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SISTEMA LINFATICO E REGOLAZIONE AUTONOMICA: IL CONTRIBUTO DEL TRATTAMENTO OSTEOPATICOIl sistema linfatico svolge un ruol...
16/10/2026

SISTEMA LINFATICO E REGOLAZIONE AUTONOMICA: IL CONTRIBUTO DEL TRATTAMENTO OSTEOPATICO

Il sistema linfatico svolge un ruolo fondamentale nel mantenimento dell’equilibrio dei fluidi e nella funzione immunitaria.
Il trattamento manipolativo osteopatico (OMT) comprende tecniche manuali studiate per favorire la dinamica linfatica e modulare alcuni aspetti dell’attività del sistema nervoso autonomo.

IL DRENAGGIO LINFATICO

Tecniche come il rilascio dello stretto toracico superiore, il sollevamento delle coste, la p***a toracica e la p***a a pedale mirano a favorire il movimento dei fluidi e il ritorno linfatico.

La letteratura ha approfondito il potenziale contributo di queste manovre alla dinamica linfatica e alla funzione immunitaria, evidenziando meccanismi fisiologici meritevoli di ulteriore ricerca.

(Hodge & Downey, Experimental Biology and Medicine, 2011; Schander et al., Lymphatic Research and Biology, 2013).

SISTEMA NERVOSO AUTONOMO E STRESS

Alcune tecniche manipolative, tra cui il sollevamento delle coste, il rilascio suboccipitale e il dondolio sacrale, sono state studiate per i loro possibili effetti sulla regolazione autonomica.

Uno studio ha esaminato la relazione tra trattamento manipolativo osteopatico e variabilità della frequenza cardiaca, un parametro utilizzato per valutare aspetti della regolazione autonomica (Henley et al., Osteopathic Medicine and Primary Care, 2008).

Questi risultati confermano il rapporto tra trattamento manuale, risposta fisiologica allo stress e comunicazione neuroimmunitaria.

Comprendere le interazioni tra sistema linfatico, sistema nervoso autonomo e risposta allo stress aiuta a inquadrare il potenziale contributo dell’osteopatia all’interno di un approccio integrato alla salute.

La valutazione individuale, l’appropriatezza delle tecniche e l’integrazione con le cure indicate rappresentano elementi essenziali di una pratica clinica responsabile.

Conoscere i meccanismi.

Valutare le evidenze.

Trattare la persona.

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OTTO ANNI DI EVOLUZIONE PROFESSIONALE IN OSTEOPATIANell’ottobre 2018 ho conseguito il Titolo universitario in Osteopatia...
15/10/2026

OTTO ANNI DI EVOLUZIONE PROFESSIONALE IN OSTEOPATIA

Nell’ottobre 2018 ho conseguito il Titolo universitario in Osteopatia, un traguardo significativo nel mio percorso accademico e professionale.

Un risultato che ha consolidato il mio impegno nello studio del corpo umano, nella comprensione delle sue funzioni e nello sviluppo di un approccio clinico centrato sulla persona.

In questi otto anni, la formazione, l’esperienza e il confronto interdisciplinare hanno continuato ad alimentare la mia visione della salute: una prospettiva integrata, fondata sull’ascolto, sulla valutazione individuale e sulla collaborazione con altri professionisti sanitari.

Oggi celebro questo anniversario con orgoglio e gratitudine, rinnovando ogni giorno la dedizione alla qualità del lavoro clinico, alla crescita professionale e alla centralità della persona.

La competenza si costruisce nel tempo.

La professionalità si esprime ogni giorno.

La passione dà valore al percorso.

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QUANTO INCIDE LO STIMOLO SUL BENESSERE PSICOFISICO?Il sistema neuromuscolare risponde all'interazione tra carico, capaci...
14/10/2026

QUANTO INCIDE LO STIMOLO SUL BENESSERE PSICOFISICO?

Il sistema neuromuscolare risponde all'interazione tra carico, capacità individuale, controllo motorio, obiettivo del movimento e non semplicemente al peso sollevato.

Ne consegue che il sovraccarico non dovrebbe essere interpretato come un elemento da evitare a priori, ma come uno stimolo da dosare e adattare in funzione della persona e del contesto.

Le neuroscienze del movimento descrivono il principio dell'equivalenza motoria: uno stesso obiettivo funzionale può essere raggiunto attraverso differenti strategie di esecuzione, dimostrando che il sistema nervoso privilegia l'efficacia dell'azione rispetto alla rigidità di un unico schema motorio.

Nell'Allenamento Psicofisico questo significa sviluppare progressivamente forza, adattabilità e competenza motoria, costruendo un repertorio di soluzioni funzionali attraverso l'esercizio adattato.

Non esiste il movimento perfetto.

Esiste la capacità di adattare il movimento alle richieste dell'ambiente e dell'organismo.

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10 Ottobre 2026 | Giornata Mondiale della Salute Mentale.La salute globale di una persona comincia dalla tutela del suo ...
10/10/2026

10 Ottobre 2026 | Giornata Mondiale della Salute Mentale.

La salute globale di una persona comincia dalla tutela del suo sviluppo emotivo e dalla salvaguardia dei legami primari dell'infanzia.

ESISTE DAVVERO L’ALIENAZIONE PARENTALE?La Sindrome da Alienazione Parentale (PAS) rimane oggetto di accese controversie ...
10/10/2026

ESISTE DAVVERO L’ALIENAZIONE PARENTALE?

La Sindrome da Alienazione Parentale (PAS) rimane oggetto di accese controversie scientifiche e giuridiche.

Le versioni più recenti del DSM-5-TR e dell'ICD-11 non elencano la PAS come disturbo autonomo; al contrario, il comportamento alienante è codificato sotto la più ampia categoria di "problemi di relazione genitore-figlio" (DSM-5-TR Z62.820; ICD-11 QE52).

COSA DICE LA LETTERATURA

Il fenomeno dei comportamenti che compromettono il legame genitore-figlio è ampiamente studiato.
La ricerca scientifica non è ferma:
una revisione sistematica ha analizzato 43 studi empirici (Marques et al., 2020) e una successiva meta-analisi ha censito ben 213 pubblicazioni con dati empirici sul tema (Harman et al., 2022).
Il filone di ricerca esiste ed è concreto.

NEUROBIOLOGIA E PSICOLOGIA

La comunità scientifica prova a superare i limiti delle sole valutazioni comportamentali.
Una recente revisione (Kamyshnyi et al., 2025) ha confermato che lo stress derivante da un intenso conflitto genitoriale e dall'alienazione può causare un ampio spettro di problemi di salute, dai disturbi alimentari e dalla disfunzione immunitaria al rischio cardiovascolare, al deterioramento neurocognitivo, ai disturbi endocrini e alla disfunzione gastrointestinale.
I ricercatori propongono un approccio nuovo: misurare e dimostrare la risposta psicofisiologica del minore allo stress cronico attraverso biomarcatori (asse HPA, marker infiammatori ed epigenetici).
Sebbene un test molecolare non sia ancora pronto per l'uso clinico immediato, la ricerca apre la strada a future prove biochimiche oggettive del danno subìto dal minore.

Sul piano psicologico, una meta-etnografia del 2026 (Røysland & Koskinen) conferma le ferite profonde negli adulti alienati da bambini: insicurezza relazionale, dolore emotivo, perdita e senso di colpa.

Il rifiuto di un genitore può dipendere da diversi fattori.
È indispensabile una valutazione clinica e peritale rigorosa che sappia distinguere il condizionamento psicologico dal rifiuto giustificato dovuto a violenza, abusi o condotte pregiudizievoli.

ESISTE DAVVERO L’ALIENAZIONE PARENTALE?La Sindrome da Alienazione Parentale (PAS) rimane oggetto di accese controversie ...
09/10/2026

ESISTE DAVVERO L’ALIENAZIONE PARENTALE?

La Sindrome da Alienazione Parentale (PAS) rimane oggetto di accese controversie scientifiche e giuridiche.

Le versioni più recenti del DSM-5-TR e dell'ICD-11 non elencano la PAS come disturbo autonomo; al contrario, il comportamento alienante è codificato sotto la più ampia categoria di "problemi di relazione genitore-figlio" (DSM-5-TR Z62.820; ICD-11 QE52).

COSA DICE LA LETTERATURA

Il fenomeno dei comportamenti che compromettono il legame genitore-figlio è ampiamente studiato.
La ricerca scientifica non è ferma: una revisione sistematica ha analizzato 43 studi empirici (Marques et al., 2020) e una successiva meta-analisi ha censito ben 213 pubblicazioni con dati empirici sul tema (Harman et al., 2022).
Il filone di ricerca esiste ed è concreto.

NEUROBIOLOGIA E PSICOLOGIA

La comunità scientifica prova a superare i limiti delle sole valutazioni comportamentali. Una recente revisione (Kamyshnyi et al., 2025) ha dimostrato che lo stress derivante da un intenso conflitto genitoriale e dall'alienazione può causare un ampio spettro di problemi di salute, dai disturbi alimentari e dalla disfunzione immunitaria al rischio cardiovascolare, al deterioramento neurocognitivo, ai disturbi endocrini e alla disfunzione gastrointestinale
I ricercatori propongono un approccio nuovo: misurare e dimostrare la risposta psicofisiologica del minore allo stress cronico attraverso biomarcatori (asse HPA, marker infiammatori ed epigenetici). Sebbene un test molecolare non sia ancora pronto per l'uso clinico immediato, la ricerca apre la strada a future prove biochimiche oggettive del danno subìto dal minore.

Sul piano psicologico, una meta-etnografia del 2026 (Røysland & Koskinen) conferma le ferite profonde negli adulti alienati da bambini: insicurezza relazionale, dolore emotivo, perdita e colpa.

Il rifiuto di un genitore può dipendere da diversi fattori.
È indispensabile una valutazione clinica e peritale rigorosa che sappia distinguere il condizionamento psicologico dal rifiuto giustificato dovuto a violenza assistita, abusi o condotte pregiudizievoli.

TECAR E GONARTROSI: COSA DICONO LE EVIDENZE? La Tecarterapia funziona per l’artrosi di ginocchio?Vediamo cosa dice la sc...
09/10/2026

TECAR E GONARTROSI: COSA DICONO LE EVIDENZE?

La Tecarterapia funziona per l’artrosi di ginocchio?

Vediamo cosa dice la scienza e come integrarla in un vero percorso di cura.

I DATI SULLA TECAR (PEER-REVIEW)

- Haghighat et al. (2026): Un trial mostra ottimi risultati su dolore e mobilità a 3 mesi quando la TECAR è associata alla riabilitazione.

- Kudich et al. (2025): Una meta-analisi su 8 studi conferma la riduzione del dolore, pur con protocolli molto diversi tra loro.

IL VERO PILASTRO: LA RIABILITAZIONE COGNITIVO-MOTORIA

Il trattamento della gonartrosi non può fermarsi al solo sintomo.
Una revisione pubblicata sul BMJ (2025) su oltre 15.000 pazienti ha confermato che l'esercizio neuromotorio ha benefici straordinari sul dolore a medio termine e sul cammino a breve termine.

La cura efficace richiede attenzione a:

- Forza e controllo neuromotorio

- Equilibrio, cammino e autonomia funzionale

Si evidenzia che la riabilitazione cognitivo-motoria faccia proprio questo: integra movimento, attenzione e apprendimento motorio con una progressione personalizzata basata sulla persona.

Ne consegue che la TECAR sia un eccellente supporto complementare per controllare il dolore e la rigidità nelle fasi acute.
Tuttavia, non rigenera la cartilagine.
Il recupero vero e il ritorno alle attività quotidiane passano attraverso la riabilitazione alla consapevolezza del gesto motorio.

La tecnologia è solo uno strumento.

È la valutazione clinica a determinare come utilizzarlo.

QUANDO LA PAURA DEL CORPO OSTACOLA LA CURANei disturbi da sintomi somatici e nell’ansia per la salute, ipervigilanza, ca...
09/10/2026

QUANDO LA PAURA DEL CORPO OSTACOLA LA CURA

Nei disturbi da sintomi somatici e nell’ansia per la salute, ipervigilanza, catastrofizzazione ed evitamento possono interferire con prevenzione, aderenza terapeutica e recupero funzionale (APA, DSM-5-TR, 2022).

- IATROFOBIA: La paura di visite ed esami può indurre a evitare accertamenti, alimentando incertezza e preoccupazione per la salute.

- FARMACOFOBIA: Il timore degli effetti avversi può ostacolare le terapie prescritte. Le aspettative negative possono contribuire all’effetto nocebo, amplificando i sintomi percepiti (Colloca & Barsky, NEJM, 2020).

- CHINESIOFOBIA: La paura che il movimento aggravi il dolore può favorire evitamento e disabilità nelle condizioni muscoloscheletriche persistenti (Luque-Suarez et al., BJSM, 2019).

L’INTERVENTO INTEGRATO

La Terapia Cognitivo-Comportamentale (CBT) con Dott.ssa Carmela D'Auria Psicologa può agire sui pensieri catastrofici e sull’evitamento attraverso strategie mirate, inclusa l’esposizione graduale.

La riabilitazione cognitivo-psicomotoria e i trattamenti manuali possono affiancare il percorso psicoterapeutico favorendo il recupero del movimento, la fiducia funzionale e una relazione più adattiva con il corpo.

L’obiettivo è comprendere i sintomi, valutare eventuali cause e distinguere i segnali che richiedono approfondimento medico dalle risposte influenzate dalla paura.

La paura può restringere lo spazio della cura.

La valutazione accurata, l’alleanza terapeutica e un percorso personalizzato possono aiutare a riconquistarlo.

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DISTURBO DI DISMORFISMO CORPOREO: QUANDO IL CORPO DIVENTA UN’OSSESSIONEIl Disturbo di Dismorfismo Corporeo (BDD) non è u...
08/10/2026

DISTURBO DI DISMORFISMO CORPOREO: QUANDO IL CORPO DIVENTA UN’OSSESSIONE

Il Disturbo di Dismorfismo Corporeo (BDD) non è una semplice insoddisfazione estetica.
È un disturbo dello spettro ossessivo-compulsivo, caratterizzato da una persistente preoccupazione per difetti percepiti nell’aspetto e da comportamenti ripetitivi: controllo, confronto, camuffamento e ricerca di rassicurazioni (APA, DSM-5-TR, 2022).

La dismorfia muscolare rappresenta una manifestazione specifica, nella quale la percezione di una muscolatura insufficiente può alimentare rigidità nell’allenamento, nell’alimentazione e nel controllo corporeo.

Ansia sociale, evitamento e riduzione della partecipazione possono amplificare progressivamente la sofferenza (Fang & Wilhelm, Clinical Psychology Review, 2015).

La CBT con Esposizione e Prevenzione della Risposta rappresenta il principale riferimento psicoterapeutico; le evidenze più recenti ne confermano l’efficacia nella riduzione dei sintomi del BDD e delle alterazioni dell’immagine corporea (Abdalla et al., Clinical Psychology & Psychotherapy, 2026).

In un percorso integrato, la riabilitazione cognitivo-psicomotoria può affiancare il trattamento attraverso il lavoro su schema corporeo, consapevolezza corporea, percezione e movimento.
Un recente studio di fattibilità ha esplorato un protocollo psicomotorio centrato sull’immagine corporea come intervento aggiuntivo alla CBT-E, sostenendone la fattibilità nei disturbi alimentari (Mares et al., Journal of Behavior Therapy and Experimental Psychiatry, 2025).

La diagnosi differenziale è il primo atto di cura.

Il corpo non è soltanto ciò che percepiamo: è esperienza, funzione e relazione.

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STUDIO PROSALUTE® SELEZIONATO DAL CRAL DEL POLICLINICO DI MILANODa oggi Studio ProSalute® entra ufficialmente nel circui...
06/10/2026

STUDIO PROSALUTE® SELEZIONATO DAL CRAL DEL POLICLINICO DI MILANO

Da oggi Studio ProSalute® entra ufficialmente nel circuito CralNetwork del Policlinico di Milano.

Un risultato che per noi ha un significato particolare: Studio ProSalute® è stato individuato, contattato e selezionato per entrare a far parte di questo circuito, con una convenzione dedicata agli iscritti.

Una selezione che valorizza il percorso professionale costruito in questi anni e la specificità del nostro modello di salute integrata, fondato sull’integrazione tra competenze sanitarie, valutazione personalizzata, presa in carico della persona e psicoterapia con

La nostra presenza nel circuito rappresenta inoltre un’opportunità importante per il territorio milanese, dove l’offerta di servizi realmente integrati e orientati alla persona rimane ancora selettiva.

Essere scelti è un riconoscimento.
Essere presenti è una responsabilità.
Continuare a crescere è il nostro impegno.

Grazie al Cral del Policlinico di Milano per aver scelto Studio ProSalute®.

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