Elena Diforti

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Elena Diforti Sono naturopata, master Reiki e mi occupo di sciamanesimo hawaiano, biorisonanza, mappa dell'anima.

Ciaoi, mi chiamo Elena e sono (come tutti!) un’anima in cammino verso la migliore versione di me. Sono sicuramente una ricercatrice, sin da bambina mi sono posta molti quesiti sull'esistenza, ma soprattutto, ho sempre sentito che io ero qualcosa di più della bambina timida, educata e sensibile che mostravo al mondo. Crescendo ho continuato a cercare quella parte di me che sentivo c'era, era presente dentro di me, ma non riuscivo a comunicare. Nel frattempo ho fatto moti percorsi, Naturopatia con la specializzazione in fiori di Bach, ho completato tutto il percorso Reiki fino al master, ho preso i 3 livelli di Matrix 2 point per potere diventare un coach Matrix, ma sentivo sempre che dovevo cercare altro fino all'incontro con l'Ho'oponopono. Solo appassionandomi sempre più all'Ho'oponopono ho finalmente trovato la strada verso casa. Ho scoperto e soprattutto sono riuscita a contattare, ma soprattutto a comunicare con quella parte di me che tanto avevo cercato.

𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝘃𝗮𝗹𝗲𝗿𝗲?Qualche giorno fa questa domanda mi ha lasciata in silenzio. Cercavo una risposta, ma mi accorgev...
08/10/2026

𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝘃𝗮𝗹𝗲𝗿𝗲?

Qualche giorno fa questa domanda mi ha lasciata in silenzio. Cercavo una risposta, ma mi accorgevo che non era così semplice comprendere che cosa significasse, per me, riconoscermi valore.

Poi ho pensato a come mi sto prendendo cura di me in questo periodo, ai momenti in cui riesco a fermarmi e ad ascoltare quello che sento, senza giudicarmi e senza pretendere di essere subito diversa.

Lì ho trovato una risposta: quando mi dedico attenzione, quando rimango accanto a me anche se sono in difficoltà, sto riconoscendo che ciò che vivo merita ascolto. Che io merito ascolto.

Nell’Albero della Vita, Tiphareth è associata alla bellezza e all’armonia; nella mia riflessione diventa un invito a tornare al cuore, a incontrarmi anche oltre ciò che riesco a fare e a offrire agli altri.

Mi chiedo quante volte aspettiamo un risultato, un complimento o il riconoscimento di qualcuno per sentirci abbastanza, e quanto spazio concediamo invece a noi stesse nelle giornate comuni, quando siamo stanche, incerte o abbiamo bisogno di aiuto.

Oggi ti lascio la stessa domanda che ha fatto fermare me: 𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝘀𝗲𝗻𝘁𝗶 𝗱𝗶 𝘃𝗮𝗹𝗲𝗿𝗲? 🌿

Ti capita di impegnarti moltissimo e, nonostante questo, avere la sensazione di non aver fatto ancora abbastanza?Quando ...
18/09/2026

Ti capita di impegnarti moltissimo e, nonostante questo, avere la sensazione di non aver fatto ancora abbastanza?

Quando raggiungi un risultato, invece di fermarti e riconoscere ciò che hai realizzato, pensi subito a quello che manca, a ciò che avresti potuto fare meglio oppure al prossimo obiettivo.

E quando commetti un errore, anche piccolo, diventi molto più severa con te stessa di quanto lo saresti con un’altra persona. Continui a ripensarci, cerchi di capire come sia potuto accadere e rischi di trasformare ciò che hai sbagliato in un giudizio su chi sei.

Anche riposare può diventare difficile, perché prima senti di dover finire, risolvere e occuparti di tutto. Come se fermarti fosse qualcosa da meritare e non un bisogno che hai il diritto di ascoltare.

La ferita dell’ingiustizia può nascondersi proprio qui: nel bisogno di essere sempre corretta, forte e impeccabile, perché una parte di te ha imparato che l’amore, il rispetto e il riconoscimento arrivano soltanto dopo aver dimostrato il proprio valore.

Ma tu non sei ciò che riesci a fare perfettamente.

Puoi sbagliare senza perdere valore, puoi fermarti senza sentirti in colpa e puoi ricevere senza dover prima dimostrare di aver fatto abbastanza.

Non devi essere impeccabile per meritare amore.

Nel percorso 𝗟𝗲 𝗳𝗲𝗿𝗶𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗕𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗼 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲 incontreremo anche la ferita dell’ingiustizia e le protezioni che hai costruito per non sentirti inadeguata o non riconosciuta.

Iniziamo il 21 𝙨𝙚𝙩𝙩𝙚𝙢𝙗𝙧𝙚.

Se in queste parole hai riconosciuto qualcosa di te e desideri conoscere meglio il percorso, puoi scrivermi in privato.

Quando una promessa viene spezzata, non perdiamo soltanto la fiducia in una persona. A volte iniziamo a dubitare anche d...
17/09/2026

Quando una promessa viene spezzata, non perdiamo soltanto la fiducia in una persona. A volte iniziamo a dubitare anche della nostra capacità di capire chi abbiamo davanti, di riconoscere ciò che è vero e di proteggerci da una nuova delusione.

Così cerchiamo di prevedere ogni cosa, controlliamo i dettagli, facciamo fatica a delegare e preferiamo contare soltanto su noi stessi. Non sempre perché vogliamo comandare, ma perché non essere preparati a ciò che potrebbe accadere ci fa sentire nuovamente vulnerabili.

La ferita del tradimento può nascondersi dietro la necessità di ricevere spiegazioni, la rabbia quando qualcuno non mantiene la parola data e la difficoltà a mostrare quanto una relazione sia importante per noi.

Riconoscere questa protezione non significa diventare ingenui o fidarsi ciecamente. Significa comprendere che il controllo non può evitarci ogni delusione e tornare, poco alla volta, a fidarci di noi:

“𝗡𝗼𝗻 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗰𝗼𝗻𝘁𝗿𝗼𝗹𝗹𝗮𝗿𝗲 𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗰𝗼𝘀𝗮, 𝗺𝗮 𝗽𝗼𝘀𝘀𝗼 𝗮𝘀𝗰𝗼𝗹𝘁𝗮𝗿𝗺𝗶, 𝘀𝗰𝗲𝗴𝗹𝗶𝗲𝗿𝗲 𝗲 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝗴𝗴𝗲𝗿𝗺𝗶.”

Nel percorso 𝗟𝗲 𝗳𝗲𝗿𝗶𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗕𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗼 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲 incontreremo anche la ferita del tradimento, osservando ciò che accade quando la fiducia viene ferita e le protezioni che costruiamo per non sentirci nuovamente esposti.

Iniziamo il 𝟮𝟭 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲

Se in queste parole hai riconosciuto qualcosa di te e desideri conoscere meglio il percorso, puoi scrivermi in privato.

Quante volte hai risposto “𝗻𝗼𝗻 𝗳𝗮 𝗻𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲” quando, invece, qualcosa ti aveva ferito?Quante volte hai rinunciato a chieder...
16/09/2026

Quante volte hai risposto “𝗻𝗼𝗻 𝗳𝗮 𝗻𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲” quando, invece, qualcosa ti aveva ferito?

Quante volte hai rinunciato a chiedere, hai accettato più di quanto avresti voluto oppure ti sei occupata di tutti, mettendo ancora una volta te stessa all’ultimo posto?

A volte non lo facciamo soltanto per generosità. Lo facciamo perché abbiamo imparato a vergognarci dei nostri bisogni, a sentirci egoisti quando diciamo di no e a minimizzare ciò che proviamo per non pesare, non disturbare o non rischiare il giudizio degli altri.

La ferita dell’umiliazione può nascondersi proprio dietro quel “𝗻𝗼𝗻 𝗳𝗮 𝗻𝗶𝗲𝗻𝘁𝗲”, pronunciato mentre una parte di noi avrebbe bisogno di essere ascoltata, rispettata e considerata.

Riconoscerla non significa smettere di prenderci cura degli altri, ma comprendere che possiamo essere generosi senza sacrificarci, chiedere senza vergogna e scegliere noi stessi senza doverci sentire in colpa.

Nel percorso 𝗟𝗲 𝗳𝗲𝗿𝗶𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗕𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗼 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲 incontreremo anche questa ferita, osservando con delicatezza le protezioni che abbiamo costruito e imparando a dire alla nostra parte più fragile:

“𝗜 𝘁𝘂𝗼𝗶 𝗯𝗶𝘀𝗼𝗴𝗻𝗶 𝗻𝗼𝗻 𝘀𝗼𝗻𝗼 𝘂𝗻𝗮 𝗰𝗼𝗹𝗽𝗮.”
Iniziamo il 𝟮𝟭 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲

Se senti che questo percorso parla anche di te, scrivimi in privato e ti racconterò come si svolge.

A volte la paura di essere abbandonata non si manifesta soltanto nel bisogno di trattenere qualcuno.Può nascondersi nel ...
15/09/2026

A volte la paura di essere abbandonata non si manifesta soltanto nel bisogno di trattenere qualcuno.

Può nascondersi nel silenzio con cui accetti ciò che ti ferisce, nella fatica di dire ciò di cui hai bisogno, nel tentativo di essere sempre disponibile e nel modo in cui, pur di non perdere un legame, finisci lentamente per perdere il contatto con te stessa.

Così aspetti, comprendi, giustifichi, ti adatti e cerchi di occupare meno spazio, sperando che l’altro scelga di restare.

Ma la ferita dell’abbandono non parla soltanto di chi se n’è andato o non ha saputo esserci come avresti avuto bisogno. Parla anche di tutte le volte in cui, per paura di rimanere sola, sei stata tu la prima a lasciare sole le tue emozioni, i tuoi bisogni e la tua verità.

Riconoscere questa ferita non significa accusare il passato né attribuire ogni difficoltà a ciò che abbiamo vissuto, ma iniziare a osservare con più compassione le protezioni che abbiamo costruito e imparare, poco alla volta, a non abbandonarci più.

Forse la promessa più importante non è: “Non mi lasceranno mai”.

Ma: “𝗤𝘂𝗮𝗹𝘂𝗻𝗾𝘂𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗮𝗰𝗰𝗮𝗱𝗮, 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗮 𝘃𝗼𝗹𝘁𝗮 𝗶𝗼 𝗿𝗲𝘀𝘁𝗲𝗿𝗼̀ 𝗰𝗼𝗻 𝗺𝗲.”
Nel percorso 𝗟𝗲 𝗳𝗲𝗿𝗶𝘁𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗻𝗼𝘀𝘁𝗿𝗼 𝗕𝗮𝗺𝗯𝗶𝗻𝗼 𝗜𝗻𝘁𝗲𝗿𝗶𝗼𝗿𝗲 incontreremo anche la ferita dell’abbandono, imparando a riconoscere l’attesa, la dipendenza affettiva, la paura della distanza e tutte le volte in cui rinunciamo a noi stesse per cercare di non perdere l’altro.

Iniziamo il 𝟮𝟭 𝘀𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲.

Se senti che questo percorso potrebbe parlarti, scrivimi in privato.

A volte non è necessario che qualcuno ci rifiuti davvero, perché basta una risposta che tarda ad arrivare, uno sguardo c...
14/09/2026

A volte non è necessario che qualcuno ci rifiuti davvero, perché basta una risposta che tarda ad arrivare, uno sguardo che percepiamo distante o la sensazione di non essere state accolte come speravamo, e dentro di noi qualcosa si chiude.

Cominciamo a domandarci che cosa abbiamo sbagliato, se abbiamo detto troppo, se abbiamo disturbato, e prima ancora di sapere che cosa stia realmente accadendo ci ritiriamo, smettiamo di cercare l’altro e facciamo finta che non ci importi.

Non perché non sentiamo, ma perché allontanarci per prime può sembrarci più sicuro che rimanere e rischiare di essere respinte.

Forse quella parte di noi non ha bisogno di essere giudicata o costretta a comportarsi diversamente, ma di essere ascoltata, perché dietro il desiderio di scomparire potrebbe vivere ancora la paura di non avere un posto.

La prossima volta che senti il bisogno di ritirarti, prima di farlo prova a chiederti:

𝐶ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑒̀ 𝑎𝑐𝑐𝑎𝑑𝑢𝑡𝑜 𝑟𝑒𝑎𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒?

𝐶ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑠𝑡𝑜 𝑖𝑚𝑚𝑎𝑔𝑖𝑛𝑎𝑛𝑑𝑜?

𝐶ℎ𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑠𝑡𝑎 𝑐𝑒𝑟𝑐𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑜𝑡𝑒𝑔𝑔𝑒𝑟𝑒 𝑞𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑚𝑒?

Perché il posto che stai cercando non è un posto che devi meritare, ma uno spazio che puoi finalmente concederti di occupare, senza dover dimostrare di essere abbastanza.

Nel percorso 𝑳𝒆 𝒇𝒆𝒓𝒊𝒕𝒆 𝒅𝒆𝒍 𝒏𝒐𝒔𝒕𝒓𝒐 𝑩𝒂𝒎𝒃𝒊𝒏𝒐 𝑰𝒏𝒕𝒆𝒓𝒊𝒐𝒓𝒆 incontreremo anche la ferita del rifiuto e le protezioni che abbiamo imparato a costruire intorno ad essa.

Inizieremo il 21 𝒔𝒆𝒕𝒕𝒆𝒎𝒃𝒓𝒆.

Se senti che questo percorso potrebbe riguardarti e desideri ricevere informazioni, scrivimi in privato. 🌿

11/09/2026

Una pratica gratuita per osservare ciò che accade dentro di te.

Ci sono reazioni che conosciamo così bene da aver finito per pensare:“𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗶̀.”E altre che continuiamo a giudic...
03/09/2026

Ci sono reazioni che conosciamo così bene da aver finito per pensare:

“𝗦𝗼𝗻𝗼 𝗳𝗮𝘁𝘁𝗮 𝗰𝗼𝘀𝗶̀.”

E altre che continuiamo a giudicare, soprattutto quando tornano nonostante tutto il lavoro fatto su di noi.

Ma se, invece di chiederci
“Perché faccio ancora così?”,
provassimo a domandarci:

“𝗖𝗵𝗲 𝗰𝗼𝘀𝗮 𝘀𝘁𝗼 𝗰𝗲𝗿𝗰𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗱𝗶 𝗽𝗿𝗼𝘁𝗲𝗴𝗴𝗲𝗿𝗲 𝗾𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗳𝗮𝗰𝗰𝗶𝗼 𝗰𝗼𝘀𝗶̀?”

Da questa domanda è nata una piccola pratica gratuita:

“𝗤𝘂𝗮𝗻𝗱𝗼 𝗾𝘂𝗮𝗹𝗰𝗼𝘀𝗮 𝗺𝗶 𝗳𝗲𝗿𝗶𝘀𝗰𝗲, 𝗶𝗼…”

Non è un test e non serve a capire quale ferita hai. È semplicemente un invito a osservarti da un punto di vista diverso.

Se desideri riceverla, scrivimi in privato e te la mando volentieri.

Maggio non è un mese che chiede di fare di più.È un mese che invita a sentire.Dopo aver iniziato, dopo aver nutrito… arr...
27/04/2026

Maggio non è un mese che chiede di fare di più.
È un mese che invita a sentire.

Dopo aver iniziato, dopo aver nutrito… arriva un momento più silenzioso, ma anche più vero.
Quello in cui ciò che hai messo in movimento comincia a toccarti dentro.

E lì non sempre è facile.
Perché sentire davvero significa anche incontrare emozioni che magari abbiamo evitato o messo da parte.

Ma forse è proprio da lì che qualcosa può trasformarsi 🌸

Ho scritto un nuovo articolo sul Diario di Gaia di maggio, dedicato a questo tempo più intimo.

✨ Lo trovi qui: https://www.elenadiforti.it/naturopatia/ascoltare-emozioni-maggio/

Oggi nasce qualcosa di molto importante per me 🌿Si chiama 𝑺𝒖𝒔𝒔𝒖𝒓𝒓𝒊 𝒅𝒊 𝑮𝒂𝒊𝒂.È uno spazio che nasce dagli incontri con le ...
24/04/2026

Oggi nasce qualcosa di molto importante per me 🌿

Si chiama 𝑺𝒖𝒔𝒔𝒖𝒓𝒓𝒊 𝒅𝒊 𝑮𝒂𝒊𝒂.

È uno spazio che nasce dagli incontri con le persone, dalle loro domande, dalle paure, dai momenti di cambiamento… ma anche da tutto quello che ho attraversato nel mio cammino.

Nel tempo mi sono accorta che molte delle difficoltà che viviamo, non sono solo nostre.

Si ripetono, tornano. parlano di qualcosa di più grande.

E allora ho sentito il desiderio di creare uno spazio in cui fermarci… ascoltare… e provare a comprendere un po’ più a fondo quello che stiamo vivendo.

In questo primo episodio mi presento, ti racconto chi sono, cosa faccio e perché è nato questo podcast.

Se senti che è il momento di rallentare un attimo, questo spazio è anche per te.

🎧 Qui puoi ascoltare la prima puntata: https://www.youtube.com/watch?v=Ne7MWrBAatc&t=92s

Fammi sapere cosa ne pensi… mi farà davvero piacere 🌿

Indirizzo

Ponsacco

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