23/10/2026
«Ma come funziona, esattamente?» Prima di partecipare a una costellazione è normale volerlo capire. Proviamo a spiegarlo in modo semplice.
Si parte da una domanda vera: non serve raccontare tutta la propria storia, bastano poche frasi su ciò che pesa o su ciò che si vorrebbe capire. Poi chi porta la questione sceglie alcune persone del gruppo che rappresenteranno lui e i suoi familiari, e le dispone nello spazio, d'istinto.
Qui succede la cosa che sorprende di più: chi rappresenta spesso inizia a sentire emozioni, spinte, vicinanze e distanze, pur non sapendo nulla di quella famiglia. Albrecht Mahr ha chiamato questo fenomeno «campo sapiente». Chi conduce non interpreta e non dà ragione a nessuno: osserva ciò che si mostra. Hellinger lo chiamava un approccio «fenomenologico».
In alcune costellazioni, come nei «movimenti dell'anima» che Hellinger ha sviluppato dal 2000, nessuno dice ai rappresentanti dove andare: si muovono lentamente, seguendo ciò che sentono. A volte basta una frase semplice, detta guardandosi negli occhi, per rimettere le cose al loro posto. Alla fine resta un'immagine: non serve analizzarla subito, la si porta a casa e la si lascia lavorare, con i suoi tempi.
E chi resta seduto a guardare? Fa parte del cerchio anche lui: molte persone si riconoscono profondamente nelle storie degli altri.
Ci teniamo a dirlo con onestà: è un modello filosofico e spirituale, non una tecnica scientifica, e non sostituisce un percorso psicologico. Per molte persone, però, è uno sguardo nuovo sulla propria storia.
Maria conduce le Costellazioni familiari al Centro Olos, in Viale della Repubblica 134, Prato. Per sapere quando è il prossimo incontro scrivici o chiamaci al 347 8222483 (anche WhatsApp).