienza.

Dalle paure.

A volte anche da quello che gli adulti gli ripetono.

E forse crescendo abbiamo accumulato talmente tanti “non posso”…

che abbiamo smesso di verificare se siano ancora veri.

Quindi forse dovremmo tornare un po’ bambini.

Non essere incoscienti.

Semplicemente provare prima di condannarci.

Perché puoi provare e fallire.

Puoi provare e scoprire che non ti piace.

Ma dire “non sono capace” senza provare…

quella sì che è una sconfitta.

E tu?

Qual è una cosa che continui a dire di non saper fare…

ma che, in realtà, non hai mai provato davvero?

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Follonica

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