Da Lei saprai - Laboratorio interiore

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Da Lei saprai - Laboratorio interiore Nuovo percorso live di evoluzione, trasformazione e crescita personale.

Come Virgilio con Dante, ti accompagno nel tuo viaggio dell’anima grazie alla Divina Commedia 🌌

13/10/2026

Cadiamo quasi tutti nello stesso tranello: confondere il valore con la fatica.

Siamo cresciuti con l'idea che il "talento" debba per forza essere qualcosa di titanico, faticosissimo, applaudito da tutti, altrimenti non conta nulla.

Se qualcosa ci riesce fluido e spontaneo, lo derubrichiamo a banalità.
Nell’ultimo incontro di Da lei saprai abbiamo assistito a un ribaltamento profondo di questo paradigma: vedere negli occhi delle persone il sollievo di comprendere che ciò che davano per scontato da una vita — solo perché naturale — era in realtà la loro vocazione più autentica.

Nel Cielo di Venere (Paradiso VIII), è Carlo Martello a spiegare a Dante che la vera armonia nasce dalla diversità delle inclinazioni e dal rispetto della propria natura:

«Ma voi torcete a la religione
tal che fia nato a cingersi la spada,
e fate re di tal ch’è da sermone;
onde la traccia vostra è fuor di strada.»

Quando smettiamo di violentare la nostra inclinazione per compiacere aspettative esterne, la fatica si scioglie e il nostro dono porta frutto, per noi e per gli altri.

La Commedia è una mappa formidabile per smettere di tradire chi siamo e ritrovare la rotta verso la nostra pienezza interiore.

Se senti che è arrivato il momento di fare pace con la tua natura invece di combatterla, guardati dentro con onestà: qual è quella cosa che per te è così naturale da sembrare scontata, ma che per chi ti sta vicino è un vero dono?

E se ti va, raccontemelo qui.

01/10/2026
«A volte mi sentivo con i piedi bloccati nel ghiaccio, come Lucifero. Salire quel gradino verso l’angelo sembrava una mo...
01/10/2026

«A volte mi sentivo con i piedi bloccati nel ghiaccio, come Lucifero. Salire quel gradino verso l’angelo sembrava una montagna insormontabile. È stata una dura palestra: un confronto spietato con i miei limiti, le mie resistenze e la paura di non farcela».

Nei giorni scorsi, proprio alla vigilia della ricorrenza della morte di Dante, una donna speciale è arrivata alla fine del suo cammino dentro la Commedia grazie a un'edizione speciale di “Da lei saprai”, a cui ha collaborato un gruppo di allievi speciali di “Da lei saprai” che ne hanno permesso la realizzazione prestando la loro voce alla lettura del manuale.

È una persona che non può leggere. Per lei quelle parole non sono state inchiostro da scorrere con gli occhi, ma una voce ascoltata in penombra. Un percorso lungo, fatto di soste, silenzi e ripartenze. Perché nessun vero viaggio di coscienza è lineare: assomiglia alla vita vera, dove prima di risalire bisogna accettare di guardare in faccia il proprio gelo interiore.

Poi, lentamente, il gradino si supera. E ciò che sembrava insormontabile si trasforma:
«Adesso è come se dietro alle spalle avessi un muro saldo al quale appoggiarmi, e davanti a me una grande apertura verso la luce. Stanotte ho sognato un distacco, un addio: ma per la prima volta non c’era angoscia. C’era solo la sensazione di voler bene, e stavo bene. Ho capito che la vita dipende dallo sguardo con cui scegliamo di andarle incontro».

Arrivare all’ultimo verso lascia addosso lo smarrimento di dover salutare un amico fidato che per mesi ti ha esortato ad alzare lo sguardo dai piedi. Ma una guida serve proprio a questo: ad accompagnarti fin dove scopri che quella bussola ora cammina dentro di te.

E quando alla fine ti confida un desiderio sussurrato — «Adesso vorrei solo ve**re sulla tomba di Dante, e potervi incontrare di persona» — capisci che il cerchio si chiude. E che le strade tracciate dalle parole sono destinate a farsi passi reali, sguardi e mani che si stringono.

Anche quando gli occhi non vedono la via, il cuore impara a farsi puro e disposto a salire alle stelle.

Lo sai che c'è un luogo in cui condividiamo quotidianamente la trasformazione personale attraverso la Divina Commedia?

Se vuoi unirti al cammino, iscriviti alla community “Da lei saprai” ed entra nel gruppo.

Trovi il link in bio.

Dante ribalta completamente la prospettiva della fine della materia e del suo senso.La luce dei beati non cancella la lo...
13/09/2026

Dante ribalta completamente la prospettiva della fine della materia e del suo senso.

La luce dei beati non cancella la loro forma: la esalta.
Come il carbone ardente non si dissolve nella fiamma che sprigiona ma ne aumenta la presenza visibile, così la nostra carne, la nostra vicenda terrena e la nostra unicità umana non sono un ostacolo alla luce, ma il luogo preciso in cui essa prende consistenza.

Siamo al mondo per far sì che la nostra storia diventi il veicolo più luminoso della nostra missione.

Poter leggere questi versi qui a Ravenna, dove il viaggio terreno di Dante si è compiuto, è per me il modo più autentico per chiudere la MIA settimana dantesca .

La prova. La trasformazione. Il passaggio, questo è il cuore dell'esperienza.

Appuntamento al 15 dicembre per sentire, vedere, salire.

12/09/2026

Ogni sera, quando la luce inizia a cedere il passo all'ombra, tredici rintocchi attraversano il silenzio di Ravenna per ricordare l'esilio e la fine terrena di Dante.

Sotto i piedi, incise nella pietra del sagrato della basilica di San Francesco, riposano imperiture le parole della rinascita:

l'uscita dai fiumi del Paradiso Terrestre, il corpo e l'anima restituiti alla loro forma pura, pronti a salire alle stelle.

«Io ritornai da la santissima onda

rifatto sì come piante novelle

rinovellate di novella fronda,

puro e disposto a salire a le stelle.»

(Purgatorio ###III, 142-145)

Il suono della campana risveglia la nostalgia:
il richiamo profondo di ciò a cui apparteniamo davvero, quel filo invisibile, ma tenace che unisce la nostra fragilità umana alla nostra dimensione ultraterrena.

Per salire alle stelle non occorre rinnegare la terra, piuttosto trasformare il nostro modo di viverla e ascoltare fino in fondo quel rintocco che chiede di tornare “a casa”.

È l'ora del raccoglimento prima del compimento.
Anche questo sarà parte della giornata immersiva del 15 dicembre.

Intanto domani, 13 settembre, il giorno del suo passaggio, vi riporterò qui, davanti a questa stessa soglia, per dare voce alla pienezza del Canto XIV: dove la carne non si dissolve, ma si fa luce.

📍Ravenna, Zona del silezio

10/09/2026

«Tu lascerai ogne cosa diletta

più caramente; e questo è quello strale

che l'arco de lo essilio pria saetta.»

*(Paradiso XVII, 55-57)*

Camminare per Ravenna significa inciampare a ogni angolo nella memoria viva di una ferita che ha cambiato la storia.

Dante è stato spogliato di tutto: la patria, i beni, il ruolo, le certezze civili.

Conosceva il sapore amaro del pane altrui e la fatica di salire scale non sue. Eppure, proprio dentro la frattura insanabile dell'esilio, ha compiuto la più grande opera alchemica possibile: invece di cercare risarcimento ha trasformato la perdita in visione universale.

Non potendo più tornare alla sua città terrena, ha edificato una cattedrale eterna di poesia.

Ciò che a volte chiamiamo “esilio” — una rottura, una porta che si chiude, una strada che si interrompe bruscamente — sembra la fine della nostra traiettoria, ma a ben vedere può essere il punto esatto in cui siamo chiamati a smettere di subire la mancanza e a iniziare a forgiare la nostra vera Opera.

Impariamo a salire.

Appuntamento qui a Ravenna, il 15 dicembre.

Se vuoi scoprire i dettagli di una giornata totalmente immersiva nelle immagini della trasmutazione di coscienza, salva la data e continua a seguire la pagina Da lei saprai.

08/09/2026

A Ravenna si apre fra poco la Settimana Dantesca: ogni anno, a metà settembre, la città si ferma per commemorare il passaggio terreno di Dante, spentosi qui nella notte tra il 13 e il 14 settembre del 1321.

Se abbiamo occhi per vedere, ci possiamo accorgere che c’è di più di una semplice rievocazione storica, ma di una sequenza di riti antichi che custodiscono un significato vivo per il nostro presente.

Tra pochi giorni, ad esempio, si rinnoverà l’Offerta dell’Olio da parte della città di Firenze per la lampada votiva del sepolcro.

È un rito che parla al nostro presente: ci mostra come ciò che brucia come materia terrena diventi pura luce per illuminare la rotta.

Proprio come nel muro di fuoco del Purgatorio, dove Dante sperimenta il calore senza venirne distrutto, ma uscendone trasformato e pronto a guardare oltre.

Da oggi in poi vi porterò dentro questi luoghi e questi simboli, per scoprire insieme i segni della trasmutazione che ci guideranno fino al nostro incontro del 15 dicembre qui a Ravenna al culmine del nostro viaggio. ✨

Seguite le tracce!

📍 Ravenna, Zona del Silenzio»

03/09/2026

“Trasumanar significar per verba
non si poria; però l'essemplo basti
a cui esperïenza grazia serba.”
(Paradiso I, 70-72)

Nel viaggio di Da lei saprai abbiamo lasciato il Purgatorio e toccato i primi cieli del Paradiso.

Tra il mistero del trasumanar — quell'andare oltre i confini del vecchio io per sentire la connessione con l'anima e la sua leggerezza — e la meraviglia di accorgersi che indietro, semplicemente, non si può e non ha più senso tornare.

Non ci sono parole migliori per raccontarlo di quelle che sgorgano spontanee nel cerchio, nel momento esatto in cui la consapevolezza prende forma.

Ascoltale nel Reel.

Quanto è profondo anche in te il desiderio di arrivare fin lì?

C’è un’ora del giorno in cui la nostalgia bussa senza chiedere permesso: quando la vacanza finisce, bisogna riprendere i...
27/08/2026

C’è un’ora del giorno in cui la nostalgia bussa senza chiedere permesso: quando la vacanza finisce, bisogna riprendere il largo e il “porto” si allontana.

Settecento anni fa Dante ha fotografato questo identico nodo alla gola con versi che sembrano scritti adesso per ciascuno di noi.

Era già l'ora che volge il disio
ai navicanti e 'ntenerisce il core
lo dì c' han detto ai dolci amici addio;

(Purgatorio VIII, 1-3)

Succede sempre alla fine dell'estate, o al termine di una giornata speciale: cala la sera, si preparano i bagagli, si salutano le persone con cui abbiamo condiviso risate e confidenze.

E all'improvviso arriva quella sensazione, un misto di gratitudine e malinconia per ciò che dobbiamo salutare.

Il Poeta conosce bene il peso del distacco e sa che ogni ripartenza porta con sé un cuore tenero, fragile, vulnerabile.

Ci rassicura sul fatto che provare nostalgia quando si riprende il largo, ben lungi dall’essere debolezza, è il segno tangibile che abbiamo vissuto e amato davvero.

Hai mai sentito questa stessa "ora" mentre ti preparavi a rimetterti in viaggio? ✨

📍 Ravenna, Via Guido da Polenta 4

20/08/2026

A dispetto della calura estiva e del rumore di fondo, esiste un luogo dove il clima interiore è sempre temperato.

Dante lo trova sulla cima del monte Purgatorio, descrivendolo con il fruscio dolce della pineta di Ravenna: uno spazio d’ombra viva dove l'aria non stanca, ma rigenera.

Tu hai già individuato la tua "pineta", il tuo spazio interno di ristoro in questi giorni d’estate? 🌿

Indirizzo

Ravenna

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