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17/10/2026

VANITY FAIR | Valter Longo sui benefici di una dieta della longevità con aggiunta di metionina: «Può far perdere massa grassa senza intaccare quella muscolare e ossea. In più, abbassa il colesterolo e migliora la performance cognitiva». I risultati di un nuovo studio.
“In nuovo studio internazionale, pubblicato dalla rivista scientifica Cell Metabolism e guidato dal professor Valter Longo, direttore del Longevity Institute della USC Leonard Davis School of Gerontology, ha scoperto che una dieta a base di vegetali e con consumo di pesce 2-3 volte alla settimana, povera sostanzialmente di proteine ma associata a piccole quantità di metionina – aminoacido presente soprattutto nei prodotti animali – può stimolare in modo naturale la produzione di Glp-1 (l’ormone intestinale che regola il livello di zuccheri e controlla il senso di sazietà, alla base anche della nuova classe di farmaci per il dimagrimento) e al tempo stesso migliorare la forza fisica, ridurre la massa grassa e aumentare la durata della vita in salute.”
Alice Politi approfondisce la ricerca nell’intervista al Prof. Longo su Vanity Fair. Leggi l’articolo completo: https://www.vanityfair.it/article/valter-longo-sui-benefici-di-una-dieta-della-longevita-con-aggiunta-di-metionina-puo-far-perdere-massa-grassa-senza-intaccare-quella-muscolare-e-ossea (a pagamento).
(Link in bio)
RicercaScientifica

13/10/2026

STAI NUTRENDO - INCONSAPEVOLmENTE - 39 TRILIONI DI BATTERI. LO SAPEVI?
Caro Diario,
Riprendo a vergare le tue pagine dopo tanto tempo.
Posso quasi dire che mi è mancato solcare queste pagine con la penna e sentire che posso affidarti pensieri, riflessioni e dubbi...
È così terapeutica la 😃
Oggi è stata una di quelle giornate in cui sento forte il desiderio di passare ai miei pazienti qualcosa di utile, di vero, di cui possano materialmente e praticamente servirsi.
È entrata in ambulatorio una donna - chiamiamola Anna - Cinquant'anni, insegnante, due figli, una vita iperattiva; proprio piena! Mi ha guardato dritto in faccia e ha iniziato dicendo - con quella stanchezza che conosco bene - "Dottore, io mangio bene ma sto male."
Sei parole.
Ma dentro c'è un mondo, un universo ... camminante. E dolente: gonfiore, irregolarità intestinale, una certa cefalea e quella stanchezza che, si vede, una persona se la trascina da anni.
E la sensazione di fare tutto giusto ...... ma di non capire PERCHE' il corpo non risponde correttamente.
L'ho guardata.
E ho pensato a quanto poco parliamo di ciò che non vediamo.
Ciò che non vediamo ad occhio n**o.
Perché Anna - come me, come te, come tanti - è sempre stata convinta che stava mangiando per nutrisri ... mangiava pensando a se stessa, al suo proprio corpo.
Ma c'è una cosa, caro Diario, che quasi nessuno le ha detto.
NOI non mangiamo MAI solo per noi stessi.
Nel nostro corpo (sopratutto nell'intestino!) vive un intero ecosistema sconosciuto ed invisibile. Per anni, ho detto che le cellule batteriche superano quelle umane in un rapporto di 10 a 1, ma le stime più accurate (lavori del 2016) stimano che il numero di batteri nel corpo di un uomo di 70 kg è di circa 38 trilioni mentre le cellule umane sono circa 30 trilioni.
Anche se non siamo cos' largamente "superati" in termini di numeri, c'è da considerare che siamo (quasi) alla pari.
Ciò vuol dire che quando mangiamo dobbiamo considerare 39 trilioni di bocce fameliche degli esseri che vivono dentro di noi, e dipendono, ogni giorno, da ciò che portiamo dal piatto alla bocca.
Ogni boccone che Anna mangia non nutre solo Anna.
Nutre, invece, i trilioni di ospiti (loro ospiti? Noi ospiti?) che in cambio dovrebbero 8condizionale d'obbligo) produrre alcuni metaboliti anti-infiammatori; dovrebbero modulare il sistema immunitario (che non scoppi una battaglia, per carità!), e possono influenzare sia il nostro umore che il metabolismo..... ad esempio "fregandosene delle chilocalorie", e aumentando la quantità di calorie che assorbiamo indipendentemente della densità calorica di ciò con cui ci nutriamo.
La composizione di questo ecosistema è unica in ogni individuo, e varia significativamente da persona a persona .
E il punto è - caro Diario - che NON scegliamo, a ogni pasto, chi nutrire.
Le fibre (che servono a loro, non a noi), i legumi, le verdure, la roba integrale... ... alimentiamo i batteri che producono quei metaboliti (butirrato, propionato, acetato) che nutrendoo le nostre cellule intestinali, riducono l'infiammazione e proteggono la barriera intestinale.
Ma....... gli zuccheri raffinati, i cibi ultraprocessati, la carenza di fibre ..... alimentiamo "ALTRI" batteri, quelli "proteolitici" (che amano generare putrefazione) e "opportunisti" (si approfittano di noi senza darci nulla in cambio), che producono metaboliti pro-infiammatori, amine volatili, composti solforati..... è l'odore di uova marce di "certe flatulenze" che dovrebbero metterci in allarme, considerando la correlazione con il cancro al colon.

La lezione di oggi non é "morale" ma "ecologica".
Ogni pasto determina chi viene nutrito, chi cresce e chi muore, chi domina e chi invece è costretto ad emigrare.
E' un atto di selezione.
Ma Anna questo non lo sapeva.
Nessuno glielo aveva mai detto.
Le avevano detto "perdi peso" riducendo la quantià dei pasti... .. riducendo le chilocalorie ... .. ma non le avevano detto "sai che stai allevando un ecosistema non proprio amichevole?"

E chi mi legge, chi stai nutrendo?
Perchè se nutri i batteri sbagliati puoi mangiare bene e stare male lo stesso.
E dingrassare.
O dimagrire senza un perchè ...
Anna se n'è andata con qualche indicazione in più.
Con la sensazione, forse, di non essere più sola (o di non esserlo mai stata) a tavola.
E io sono qui - caro Diario - a scrivere queste righe con la speranza che qualcuno, leggendole, guardi il proprio piatto in modo diverso.
Che nasca la consapevolezza cheNESSUNO di noi mangia solo per se stesso/a.
E che nutriamo trilioni di esseri che ci abitano..... e loro, ogni giorno, nutrono noi.
Caro diario, grazie per raccogliere i miei pensieri.
Ti riaprirò domani, spero.
Ti chiudo e ti ripongo.
Perché a quest'ora anche la mia salute vale!

07/10/2026

Una delle cose che ho imparato con l’età, non da uno studio ma semplicemente vivendo, è che non puoi controllare tutto.

La genetica, il caso, la malattia, le persone che ami che invecchiano anche loro: una grande parte di ciò che succede al tuo corpo e alla tua vita resta fuori dalla tua presa, per quanto siano buoni i tuoi dati e i tuoi propositi.

Credere nel controllo assoluto sulla propria biologia significa credere in un’illusione. E funziona solo per un po’ perché la realtà, prima o poi, arriva e contraddice la promessa.

L’alternativa non è darsi meno da fare e affidarsi al destino. È capire cosa puoi controllare e accettare con calma e gratitudine ciò che sfugge al tuo controllo. È facile? No! È una delle cose più difficili da raggiungere ma vale la pena provarci perché in gioco c’è la pace interiore ❤️

29/09/2026

LA METFORMINA "GUARISCE" O NO IL DIABETE TIPO 2?
Caro Diario,
Riprendo a vergare le tue pagine dopo tanto tempo.
Posso quasi dire che mi è mancato solcare queste pagine con la penna e sentire che posso affidarti pensieri, riflessioni e dubbi...
È così terapeutica la 😃
Oggi scrivo con una stanchezza che non è solo mia. È quella che vedo negli occhi dei pazienti che si fidano, che prendono la loro compressa ogni giorno, convinti che quella sia la cura. E io, dall'altra parte, so che non lo è ... .. e il rammarico è grande..
Mi hanno insegnato, e ho insegnato anch'io per anni, che la metformina è il farmaco di prima linea per il diabete di tipo 2. Funziona. Abbassa l'HbA1c (emoglobina glicata) dell'1-1,5% ... migliora la glicemia a digiuno e post-prandiale ...
È economica, sicura.
Ed è il pilastro della terapia!
Ma la verità che nessuno dice ad alta voce è che la non guarisce.
Non ripristina le cellule beta del pancreas che muoiono lentamente.
Non elimina l'insulino-resistenza che sta alla base della malattia.
Quando il paziente smette di prenderla, la glicemia risale.
Questo non è un fallimento del paziente, ma la natura del farmaco: è un farmaco sintomatico.
E lavora sul meccanismo dell'iperglicemia, non sulla causa della malattia.
E in questi giorni che l'ho solo disvelato, diversi utenti della pagina hanno messo in dubbio le mie parole. Un paio anche i miei titoli di studio ...
Se solo sapessero che una revisione del 2020 ha analizzato 18 studi randomizzati controllati su oltre 10.000 pazienti e ha concluso che non ci sono prove chiare che la metformina (in monoterapia) migliori esiti importanti come mortalità, eventi cardiovascolari o qualità della vita .
Certo, non vuol dire che non funzioni sulla glicemia, ma che non sappiamo se cambi davvero la storia della malattia.
E ti ci mantenga li..... a vita.
Finchè muoriamo, e il Signore ci chiama nel mondo dei più.
Eppure la prescriviamo.
Ogni giorno.
A milioni di persone.
Milioni inconsapevoli degli effetti collaterali che nessuno menziona nelle linee guida.
O che vengono relegati a "raro", "infrequente", "da monitorare".
Ckme quelli legati al MALASSORBIMENTO DI B12, come dichiara il Ministero della Sanità UK da giugno 2022, e riconosce la carenza di B12 come un EFFETTO COLLATERALE COMUNE della terapia con metformina a lungo termine.
Le conseguenze?
Astenia, anemia macrocitica, e il peggioramento della neuropatia periferica diabetica. Perché quando un paziente in metformina da anni arriva con formicolio ai piedi, lo specialista automaticamente sospetta sia la neuropatia diabetica.
Non chiede un dosaggio della B12.
E se il paziente assume la B12, la metformina blocca proprio quel meccanismo intestinale che permette di assorbirla.
E la neuropatia avanza.
E come distingui una neuropatia da diabete con una da carenza di B12?
E vogliamo dimenticare il legame tra metformina e ipomagnesiemia noto da decenni?
Il Fremantle Diabetes Study ha mostrato che i pazienti in monoterapia con metformina avevano livelli sierici di magnesio significativamente più bassi rispetto a quelli trattati solo con dieta
Ma c'é anche un effetto sul potassio!
In uno studio su pazienti con diabete di tipo 1, i livelli plasmatici di potassio sono aumentati significativamente durante il trattamento con metformina .
Il magnesio, infatti, è necessario per il ripristino intracellulare del potassio e quando il magnesio è basso, il potassio resta basso nonostante la supplementazione.
È un circolo vizioso.
Ho anche ricevuto un centinaio di domande che vertevano sempre sulla stessa domanda: cosa posso assumere invece della metformina?
E io vorrei dire loro: perchè non incitate gli specialisti a cercare e curare le cause che provocano la iperglicemia e la insulino-resistenza?
Tantissime domande caro diario..... mi sa che dovrò coinvolgere uno o due amici medici che di diabete ne conoscono più di me.
E fornire a loro tempo e spazio per dare tutte le risposte.
Caro diario, grazie per raccogliere i miei pensieri.
Ti riaprirò domani, spero.
Ti chiudo e ti ripongo.
Perché a quest'ora anche la mia salute vale!

25/09/2026

Qualche settimana fa, durante un coaching con un gruppo di farmacisti, ho pronunciato la parola “leadership”. Uno di loro mi ha detto: “Io non sono un leader, sono solo un farmacista.”

Ci ho pensato a lungo, dopo.

Abbiamo ridotto la leadership a una casella organizzativa: ce l’hai solo se hai un titolo, un team che riporta a te. Ma non è una posizione. È ciò che succede ogni volta che il tuo stato — fisico, emotivo, mentale — determina l’esito di una situazione che coinvolge altre persone.

Quel farmacista è un leader ogni volta che un paziente ansioso entra e si affida al suo tono di voce, alla sua calma. Lo sei tu quando decidi come reagire a una giornata storta davanti a tuo figlio. Lo è chiunque guidi anche una sola altra persona — con il proprio stato prima ancora che con le proprie parole.

La domanda giusta non è “sono un leader?”. È: “in che stato sono, quando le persone intorno a me hanno bisogno che io lo sia?”

Il tuo corpo arriva prima delle tue parole. Ed è spesso lui, non loro, a decidere davvero l’effetto che hai sugli altri.

Ne parlo a fondo nel mio nuovo libro, La Biologia della Leadership nelle librerie o negli store online. Link in Bio

21/09/2026

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