IlRimedio Zen

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IlRimedio Zen Il Rimedio Zen è la parte filosofica e ideologica de Il Bosco Alchemico.

01/10/2026

Un nuovo mese, un piccolo promemoria.

20/09/2026

L’edera arriva dopo.
Dopo che una casa è stata abbandonata.
Dopo che un muro ha cominciato a sgretolarsi.
Dopo che un albero è diventato vecchio.
Dopo che il tempo ha fatto il suo lavoro.
E proprio lì, dove qualcosa è stato lasciato andare, lei comincia a crescere, si attacca a ciò che resta, lo percorre, lo ricopre e trasforma ciò che rimane in bellezza.
La si vede abbracciare un albero e si pensa che lo stia nutrendo a proprie spese, che gli sottragga la vita per poter crescere.
L’edera si arrampica sugli alberi, aderisce alla loro corteccia e li utilizza come sostegno, ma non penetra nei loro tessuti per sottrarre loro la linfa.
L’edera non prende la vita dell’albero : prende la sua forma.
E questa distinzione, apparentemente botanica, racconta già qualcosa della sua natura.
L’edera ha bisogno di un sostegno, ma non necessariamente per distruggerlo.
Si appoggia.
Aderisce.
Segue.
Si espande.
E proprio grazie a ciò che trova, costruisce qualcosa di nuovo.
La sua natura può essere accostata alla segnatura di Giove.
Giove è espansione, crescita, abbondanza, ampiezza, capacità di generare e di dare nuova forma alla materia.
Dove prima c’era una superficie nuda, compare una trama vegetale.
Dove c’era una rovina, compare un paesaggio.
Dove il tempo aveva lasciato spogliazione, l’edera porta abbondanza.
Questa può essere letta come una delle sue più belle segnature gioviali:
“la capacità di vedere ancora possibilità là dove noi vediamo soltanto ciò che è finito.”

Se questa scrittura ti interessa clicca sul link per approfondire e leggere l'Articolo completo⤵️
https://www.ilboscoalchemico.it/blog/ledera-attaccarsi-a-cio-che-resta-trasformandone-il-significato-b39.html

17/09/2026

LA VERSATILITÀ DI UNA MATERIA PRIMA BOTANICA SOSTENIBILE
Quando parliamo di ecosostenibilità, spesso pensiamo a ciò che possiamo evitare: meno imballaggi, meno flaconi, meno prodotti da acquistare.
Ma c'è qualcosa che viene prima.
La materia prima.
Quanto è rispettoso dell'ambiente il modo in cui viene ottenuta?
Quanta pianta richiede?
Quali risorse vengono utilizzate?
E soprattutto: quanto possiamo valorizzarla una volta che è arrivata nelle nostre mani?
È da queste domande che nasce la nostra nuova rubrica.
In ogni appuntamento partiremo da una o più materie prime botaniche del Bosco Alchemico per esplorarne le possibilità di utilizzo e trasformarle in semplici preparazioni per la cura quotidiana.
Per cominciare abbiamo scelto:
🌿 Idrolato di Alloro
🌿 Estratto idroalcolico di Salvia 65°
Due materie prime, cinque preparazioni:
→ deodorante aromatico
→ acqua per il cavo orale
→ lozione per capelli
→ spray per i piedi
→ acqua dopobarba
Perché per noi l'ecosostenibilità non significa soltanto comprare meno.
Significa anche scegliere materie prime ottenute con rispetto e imparare a valorizzarle in più modi.
Non si tratta di fare di più.
Si tratta di usare meglio.
✨ Nel nuovo articolo del blog trovi le caratteristiche delle due materie prime e le cinque preparazioni clicca su questo link per cimentarti ⤵️
https://www.ilboscoalchemico.it/blog/la-versatilita-di-una-materia-prima-botanica-sostenibile-b38.html

La sostenibilità comincia dalla materia prima e continua nel modo in cui scegliamo di utilizzarla.

13/09/2026

La luce si accorcia.
La terra rallenta.
Le foglie lasciano andare.
È il tempo in cui la natura
non trattiene più ciò che ha compiuto il suo ciclo.
Settembre brucia la forma,
lascia l’essenziale.
Ci insegna a lasciare andare
senza avere paura di ciò che rimane.
Perché ogni fine,
quando sa bruciare fino in fondo,
non è una perdita.
È una trasformazione.

09/09/2026

Il Nocciolo, che abbiamo appena incontrato come Albero della Soglia, ritorna nel laboratorio in una forma diversa: non più soltanto come pianta da osservare e trasformare, ma attraverso il suo frutto, il suo seme e l'olio che da esso si libera.
Ciò che era custodito viene reso disponibile alla trasformazione, cercando di rispettare ciò che la pianta ha da esprimere.
In questi giorni stiamo ultimando tre nuovi Oleoliti Spagirici.
In uno di essi, basato sui principi di mercurio, abbiamo scelto di utilizzare l'olio di Nocciolo ottenuto attraverso la spremitura delle nostre nocciole.
Non è stata una scelta casuale.
Nella visione spagirica, infatti, la scelta di una materia prima non riguarda soltanto le sue caratteristiche fisiche: anche la segnatura e le affinità tra le piante possono entrare in dialogo all'interno di una preparazione e il Nocciolo porta con sé una segnatura mercuriale, affine a quella delle quattro piante che sono alla base di questo Oleolito.
È proprio questa corrispondenza che ha portato a sceglierlo come parte della sua preparazione.
Così, ancora una volta, il lavoro spagirico diventa un lavoro di relazione: tra le piante, tra le loro segnature, tra la materia e la trasformazione.
Tre Oleoliti stanno prendendo forma.
Uno porta con sé anche l'essenza oleosa del nostro Nocciolo.
Presto vi racconterò quali sono.

01/09/2026

Una manciata di nocciole.
La terra sotto i piedi.
L'acqua che possiamo ancora bere.
Un corpo che respira.
La possibilità di esserci, oggi.
Non per dimenticare il dolore del mondo,
ma per ricordarci che la gratitudine non è indifferenza.
È presenza.

15/08/2026

È molto vicino a quel principio zen secondo cui l'illuminazione non ci sottrae alla vita quotidiana.
Dopo una grande esperienza, una perdita, una conquista, una trasformazione interiore, il mondo non cambia necessariamente aspetto.
Devi ancora lavare i piatti.
Devi ancora lavorare.
Devi ancora prenderti cura della terra.
Devi ancora portare l'acqua.
E proprio lì sta la pratica.
C'è anche qualcosa di potentemente alchemico: non aspettare il momento straordinario per trasformarti.
La trasformazione avviene mentre continui a compiere i gesti ordinari, stagione dopo stagione.
Prima di Ferragosto, prepari.
Dopo Ferragosto, continui.
La saggezza, in fondo, non consiste nel trovare finalmente qualcosa che ci permetta di smettere di fare ciò che facciamo.
Consiste nel fare la stessa cosa con una
consapevolezza diversa.
E forse è proprio questo il senso più bello della frase:
non c'è un "dopo" in cui finalmente comincia la vita.
La vita è anche questo: tagliare la legna e portare l'acqua.

09/08/2026

Così come il rosmarino è stato fermentato, distillato, e ciò che ha lasciato è diventato il veicolo per accogliere una nuova raccolta, anche noi, nel corso della vita, veniamo attraversati da processi di trasformazione.
Ogni esperienza lascia qualcosa.
Ci sono momenti in cui fermentiamo, ci trasformiamo, lasciamo andare una parte di ciò che eravamo. E ciò che rimane diventa la materia con cui affrontiamo il passaggio successivo.
Non siamo mai gli stessi di prima, ma non siamo nemmeno mai completamente nuovi.
Come questa pianta, portiamo con noi ciò che abbiamo attraversato e impariamo a trasformarlo in qualcosa che possa arricchire il nostro cammino.
Perché non ricominciamo mai davvero da capo.
Torniamo sempre a noi stessi, con qualcosa in più.
Solve et coagula. 🌿

Indirizzo

Salerno

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