Accademia Italiana Ricerca della Salute

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Accademia Italiana Ricerca della Salute Il Corpo possiede tutti gli strumenti per autocorreggersi, per attuare una naturale guarigione, compito dell'uomo è trovare i metodi per utilizzarli!

Ricerca e Pratica delle modalità per far emergere la Salute attraverso l'attivazione naturale di meccanismi di autocorrezione che il corpo possiede, utilizzando l'Osteopatia, la Psicologia, la Posturologia, l’Attività Fisica. The English version and German version comes right after the Italian one

La finalità dell’Accademia Italiana Ricerca della Salute è quella di promuovere un’educazione alla prevenzione e ricercare le modalità per potenziare o far emergere la Salute attivando meccanismi di autocorrezione attraverso interventi naturali legati al mondo dell'Osteopatia, Psicologia, Posturologia, alla sana alimentazione e ad una corretta ed individualizzata attività fisica di Wellness, il tutto in ossequio al pensiero di Andrew Taylor Still, padre dell’Osteopatia, il quale affermava che…”Il compito del medico è cercare la Salute, tutti sanno trovare la malattia”. Le informazioni saranno divulgate attraverso articoli che tratterranno argomenti di Osteopatia,Osteopatia Biodinamica (Movimento Presente e Quiete), Fisica Quantistica, Psicologia, Attività Olistiche, Wellness. Il credo che ha portato alla nascita dell’A.I.R.S. è che Mente,Corpo e Spirito, sono un’unica dimensione, ed il Corpo è “Uno” nel suo funzionamento nonostante formato da varie parti anatomiche, ed il tutto è integrato nell’Ambiente che lo circonda e che quindi lo condiziona; la Salute è l’equilibrio del corpo in relazione all’Ambiente, quando questo equilibrio si rompe si manifesta la Malattia. L’ “Accademia Italiana Ricerca della Salute” riserva ai propri soci attività e servizi per migliorare la salute ed organizza seminari, corsi di aggiornamento e consulenze individualizzato per privati, aziende e centri fitness/Wellness. L' A.I.R.S. si avvale della collaborazione di professionisti del settore dell'Osteopatia, Posturologia, Psicologia e del Fitness/Wellness

Le attività dell' A.I.R.S sono riservate ai suoi soci e sono coordinate dal dott. Rino Mastromauro - Osteopata
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ITALIAN ACADEMY for RESEARCH in HEALTH

The purpose of the Italian Academy for Research in Health is essentially to promote awareness in the prevention of health and find ways of enhancing it or making it emerge by activating mechanisms of self-correction through natural interventions related to the world of alternative medicine such as a healthy diet and a correct psycho-physical, or better, holistic activity, all in accordance with the thought of Andrew Taylor Still, the father of Osteopathy, who said that ... "The doctor's job was to seek Health, everyone knows how to find an illness." Information will spread through articles related to Osteopathy, Biodynamic Osteopathy (Present Movement and Quiet), Quantum Physics, Psychology, Nutrition, Biology, Traditional Chinese Medicine, Alternative Medicine, Holistic activities and physical activities. The ideology that brought about AIRS, is that mind and body are one dimension, and the Body is "One" in the way it functions despite the fact that it is made up of various body parts. The Body is all integrated with the Environment that surrounds and influences it; Health is the body’s balance in relation to the environment and when this balance breaks, illnesses arise. The body has all the right tools to self-correct or to heal itself in a natural way, man's job is to find ways to use them! Doctor Rino Mastromauro
Founder and President of A.I.R.S. (Italian Academy for Research in Health)
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Dr. Rino Mastromauro is available for meetings regarding single matter topics or Seminars, held in English or German with the help of native speaker assistants who work alongside him.
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Italienische Akademie für Gesundheitsforschung
Die italienische Akademie für

Gesundheitsforschung hat sich im Wesentlichen zum Ziel gesetzt, eine korrekte Verhaltensweise zur Prävention von Krankheiten zu fördern und Methoden zu erforschen, um die Gesundheit zu stärken oder herbeizuführen. Dies soll durch die Aktivierung von Selbstheilungsmechanismen geschehen, die im Rahmen natürlicher Methoden wie alternative Medizin, gesunde Ernährung und eine korrekte körperlich-geistige bzw. ganzheitliche Aktivität eingebunden werden. Dieses Konzept beruht auf dem Leitgedanken des Gründers der Osteopathie, Andrew Taylor Still, der beteuert: "Die Aufgabe eines Arztes ist es, die Gesundheit des Patienten zu suchen, denn die Krankheit kann jeder finden." Alle Informationen zu den Themen Osteopathie, biodynamische Osteopathie (aktive und ruhige Bewegung), Quantenphysik, Psychologie, Ernährung, Biologie, traditionelle chinesische Medizin, alternative Medizin, ganzheitliche und körperliche Aktivität werden in Form von Artikeln bekannt gegeben. Das Kredo, dass zur Gründung dieser Akademie A.I.R.S geführt hat, beruht auf dem Konzept, dass Körper und Geist eine einzige Dimension sind. Der Körper ist "eins" in seiner Funktion. Obwohl er aus anatomischer Sicht aus verschiedenen Teilen besteht, ist er als "Ganzes" in ein Umfeld integriert, welches ihn umgibt und folglich konditioniert. Gesundheit bezeichnet das Gleichgewicht des Körpers im Verhältnis zu seiner Umwelt und wenn dieses Gleichwicht nicht mehr gegeben ist, manifestieren sich Krankheiten. Der Körper besitzt alle Instrumente, die für eine Autokorrektur notwendig sind, um eine natürliche Heilung herbeizuführen. Die Aufgabe des Menschen ist es, die richtige Methode zu finden und diese anzuwenden! Herr Doktor Rino Mastromauro hält nach Terminabsprache Vorträge oder Seminare in deutscher und englischer Sprache dank der Kollaboration mit deutschen und englischen Muttersprachlern. Doktor Rino Mastromauro
Gründer und Präsident der Akademie A.I.R.S
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PRIMA VISITA INTEGRATA. OSTEOPATIA · PSICOLOGIA CLINICA E DELLA SALUTE · POSTUROLOGIATre competenze professionali, un un...
16/10/2026

PRIMA VISITA INTEGRATA.

OSTEOPATIA · PSICOLOGIA CLINICA E DELLA SALUTE · POSTUROLOGIA

Tre competenze professionali, un unico professionista, una visione globale della persona.

La prima visita integrata è una valutazione che svolgo personalmente, mettendo a disposizione le mie competenze in Osteopatia (esperienza ventennale), Psicologia Clinica e della Salute e Posturologia (esperienza trentennale)

Un unico professionista che integra tre prospettive.

IN COSA CONSISTE LA VISITA?

01 · VALUTAZIONE OSTEOPATICA Esamino la mobilità e la funzionalità muscolo-scheletrica, per individuare eventuali disfunzioni e valutare le necessità di trattamento.
02 · VALUTAZIONE PSICOLOGICA Approfondisco gli aspetti emotivi, cognitivi e comportamentali, considerando anche il ruolo dello stress e dei fattori psicologici sul benessere.
03 · VALUTAZIONE POSTUROLOGICA Analizzo l'organizzazione posturale, l'equilibrio e le strategie di adattamento corporeo, per individuare eventuali alterazioni funzionali.

IL VALORE AGGIUNTO: UN QUADRO COMPLETO E PERSONALIZZATO
Al termine della visita, riceverai un report finale integrato, che raccoglie e mette in relazione gli elementi emersi dalle tre valutazioni.
Sulla base dei risultati, elaborerò un piano terapeutico individualizzato, con indicazioni mirate alle tue esigenze, che potranno comprendere:
* eventuali trattamenti osteopatici;
* indicazioni di natura psicologica;
* consigli posturali e strategie per il benessere corporeo;
* indicazioni personalizzate sull'attività fisica e sul movimento.

Tre competenze, un solo interlocutore, un progetto personalizzato per prenderti cura della tua salute nella sua globalità.

Dott. Rino Mastromauro Psicologo Clinico e della Salute · Osteopata · Posturologo - Specialista in Fitness/Wellness

PRENOTA LA TUA PRIMA VISITA INTEGRATA
📞 349 490 5169
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Il 10 ottobre si celebra la Giornata Mondiale della Psicologia, un’occasione importante per riflettere su un aspetto anc...
10/10/2026

Il 10 ottobre si celebra la Giornata Mondiale della Psicologia, un’occasione importante per riflettere su un aspetto ancora troppo spesso trascurato: la prevenzione psicologica.
Siamo abituati a prenderci cura del corpo attraverso controlli medici periodici, attività fisica e una corretta alimentazione. Tuttavia, raramente adottiamo lo stesso atteggiamento nei confronti della nostra mente. Eppure, il benessere psicologico rappresenta una componente fondamentale della salute globale della persona, come riconosciuto anche dal modello biopsicosociale.
Fare prevenzione psicologica non significa intervenire solo quando compare un disturbo, ma imparare a conoscere se stessi, monitorare i propri stati emotivi e sviluppare strategie efficaci per gestire stress, cambiamenti e difficoltà quotidiane.
I vantaggi di un approccio preventivo sono numerosi. In primo luogo, consente di riconoscere precocemente segnali di disagio, evitando che si strutturino in condizioni più complesse come ansia cronica, depressione o disturbi psicosomatici. Inoltre, migliora la capacità di regolazione emotiva, favorendo relazioni più sane e una maggiore stabilità interna.
La prevenzione psicologica contribuisce anche a potenziare le risorse personali: resilienza, consapevolezza, capacità decisionale e adattamento. Questo si traduce in una migliore qualità della vita, sia sul piano personale che professionale.
Un altro aspetto fondamentale riguarda l’integrazione mente-corpo. Numerose evidenze scientifiche dimostrano come lo stress psicologico possa influenzare il sistema neuroendocrino, immunitario e posturale, incidendo direttamente sul benessere fisico.
Prendersi cura della propria mente, dunque, non è un lusso né un segno di debolezza, ma un atto di responsabilità verso se stessi.
In questa Giornata della Psicologia, il messaggio è chiaro: così come preveniamo le malattie del corpo, è essenziale iniziare a prevenire anche quelle della mente. Perché una mente sana è la base di un corpo sano e di una vita piena e consapevole.

Dott. Rino Mastromauro Osteopata -Psicologo Clinico e della Salute -Posturologo
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07/10/2026
E SE LA LUCE POTESSE ACCENDERE E SPEGNERE I NEURONI?Di Rino Mastromauro Sembra fantascienza. In realtà è una delle più a...
06/10/2026

E SE LA LUCE POTESSE ACCENDERE E SPEGNERE I NEURONI?

Di Rino Mastromauro

Sembra fantascienza. In realtà è una delle più affascinanti rivoluzioni delle neuroscienze moderne: l’optogenetica.
Nel 2026 il Premio Nobel per la Fisiologia o Medicina è stato assegnato a Karl Deisseroth, Peter Hegemann e Georg Nagel, scienziati che hanno aperto una nuova strada per comprendere il funzionamento del cervello.
Ma come è possibile?
La storia comincia da un organismo molto semplice: una piccola alga unicellulare. Studiandola, Hegemann e Nagel identificarono le opsine, proteine capaci di trasformare la luce in un segnale elettrico.
Deisseroth intuì che quella scoperta poteva essere utilizzata nei neuroni.
Attraverso tecniche di ingegneria genetica è infatti possibile introdurre nei neuroni specifiche proteine fotosensibili. Una volta presenti, queste cellule possono essere attivate o inibite utilizzando impulsi luminosi.
Un esempio concreto?
Immaginiamo un gruppo di neuroni coinvolto nella memoria. Con l’optogenetica possiamo identificare quel circuito e, nei modelli sperimentali, attivarlo con estrema precisione.
Oppure possiamo studiare i circuiti coinvolti nella motivazione, nel movimento, nella paura, nella ricompensa o nei comportamenti depressivi, verificando non soltanto quali neuroni si attivano, ma soprattutto se la loro attivazione è realmente causale rispetto a un comportamento.
Ed è proprio questo il punto rivoluzionario.
Per decenni le neuroscienze hanno cercato di capire “che cosa succede nel cervello”.
L’optogenetica permette di porre una domanda ancora più potente:
“Se modifico selettivamente questo circuito, cosa succede al comportamento?”
La precisione può arrivare alla scala dei millisecondi, consentendo di studiare il cervello con una risoluzione temporale straordinaria.
Naturalmente, non significa che oggi possiamo semplicemente “accendere” o “spegnere” emozioni e ricordi nelle persone. La maggior parte delle applicazioni optogenetiche resta infatti sperimentale, soprattutto nei modelli animali.
Ma il significato scientifico è enorme.
La luce è diventata uno strumento per interrogare il cervello.
E forse una delle lezioni più importanti dell’optogenetica è questa:
per comprendere la mente dobbiamo imparare a comprendere i circuiti che la rendono possibile.

Dott. Rino Mastromauro�Psicologo Clinico e della Salute • Osteopata • Posturologo
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Sono Psicologo Clinico e della Salute, Osteopata e Posturologo, con una formazione integrata che unisce competenze psico...
02/10/2026

Sono Psicologo Clinico e della Salute, Osteopata e Posturologo, con una formazione integrata che unisce competenze psicologiche, neurobiologiche e corporee. Il mio lavoro si fonda su un approccio scientifico e biopsicosociale, che considera la persona nella sua globalità: mente, corpo e comportamento in continua interazione.

Mi occupo di valutazione e intervento su problematiche psicologiche, stress, ansia, disturbi psicosomatici e difficoltà legate allo stile di vita, integrando strumenti della psicologia clinica con tecniche osteopatiche. Attraverso l’osservazione clinica, l’ascolto attivo e l’analisi del sistema tonico-posturale, costruisco percorsi personalizzati orientati al riequilibrio globale della persona.

Come Osteopata e Posturologo, intervengo sulle disfunzioni corporee e sugli squilibri posturali, considerando il corpo come un sistema adattivo complesso, strettamente influenzato dai processi emotivi, cognitivi e relazionali. Il mio obiettivo è favorire il recupero della funzionalità, ridurre il dolore e migliorare la qualità della vita.

Integro inoltre competenze nell’ambito del Fitness e Wellness, utilizzando il movimento come strumento terapeutico e di regolazione del sistema nervoso. L’attività fisica viene proposta in modo mirato e consapevole, adattata alle caratteristiche e agli obiettivi della persona.

Come Educatore di Mindfulness, utilizzo pratiche di consapevolezza per migliorare la regolazione emotiva, la gestione dello stress e il contatto con il proprio corpo, favorendo un maggiore equilibrio psicofisico.

Il mio approccio è orientato alla persona, basato sull’evidenza scientifica e finalizzato a promuovere salute, consapevolezza e benessere duraturo.

MENTE, CORPO E ANIMA… UN’UNICA DIMENSIONE!

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IL TEATRO COME STRUMENTO DI CRESCITA PERSONALE Di Rino Mastromauro Il teatro non rappresenta soltanto una forma d’arte o...
25/09/2026

IL TEATRO COME STRUMENTO DI CRESCITA PERSONALE

Di Rino Mastromauro

Il teatro non rappresenta soltanto una forma d’arte o di intrattenimento, ma costituisce un’esperienza capace di attivare profondi processi psicologici. La ricerca degli ultimi anni evidenzia come assistere a uno spettacolo teatrale favorisca la riflessione su di sé, l’elaborazione delle emozioni e lo sviluppo dell’empatia, contribuendo al benessere psicologico e alla crescita personale (Fancourt & Finn, 2019; Karkou et al., 2022).
Già Aristotele, nella Poetica, descriveva il teatro come uno strumento di catarsi, ovvero di liberazione e trasformazione delle emozioni attraverso l’identificazione con i personaggi (Aristotele, IV sec. a.C./2008). Oggi questo concetto trova conferma nelle neuroscienze: osservare una rappresentazione teatrale coinvolge i circuiti cerebrali legati all’empatia e alla comprensione delle emozioni altrui, consentendo allo spettatore di vivere interiormente ciò che accade sulla scena (Karkou et al., 2022).
Dal punto di vista psicologico, il palcoscenico diventa uno specchio dell’esperienza umana. Le vicende dei personaggi permettono di riconoscere aspetti della propria storia, facilitando processi di introspezione e consapevolezza. Carl Gustav Jung sosteneva che il confronto con i contenuti simbolici e con l’“Ombra” favorisca il processo di individuazione, cioè la costruzione di un’identità più autentica e integrata (Jung, 1969). In questo senso, il teatro offre allo spettatore uno spazio sicuro in cui osservare emozioni, conflitti e possibilità di cambiamento senza esserne direttamente travolto.
Anche le evidenze scientifiche confermano questo potenziale trasformativo. Una revisione sistematica pubblicata su The Arts in Psychotherapy ha evidenziato che il Playback Theatre promuove empatia, competenze relazionali e benessere emotivo attraverso la condivisione delle esperienze personali (Gonzalez et al., 2024). Analogamente, una meta-analisi sullo psicodramma ha mostrato effetti significativi nella riduzione del disagio psicologico e nel miglioramento della qualità delle relazioni interpersonali (Wang et al., 2024), confermando le intuizioni di Moreno (1953), fondatore dello psicodramma.
È importante distinguere il valore terapeutico del teatro dalla psicoterapia. Assistere a uno spettacolo non costituisce un trattamento clinico, ma può rappresentare un’importante esperienza di promozione della salute mentale. L’Organizzazione Mondiale della Sanità riconosce infatti che la partecipazione alle arti favorisce resilienza, benessere e qualità della vita lungo tutto l’arco dell’esistenza (Fancourt & Finn, 2019).
In una società sempre più caratterizzata da relazioni superficiali e comunicazioni rapide, il teatro restituisce uno spazio di ascolto, riflessione e incontro con sé stessi. Sedersi in platea significa, spesso, riconoscere la propria storia in quella degli altri. È proprio questa capacità di trasformare l’osservazione in consapevolezza che rende il teatro uno straordinario strumento di crescita personale.

Bibliografia
Aristotele. (2008). Poetica (M. Valgimigli, Trad.). Mondadori. (Opera originale pubblicata nel IV sec. a.C.)
Fancourt, D., & Finn, S. (2019). What is the evidence on the role of the arts in improving health and well-being? A scoping review. World Health Organization, Regional Office for Europe.
Gonzalez, A.-J., de Lima, M. P., Preto, L., Amarante, N., & Barros, R. (2024). Playback Theatre applications: A systematic review of literature. The Arts in Psychotherapy, 89, 102152. https://doi.org/10.1016/j.aip.2024.102152
Jung, C. G. (1969). The archetypes and the collective unconscious (2nd ed.). Princeton University Press.
Karkou, V., Sajnani, N., Orkibi, H., Groarke, J. M., Czamanski-Cohen, J., Panero, M. E., Drake, J., Jola, C., & Baker, F. A. (2022). The psychological and physiological benefits of the arts. Frontiers in Psychology, 13, 840089. https://doi.org/10.3389/fpsyg.2022.840089
Moreno, J. L. (1953). Who shall survive? Foundations of sociometry, group psychotherapy and sociodrama (2nd ed.). Beacon House.
Wang, X., Ding, R., & Luo, R. (2024). Effectiveness of psychodrama on mental health outcomes based on Chinese samples: A systematic review and meta-analysis of randomized controlled studies. Cambridge Prisms: Global Mental Health, 11, e116.

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ALLINEAMENTO INTERIORE: da qui nasce ogni risultato.Di Rino Mastromauro Ci avviciniamo a una nuova stagione lavorativa e...
18/09/2026

ALLINEAMENTO INTERIORE: da qui nasce ogni risultato.

Di Rino Mastromauro

Ci avviciniamo a una nuova stagione lavorativa e, come ogni anno, pensiamo a programmi, obiettivi, organizzazione. Tutto necessario. Eppure, c’è qualcosa che spesso resta sullo sfondo: lo stato con cui iniziamo.
Non è un dettaglio.
Puoi avere un’agenda perfetta e sentirti comunque in affanno. Oppure partire con meno certezze, ma con una sensazione di coerenza interna che rende tutto più semplice. La differenza sta lì, nell’allineamento tra ciò che pensi, ciò che provi e ciò che il corpo esprime.
Quando questi piani non dialogano, il sistema si irrigidisce. La mente corre, il corpo trattiene, l’energia si disperde. Ti accorgi che fai fatica a concentrarti, reagisci più del necessario, accumuli tensione senza un motivo apparente.
Al contrario, quando c’è sintonia, cambia il modo in cui lavori e vivi le giornate. Le decisioni diventano più chiare, il corpo risponde meglio, la fatica si recupera più in fretta.
La mente costruisce mappe, anticipa, interpreta. Il corpo restituisce segnali continui: respiro, tono, postura, ritmo. Poi c’è una dimensione più profonda, meno visibile, che orienta tutto: ciò che per te ha senso, la direzione che riconosci come tua.
Se punti verso qualcosa che non senti, prima o poi il corpo si oppone. Se il corpo è costantemente in tensione, anche i pensieri si irrigidiscono. E quando manca una direzione chiara, si lavora molto ma si conclude poco.
Allinearsi non significa diventare perfetti. Significa ridurre le frizioni interne.
In concreto, da dove si parte?
Dal corpo, prima di tutto. Muoversi con regolarità, anche poco ma ogni giorno. Respirare meglio, senza forzature, lasciando che il ritmo si allarghi. Già questo cambia il tono generale del sistema.
Poi dalla mente. Fermarsi qualche minuto e mettere ordine: cosa è davvero importante, cosa è solo urgenza. Tagliare il superfluo riduce una quantità enorme di stress inutile.
Infine, la direzione. Chiedersi con onestà: quello che sto facendo ha senso per me? Non serve una risposta perfetta, ma una direzione sufficientemente chiara per non disperdere energia.
Non sono passaggi separati. Si influenzano continuamente.
Entrare in una nuova stagione con questa attenzione cambia la qualità del lavoro. Non si tratta di spingere di più, ma di sprecare meno energia. Di essere presenti, invece che semplicemente attivi.
Quando mente, corpo e direzione interiore si incontrano, tutto diventa più lineare. Le difficoltà restano, ma non ti disorganizzano. E il benessere smette di essere qualcosa da rincorrere nei ritagli di tempo: diventa parte del modo in cui affronti ogni giornata.

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L’ATTIVITÀ FISICA È UNA TERAPIA PER IL SISTEMA NERVOSO.Di Rino MastromauroNegli ultimi anni la ricerca neuroscientifica ...
12/09/2026

L’ATTIVITÀ FISICA È UNA TERAPIA PER IL SISTEMA NERVOSO.

Di Rino Mastromauro

Negli ultimi anni la ricerca neuroscientifica ha ridefinito il ruolo dell’attività fisica, riconoscendola come un intervento capace di modulare direttamente i circuiti cerebrali e i sistemi di regolazione dell’organismo. Meta-analisi recenti confermano che l’esercizio produce una riduzione significativa dei sintomi depressivi e ansiosi, con effetti osservabili in diverse popolazioni cliniche (Noetel et al., 2024; Zhou et al., 2025). Tuttavia, il dato clinico rappresenta solo la superficie di un processo più profondo, che coinvolge l’integrazione tra cervello, corpo e sistema nervoso autonomo.
In questo contesto, il nervo vagoassume un ruolo centrale. Secondo la Teoria Polivagale (Porges, 2011), il sistema nervoso autonomo non è un semplice regolatore omeostatico, ma un sistema gerarchico coinvolto nella regolazione emotiva, nella sicurezza percepita e nei comportamenti sociali. L’attività fisica, in particolare quella aerobica e ritmica, sembra influenzare il tono vagale, migliorando la capacità dell’organismo di passare da stati di attivazione difensiva a stati di regolazione più flessibili.
Un indicatore chiave di questo processo è la variabilità della frequenza cardiaca (HRV), considerata un marker della funzionalità vagale. Studi recenti mostrano che l’esercizio regolare aumenta l’HRV, suggerendo un miglioramento della regolazione autonoma e della resilienza allo stress (Shaffer & Ginsberg, 2017). Questo dato è particolarmente rilevante nei disturbi dell’umore, dove si osserva frequentemente una riduzione del tono vagale.
Parallelamente, l’attività fisica modula i processi di interocezione, ovvero la capacità di percepire e integrare i segnali provenienti dal corpo (Craig, 2002). L’interocezione rappresenta un ponte fondamentale tra fisiologia e esperienza soggettiva: alterazioni in questo sistema sono associate a disturbi come ansia e depressione. Muoversi significa aumentare la qualità e la variabilità dei segnali corporei, favorendo una maggiore integrazione cortico-viscerale, in particolare nelle aree dell’insula e della corteccia cingolata anteriore.
Dal punto di vista neurochimico, l’esercizio continua a mostrare effetti sui sistemi monoaminergici (serotonina, dopamina) e sui fattori neurotrofici come il BDNF, contribuendo alla plasticità neuronale (Larsson et al., 2025). Tuttavia, il modello emergente suggerisce che questi effetti non siano indipendenti, ma integrati all’interno di un sistema più ampio di regolazione corpo-cervello.
In questa prospettiva, l’attività fisica può essere interpretata come un intervento capace di agire simultaneamente su più livelli: neurobiologico, autonomico e percettivo. Non si limita a “migliorare l’umore”, ma interviene sulla capacità dell’organismo di autoregolarsi, modulando la relazione tra stati corporei e stati mentali.
La conclusione che emerge è chiara: il movimento rappresenta uno dei principali strumenti di accesso alla regolazione del sistema nervoso, in quanto agisce direttamente sui circuiti che integrano interocezione, emozione e risposta autonoma.

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IL MOVIMENTO RISCRIVE L’ESPERIENZA : cervello, corpo e predizioneDi Rino MastromauroLe neuroscienze contemporanee hanno ...
05/09/2026

IL MOVIMENTO RISCRIVE L’ESPERIENZA : cervello, corpo e predizione

Di Rino Mastromauro

Le neuroscienze contemporanee hanno progressivamente adottato un modello di cervello predittivo, in cui la percezione e l’esperienza emergono dall’integrazione tra previsioni interne e segnali corporei. In questo contesto, l’interocezione assume un ruolo centrale, rappresentando il canale attraverso cui il cervello monitora lo stato fisiologico dell’organismo (Craig, 2002; Seth, 2013).
L’attività fisica si inserisce in questo modello come un potente modulatore degli input interocettivi. Durante il movimento, il corpo genera segnali complessi legati a frequenza cardiaca, respirazione, tensione muscolare e stato viscerale. Questi segnali vengono integrati dal cervello per aggiornare i modelli predittivi, riducendo l’errore tra aspettativa e realtà. In altre parole, muoversi significa offrire al cervello nuove informazioni per ricalibrare la percezione di sé e dell’ambiente.
Le evidenze empiriche mostrano che livelli più elevati di attività fisica sono associati a una riduzione dei sintomi depressivi e a un miglioramento della qualità della vita, con una relazione dose-risposta significativa (Shen et al., 2026). Tuttavia, il miglioramento non è spiegabile esclusivamente in termini cognitivi. Meta-analisi indicano infatti che i benefici sulle funzioni esecutive e attentive non sono sufficienti a giustificare l’intero effetto antidepressivo (Ren et al., 2025).
Questo suggerisce che il cambiamento avvenga a un livello più profondo, legato alla regolazione del sistema nervoso autonomo e alla qualità dell’integrazione interocettiva. In linea con la Teoria Polivagale (Porges, 2011), l’attività fisica può favorire uno stato di maggiore sicurezza neurofisiologica, migliorando la flessibilità tra attivazione simpatica e regolazione vagale. Questo si traduce in una maggiore capacità di gestire lo stress e di modulare le risposte emotive.
Inoltre, l’esercizio influenza i sistemi di regolazione dello stress, contribuendo alla modulazione del cortisolo e migliorando l’adattamento agli stimoli ambientali. Questo effetto è coerente con una visione integrata della salute, in cui mente e corpo non sono separati, ma parte di un unico sistema dinamico.
Le revisioni sistematiche più recenti confermano che l’attività fisica produce benefici su depressione, ansia e funzionamento globale attraverso meccanismi combinati biologici, psicologici e comportamentali (Singh et al., 2023; Munro et al., 2025). Tuttavia, il contributo specifico dell’interocezione e della regolazione autonomica rappresenta una delle aree più promettenti della ricerca attuale.
In conclusione, l’attività fisica non è semplicemente un comportamento salutare, ma un vero e proprio strumento di regolazione dell’esperienza. Attraverso la modulazione dell’interocezione e del nervo vago, il movimento consente al cervello di aggiornare continuamente i propri modelli interni, migliorando la coerenza tra corpo, emozione e cognizione.
Questo porta a una implicazione clinica fondamentale: la regolazione emotiva passa inevitabilmente attraverso il corpo. E il movimento rappresenta uno dei principali strumenti attraverso cui questa regolazione può essere facilitata e potenziata.

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LA FASCIA  nuova frontiera nella comprensione della menteDi Rino Mastromauro L’evoluzione dei modelli teorici in ambito ...
29/08/2026

LA FASCIA nuova frontiera nella comprensione della mente

Di Rino Mastromauro

L’evoluzione dei modelli teorici in ambito psichiatrico e psicologico sta progressivamente conducendo verso una concezione integrata del funzionamento umano, nella quale i processi mentali emergono dall’interazione dinamica tra sistemi neurobiologici, corporei e ambientali. In tale prospettiva, il recente contributo pubblicato su Frontiers in Psychiatry (Shah et al., 2026) introduce un paradigma innovativo, proponendo la fascia come un elemento chiave nel continuum mente–corpo.
Tradizionalmente considerata un tessuto connettivo di supporto, la fascia è oggi riconosciuta come una rete tridimensionale altamente innervata e metabolicamente attiva, implicata nella trasmissione di segnali meccanici e sensoriali al sistema nervoso centrale. Essa partecipa a funzioni quali propriocezione, nocicezione e meccanotrasduzione, contribuendo in modo significativo ai processi di interocezione, ovvero alla percezione e integrazione degli stati interni corporei (Shah et al., 2026). Tale ruolo la colloca in una posizione strategica nei modelli contemporanei di regolazione emotiva e di costruzione dell’esperienza soggettiva.
Un aspetto particolarmente rilevante riguarda l’impatto dello stress cronico sulla fisiologia fasciale. L’attivazione prolungata dei sistemi di stress può determinare modificazioni strutturali e funzionali del tessuto fasciale, tra cui aumento della rigidità, alterazioni viscoelastiche e processi infiammatori. Questi cambiamenti risultano associati a una disregolazione del sistema nervoso autonomo e possono contribuire al mantenimento di stati di iperattivazione fisiologica, frequentemente riscontrati nei disturbi d’ansia e depressivi. Ne emerge un modello bidirezionale in cui la dimensione psicologica e quella somatica si influenzano reciprocamente, configurando un circuito di mantenimento del disagio (Shah et al., 2026).
In questo quadro teorico, la Psicologia Clinica e della Salute trova un ambito di applicazione particolarmente rilevante. I costrutti di consapevolezza corporea, regolazione emotiva e somatizzazione, già centrali nei modelli clinici contemporanei, possono essere ulteriormente approfonditi considerando il ruolo della fascia come possibile mediatore biologico dell’esperienza emotiva. Tale prospettiva si integra coerentemente con approcci embodied e con i modelli della psicosomatica e della PNEI.
Parallelamente, l’Osteopatia si configura come un ambito applicativo coerente con questo paradigma emergente. Gli interventi manuali orientati alla modulazione della tensione e della mobilità fasciale potrebbero influenzare indirettamente i processi di regolazione autonomica e interocettiva, contribuendo al miglioramento del benessere psicofisico. Tuttavia, è necessario sottolineare come tali implicazioni, pur teoricamente fondate, richiedano ulteriori conferme attraverso studi clinici controllati e metodologicamente rigorosi.
Ulteriore supporto a questa integrazione proviene dall’elevata comorbidità tra dolore cronico, in particolare di origine miofasciale, e disturbi psicopatologici quali depressione e ansia. Tale associazione suggerisce la presenza di meccanismi condivisi, nei quali la fascia potrebbe rappresentare un nodo di interconnessione tra dimensione somatica ed emotiva (Pirri et al., 2025).
L’inclusione della fascia nei modelli esplicativi della salute mentale rappresenta un’evoluzione significativa verso una prospettiva autenticamente biopsicosociale. L’integrazione tra psichiatria, psicologia clinica e approcci corporei, come l’osteopatia, apre scenari clinici innovativi orientati a una comprensione più complessa e a interventi terapeutici multimodali, centrati sull’unità funzionale dell’individuo.

Bibliografia
Shah, S. M., Jahangir, M., Alhudaithi, G. S., Taneja, C., Alharbi, F. S., & Lin, X. (2026). Fascia’s role in the mind-body continuum: A novel target for integrative treatments in psychiatry. Frontiers in Psychiatry, 17, 1687288.
Pirri, C., et al. (2025). Fascia and neuroinflammation in complex disorders. International Journal of Molecular Sciences, 26(6), 2826.

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Indirizzo

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