05/10/2026
Qualche giorno fa, entrando in un negozio di giocattoli, mi sono ritrovata davanti a dei girelli.
E ho pensato: “forse è ancora necessario parlarne.”
Come TNPEE, il girello è uno degli strumenti che SCONSIGLIO.
Non perché “faccia male” in assoluto o perché un bambino che lo utilizza avrà necessariamente delle difficoltà motorie. Il punto è un altro: il girello non favorisce lo sviluppo delle competenze motorie che servono davvero per imparare a camminare.
Nel girello il bambino viene sostenuto e spostato in una posizione che non deve ancora necessariamente saper raggiungere o mantenere autonomamente. Può muoversi rapidamente, ma senza sperimentare in modo naturale alcuni passaggi fondamentali: trasferire il peso, controllare l’equilibrio, rialzarsi da terra, fare piccoli spostamenti tra appoggi e, soprattutto, imparare a gestire il proprio corpo nello spazio.
Inoltre, la modalità di appoggio dei piedi e il movimento imposto dal dispositivo non riproducono il modo in cui il bambino impara spontaneamente a spostarsi verso la stazione eretta e poi verso il cammino.
Questo non significa che bisogna “insegnare” al bambino a camminare.
Significa, al contrario, lasciargli il tempo e lo spazio per costruire autonomamente le competenze che lo porteranno a camminare.