Cristina Sebastiani counselor

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Cristina Sebastiani counselor Sono counselor psicologica relazionale e transculturale - formata in Analisi Transazionale, mindfulness, e costellazioni famigliari.

Salvo dove esplicitamente autorizzato, i miei racconti sono frutto di creatività.

(*) Questo post è personale e politico: lo pubblico nelle mie pagine, compresa quella professionale, perché anche la mia...
23/10/2026

(*) Questo post è personale e politico: lo pubblico nelle mie pagine, compresa quella professionale, perché anche la mia professione, per come la esercito, è politica.

QUANDO TI SENTI SOLA(Esercizio per tutti, che - sono sicura - tutti ci sentiamo soli a volte, anche quando non lo siamo)...
06/10/2026

QUANDO TI SENTI SOLA
(Esercizio per tutti, che - sono sicura - tutti ci sentiamo soli a volte, anche quando non lo siamo)

A volte ti senti sola.
A volte non c'è un motivo.
Altre volte c'è.
A volte è un essere, più spesso un sentire.
Una persona ti ha delusa, una persona ti ha ferita, una persona non c'è più, la tua vita attraversa una fase difficile e hai tanti pesi sulle spalle.

Parlando di sentire: io mi sento spesso sola quando sono molto stanca.

Puoi sentirti sola quando non riesci a mettere dei confini.
Puoi sentirti sola quando non riesci a difenderti.
Puoi sentirti sola quando rinunci a chiedere aiuto.

Quando mi succede, faccio un esercizio.
Faccio un bel respiro profondo che mi permette di uscire dalla testa e mi trasporta verso il cuore.
Poi lentamente vado stanza stanza per tutta la casa e osservo gli oggetti.
Apro i cassetti, sposto i libri, guardo nelle scatole e dietro le porte.
E cerco i segni di chi mi vuole bene, i regali, i pezzetti di amicizia e di amore che sono rimasti impigliati.
Cose piccole e grandi, passaggi di persone molto care ma anche il gesto gentile di uno sconosciuto.
E dalla testa passo definitivamente al cuore, i pensieri si alleggeriscono, le spalle si aprono e posso sentirmi di nuovo in pace e in equilibrio.
Non sono sola.
Sono sola, ma non del tutto.
Sono sola, ma non sempre.
Non sono perduta in questo silenzio.
Mi sono ritrovata e non mi lascerò.

LO SPAZIO DI PAROLA ONLINE DI Aifcom  RIPARTESABATO 24 OTTOBRE DALLE 16 ALLE 18 VIA ZOOML'incontro è aperto a tutte le f...
04/10/2026

LO SPAZIO DI PAROLA ONLINE DI Aifcom RIPARTE
SABATO 24 OTTOBRE DALLE 16 ALLE 18 VIA ZOOM

L'incontro è aperto a tutte le famiglie e le coppie miste e a tutte le persone in una relazione transculturale che abbiano voglia di confrontarsi con altre persone che vivono la loro stessa esperienza.

Ci riuniamo ogni ultimo sabato del mese da oltre 4 anni: qualcuno è con noi da allora, altre persone sono passate e poi sono andate per la loro strada, altre invece ripassano regolarmente a salutare e raccontarci le novità.
Noi abbiamo la porta aperta per tutti: conoscervi è la nostra vocazione, e il nostro obiettivo è fare in modo che vi parliate.
Al resto pensate voi!

Vi aspettiamo!

«Se non sai come prenderti cura della tua sofferenza, la infliggerai inevitabilmente a chi ami.» — Thich Nhat Hanh (L'ar...
30/09/2026

«Se non sai come prenderti cura della tua sofferenza, la infliggerai inevitabilmente a chi ami.» — Thich Nhat Hanh (L'arte di comunicare)

Quando subiamo una ferita profonda, il cervello tende a immagazzinare l'evento in modo frammentato. Le emozioni (paura, rabbia, dolore) restano "incastrate" nella parte più emotiva della mente e si riattivano come veri e propri falsi allarmi ogni volta che una situazione attuale ricorda quel passato.

Il tutto avviene per lo più nella sfera inconscia: il riattivarsi della memoria e la successiva reazione difensiva scattano in automatico, senza che ce ne rendiamo del tutto conto.

Ma non per questo fanno meno danni. Al contrario: ci inducono a comportamenti difficili, reazioni che possono spaventare noi stessə o allontanare gli altrə.

Elaborare significa disinnescare questo meccanismo. Significa permettere alla mente di dare uno spazio preciso e chiaro a questa esperienza emotiva grezza, restituendole un senso logico. Solo così il cervello può smettere di trattarla come una minaccia che sta accadendo adesso, e collocarla finalmente nel passato.

Se ti interessa approfondire, contattami in DM e sarò felice di conoscerti in un primo colloquio gratuito.

Vorrei che provassimo a toglierci dalle spalle un (altro) peso che non ci appartiene. L'abbandono paterno non è una sfor...
27/09/2026

Vorrei che provassimo a toglierci dalle spalle un (altro) peso che non ci appartiene.
L'abbandono paterno non è una sfortunata dinamica privata.
È violenza sistemica di genere.

Chiudete gli occhi, pensate a una madre che abbandona i figli e poi ad un padre che fa lo stesso: il giudizio che date istintivamente, senza rifletterci, è lo stesso?

Parliamo di violenza e di privilegio perché nella nostra società la libertà di uscita da una famiglia non ha lo stesso prezzo per entrambi i generi. Il padre abbandonico esercita il privilegio di potersi sottrarre al lavoro di cura quotidiano e al mantenimento, sapendo perfettamente che il vuoto da lui lasciato non resterà vuoto: verrà assorbito interamente dalla madre.
Questa asimmetria è tollerata dal sistema. A lui viene concessa la narrazione pietistica dell'uomo che non è capace di fare il padre, anche chi non lo approva difficilmente interviene: la comunità lo critica in silenzio, ma nessuno interviene.

La conseguenza più diretta è che noi dobbiamo inventarci una genitorialità doppia tutto da sole: nemmeno con noi interviene nessuno.
Al massimo ci viene detto: "al tuo posto non ce la farei" con sincera quanto inutile ammirazione.

Spesso stiamo bene, ma magari abbiamo rinunciato al lavoro fisso perché la partita IVA permette flessibilità e magari abbiamo rinunciato ad una carriere, ai sogni, alla vita che desideravamo per noi e per la famiglia. Stiamo bene, ma non siamo libere di scegliere e questa è violenza.

Riconoscere l'abbandono come violenza di genere significa smettere di giustificare chi se ne va e cominciare a pretendere che la comunità se ne faccia carico.

Nel cerchio di Sconfinate lavoriamo anche su questo: mappare i pesi, decostruire il senso di colpa e trasformare la frustrazione in costruzione di rete e sostegno.

Info sul progetto "Sconfinate - il cerchio delle madri che crescono i figli da sole" nel primo commento oppure scrivimi direttamente!

Sostengono il progetto:
om



23/09/2026

La paleoantropologa Enza Spinapolice in "Noi prima di noi" (ed. Longanesi 2026) ci guida sulla strada del valore della conoscenza: chi ci ha preceduto all'inizio dell'evoluzione umana, e il modo in cui ha vissuto, ci ha permesso di esistere come siamo oggi.
Vale lo stesso per la storia personale di ciascuno: portiamo dentro di noi le tracce delle fatiche, delle cadute, dei successi, dei traumi di chi ci ha preceduto, le portiamo nel corpo e nell'inconscio.

Il counseling sistemico e transgenerazionale aiuta a rileggere le eredità familiari, a comprendere i non detti, a svelare le mezze verità, a guardare con un certo distacco le scelte dei nostri genitori, dei nostri nonni, dei nostri antenati: ci aiuta a capire la nostra personale cultura famigliare e ci sostiene nella decisione di aderirvi o di prenderne le distanze.

Alcuni schemi ereditati ci appartengono davvero, altri possiamo finalmente lasciare andare per scegliere liberamente chi vogliamo essere cioè in che direzione fare andare la nostra personale evoluzione.

Se ti interessa approfondire, contattami in DM e sarò felice di conoscerti in un primo colloquio gratuito.

23/09/2026

In "Sette brevi lezioni di fisica" (Ed. Adelphi), il fisico Carlo Rovelli ci aiuta a capire qualcosa che interessa moltissimo gli esseri umani: nelle relazioni – in modo particolare quando si incontrano abitudini, tradizioni e riferimenti culturali diversi – c'è una trappola in cui cadiamo spesso: irrigidirci.
Quando dico "Io sono fattǝ così", oppure "da me funziona così" è come se vedessi me stessǝ come un oggetto, statico e immutabile.
Ma la fisica e le dinamiche relazionali ci aiutano ad allargare lo sguardo: non siamo entità isolate. Noi accadiamo nell'incontro.
Le incomprensioni e i conflitti si disinnescano quando smettiamo di difendere la nostra scelta come se ne andasse della nostra identità e iniziamo a prenderci cura uno dell'altra e della relazione.
Non si tratta di annullare sé stessǝ o cedere all'altro, ma di osservare come ci trasformiamo a contatto reciproco.
Ed ecco che le relazioni sentimentali e di coppia, ma anche quelle tra amici, le relazioni sociali, a scuola, in azienda, in politica, si trasformano da campi di battaglia in luoghi di connessione e di rimozione degli ostacoli alla connessione esattamente come avviene tra radici in una foresta.

17/09/2026

In "Piccole virtù" Natalia Ginzburg dà la sua visione.
Crescere i figli, a maggior ragione se da sole o affrontando differenze educative culturali nella coppia, porta con sé il timore di non fare mai abbastanza.
Il counseling supporta le madri e i padri nel mettere a fuoco i propri valori fondamentali, permettendo di lasciare andare il mito del "genitore perfetto" per concentrarsi sull'autenticità e sulla qualità profonda del legame.

Se ti interessa approfondire, contattami in DM e sarò felice di conoscerti in un primo colloquio gratuito.

16/09/2026

In "Tutto sull'amore" la scrittrice e attivista afroamericana analizza a fondo le relazioni sentimentali e non solo.
Nelle relazioni, specialmente quando si fondono storie complesse, il sentimento da solo a volte non basta a evitare le incomprensioni e non mette al riparo dal "capitalismo delle emozioni".

Il counseling offre strumenti concreti per imparare a comunicare i propri bisogni, riconoscere i propri schemi e le dinamiche di potere e "praticare" l'amore attivamente, costruendo confini sani e dinamiche di vero rispetto reciproco.
Se ti interessa approfondire, contattami in DM e sarò felice di conoscerti in un primo colloquio gratuito.

Indirizzo

Via Giuseppe Bottelli
Milan
20125

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 17:00
Martedì 09:00 - 17:00
Mercoledì 09:00 - 17:00
Giovedì 09:00 - 17:00
Venerdì 09:00 - 17:00

Telefono

+393286575030

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