16/08/2026
Riflessione di una mamma. ❤️
Tommy ha 12 anni e oggi era lì, concentrato a costruire con i LEGO. È bravissimo. Quest’anno inizierà la prima media.
Eppure il suo mondo, per certi versi, è ancora quello di un bambino più piccolo: non parla di calcio, non usa social, guarda Topolino, ama i suoi giochi e si entusiasma per le cose semplici.
Guardandolo ho pensato: forse, se fossimo un po’ più come lui, saremmo persone migliori.
Sui social raccontiamo soprattutto il bello: sorrisi, vacanze, conquiste. Ed è giusto, ma non è tutta la vita. Esistono anche paure, tristezze e pensieri che spesso restano nascosti.
Io sono orgogliosa di mio figlio e felice della nostra vita, ma ho anche paura. La mia più grande è semplice: vorrei vivere il più a lungo possibile per lui. Essere lucida, presente, capace di proteggerlo e difendere i suoi diritti anche quando sarà adulto.
Perché so che un giorno io non ci sarò più.
E questo è ciò che mi spaventa davvero: non il suo autismo, non le sue differenze, ma il pensiero di non poterlo più accompagnare.
Per questo la sfida più grande non è solo renderlo autonomo, ma costruire oggi una rete e un futuro che possano sostenerlo anche senza di me.
Questa è la parte che sui social si vede meno, ma esiste. E raccontarla non è debolezza: è verità.
Intanto lo guardo costruire i suoi LEGO, pezzo dopo pezzo.
E forse devo imparare da lui: non posso costruire tutto il suo futuro oggi, ma posso continuare a mettere, insieme a lui, un mattoncino alla volta. ❤️