Mindfulness - Gubbio

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Mindfulness - Gubbio Uno spazio dove rallentare, ritrovare presenza e prendersi cura di sé.

Mindfulness, percorsi MBSR, ritiri, incontri di pratica, per abitare la vita con maggiore consapevolezza, equilibrio e gentilezza.

Ci sono silenzi che non lasciano vuoto, ma fanno spazio. Silenzi che ci permettono di ascoltare ciò che, nel rumore dell...
13/10/2026

Ci sono silenzi che non lasciano vuoto, ma fanno spazio.
Silenzi che ci permettono di ascoltare ciò che, nel rumore delle giornate, fatichiamo a sentire e di ritrovare un contatto più intimo con noi stessi, con gli altri e con la vita che ci attraversa.

Il silenzio non è soltanto assenza di parole, ma una possibilità di esserci, senza dover spiegare, dimostrare o riempire ogni momento.

Il silenzio ci dona Spazio, per lasciare andare, almeno per un momento, ciò che occupa la mente e fare posto a ciò che sentiamo davvero.
Ci dona Ascolto, per accorgerci dei pensieri, delle emozioni e delle sensazioni del corpo, lasciando che la nostra esperienza si manifesti senza doverla subito cambiare.
Ci dona Presenza, per tornare al respiro, ai gesti semplici, ai suoni della natura e a tutto ciò che accade proprio qui, nel momento che stiamo vivendo.
Ci dona Gentilezza, per imparare a stare accanto anche alle parti di noi più fragili, senza giudicarle e senza pretendere di avere sempre tutto sotto controllo.
Ci dona Connessione, perché nel silenzio possiamo sentirci vicini agli altri senza bisogno di parlare, scoprendo che a volte la presenza è una forma di vicinanza che non richiede parole.
Ci dona Semplicità, per riconoscere ciò che conta davvero e ritrovare il valore delle piccole cose, quelle che spesso ci accompagnano ogni giorno senza che ce ne accorgiamo.
Ci dona Libertà, per creare un piccolo spazio tra ciò che accade e il modo in cui scegliamo di rispondere, ritrovando la possibilità di agire con maggiore consapevolezza.

A volte basta fermarsi, respirare e concedersi il tempo di sentire.

E quando torniamo alle parole, ai gesti e ai ritmi della quotidianità, possiamo portare con noi qualcosa di quel silenzio, lasciando che continui ad abitare il nostro modo di stare al mondo.

Domani sera torna la Stanza di Pratica Virtuale.Alle 21.00 ci incontreremo per esplorare insieme una nuova qualità del c...
04/10/2026

Domani sera torna la Stanza di Pratica Virtuale.

Alle 21.00 ci incontreremo per esplorare insieme una nuova qualità del cuore: la gentilezza.

Una pratica per fermarci, ascoltare e osservare come possiamo imparare a stare con noi stessi e con gli altri con uno sguardo un po’ più accogliente.

Un'ora per ritrovarci, praticare e condividere.

✨ Se desideri partecipare, scrivimi in privato e ti invierò il link per collegarti.

🍂 🍂 🍂 Questa mattina l’autunno ci ha ricordato che è arrivato davvero!Il cielo era limpido, la luce bellissima, ma gli 8...
24/09/2026

🍂 🍂 🍂 Questa mattina l’autunno ci ha ricordato che è arrivato davvero!

Il cielo era limpido, la luce bellissima, ma gli 8 gradi ci hanno fatto sentire sulla pelle che la stagione è cambiata.

E proprio questa mattina, con il respiro che diventava un po’ più visibile nell’aria fredda, abbiamo concluso il nostro ciclo di "Mindfulness al mattino".

Cinque mesi fa era un progetto che aveva, in qualche modo, qualcosa di coraggioso: chiedere alle persone di alzarsi presto, prima del lavoro, prima degli impegni, prima che la giornata prendesse il suo ritmo, e scegliere di dedicare quel tempo a sé. Non era scontato che avrebbe funzionato, che le persone avrebbero trovato il modo di esserci, che quella sveglia un po’ più presto sarebbe diventata, settimana dopo settimana, un appuntamento con la pratica.

E invece è successo.

E questa mattina ho sentito una profonda gratitudine per ciò che siamo riusciti a creare. Un progetto nato quasi come un piccolo seme è diventato, nel tempo, uno spazio abitato da tante persone, da presenze diverse, da silenzi condivisi, da respiri, da mattine in cui abbiamo scelto di fermarci prima che tutto il resto cominciasse.

Qualcuno è stato presente quasi ogni volta, qualcuno ha partecipato quando gli impegni lo permettevano, qualcuno è arrivato una sola volta. Ma ogni presenza ha avuto il suo valore e, in qualche modo, ha contribuito a dare forma a questo percorso.

🍂 Grazie per esserci stati. Grazie per aver scelto, tra le tante cose da fare, di scegliere anche voi.

E proprio oggi abbiamo incontrato uno dei pilastri della mindfulness, il lasciare andare.

Nella natura l'autunno non è una stagione che trattiene. Le foglie lasciano il ramo quando arriva il loro tempo, senza che questo significhi che l'albero abbia perso qualcosa di sé. C'è un momento per fiorire, un momento per crescere e un momento per lasciare andare ciò che ha compiuto il proprio ciclo.

Forse anche noi abbiamo bisogno, qualche volta, di imparare da questo movimento.

🍂 Lasciare andare non significa perdere. Non significa cancellare ciò che è stato, né smettere di dare valore a ciò che abbiamo vissuto.

Significa riconoscere che qualcosa ha avuto un inizio, ha attraversato il suo tempo e ora è arrivato a compimento. Significa poter guardare ciò che è stato con gratitudine, senza doverlo trattenere perché continui ad avere un significato.

Lasciare andare è anche fidarsi del movimento della vita, permettere che uno spazio che si chiude possa diventare lo spazio necessario perché qualcos'altro possa nascere, per imparare a stare anche davanti alla fine, senza affrettarci a riempire ciò che si è svuotato, senza aggrapparci a ciò che vorremmo continuasse ancora.

🍂 Ogni fine non è necessariamente una perdita. A volte è semplicemente il modo che la vita ha di dirci che qualcosa si è compiuto e che possiamo aprirci a ciò che ancora non conosciamo.

Così questa mattina non abbiamo soltanto concluso cinque mesi di pratica. Abbiamo anche avuto l'occasione di salutare un'esperienza che ci ha accompagnati, portandone con noi ciò che continuerà a vivere oltre questo ultimo incontro: un modo diverso di iniziare la giornata, la capacità di fermarsi, qualche respiro consapevole, la possibilità di tornare al corpo e al momento presente anche quando la vita riprende il suo ritmo.

🍂 Grazie per la fiducia. Grazie per la costanza. Grazie per le mattine fredde e per quelle luminose, per chi è arrivato assonnato e per chi è arrivato sorridendo, per il silenzio condiviso e per quel piccolo gesto, apparentemente semplice ma così significativo, di scegliere di esserci.

Grazie per aver reso possibile questo progetto e per avermi mostrato, ancora una volta, quanto sia prezioso praticare insieme.

🍂 Lasciamo andare questo appuntamento con gratitudine, portando con noi ciò che abbiamo ricevuto e facendo spazio, con fiducia, a ciò che verrà.

🍂 Quante volte incontriamo l’altro attraverso la storia che ci siamo già raccontati su di lui?Forse la pratica di mindfu...
23/09/2026

🍂 Quante volte incontriamo l’altro attraverso la storia che ci siamo già raccontati su di lui?

Forse la pratica di mindfulness può aiutarci a fare un piccolo spazio tra ciò che pensiamo e ciò che è, per tornare a incontrare noi stessi e l’altro con curiosità, presenza e gentilezza.

Incontrare l’altro oltre la storia che ci raccontiamo C’è qualcosa di profondamente umano nel desiderio di incontrare l’altro e, attraverso

🍂 Settembre porta con sé il profumo dei nuovi inizi, ma anche la dolcezza di alcuni cicli che si compionoGiovedì mattina...
21/09/2026

🍂 Settembre porta con sé il profumo dei nuovi inizi, ma anche la dolcezza di alcuni cicli che si compiono

Giovedì mattina alle 7.00 saremo ancora insieme per l’ultimo incontro del ciclo di "Mindfulness al mattino", prima di salutare queste nostre mattine condivise e lasciarle riposare fino al prossimo anno.

Da maggio a settembre abbiamo condiviso tante mattine, sempre con la possibilità di rallentare insieme, ascoltare il respiro, sentire il corpo e concederci, prima che la giornata prendesse il suo ritmo, uno spazio per esserci.

Cinque mesi sono un tempo abbastanza lungo per capire che una proposta ha incontrato qualcosa di vero. Lo raccontano le persone che sono tornate con continuità, quelle che hanno partecipato quando hanno potuto, quelle che magari sono arrivate una sola volta e hanno lasciato comunque una traccia in questo piccolo spazio che, mattina dopo mattina, abbiamo costruito insieme.

A ciascuno di voi va la mia gratitudine!

Per la presenza, per il silenzio condiviso, per quei pochi minuti in cui abbiamo scelto di non iniziare subito a fare, ma di iniziare semplicemente a esserci.

Ora questo ciclo si conclude, ma non il nostro cammino.

Ci rivedremo il prossimo anno con "Mindfulness al mattino", mentre l'autunno ci offre già altre occasioni per continuare a praticare insieme attraverso gli appuntamenti del calendario.

Anche questo significa praticare: saper riconoscere quando è tempo di continuare e quando è tempo di lasciare andare, portando con sé ciò che abbiamo ricevuto.

Grazie per queste mattine condivise.
Ci vediamo giovedì, per l'ultima pratica di questo ciclo… e poi, semplicemente, continueremo a camminare.

Un’altra ripartenza, un altro tratto di cammino insieme!Questa sera ripartono anche con gli incontri mensili di approfon...
18/09/2026

Un’altra ripartenza, un altro tratto di cammino insieme!

Questa sera ripartono anche con gli incontri mensili di approfondimento della mindfulness, uno spazio per ritrovarci e continuare a coltivare nella vita quotidiana ciò che abbiamo iniziato a praticare durante un protocollo Mindfulness Based.

Quest’anno il filo che accompagnerà i nostri incontri sarà “La pratica dell’incontro”: incontrare sé stessi, le emozioni, ciò che la vita porta e, infine, l’altro, attraverso la presenza, l’ascolto e la consapevolezza.

Ogni mese ci prenderemo un tempo per praticare insieme, attraverso meditazioni guidate, riflessioni, letture e condivisione, in uno spazio accogliente e libero dal giudizio.

🌱 Il primo incontro è questa sera

Venerdì 18 settembre · Incontrare sé stessi
Presenza, ascolto e consapevolezza

📍 Sala Mindfulness · Via Benedetto Croce 54, Gubbio
⏰ 19.15 – 21.00

Gli incontri sono rivolti a chi ha già partecipato a un protocollo Mindfulness Based.

📩 Per informazioni e iscrizioni puoi scrivermi in privato.

Sarà bello ritrovarci, fermarci insieme e continuare a dare alla pratica uno spazio nella nostra vita.

“Il vero miracolo non è camminare sull’acqua, ma camminare sulla terra verde del momento presente.” — Thích Nhất Hạnh

Che cosa succede quando rallentiamo davvero?Prova a pensare all’ultima volta in cui non avevi fretta, non a una vacanza ...
15/09/2026

Che cosa succede quando rallentiamo davvero?

Prova a pensare all’ultima volta in cui non avevi fretta, non a una vacanza o a un giorno libero, ma a un momento in cui hai potuto fare una sola cosa per volta, senza guardare continuamente l’orologio, senza avere già la mente proiettata verso ciò che sarebbe venuto dopo.

Per molti di noi non è così semplice ricordarlo, e forse è proprio questo il punto di partenza.

Le nostre giornate scorrono tra impegni, notifiche, scadenze e responsabilità che si susseguono lasciando pochissimo spazio tra una cosa e l’altra; anche quando finalmente ci fermiamo, spesso la mente continua a correre, ripercorrendo ciò che è accaduto, anticipando ciò che dovrà accadere o cercando di risolvere problemi che, almeno in quel momento, non chiedono ancora una soluzione.

La velocità ha una caratteristica curiosa: finché ci siamo immersi, quasi non ci accorgiamo di quanto stiamo andando veloci.

Ci sembra normale passare da un impegno all’altro, rispondere a qualcuno mentre stiamo già pensando alla cosa successiva, mangiare mentre controlliamo il telefono, ascoltare una persona mentre dentro di noi prepariamo già la risposta. Arriviamo alla sera con la sensazione di avere fatto molto e, qualche volta, con quella più difficile da nominare di avere vissuto poco.

È spesso soltanto quando il ritmo cambia che iniziamo a renderci conto di quanto fossimo lontani dal momento presente.

Per questo rallentare può apparire quasi innaturale, non siamo più abituati a sostare. Abbiamo imparato a riempire le pause, a sentirci utili sempre, a misurare il valore delle nostre giornate attraverso ciò che siamo riusciti a fare. Così, quando il ritmo diminuisce, può affacciarsi perfino un certo disagio, come se il silenzio, il tempo vuoto o il semplice stare senza fare dovessero essere riempiti al più presto.

Ma, è proprio quando rallentiamo davvero che iniziano ad accadere cose che la fretta non ci permette di vedere.

Il corpo, che per tanto tempo ha seguito il ritmo imposto dagli impegni, comincia lentamente a farsi sentire. Ci accorgiamo della tensione nelle spalle, della mandibola contratta, del respiro che tratteniamo senza rendercene conto, della stanchezza che abbiamo continuato a spingere un po’ più in là.

E, insieme a questo, possiamo accorgerci anche di qualcosa di molto semplice: il corpo non è mai stato altrove. Eravamo noi, forse, a non esserci abbastanza.

Quando rallentiamo, anche i sensi tornano ad aprirsi. Notiamo la luce che cambia durante il giorno, il profumo del bosco dopo la pioggia, il rumore delle foglie mosse dal vento, la temperatura dell’aria sulla pelle, la consistenza del terreno sotto i piedi. Non perché queste cose non ci fossero prima, ma perché finalmente abbiamo il tempo e l’attenzione per incontrarle.

Anche la mente, naturalmente, continua a muoversi. All’inizio può sembrare persino più rumorosa di prima. Porta con sé liste di cose da fare, ricordi, preoccupazioni, programmi, conversazioni lasciate in sospeso. È il suo modo abituale di funzionare e non c’è nulla di sbagliato in questo.

La pratica della mindfulness non consiste nel cercare di fermare la mente, né nel raggiungere una condizione in cui finalmente non pensiamo più a nulla. Consiste piuttosto nell’imparare ad accorgerci di ciò che sta accadendo mentre accade.

Ci accorgiamo che stiamo pensando, che siamo preoccupati, che stiamo anticipando, che la mente è già proiettata verso il futuro. E, proprio nel momento in cui ce ne accorgiamo, si apre una possibilità: possiamo tornare a ciò che c’è.

Al respiro. Al corpo. Ai suoni. Alla persona che abbiamo davanti. A quello che stiamo facendo.

È un gesto semplice, ma tutt’altro che scontato, perché tra ciò che accade e il modo in cui rispondiamo esiste uno spazio, e la pratica ci aiuta lentamente a riconoscerlo.

Quando rallentiamo, possiamo accorgerci anche di ciò che sentiamo. Emozioni che avevamo messo da parte possono trovare finalmente lo spazio per affacciarsi: la stanchezza, la tristezza, la preoccupazione, ma anche la gratitudine, la tenerezza, la gioia. Non perché rallentare produca emozioni diverse, ma perché crea le condizioni per incontrare quelle che già ci sono.

La mindfulness non ci invita a rallentare perché la lentezza sia un valore in sé. Ci invita a rallentare perché, quando smettiamo per un momento di correre, possiamo finalmente accorgerci di come stiamo vivendo.

Possiamo vedere dove siamo, cosa sta accadendo dentro di noi, come ci relazioniamo agli altri, quali automatismi guidano le nostre giornate e quanta parte della nostra esperienza attraversiamo senza realmente incontrarla.

Rallentare, allora, diventa una forma di attenzione. E l’attenzione, quando viene coltivata, può trasformare il modo in cui abitiamo la nostra vita.

Questa sera, durante la presentazione del protocollo MBSR, parleremo proprio di questo: di cosa significa portare la mindfulness nella propria esperienza e di come una pratica semplice e concreta possa diventare, nel tempo, un modo diverso di stare nella vita.

Non si tratta di imparare a vivere senza stress, senza pensieri o senza difficoltà. Si tratta piuttosto di sviluppare una maggiore capacità di accorgerci di ciò che accade e di incontrarlo con una presenza diversa.

Rallentare davvero non significa avere più tempo, significa esserci di più nel tempo che abbiamo.

Domani sera torniamo nella  nostra Stanza di Pratica VirtualeDopo la pausa estiva, domani sera alle 21.00 riapriamo la p...
13/09/2026

Domani sera torniamo nella nostra Stanza di Pratica Virtuale

Dopo la pausa estiva, domani sera alle 21.00 riapriamo la porta della nostra Stanza di Pratica Virtuale, quello spazio senza pareti che, incontro dopo incontro, è diventato per molti di noi un luogo familiare in cui fermarsi e praticare insieme.

Nata nella primavera del 2020, questa comunità continua ancora oggi il suo cammino, accompagnandoci attraverso stagioni diverse della vita e ricordandoci che la pratica può creare vicinanza anche attraverso uno schermo.

Quello di domani sarà il primo incontro della settima stagione della Stanza di Pratica, e quest’anno ci accompagnerà un filo conduttore speciale: le qualità del cuore.

Ogni mese incontreremo una qualità diversa attraverso alcuni spunti di riflessione una pratica guidata e la condivisione dell’esperienza. La prima qualità sarà la Presenza, l'arte di abitare pienamente questo momento.

🗓️ Domani, lunedì 14 settembre
🕘 Ore 21.00
💻 Online

Dopo la pausa estiva, sarà bello ritrovarci, riprendere il filo della pratica e tornare, insieme, a quello spazio di presenza che ci è familiare.

La Stanza è aperta a chi già ne fa parte e a chi desidera avvicinarsi per la prima volta. Se desideri unirti a noi, scrivimi in privato e ti invierò il link per partecipare.

12/09/2026

🍂 Ritirarsi per ritrovarsi

Ci sono momenti in cui fermarsi non significa allontanarsi dalla vita, ma scegliere di avvicinarsi ad essa con maggiore presenza.

Un ritiro di mindfulness è uno spazio nel quale rallentare, respirare, ascoltare il corpo e lasciare per qualche giorno sullo sfondo il ritmo abituale delle nostre giornate, per tornare a incontrare noi stessi con maggiore attenzione e gentilezza.

Non serve cercare esperienze straordinarie o una mente finalmente libera dai pensieri. Si tratta piuttosto di creare le condizioni per accorgerci di ciò che già c'è e di ritrovare, attraverso la pratica, uno spazio interiore al quale poter tornare anche quando saremo nuovamente immersi nella quotidianità.

Concedersi un ritiro di mindfulness può essere un modo prezioso per iniziare l'autunno, non aggiungendo qualcosa alla nostra vita, ma facendo spazio.

🍂 “Ritirarsi per ritrovarsi” ritiro di mindfulness a Fonte Avellana

Non tutto ciò che sentiamo chiede di essere agito!C'è un momento, spesso brevissimo, che separa ciò che ci accade da ciò...
09/09/2026

Non tutto ciò che sentiamo chiede di essere agito!

C'è un momento, spesso brevissimo, che separa ciò che ci accade da ciò che scegliamo di fare. È un momento che nella quotidianità attraversiamo quasi senza accorgercene, perché quando qualcosa ci tocca, ci ferisce, ci spaventa o ci irrita la risposta sembra arrivare da sola. Eppure, proprio in quello spazio così sottile, può nascondersi una possibilità preziosa: quella di non essere soltanto ciò che ci accade, ma di poter scegliere come incontrarlo.

È così che funzionano molti dei nostri automatismi. Qualcuno ci dice qualcosa e ci sentiamo attaccati, una situazione non va come avevamo previsto e nasce la frustrazione, riceviamo una critica e immediatamente ci difendiamo, una persona non risponde come vorremmo e iniziamo a costruire spiegazioni e scenari. Lo stimolo sembra contenere già la risposta, come se tra i due non ci fosse alcuna possibilità di scelta.

Questa è una delle intuizioni che la pratica della mindfulness può aiutarci a scoprire, lentamente e attraverso l'esperienza diretta: possiamo sentire rabbia senza dover necessariamente rispondere con rabbia, provare paura senza permettere che sia la paura a decidere per noi, avvertire il desiderio di dire qualcosa senza doverlo esprimere immediatamente, accorgerci di un pensiero senza trasformarlo automaticamente in una convinzione o in un'azione.

La pratica della mindfulness ci permette, poco alla volta, di riconoscere lo spazio tra lo stimolo e la risposta.

Non lo crea dal nulla e non fa scomparire le nostre reazioni, ma ci aiuta ad accorgerci di ciò che avviene prima che la reazione prenda completamente il sopravvento. Impariamo a riconoscere il corpo che si contrae, il respiro che cambia, il pensiero che compare, l'emozione che cresce. Cominciamo a vedere la sequenza: accade qualcosa, dentro di noi qualcosa si muove, e solo dopo arriva la possibilità di scegliere come rispondere.

All'inizio questo spazio può essere quasi impercettibile, magari soltanto un respiro tra lo stimolo e la risposta. Con la pratica può diventare più riconoscibile e, lentamente, anche più ampio.
È in quello spazio che può comparire una possibilità nuova: non reagire automaticamente, ma scegliere.

Questo non significa diventare impassibili o imparare a controllare tutto ciò che sentiamo. La mindfulness non ci insegna a reprimere la rabbia, a eliminare la paura o a impedirci di provare emozioni intense. Al contrario, ci invita a riconoscerle con maggiore chiarezza, perché ciò che viene visto e accolto può essere attraversato con maggiore consapevolezza.

La pratica seduta, il respiro, la consapevolezza del corpo ci allenano proprio a questo. Quando durante la meditazione ci accorgiamo che la mente è andata via e torniamo al respiro, stiamo già facendo esperienza di un piccolo spazio tra ciò che accade e ciò che facciamo. Un pensiero compare, lo riconosciamo e scegliamo di tornare al respiro. Una sensazione sorge, la osserviamo e non siamo obbligati a modificarla. Un'emozione si presenta, le facciamo spazio e rimaniamo in ascolto.

Quello che accade sul cuscino può lentamente diventare una competenza della vita quotidiana.

È anche questo che coltiviamo nel protocollo MBSR – Mindfulness Based Stress Reduction, un percorso di 8 settimane nel quale allenare, attraverso la pratica e l'esperienza diretta, una maggiore consapevolezza del modo in cui incontriamo ciò che accade.

🧘 Il prossimo protocollo MBSR inizia a ottobre.

Per informazioni sul percorso e sulla serata di presentazione:
https://www.mindfulnessgubbio.it/mbsr/

Indirizzo

Via Benedetto Croce, 54
Gubbio
06024

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 20:00
Martedì 09:00 - 20:00
Mercoledì 09:00 - 20:00
Giovedì 09:00 - 20:00
Venerdì 09:00 - 20:00

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