Indicazioni Sito Web Contatta l'azienda

Ado.T Il “Centro Ado.T” per lo studio e la terapia alle famiglie adottive offre aiuto e sostegno alle

01/10/2026
30/09/2026

L’ansia ed il coraggio a scuola!

Orgogliosi di aver partecipato con le nostre testimonianze al docufilm presentato oggi a Magenta.
26/09/2026

Orgogliosi di aver partecipato con le nostre testimonianze al docufilm presentato oggi a Magenta.

Un pomeriggio per parlare di adozione attraverso cinema, ricerca, confronto tra professionisti e teatro. Un viaggio dentro e fuori l’adozione È «Testimonianze dal mondo dell’adozione», l’appuntamento in programma sabato 26 settembre dalle 15.30 alle 18.30 al Teatro Lirico di Magenta. L’in...

Ogni storia adottiva e’ unica.Ogni famiglia merita strumenti per comprenderla e sostenerla.Lo studio Ado.T con la collab...
05/08/2026

Ogni storia adottiva e’ unica.Ogni famiglia merita strumenti per comprenderla e sostenerla.
Lo studio Ado.T con la collaborazione della Scuola Mara Selvini promuove 3 giornate di formazione perpsicologi, psicoterapeuti, neuropsichiatri, assistenti sociali ed educatori, per presentare un modello di lavoro clinico appositamente pensato per il lavoro con le famiglie adottive.
Per info ed iscrizioni
[email protected]
[email protected]

19/07/2026

Pellai: ecco cosa ci dicono (e cosa ci chiedono di fare) i risultati Invalsi

19/07/2026

L’EUROPA STA PER IMPORRE NUOVE REGOLE ALLE PIATTAFORME SOCIAL A TUTELA DEI NOSTRI FIGLI

Ieri è arrivata la dichiarazione ufficiale di Ursula von der Leyen, che, dopo aver ricevuto il report finale del Panel voluto dalla Commissione Europea sui rischi che l’online produce in età evolutiva, ha affermato che “i social media non sono un giocattolo” e che “sebbene spetti ai genitori decidere quando i figli riceveranno il loro primo smartphone” oggi è necessario “fissare un'età minima per l'accesso ai social media” per “non condannare un'altra generazione a ulteriori danni psicologici, dipendenza e sofferenza”.

Ecco i tre punti che von der Leyen ha posto al centro della sua dichiarazione:
- le piattaforme hanno la responsabilità di dimostrare di essere luoghi sicuri. L’Europa ha chiesto l’applicazione di questo principio alle case automobilistiche, alle industrie farmaceutiche, alle aziende alimentari e ora lo chiede alle grandi aziende tecnologiche. Le piattaforme hanno un dovere di diligenza nei confronti degli utenti, in particolare di quelli più vulnerabili.
- Oggi “non si tratta più di stabilire se i bambini possano accedere ai social media, bensì di capire se e quando i social media possano accedere ai nostri figli”. Tale responsabilità deve trovare le piattaforme attive e in prima linea perché il divieto venga rispettato (cosa per cui fino ad oggi si sono rivelate inadempienti e/o refrattarie)
- Le evidenze oggi disponibili confermano la tesi a favore di un'età minima per l'accesso ai social media. E’ un cambiamento che richiede tempo, ma necessario.

Insomma, la strada oggi sembra segnata e l’inversione di rotta avviata in modo definitivo. La proposta con la risoluzione di intervento p stata promessa dopo l'estate. Tutti noi la stiamo aspettando.
Sperando che le narrazioni – oggi pandemiche – che affermano che “non sono i social media, ma l’uso che se ne fa” o che “i social sono l’ambiente elettivo dove oggi gli adolescenti costruiscono la loro identità” comincino anch’esse ad essere considerate inique, oltre che antiscientifiche.

Oggi ho scritto un editoriale per Avvenire su questi importanti cambiamenti. Lo trovate allegato a questo post. Da leggere, commentare e condividere.

“Ada rammenda.Pensavo lavorasse all’uncinetto o ricamasse.Ada quando rammenda non avvicina i lembi strappati o peggio or...
18/07/2026

“Ada rammenda.Pensavo lavorasse all’uncinetto o ricamasse.Ada quando rammenda non avvicina i lembi strappati o peggio orfani del pezzo mancante. Li allontana.Poi ricama il bordo del buco come se costruisse una cornice.
Non sarà’ proprio uguale a come era. Una specie di memoria. Il buco non lo puoi eliminare, lo devi riempire.Come le cose della vita.
In che senso Ada.
Sai quando pretendi di cancellare i ricordi,quando pensi di aver commesso un errore e vuoi dimenticare. Non funziona mai.Forse al principio,per un momento,poi si riapre tutto.Come i rammendi fatti male. Bisogna sempre ripartire da dove eravamo rimasti.Tornare alle cose come erano prima,capirle bene,poi camminarci sopra per andare avanti.Piano piano però.Non devi evere fretta.” (Tratto da La cura di Concita De Gregorio)

Una buona legge aiuta genitori,insegnanti e società a sostenere una buona cultura per le nuove generazioni che tuteli il...
02/07/2026

Una buona legge aiuta genitori,insegnanti e società a sostenere una buona cultura per le nuove generazioni che tuteli il loro benessere e rispetti i loro tempi di maturazione!

DIVIETO DEI SOCIAL IN ETA’ EVOLUTIVA: COSA DICE DAVVERO LA SCIENZA?

Oggi il Corriere della Sera ha pubblicato un importantissimo articolo di Stefano Vicari - Neuropsichiatra, Professore di NeuroPsichiatria Infantile a Roma. In alcuni passaggi dell'articolo, il clinico e scienziato, nonchè medico dei bambini, spiega bene i termini della questione: “Nessuno sostiene che Internet sia la causa unica dell’aumento di ansia, depressione, autolesionismo, disturbi alimentari o ritiro sociale osservato negli adolescenti. (…) tuttavia sarebbe altrettanto sbagliato ignorare il ruolo che un’esposizione precoce, intensa e non regolata ai social media può avere nell’amplificare vulnerabilità già presenti. La letteratura scientifica più recente indica infatti associazioni significative tra uso problematico dei social, sintomi depressivi e ansiosi, peggioramento del sonno, difficoltà attentive e maggiore rischio di dipendenza comportamentale. Non si tratta quindi di una sola questione educativa, ma anche di salute pubblica. (….) particolarmente delicato è il tema dell’età. Non è la stessa cosa che un social network venga utilizzato da un 16enne o da un bambino di 10 anni. il cervello in sviluppo presenta una maggiore sensibilità alla ricompensa immediata, alla pressione dei pari e alla ricerca di approvazione sociale. Proprio per questo gli strumenti digitali risultano particolarmente potenti durante l’età evolutiva. (….) Naturalmente la legge da sola non basta. Nessuna norma può sostituire la responsabilità di genitori, insegnanti e comunità. Ma una buona legge può sostenere il loro lavoro, offrendo un quadro di tutela coerente con ciò che oggi sappiamo sullo sviluppo del cervello, sulla vulnerabilità dell’età evolutiva e sui rischi associati a un accesso troppo precoce e non accompagnato al mondo digitale”.
Se si studia il fenomeno con un approccio science-based, parole come quelle del Prof. Vicari diventano immediatamente comprensibili e oltremodo necessarie. Oggi è importantissimo che gli specialisti della salute e della mente in età evolutiva analizzino il problema partendo dai principi scientifici che regolano lo sviluppo del cervello in età evolutiva, su cui l’impatto del mondo digitale, così come viene concepito e offerto oggi dalle piattaforme, è devastante. Per questo leggi che impongono limiti di età sono di importanza fondamentale per ripristinare il diritto alla salute dei minori. Quello di Stefano Vicari è un articolo da leggere e rileggere e da condividere nella vostra comunità educante.

Indirizzo

Milan

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Ado.T pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Ado.T:

Scelte rapide

Condividi