Il Corpo e la Mente

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Il Corpo e la Mente Spazio di espressione e condivisione di temi legati al benessere, alla crescita personale e alla psicoterapia. Come mai? Cosa ci succede?

Stare bene si può lavorando sul proprio stile di vita!!! IlCorpoelaMente è uno spazio di condivisione e promozione del Benessere “naturale”,
inteso come equilibrio psico-fisico dinamico:
ognuno di noi ogni giorno si destreggia tra mille impegni, attività,
doveri e desideri e cerca di bilanciare la propria energia personale per riuscire a fare tutto. A volte arriviamo stanchi e appesantiti e altre volte invece siamo carichi e adrenalinici? In questa pagina troverete articoli, spunti, strumenti proprio per iniziare ad essere
più consapevoli di come stiamo durante le nostre giornate, e più liberi di gestirci in modo efficace per noi! Stare bene si può lavorando a piccoli passi sul proprio stile di vita! Creato da Silvia Pasqualini, Psicologa con Specializzazione in Analisi Bioenergetica,
formatrice e coach, propone workshop e attività che siano spazi di integrazione psico-fisica per la diffusione di strumenti mentali e fisici che potenzino:
• la consapevolezza di se stessi (come siamo e come siamo fatti)
• la padronanza di sé (sapersi gestire in modo autentico e appropriato al contesto)
• l’espressione di sé (capacità di esprimersi in modo fluido, libero, naturale, assertivo e creativo)

Psicologia, Neuro-scienze e Bioenergetica per la creazione di una serie di strumenti mentali e corporei per gestire al meglio il proprio equilibrio in modo autonomo e consapevole!

Hai mai pensato che pregare possa avere degli effetti sul nostro cervello?E che alcuni di questi effetti possano avere q...
30/10/2026

Hai mai pensato che pregare possa avere degli effetti sul nostro cervello?

E che alcuni di questi effetti possano avere qualcosa in comune con quelli di pratiche come la meditazione, lo yoga o il breathwork?

La cosa che trovo affascinante è che oggi esista persino un campo di studi, la neuroteologia, che cerca di comprendere cosa accade nel nostro cervello durante le esperienze spirituali.

E questo apre una riflessione interessante, anche per chi non è religioso.

⭐️ Perché, al di là di ciò in cui crediamo, possiamo influenzare il nostro modo di stare al mondo attraverso ciò che pratichiamo ogni giorno.

🧠 Spesso pensiamo che il nostro cervello, le nostre reazioni e persino il nostro modo di affrontare le difficoltà siano qualcosa di già definito.

Ma non è proprio così.

🧠 Il cervello è plastico.
Continua a imparare, ad adattarsi, a creare e rafforzare connessioni in risposta alle esperienze che viviamo.

Ed è anche per questo che credo così tanto nella pratica.

🧘🏻 Non perché meditare, respirare consapevolmente o fare yoga possa cancellare le nostre preoccupazioni.

Ma perché dedicare del tempo, con regolarità, a osservare quello che succede dentro di noi può aiutarci a sviluppare risposte diverse da quelle automatiche a cui siamo abituati.

Non si tratta di pensare positivo a tutti i costi.
Si tratta di scoprire che possiamo allenare anche il modo in cui ci relazioniamo a ciò che proviamo.

👉🏼 Ed è uno dei motivi per cui è nata JOYFUEL. Per rendere queste pratiche accessibili e, soprattutto, parte della nostra quotidianità.

🧡 E tu? Hai una pratica che ti aiuta a ritrovare calma, fiducia o connessione?
➡️ Raccontamelo nei commenti, sono curiosa di leggerti!

➡️ E se vuoi iniziare a praticare con noi, su JOYFUEL trovi Meditazione, Yoga, Breathwork e tante altre attività, in diretta e replay.

🎁 Hai 7 giorni gratis per provare! Link in bio sul profilo di JoyFuel | Allenamenti Corpo&Mente

Silvia 🧡

28/10/2026

Domanda per tutti. È nel passato o nel futuro?
È il passato a dirci di avere fiducia in noi e nelle nostre risorse?
O è l’occasione nel futuro che se mi muoverò bene “alla prova di domani” allora posso fidarmi di me?

Sono gli errori fatti in passato a esser la prova che non mi posso fidare di me?
O sono gli errori fatti in passato ad esser stati i migliori insegnanti per le mie risorse?

Vi lascio pensare.

E forse se avete seguito la masterclass sulla fiducia in sè, primo pilastro dell’AUDACIA, in JoyFuel, siete facilitati nella risposta.

Per tutti gli altri, ma in generale per tutti noi, ragioniamoci un secondo.
È dalle 100 cose del passato che estraggo la fiducia o e dalla probabilità di 1 cosa domani?

In un prossimo reel vi dico come la penso io (e un po di teorie psicologiche a supporto) però però ora…vi lascio pensare.

Che si impara di più riflettendo dentro che solo guardando/ascoltando altri fiori.

PS: testi, video, reel, scritti da me senza uso dell’AI.

19/10/2026

👉🏼 Quante volte rinunciamo a qualcosa non perché non lo desideriamo abbastanza, ma perché non sappiamo come gestire quello che potrebbe succedere?

Il giudizio degli altri, la possibilità di sbagliare, la paura di non essere all’altezza, il disagio di esporsi.

Spesso sono proprio queste emozioni a decidere quanto spazio ci concediamo nella vita, nelle relazioni, nelle scelte che facciamo ogni giorno.

E allora il lavoro che vogliamo fare su JOYFUEL è proprio questo: imparare a riconoscere ciò che ci trattiene, capire come reagiamo davanti alle difficoltà e sperimentare, attraverso il corpo e la mente, nuove possibilità di risposta.

✨ Abbiamo iniziato a esplorare i 9 pilastri dell’AUDACIA!

Partiamo dai primi 3, con tre masterclass:

⭐️ La prima è già disponibile in replay.
⭐️ La seconda sarà in diretta il 22 ottobre e poi disponibile in replay.
⭐️ La terza ci aspetta a novembre!

Vuoi scoprire il percorso e partecipare?

👇🏻 Scrivimi AUDACITY nei commenti e ti mando tutte le informazioni!

Ero convinta che non ci fosse niente. Nell’ultimo mese infondo, mi sono infortunata quindi cos altro poteva mai esserci?...
18/10/2026

Ero convinta che non ci fosse niente. Nell’ultimo mese infondo, mi sono infortunata quindi cos altro poteva mai esserci?

Niente. Era quello che il mio cervello diceva.

Niente perché sono stata meno attiva.
Meno produttiva.
Meno allenata.
Meno in giro.
Meno tutto.

E in questa cavolo di cultura che ci vuole sempre performanti finiamo per pensare che appena siamo costretti a fare MENO allora è NIENTE.

Ho preso allora il rullino fotografico e scelto foto che fossero degli ultimi 30 gg.

E ho trovato molto.

1️⃣Gli ultimi tramonti settembrini al mare.

2️⃣Le prime (di nuovo) tazze di cappuccine ottobrine.

3️⃣I tanti pomeriggi sul divano con la stessa alla caviglia.

4️⃣La partenza del master sull’AUDACIA che elettrizza ogni cellula del mio corpo (e il debutto nel mio posto alchemico preferito 👉🏻JoyFuel | Allenamenti Corpo&Mente)

5️⃣I mezzi allenamenti fatti “usando quel che si può” per non cadere con l’umore troppo in basso.

6️⃣Le nuove puntate del podcast e i (bentornati) video su argomenti spinosi che da tanto rimandavo.

7️⃣L’avere in quel tempo “senza niente” la possibilità di ritrovare la mia SOUL CALLING.

Di risentire davvero cosa mi anima del profondo.
Per cosa sono pronta a combattere.
Verso cosa ha senso andare.

Senza annacquarirmi (so che non si dice così ma è la mia licenza poetica da anni, quindi niente polemichetta)

E allora si, 8️⃣tanti pomeriggi sul divano (con Theo) ma anche 9️⃣tanta (ritrovata) fiducia nel futuro, nella condivisione che ha senso, e in quello che verrà.

Dentro ballo. E saltello festosa.
Fuori forse no.

Ma quel che vedo è che è stato tutt’altro che NIENTE

Forse il MOLTO,
Ha bisogno di accadere in silenzio.
Quando nessuno guarda.
Quando non si è in prima fila.

Quando caduti, si resta a terra, seduti, a pensare.

Forse anche da seduti a terra, succedono molte cose.

15 settembre-15ottobre 2026
Non è solo cambiata stagione fuori.
È successo qualcosa dentro.
👇🏻👇🏻👇🏻
E ora, apri il rullino fotografico degli ultimi tuoi 30 gg e dimmi:
👉🏻Cosa vedi oltre al “niente di che?”

PS: testi scritti da me, senza uso dell’AI. E pigiama a fiori che indosso è joysoul_vestiti_di_gioia

C’è una cosa che negli anni ho capito sempre meglio lavorando con le persone, con le loro emozioni e con i loro corpi.No...
16/10/2026

C’è una cosa che negli anni ho capito sempre meglio lavorando con le persone, con le loro emozioni e con i loro corpi.

Non abbiamo sempre bisogno di aggiustare qualcosa di noi.

Eppure siamo continuamente invitati a migliorarci, a superare i nostri limiti, a correggere i nostri difetti, a diventare più forti, più sicuri, più consapevoli.

Come se quello che siamo oggi NON FOSSE MAI ABBASTANZA.

Io credo profondamente nella possibilità
di cambiare,
di crescere,
di imparare a conoscerci.
È una parte fondamentale del mio lavoro.

✔️ Ma credo anche che ci sia una differenza enorme tra crescere perché sentiamo il desiderio di esplorare nuove possibilità e cambiare perché pensiamo di non andare bene così come siamo.

E questa differenza cambia tutto.

Perché il lavoro su di sé non dovrebbe diventare l’ennesimo terreno sul quale giudicarsi, pretendere, rincorrere un ideale impossibile.

Vorrei che fosse, piuttosto, un’occasione per costruire una relazione diversa con noi stessi.
Più curiosa.
Più libera.
Più autentica.

👉🏼 È da questa idea che nasce anche il lavoro che portiamo avanti ogni giorno con JOYFUEL e Il Corpo e la Mente: non separare quello che sentiamo da quello che viviamo nel corpo, ma imparare a conoscerci attraverso entrambi.

💬 E tu? Ti capita di sentire di dover continuamente migliorare qualcosa di te, anche quando forse avresti solo bisogno di concederti di essere come sei?

➡️ Raccontamelo nei commenti ❤️

👉🏼 Ci vediamo su JOYFUEL! 7 giorni gratis per iniziare. Link in bio sul profilo di JoyFuel | Allenamenti Corpo&Mente

14/10/2026

In un mondo
👉🏻di audio whatsup ascoltati a 1.5 o 2X
👉🏻Di Reel a cui vengono tagliati i millisecondi tra le parole per dire quante più cose nel tempo di uno sternuti
👉🏻Di compressione dei silenzio come fossero difetti…
…. Cosa stiamo davvero imparando?
E cosa ci stiamo perdendo?

Quell’indugiare…
Quell’aspettar qualche secondo per sceglier la parola migliore….
Quell’esitare per cambiare aggettivo scegliendo una sfumatura migliore….
Quell’attimo di silenzio che nascondeva in emozione….
Sono stati eliminati come poco importanti.
Ma davvero non servono?

Davvero si può tagliare tutto lasciando solo la stringa di parole detta il più velocemente possibile?

O forse quell’indugiare qualche secondo serviva?
A migliorare lo scambio?
A dire che siamo oltre le parole?
A mostrare in emozione?
A segnare il rispetto per l’altro?

Di tutto questo e 1️⃣dell’effetto “millisecondi”
2️⃣delle conseguenze di questo stile di comunicazione sempre più veloce e immediato
3️⃣e di come in realtà stiamo smettendo di usare IL muscolo fondamentale dell’ascolto e dell’empatia
✅parliamo nella nuova puntata del podcast !
👉🏻 trovi anche il video su Spotify, Apple o YouTube

Secondo me sono riflessioni da condividere in famiglia, coi figli, interrogandoci sull’effetto che questa velocità davvero crea.

E la domanda è:
👇🏻👇🏻👇🏻
Quando dire velocemente una cosa è diventato più interessante di capire davvero quella cosa?

Buon ascolto e visione,
Silvia

PS: testi podcast, audio, reel e caption pensati e scritti da me senza uso dell’AI. Perché questo è come curo le parole. Scegliendole io, non passandole all’artificiale.
Baci

11/10/2026

Riflessioni a ruota libera. Oneste.
Riflessioni su questo mondo dei social.
Su una divulgazione onesta, che se la vuoi fare davvero onesta finisce che qui sopra i margini di movimento sono sempre più piccoli.

Ma sto qui (anzi trovi l’intera puntata del podcast su Spotify e Apple o il video sul canale di ilcorpoelamente) a ragionare a voce alta con voi su questo pazzo mando.

Su cosa significa fruire, imparare, scrollare, stare sui social.
E lo dico
1️⃣prima ancora per me come persona: cosa voglio seguire e cosa no, cosa credo autentico e cosa no
2️⃣poi come psicoterapeuta che difende i principi della salute mentale anche nello stile, nel modo con cui si parla delle cose
3️⃣poi ancora a mia volta come profilo creator che a mia volta deve fare marketing, e promozione di sé stessa ma in modo… etico

Un anno e mezzo passato a chiedermi come fare a trovare la giusta via in mezzo a questo uragano social.

Un anno e mezzo passato a chiedermi come fare ad avere qui sopra una esperienza ONESTA, UTILE.
Sia da persona che segue i suoi interessi seguendo altri profili, sia da creator che parla e promuove temi e servizi.

Trovate l’intera riflessione (e le mie 3 soluzioni di aggiustamento) nella puntata intera, sia come se vi piace ascoltare che come video se imparate@ più guardando.

Non ho soluzioni certe, non sto qui a dire come si fa, perché è un terreno strano per tutti, nuovo per tutti.

Ma se i social vi piacciono …. Ma vi lasciamo (come a me) ormai un po “insofferenti”, inadeguati o troppo “riempiti” andate ad ascoltare l’ultima puntata/video.

Secondo me sono domande e riflessioni che dobbiamo tutti farci, sia per noi, sia se vogliamo educare i più giovani ad un uso veramente consapevole di queste macchine fast&furious che sono i social.

Come sempre propongo riflessioni,
Non ho certezze,
E se volete ci vediamo nei commenti per parlarne.

Buona domenica e buona ….visione

PS: puntata intera, reel e testi scritti da me senza uso dell’AI. Editing del reel di quel vulcano di Diego (stiamo cercando il giusto compromesso tra animazione e contenuto, siamo fiduciosi di trovarlo 🥳 )

Più diventiamo grandi, più rischiamo di costruirci una vita fatta di cose in cui sappiamo già cavarcela.E ha perfettamen...
09/10/2026

Più diventiamo grandi, più rischiamo di costruirci una vita fatta di cose in cui sappiamo già cavarcela.

E ha perfettamente senso:
è rassicurante sentirsi competenti,
sapere cosa fare,
avere la sensazione di essere nel posto giusto.

‼️ Ma c’è una cosa che trovo meravigliosa nel concedermi, ogni tanto, di non essere brava.

Fare qualcosa senza sapere ancora come si fa.
Sentirmi un po’ goffa.
Fare errori.
Chiedere.
Ridere di me.
E soprattutto non avere nessun risultato da raggiungere.

Perché quando tolgo la necessità di essere all’altezza, rimane una cosa che da adulti rischiamo di frequentare sempre meno:
la curiosità.

E forse crescere non significa soltanto diventare sempre più capaci.

Forse significa anche conservare abbastanza libertà da poter dire:
“Questa cosa non la so fare. Ma mi piacerebbe provare.”

Io qualche idea su dove tornare principiante ce l’ho…😏

👉🏼 E tu?

👇🏻 Qual è quella cosa che ti incuriosisce da tempo, ma che non hai ancora provato perché pensi di non esserne capace?

➡️ Raccontamelo nei commenti. Potrebbe essere il momento giusto per iniziare!

07/10/2026

Erano pensieri che avevo da un po. Un anno e mezzo di riflessioni, voglia di chiudere tutto, desiderio di smettere ma anche sacro fuoco che ti dice “non mollare”.

Nella nuova piantata del podcast raccolgo tutti i miei ragionamenti sui social oggi e su come da persone (prima ancora che da creator) ho dovuto trovare i miei antidoti a

Senso di inadeguatezza
Frettolosità acquisita
Nausea e sensazione di “sempre troppo”

Che strano no, mai qbbastanza eppure sempre troppo?

Ecco si questo parliamo, nel e nel video collegato

Basta pop corn di 83728 gusti.
Io ho scelto di mangiare ancora, di parlare ancora,
Ma con più gusto

Nel podcast ( e video) vi dico la mia su 4 aree di “basta è troppo” che avevo raggiunto e 4 stratagemmi che per me hanno funzionato

E tu? Che aggiustamenti puoi fare?
Come ti senti in questo periodo mentre navighi qua e là in cerca di pace?

Buon ascolto
Silvia

PS: testo e contenuti creati da me senza uso dell’AI, errori e sbavature incluse 😇

04/10/2026

Sentire è sempre giusto.
È la tua insindacabile verità.

Ti senti triste.
Ti senti presa in giro.
Ti senti arrabbiata.
Ti senti umiliata
Ti senti ….

Le tue sensazioni sono tue e sono sempre valide.
Vere.

Diverso sono le spiegazioni che aggiungi.

Tu mi umili.
Tu mi prendi in giro.
Tu mi…

Quando una frase comincia con “tu….”
Entriamo nel mondo delle ipotesi.
Delle possibilità.

Sarebbe giusto dire
“Tu FORSE sei arrabbiato con me”
“Tu FORSE mi vuoi far sentire sbagliata…”
“Tu FORSE ….”

Possiamo essere insindacabili su ciò che sentiamo noi, mentre siamo molto più “opinabili” quando parliamo delle spiegazioni che “interpretiamo” degli altri sui motivi per cui dicono/fanno qualcosa.

E quindi: come si fa?

1️⃣Si parte da Sentire le nostre SENSAZIONI: sempre vere

2️⃣poi Aggiungiamo le INTERPRETAZIONI
Che mettiamo però a sobbollire. A soppesare.
Di queste non possiamo mai esser certi. E anzi è sempre meglio se ne pensi almeno 2/3/4/5 diverse. Come un detective che si crea 2/3 scenari diversi per spiegare il suo caso.
Dobbiamo parlarne, confrontarci, imparare a stare nel dialogo per poi arrivare piano piano alla interpretazione giusta.

3️⃣solo dopo c’è la fase in cui si tirano le somme, si decide, si prendono scelte.

👉🏻Ne parliamo per bene nella puntata 145 del podcast :
📍ascoltala su Spotify, Apple
📍o guardala sul canale YouTube ilcorpoelamente

E ricorda: tornare a dividere
👉🏻Sensazioni
👉🏻Interpretazioni
👉🏻E decisioni
✅è il primo ingrediente per ricostruire la fiducia in sè.
✅e la fiducia in sè è necessaria per arrivare a scelte audaci E fondate.
📍Trovi il replay della masterclass sulla fiducia in sè su 👉🏻 link in bio per iscriverti al nostro master sull’audacia.

Ricorda
sentire= sempre vero, hai ragione (sempre)
Interpretare = no, non hai sempre ragione

E tutti siamo qui per imparare

PS: testo scritto da me, senza uso dell’AI.
Il video invece è sempre un opera di quel piccolo genio di sandiego che sperimenta e fa i montaggi cercando nuove direzioni
Lo spezzone in cui parlo è tratto dal video che trovi sul cana

Indirizzo

Rome

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