19/10/2026
La delusione più difficile da accettare è quella che nasce dal vedere una persona comportarsi in un modo in cui noi non ci saremmo mai comportati, soprattutto quando si tratta di qualcuno a cui teniamo e da cui ci saremmo aspettati qualcosa di diverso.
Ci chiediamo come abbia potuto agire proprio così, perché noi, al suo posto, avremmo fatto un'altra scelta. E più quella persona è importante per noi, più facciamo fatica a comprendere quella distanza tra ciò che avremmo fatto e ciò che abbiamo ricevuto. È come se il nostro modo di sentire, i nostri valori e ciò che per noi conta davvero diventassero, senza che ce ne accorgiamo, il metro con cui valutiamo anche il comportamento degli altri.
Il fatto è che tendiamo a dare per scontato che ciò che per noi ha un significato profondo lo abbia anche per chi ci sta accanto. Non perché conosciamo davvero il suo modo di pensare, ma perché, quando qualcuno è importante per noi, finiamo per immaginare che ci somigli proprio negli aspetti che consideriamo fondamentali. E così, quando si comporta diversamente, non ci troviamo soltanto davanti ad una realtà che non avevamo previsto: ci scontriamo con la distanza tra la persona che avevamo immaginato e quella che stiamo conoscendo.
È in quella distanza che può nascere una delusione profonda, perché non sempre stiamo soffrendo soltanto per ciò che l'altro ha fatto, ma anche per ciò che eravamo convinti avrebbe fatto. Avevamo dato per scontato un modo di sentire, una sensibilità, un'attenzione che per noi erano naturali, senza renderci conto che stavamo attribuendo all'altro qualcosa che apparteneva soprattutto al nostro modo di essere.
Accettare questa differenza significa fare i conti con una realtà che non sempre coincide con le nostre aspettative. E forse la parte più difficile è proprio questa: riconoscere che il modo in cui noi avremmo trattato qualcuno ci racconta chi siamo, ma non ci dice necessariamente chi abbiamo davanti 🤎 E.S.