17/10/2026
*Dove abito quando non sono qui.*
Quante volte mi perdo.
Non fuori. Dentro.
La mente parte, e io non me ne accorgo subito. È già altrove, nel passato che non c'è più, nel futuro che non è ancora arrivato.
Nel mezzo, un turbinio.
Cose da fare. Ruoli da tenere. Condizionamenti che ho imparato a chiamare normalità.
Fermarsi sembra disobbedire.
Prendere fiato, restare in silenzio con se stessi, diventa l'impresa più difficile della giornata.
E allora l'energia si svuota e il corpo lo sente prima di me. Lo sento sussurrare ciò che la mente non vuole ascoltare.
E la vita — la mia vita — scorre. Mentre io sono altrove.
L'ho visto, ora.
Quando abito il passato, la malinconia mi visita. Dolce e pesante. Piange ciò che era e non è più.
Quando abito il futuro, è l'ansia a bussare. Sale dalla bocca dello stomaco, lenta, fino a stringermi la gola.
Due luoghi che non esistono. Eppure ci passo così tanto tempo.
Poi c'è un altro luogo.
È qui. È ora.
Ha il profumo del mio respiro quando è profondo e calmo.
Non fa rumore. Non chiede niente.
Si apre solo se resto.
Quando creo qualcosa con le mie mani, la mente smette di fuggire. Non devo zittirla, le basta seguire.
Plasmare con le proprie mani è tornare al presente.
E’ fissare un’emozione in una forma e lasciare che si dissolva, come una parola scritta sulla sabbia.
E in quel gesto semplice, torno.
Torno nel mondo reale.
Quello che voglio abitare.
CHICCHI DI SALUTE CREATIVA - Curecomplementari.it di Michela Meggetto https://share.google/pEBcIYHH6gVOMAhRj