29/03/2026
La Domenica delle Palme non è soltanto memoria di un ingresso, ma invito a un cammino. È il giorno in cui la folla accoglie con rami d’ulivo Colui che non porta armi, ma una promessa: la pace che nasce dalla mitezza, dalla verità, dal coraggio di amare.
In un tempo in cui il rumore del mondo rischia di coprire la voce delle coscienze, questo giorno ci richiama all’essenziale. Non c’è pace senza giustizia, ma non c’è giustizia senza misericordia. E la misericordia, oggi più che mai, è un atto rivoluzionario.
“Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio.”
Ma la pace non è solo una beatitudine: è una responsabilità quotidiana, personale, concreta.
Come ricordava San Francesco: “Dove è odio, fa’ che io porti l’amore.”
E come scriveva Albert Einstein: “La pace non può essere mantenuta con la forza; può essere raggiunta solo con la comprensione.”
Mentre Gandhi ci ammonisce: “Non c’è una via per la pace, la pace è la via.”
La Domenica delle Palme ci chiede di scegliere da che parte stare: dalla parte del clamore o da quella della coscienza, dalla parte del conflitto o da quella dell’incontro.
Oggi, più che mai, il mondo ha bisogno di uomini e donne capaci di portare un ramoscello d’ulivo non solo tra le mani, ma nella vita.
Che questa giornata sia per tutti un segno autentico di pace, da custodire e da costruire, insieme.