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Dott. Andrea Maria Scarpa - Genesthetique Centro Medico Genesthetique: Medicina Rigenerativa, M. Estetica, Laser, Nutrizione Clinica, Chirurgia

Da Genesthetique si possono eseguire tutti i più moderni trattamenti per la cura del viso e del corpo, per donne e uomini di ogni fascia d’età: Prp per combattere segni del tempo e contrastare la calvizie, ma anche per il recupero da infortuni sportivi, artrosi e tendinopatia di spalla e ginocchio, atrofia vaginale. Lipofilling, Nanograft, Filler per le labbra e per le rughe, Rinofiller, Laserterapia, Peeling, Microdermoabrasione, Carbossiterapia, Radiofrequenza, Botulino, Blefaro non chirurgica, Trap, Needling, Rimozione fibromi e xantelasmi, Protocollli anticellulite e antismagliature, trattamenti per il grasso localizzato e per la lassità cutanea, Nutrizione (Clinica, Antiaging e Sportiva), Impedenziometria.

𝗨𝗻 𝗿𝗼𝘀𝘀𝗼𝗿𝗲 𝗺𝗲𝘀𝗶 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗶𝗹 𝗳𝗶𝗹𝗹𝗲𝗿? 𝗨𝗻 𝗴𝗼𝗻𝗳𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮? 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲, è 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗮𝗽𝗶𝗿𝗲.Le complicanze da fill...
19/10/2026

𝗨𝗻 𝗿𝗼𝘀𝘀𝗼𝗿𝗲 𝗺𝗲𝘀𝗶 𝗱𝗼𝗽𝗼 𝗶𝗹 𝗳𝗶𝗹𝗹𝗲𝗿? 𝗨𝗻 𝗴𝗼𝗻𝗳𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗰𝗵𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝗮𝘀𝘀𝗮? 𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗶 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮𝗿𝗲, è 𝗻𝗲𝗰𝗲𝘀𝘀𝗮𝗿𝗶𝗼 𝗰𝗮𝗽𝗶𝗿𝗲.

Le complicanze da filler possono manifestarsi anche a distanza di tempo. Un accumulo di materiale, una reazione infiammatoria o un processo infettivo possono richiedere approcci differenti: per questo la 𝗩𝗮𝗹𝘂𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗰𝗹𝗶𝗻𝗶𝗰𝗮 è fondamentale e l’𝗲𝗰𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮 può fornire informazioni preziose.

Nel mio studio eseguo l’𝗲𝗰𝗼𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘃𝗶𝘀𝗼 per la valutazione delle complicanze da filler, ma non solo: la utilizzo per studiare i tessuti superficiali, localizzare materiali iniettati in precedenza e valutarne i rapporti con le strutture anatomiche e vascolari.

Posso contare su un ecografo di alto livello, con tecnologia phased array e 𝘀𝗼𝗻𝗱𝗲 𝗮𝗱 𝗮𝗹𝘁𝗮 𝗳𝗿𝗲𝗾𝘂𝗲𝗻𝘇𝗮 𝗳𝗶𝗻𝗼 𝗮 𝟯𝟯 𝗠𝗛𝘇, per osservare con grande dettaglio le strutture superficiali del volto.

La 𝘀𝗼𝗻𝗱𝗮 𝗵𝗼𝗰𝗸𝗲𝘆 𝘀𝘁𝗶𝗰𝗸, grazie alle dimensioni ridotte, permette inoltre di esplorare aree difficili da raggiungere, come la regione perioculare: una zona particolarmente delicata, dove le complicanze da filler possono presentarsi con edemi persistenti e difficili da gestire.

Altrettanto importante è la valutazione dei vasi. Accanto al color Doppler e al power Doppler, utilizzo lo 𝗦𝗠𝗜 — 𝗦𝘂𝗽𝗲𝗿𝗯 𝗠𝗶𝗰𝗿𝗼𝘃𝗮𝘀𝗰𝘂𝗹𝗮𝗿 𝗜𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗴, che consente di evidenziare flussi molto lenti anche nei piccoli vasi, offrendo una visualizzazione dettagliata della rete vascolare del viso.

L’ecografia integra la visita, aiuta a orientare la diagnosi e il trattamento e, quando indicato, permette di guidare le procedure in tempo reale.

Per me, investire nella tecnologia significa avere più informazioni per prendermi cura delle persone, anche quando un trattamento estetico presenta un problema.

SIUMB SIME GENOVA

16/10/2026

𝗕𝗹𝗲𝗳𝗮𝗿𝗼𝗽𝗹𝗮𝘀𝘁𝗶𝗰𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗵𝗶𝗿𝘂𝗿𝗴𝗶𝗰𝗮 𝗰𝗼𝗻 𝗹𝗮𝘀𝗲𝗿 𝗖𝗢₂ 𝗳𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝘁𝗼

Il laser crea sulla cute palpebrale 𝗺𝗶𝗰𝗿𝗼𝘀𝗰𝗼𝗽𝗶𝗰𝗶 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼, lasciando tra essi aree di tessuto integro. Questo processo favorisce il 𝗿𝗶𝗻𝗻𝗼𝘃𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗰𝘂𝘁𝗮𝗻𝗲𝗼 e il 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗲𝘀𝘀𝗶𝘃𝗼 𝗿𝗶𝗺𝗼𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗱𝗲𝗹 𝗰𝗼𝗹𝗹𝗮𝗴𝗲𝗻𝗲.

Il trattamento può interessare la 𝗽𝗮𝗹𝗽𝗲𝗯𝗿𝗮 𝘀𝘂𝗽𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲, quella 𝗶𝗻𝗳𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲 o entrambe, con l’obiettivo di migliorare la texture, le piccole rugosità e una lassità cutanea lieve o moderata, senza modificare l’espressività del volto.

Il risultato si sviluppa 𝗴𝗿𝗮𝗱𝘂𝗮𝗹𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 nelle settimane successive, mentre la pelle completa il proprio processo di rigenerazione.

Nei primi giorni possono comparire 𝗴𝗼𝗻𝗳𝗶𝗼𝗿𝗲, 𝗮𝗿𝗿𝗼𝘀𝘀𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 e una fine puntinatura, visibile nelle immagini del video.

La blefaroplastica non chirurgica 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝘀𝘁𝗶𝘁𝘂𝗶𝘀𝗰𝗲 𝗾𝘂𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝗵𝗶𝗿𝘂𝗿𝗴𝗶𝗰𝗮 in presenza di un eccesso cutaneo importante o di borse adipose marcate. Per questo l’indicazione deve essere stabilita dopo un’𝗮𝘁𝘁𝗲𝗻𝘁𝗮 𝘃𝗮𝗹𝘂𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮.

𝗣𝗿𝗲𝗻𝗼𝘁𝗮 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘀𝘂𝗹𝗲𝗻𝘇𝗮 per capire quale trattamento sia più adatto al tuo sguardo.

𝗥𝗼𝘀𝗮𝗰𝗲𝗮: 𝗶𝗹 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗴𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶.Le immagini multispettrali realizzate con 𝗩𝗘𝗖𝗧𝗥𝗔 𝗫𝗧 mostrano l’...
09/10/2026

𝗥𝗼𝘀𝗮𝗰𝗲𝗮: 𝗶𝗹 𝘁𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝘂𝗴𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶.

Le immagini multispettrali realizzate con 𝗩𝗘𝗖𝗧𝗥𝗔 𝗫𝗧 mostrano l’evoluzione nel tempo della componente eritematosa in una paziente affetta da rosacea: prima del trattamento, durante il percorso terapeutico e al controllo successivo.

In questo caso il 𝗽𝗿𝗼𝗴𝗿𝗮𝗺𝗺𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘁𝗼 ha previsto una seduta di 𝗹𝗮𝘀𝗲𝗿 𝗳𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝘁𝗼, una seduta di 𝗣𝗥𝗣 e una 𝘁𝗲𝗿𝗮𝗽𝗶𝗮 𝗶𝗻𝘁𝗲𝘀𝘁𝗶𝗻𝗮𝗹𝗲 𝗺𝗶𝗿𝗮𝘁𝗮, definita sulla base del quadro clinico complessivo.

La rosacea può presentarsi con caratteristiche, intensità e fattori associati differenti. Per questo 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲 𝘂𝗻 𝘂𝗻𝗶𝗰𝗼 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗼𝗰𝗼𝗹𝗹𝗼 𝘃𝗮𝗹𝗶𝗱𝗼 𝗽𝗲𝗿 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶: ogni percorso deve essere 𝗰𝗼𝘀𝘁𝗿𝘂𝗶𝘁𝗼 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮 𝗲 𝗿𝗶𝘃𝗮𝗹𝘂𝘁𝗮𝘁𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝘁𝗲𝗺𝗽𝗼.

Le immagini multispettrali ci consentono di 𝗱𝗼𝗰𝘂𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗼 𝗽𝗶𝘂̀ 𝗽𝗿𝗲𝗰𝗶𝘀𝗼 𝗹’𝗲𝘃𝗼𝗹𝘂𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗱𝗲𝗹𝗹𝗮 𝗰𝘂𝘁𝗲 e di orientare le successive scelte terapeutiche.

Caso clinico pubblicato con il consenso della paziente. I risultati possono variare da persona a persona.

Il laser CO2 frazionato è uno degli strumenti più importanti per migliorare la qualità della pelle quando sono presenti ...
22/09/2026

Il laser CO2 frazionato è uno degli strumenti più importanti per migliorare la qualità della pelle quando sono presenti rughe sottili, irregolarità della superficie, discromie, pori dilatati, esiti cicatriziali o segni di foto invecchiamento.

Non deve essere selezionato perché “di moda” o perché proposto all’interno di un elenco standard di prestazioni. Deve essere scelto quando rappresenta realmente la soluzione più appropriata per quella pelle e per l’obiettivo che si vuole raggiungere.

Ne ho parlato a qui salute magazine 👇

Il laser CO₂ frazionato è uno degli strumenti più importanti per migliorare la qualità della pelle con rughe sottili, irregolarità della superficie, discromie.

17/09/2026

𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗿𝗲 𝗱𝗮𝗹 𝗹𝗮𝘀𝗲𝗿 𝗖𝗢₂ 𝗳𝗿𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗮𝘁𝗼?

In modalità resurfacing crea microzone di trattamento controllato, stimolando la riparazione cutanea e il rimodellamento del collagene.

Un punto di partenza per migliorare texture, rugosità e discromie, da integrare con successive sedute di biostimolazione per sostenere nel tempo i processi rigenerativi e la qualità dei tessuti.

Ogni programma viene costruito sulle caratteristiche della pelle.

📍 Genova

𝗜𝗻𝗳𝗹𝗮𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗴: 𝗹’𝗶𝗻𝗳𝗶𝗮𝗺𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝘀𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗮 𝗹’𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼Quando pensiamo all’infiammazione immaginiamo ge...
11/09/2026

𝗜𝗻𝗳𝗹𝗮𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗴: 𝗹’𝗶𝗻𝗳𝗶𝗮𝗺𝗺𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝘀𝗶𝗹𝗲𝗻𝘇𝗶𝗼𝘀𝗮 𝗰𝗵𝗲 𝗮𝗰𝗰𝗼𝗺𝗽𝗮𝗴𝗻𝗮 𝗹’𝗶𝗻𝘃𝗲𝗰𝗰𝗵𝗶𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗼

Quando pensiamo all’infiammazione immaginiamo generalmente qualcosa di evidente: un’infezione, un trauma, dolore, gonfiore. In realtà l’infiammazione è prima di tutto un meccanismo di difesa. Una risposta infiammatoria acuta e ben regolata è indispensabile per proteggerci e per avviare i processi di riparazione dei tessuti.

Il problema può nascere quando questa risposta non si spegne completamente e nell’organismo persiste, nel tempo, una 𝗰𝗼𝗻𝗱𝗶𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗻𝗳𝗶𝗮𝗺𝗺𝗮𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮 𝗹𝗶𝗲𝘃𝗲 𝗺𝗮 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗶𝗻𝘂𝗮.

È quello che, quando associato all’invecchiamento, viene definito 𝗶𝗻𝗳𝗹𝗮𝗺𝗺𝗮𝗴𝗶𝗻𝗴: uno stato di infiammazione cronica, sistemica e di basso grado, generalmente privo dei segni tipici di un’infiammazione acuta.

Non è una malattia, ma un fenomeno biologico complesso oggi considerato uno dei processi centrali dell’invecchiamento. Può interferire con la capacità dei tessuti di mantenere il proprio equilibrio — quella che in medicina chiamiamo 𝗼𝗺𝗲𝗼𝘀𝘁𝗮𝘀𝗶 —, di rispondere a un danno e di attivare efficacemente i meccanismi di riparazione.

𝗗𝗮 𝗱𝗼𝘃𝗲 𝗻𝗮𝘀𝗰𝗲?

Con il passare degli anni possono concorrere diversi fenomeni. Alcune cellule entrano in 𝘀𝗲𝗻𝗲𝘀𝗰𝗲𝗻𝘇𝗮: smettono di dividersi, ma rimangono metabolicamente attive e possono liberare un insieme di molecole pro-infiammatorie chiamato 𝗦𝗔𝗦𝗣 (Senescence-Associated Secretory Phenotype). A questo possono aggiungersi alterazioni della funzione dei mitocondri, stress ossidativo, modificazioni del sistema immunitario e del metabolismo e cambiamenti del microbiota.

È come se, progressivamente, cambiasse il 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗲𝗻𝗼 𝗯𝗶𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 nel quale vivono e lavorano le nostre cellule. E questo terreno non è uguale per tutti.

𝗟’𝗲𝘁𝗮̀ 𝗮𝗻𝗮𝗴𝗿𝗮𝗳𝗶𝗰𝗮, 𝗶𝗻𝗳𝗮𝘁𝘁𝗶, 𝗻𝗼𝗻 𝗿𝗮𝗰𝗰𝗼𝗻𝘁𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗮 𝗹𝗮 𝘀𝘁𝗼𝗿𝗶𝗮. Due persone di 60 anni possono avere condizioni biologiche molto differenti. Genetica, alimentazione, attività fisica, composizione corporea, infezioni incontrate nel corso della vita, sonno, esposizioni ambientali e numerosi altri fattori contribuiscono a determinare traiettorie di invecchiamento diverse.

Possiamo misurare alcuni biomarcatori dell’infiammazione sistemica. Tra questi vi è, per esempio, la proteina C-reattiva misurata con metodica ad alta sensibilità (𝗵𝘀-𝗖𝗥𝗣), che consente di rilevare anche concentrazioni molto basse di CRP ed è utilizzata, tra l’altro, nella valutazione del rischio cardiovascolare.

Ma attenzione: si tratta di un indicatore sensibile, ma non specifico. 𝗨𝗻 𝘀𝗶𝗻𝗴𝗼𝗹𝗼 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗲 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗱𝗶𝗿𝗰𝗶 𝘀𝗲𝗺𝗽𝗹𝗶𝗰𝗲𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 «𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘀𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗶𝗻𝗳𝗶𝗮𝗺𝗺𝗮𝘁𝗶» e, soprattutto, non può diagnosticare da solo l’inflammaging.

Proprio per questo la ricerca sta studiando i cosiddetti 𝗶𝗻𝗳𝗹𝗮𝗺𝗺𝗮𝘁𝗼𝗿𝘆 𝗰𝗹𝗼𝗰𝗸𝘀: modelli che integrano diversi biomarcatori nel tentativo di descrivere una sorta di “età infiammatoria” dell’organismo.

𝗨𝗻 𝘁𝗲𝘀𝘀𝘂𝘁𝗼 𝗻𝗼𝗻 𝗽𝘂𝗼̀ 𝗲𝘀𝘀𝗲𝗿𝗲 𝗰𝗼𝗻𝘀𝗶𝗱𝗲𝗿𝗮𝘁𝗼 𝘀𝗲𝗽𝗮𝗿𝗮𝘁𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗲 𝗱𝗮𝗹𝗹’𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼 𝗮𝗹 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗲 𝗮𝗽𝗽𝗮𝗿𝘁𝗶𝗲𝗻𝗲. Questo vale per il muscolo, per i vasi, per il tessuto adiposo e naturalmente anche per la pelle.

Quando valutiamo la qualità di un tessuto, la sua capacità di rispondere a uno stimolo o di ripararsi dopo un danno, dobbiamo ricordare che quella risposta avviene all’interno di un organismo con una propria storia biologica, metabolica e infiammatoria.

Per questo occuparsi di rigenerazione non dovrebbe significare soltanto intervenire sul tessuto che vogliamo migliorare, ma anche cercare di comprendere il 𝘁𝗲𝗿𝗿𝗲𝗻𝗼 𝗯𝗶𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗰𝗼 nel quale chiediamo a quel tessuto di rigenerarsi.

Forse è proprio questa una delle prospettive più interessanti della medicina dell’invecchiamento: 𝗻𝗼𝗻 𝗰𝗵𝗶𝗲𝗱𝗲𝗿𝗰𝗶 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗻𝘁𝗶 𝗮𝗻𝗻𝗶 𝗮𝗯𝗯𝗶𝗮𝗺𝗼, 𝗺𝗮 𝗰𝗼𝗺𝗲 𝗹𝗶 𝘀𝘁𝗮 𝘃𝗶𝘃𝗲𝗻𝗱𝗼 𝗶𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗼𝗿𝗴𝗮𝗻𝗶𝘀𝗺𝗼.

𝗕𝗶𝗼𝗿𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 non significa semplicemente “idratare la pelle”.È un termine che comprende trattamenti iniettivi dif...
09/09/2026

𝗕𝗶𝗼𝗿𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 non significa semplicemente “idratare la pelle”.

È un termine che comprende trattamenti iniettivi differenti, utilizzati per intervenire sulla 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗶𝘁𝗮̀ 𝗰𝘂𝘁𝗮𝗻𝗲𝗮: idratazione, elasticità, texture, luminosità e, più in generale, sulle caratteristiche del tessuto.

𝗔𝗰𝗶𝗱𝗼 𝗶𝗮𝗹𝘂𝗿𝗼𝗻𝗶𝗰𝗼, 𝗮𝗺𝗶𝗻𝗼𝗮𝗰𝗶𝗱𝗶, 𝗽𝗲𝗽𝘁𝗶𝗱𝗶, 𝘃𝗶𝘁𝗮𝗺𝗶𝗻𝗲, 𝗮𝗻𝘁𝗶𝗼𝘀𝘀𝗶𝗱𝗮𝗻𝘁𝗶, 𝗽𝗼𝗹𝗶𝗻𝘂𝗰𝗹𝗲𝗼𝘁𝗶𝗱𝗶: formulazioni diverse non sono necessariamente equivalenti e non rispondono tutte alla stessa indicazione.

Per questo 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲 𝗹𝗮 𝗯𝗶𝗼𝗿𝗶𝘃𝗶𝘁𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗺𝗶𝗴𝗹𝗶𝗼𝗿𝗲 𝗶𝗻 𝗮𝘀𝘀𝗼𝗹𝘂𝘁𝗼, né un protocollo valido per tutti.

La scelta dovrebbe partire dalla pelle: dalle sue caratteristiche, dall’area che si vuole trattare e soprattutto dall’𝗼𝗯𝗶𝗲𝘁𝘁𝗶𝘃𝗼 che si vuole raggiungere.

𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗼𝗱𝗼𝘁𝘁𝗼 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗹’𝗶𝗻𝗱𝗶𝗰𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲.
𝗣𝗿𝗶𝗺𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗼𝗰𝗼𝗹𝗹𝗼 𝘃𝗶𝗲𝗻𝗲 𝗹𝗮 𝘃𝗮𝗹𝘂𝘁𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗺𝗲𝗱𝗶𝗰𝗮.

31/08/2026

Spesso mi capita che una paziente mi dica di voler idratare o ridefinire leggermente le labbra, ma di avere una preoccupazione: “Non vorrei ritrovarmi con labbra troppo grandi”.

È comprensibile, perché spesso vediamo labbra eccessivamente volumizzate. E modificare troppo il rapporto tra labbro superiore e inferiore può cambiare profondamente le caratteristiche del volto e la dinamica del sorriso, fino a modificarne la percezione dell’espressività.

Lavorare bene sulle labbra significa invece rispettare 𝗮𝗿𝗺𝗼𝗻𝗶𝗮, 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝗿𝘇𝗶𝗼𝗻𝗶 𝗲 𝗻𝗮𝘁𝘂𝗿𝗮𝗹𝗲𝘇𝘇𝗮 𝗱𝗲𝗹 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗼.

Forma, contorni, simmetrie e proiezione non possono essere valutati isolatamente: 𝗻𝗼𝗻 𝗲𝘀𝗶𝘀𝘁𝗲 𝘂𝗻𝗮 𝗽𝗿𝗼𝗽𝗼𝗿𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗶𝗱𝗲𝗮𝗹𝗲 𝗻𝗲́ 𝘂𝗻 𝗺𝗼𝗱𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗶 𝗹𝗮𝗯𝗯𝗿𝗮 𝗮𝗱𝗮𝘁𝘁𝗼 𝗮 𝘁𝘂𝘁𝘁𝗶.

𝗟𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼𝗻𝗮𝗹𝗶𝘇𝘇𝗮𝘇𝗶𝗼𝗻𝗲 𝗲̀ 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶 𝗳𝗼𝗻𝗱𝗮𝗺𝗲𝗻𝘁𝗮𝗹𝗲. A volte può essere indicato aumentare leggermente il volume; altre volte è più importante ridefinire un contorno, correggere un’asimmetria o recuperare struttura. E in alcuni casi, semplicemente, aggiungere volume non migliorerebbe il risultato.

Il filler non dovrebbe portare tutte le labbra verso lo stesso modello, ma 𝘃𝗮𝗹𝗼𝗿𝗶𝘇𝘇𝗮𝗿𝗹𝗲 𝗮𝗹𝗹’𝗶𝗻𝘁𝗲𝗿𝗻𝗼 𝗱𝗶 𝗾𝘂𝗲𝗹 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗼.

𝗣𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗮𝗿𝗲 𝗯𝗲𝗻𝗲 𝘀𝘂𝗹𝗹𝗲 𝗹𝗮𝗯𝗯𝗿𝗮 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗹𝗲 𝗻𝗼𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗱𝗶 𝗽𝗶𝘂̀. 𝗦𝗶𝗴𝗻𝗶𝗳𝗶𝗰𝗮 𝗳𝗮𝗿𝗹𝗲 𝘀𝘁𝗮𝗿𝗲 𝗺𝗲𝗴𝗹𝗶𝗼 𝗻𝗲𝗹 𝘃𝗶𝘀𝗼.

27/08/2026

𝗣𝗥𝗣 𝗶𝗻 𝘁𝗿𝗶𝗰𝗼𝗹𝗼𝗴𝗶𝗮: 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗹𝗼 𝗮𝗹𝗼𝗽𝗲𝗰𝗶𝗮 𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼𝗴𝗲𝗻𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮

Il PRP è oggi utilizzato in tricologia in diverse condizioni caratterizzate da caduta, diradamento o alterazione del ciclo di crescita dei capelli.

Utilizzando una concentrazione di piastrine autologhe e i mediatori biologici da esse rilasciati, il trattamento ha l’obiettivo di favorire i processi di riparazione tissutale e sostenere l’attività dei follicoli ancora vitali.

Può trovare applicazione nell’𝗮𝗹𝗼𝗽𝗲𝗰𝗶𝗮 𝗮𝗻𝗱𝗿𝗼𝗴𝗲𝗻𝗲𝘁𝗶𝗰𝗮, dove le evidenze scientifiche sono più consolidate, ma anche in alcune forme di 𝘁𝗲𝗹𝗼𝗴𝗲𝗻 𝗲𝗳𝗳𝗹𝘂𝘃𝗶𝘂𝗺, nelle quali una caduta diffusa può comparire dopo periodi di stress, malattie, interventi chirurgici, variazioni ormonali, carenze nutrizionali o altri eventi che alterano il normale ciclo del capello.

Anche nell’𝗮𝗹𝗼𝗽𝗲𝗰𝗶𝗮 𝗮𝗿𝗲𝗮𝘁𝗮 sono stati studiati i possibili effetti del PRP, con risultati interessanti, sebbene il suo ruolo debba essere valutato nel contesto della patologia e delle altre possibilità terapeutiche.

Un discorso diverso riguarda invece le 𝗮𝗹𝗼𝗽𝗲𝗰𝗶𝗲 𝗰𝗶𝗰𝗮𝘁𝗿𝗶𝘇𝗶𝗮𝗹𝗶, come l’alopecia fibrosante frontale. In queste patologie il processo infiammatorio può progressivamente danneggiare il follicolo fino alla sua distruzione e sostituzione con tessuto fibroso.

Anche in questo ambito il PRP è oggetto di studio, soprattutto nelle fasi iniziali, quando sono ancora presenti follicoli vitali. Le evidenze sono però più limitate e il trattamento deve necessariamente inserirsi nella gestione della patologia di base.

𝗜𝗹 𝗽𝘂𝗻𝘁𝗼, 𝗾𝘂𝗶𝗻𝗱𝗶, 𝗻𝗼𝗻 𝗲̀ 𝘀𝗼𝗹𝘁𝗮𝗻𝘁𝗼 𝘀𝘁𝗶𝗺𝗼𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗶𝗹 𝗰𝗮𝗽𝗲𝗹𝗹𝗼, 𝗺𝗮 𝗰𝗮𝗽𝗶𝗿𝗲 𝗽𝗲𝗿𝗰𝗵𝗲́ 𝗹𝗼 𝘀𝘁𝗶𝗮𝗺𝗼 𝗽𝗲𝗿𝗱𝗲𝗻𝗱𝗼.

Perché il

Indirizzo

Piazza Della Vittoria 11/A
Genova
16129

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00
Sabato 09:00 - 19:00

Telefono

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