28/10/2026
La sera del 25 ottobre 2026 sei volato via, nel cielo c'era la luna piena. Tu amavi sederti fuori, nella tua campagna, ad ascoltare il vento e ad ammirare il cielo. Dicevi: "Senti, senti, ascolta".
Amavi quella terra rossa immensamente, i suoi profumi, e contemplavi grato ciò che riusciva a donarci. Quante palme, piante da frutto, i tuoi amati olivi e un'infinita varietà di piante e fiori che amavi piantare e veder crescere. Sembravi un bimbo curioso e innamorato del sapere della natura. Lo eri.
Il cibo era sacro, perché da quella terra arrivava. Puntiglioso, severo e rompiscatole a tratti, sorridente, sognatore, buono. C'era sempre un posto a tavola per tutti: è da lì che i legami si infittiscono, dicevi. Avevi l'arte nelle mani, creavi bellezza. Avevi sempre ragione tu... e sorridevi quando sapevi di fatto che non era così, e dicevi: "Così ho detto, mmm, non mi sembra", e ridevi.
Adoravi i vecchi film: da bambini ce li hai fatti vedere in loop. Non eri un papà perfetto, ma in fondo chi lo è? Ma sei stato, a modo tuo, il nostro papà. Ci hai forgiato, protetto, ricordato che, al di là di tutto, conta il bene.
Hai lottato in questi anni come un leone, non ti sei mai arreso alla malattia, l'hai attraversata, sei stato in quel dolore e mai ti sei lamentato: tu volevi solo vivere.
Il giorno della veglia e del tuo funerale il vento soffiava forte. Amavi il vento...Quando l'auto, con noi dietro, ti accompagnava in chiesa, i tuoi amati elicotteri sono volati bassi: nessuno li aveva chiamati, ma loro c'erano.
La tua musica ti ha fatto da colonna sonora, e noi figli da quella musica ci facciamo cullare. Ti abbiamo accompagnato fino alla fine, ma ancora una volta ci hai protetto.
Ci siamo detti tutto, papà, in questi anni: nulla è sospeso. Siamo a posto.
Grazie per il bello e il brutto, grazie perché è stata ed è ancora Vita.
Ti vedo, ti sento, papà. Ti amo, vola leggero.
Tua figlia Giada
Grazie per i vostri messaggi e per la vicinanza di cuore, vi sento.
Ci vediamo tra un po', ora sto in questo maremoto di emozioni e dolore per celebrarlo vivendolo.