Osteopata Manuela Di Vito

Indicazioni Sito Web Contatta l'azienda

Osteopata Manuela Di Vito Osteopata, specializzata nel trattamento in età adulta e pediatrica, formata presso AbeOs, istituto riconosciuto e certificato ROI.

🌓Conosciamo la Luce attraverso la presenza del Buio.Conosciamo la Gioia attraverso la presenza del Dolore.Conosciamo il ...
05/10/2026

🌓

Conosciamo la Luce attraverso la presenza del Buio.
Conosciamo la Gioia attraverso la presenza del Dolore.
Conosciamo il Vuoto attraverso la presenza del Pieno.

Sono le polarità a chiarire l’identità delle cose.

E poi c’è il mezzo.

E tra il bianco e il nero,
infinite sfumature.

La Magia del Corpo.

Le cicale, durante l’ultima muta, abbandonano il loro esoscheletro sugli alberi ed emergono nella forma adulta: con le a...
29/09/2026

Le cicale, durante l’ultima muta, abbandonano il loro esoscheletro sugli alberi ed emergono nella forma adulta: con le ali.

La trasformazione, a volte, lascia dietro di sé una forma che ha reso il suo servizio e non serve più.

In questi giorni ho avuto voglia di scrivere. E altrettanta voglia di rispettare un tempo che sentivo necessario: quello...
14/09/2026

In questi giorni ho avuto voglia di scrivere. E altrettanta voglia di rispettare un tempo che sentivo necessario: quello dell’intimità.

L’intimità dei passaggi. Di un viaggio. Degli incontri. Della costruzione di qualcosa che ancora non ha nome.

Non ho aggiornato le mie storie con la tempestività di sempre, eppure ho vissuto moltissimo — con un’intensità che, invece di portarmi altrove, mi ha chiesto di esserci ancora di più.

Presenza.
È questa la parola che sta attraversando il mio anno.

Mentre scrivo sono in aeroporto, diretta verso la Sardegna. Torno a formarmi. Torno ad accrescere il mio percorso personale — e, inevitabilmente, anche quello professionale.

L’ho sempre detto: la mia vita personale e quella lavorativa non hanno mai viaggiato a velocità diverse. Quello che vivo entra in ciò che faccio. Quello che attraverso cambia il mio modo di esserci, prima ancora del mio modo di lavorare.

Oggi questo è ancora più vero.

E poi c’è dell’altro. Qualcosa che aspetto di concretizzare da almeno cinque anni.
Ma non è ancora il momento di raccontarlo.

Come nelle gestazioni più belle, alcune cose hanno bisogno di essere custodite prima di poter essere mostrate. E questa volta voglio concedermi proprio questo: vivere prima, raccontare dopo.

In un’epoca di sovraesposizione, in cui sembra che ciò che non mostriamo non sia accaduto, scegliere di restare pienamente dentro ciò che si vive è un piccolo atto rivoluzionario.

Forse è anche una delle forme più belle di intimità.

Ho messo la sveglia qualche minuto prima, semplicemente per ammirare e assaporare la bellezza del giorno che sorge.Non d...
01/09/2026

Ho messo la sveglia qualche minuto prima, semplicemente per ammirare e assaporare la bellezza del giorno che sorge.

Non dovevo andare al lavoro.
Non c’era nessuna routine da seguire.

Volevo solo essere lì, presente, per celebrare l’arrivo di settembre.

Sono stati mesi intensamente vissuti, pieni di giornate belle.
Lo studio si è riempito di persone, ma così anche la mia vita: incontri, partenze, ritorni, sorprese.

E forse ciò che più di tutto porto con me, oggi, è una consapevolezza semplice e potentissima:

tutto è ciclico.
e niente, niente è per sempre.

Così, mentre preparo il mio caffè e scrivo ad alcune delle persone che ho ritrovato proprio in questo tempo in cui ho scelto di controllare un po’ meno e affidarmi un po’ di più, respiro.

E sento entusiasmo.

Non vedevo l’ora che arrivasse settembre.

Il mio corpo, la mia mente, ogni parte di me chiedeva autunno.
Chiedeva un’aria diversa, nuovi ritmi, altri colori.

E in questi ultimi giorni d’estate continuerò a lasciarmi guidare da qualcosa che non si governa con un business plan e nemmeno con la mente.

Qualcosa che sento nel profondo.
Che mi orienta.
A cui scelgo di affidarmi.

Poi, certo, c’è anche tanto da fare.

E arriveranno novità meravigliose, capaci di mettere finalmente il fiocco ad anni di ricerca, clinica, formazione e, soprattutto, vita.

Non vedo l’ora di condividerle e viverle insieme.

Ben arrivato, settembre.

Ti accolgo con i tuoi buoni frutti, con i tramonti saporiti d’arancio e con quel profumo di bosco che sa già un po’ di casa 🙏

Mi soffermo al calare della sera, dopo giornate intense di persone da ascoltare, coccolare, accudire... Faccio un bel re...
24/08/2026

Mi soffermo al calare della sera, dopo giornate intense di persone da ascoltare, coccolare, accudire...

Faccio un bel respiro e, ascoltando il cambiamento d’umore che ho percepito in queste ore, mi rendo conto che questo accade quando manco a me stessa.

Mancare a me stessa significa riempire le giornate di cose da fare, di pazienti da visitare, e non avere poi il tempo per soffermarmi sul mio corpo.

Quindi mi fermo, mi siedo — come se fossi una principessa — faccio un bel respiro e mi chiedo cosa sto sentendo adesso.

E in questo Agosto ricco di bellezza il mio corpo percepisce paura. Paura di cambiare, di muovermi, di fare, di diventare.

Paura di affidarmi.

E allora penso a tutte le volte che una persona arriva da me e si affida. Io spero che il momento che separa il varcare la soglia dello studio dallo sdraiarsi sul lettino — prima che le mie mani arrivino a cura — sia il più presente possibile.

Perché affidarsi significa “io affido a te la mia vita”, e affidarsi è un po’ come quando ci si innamora.

Di nuovo.

E allora faccio un altro respiro, saluto il Sole che dà spazio alla sua Luna.

E domani è un nuovo giorno.

Stamane ho sentito il mio corpo tremare mentre venivo a trovarti, papà.I passi sul viale del tramonto hanno una cadenza ...
18/08/2026

Stamane ho sentito il mio corpo tremare mentre venivo a trovarti, papà.

I passi sul viale del tramonto hanno una cadenza tutta loro.

Ero solita portare con me un caffè e qualcosa da mangiare, per far colazione insieme ma negli anni ho ridotto tutto ad un incenso. Incontri come il nostro lasciano un gran profumo nel vento.

Mentre venivo a te sentivo il corpo contrarsi, le gambe diventare fragili ed il passo non era più leggero.

Un’amica ha messo la mano sulla mia spalla e ad un tratto ho sentito qualcosa dentro tremare fino alle mie mani.

Avrei voluto raccontarle di quanto io abbia avuto bisogno di tempo e di distanza, non so ancora precisamente per quale ragione ma di certo oggi, nell’anno 13 dal tuo andare, so che il dolore che ho provato é stato grande. Troppo per me.

Ora lo vedo, ho sempre detto che era giusto così ma non lo è stato affatto.

Davanti a te oggi ho posato la testa sulla spalla di mamma che presto si è scansata e ha fatto per andar via.

Ho sofferto molto negli anni per questo, oggi so che non è stato per mancanza di affetto ma per incapacità a sostenere il dolore di una figlia. Incapacità significa non riuscire più a contenere, aver esaurito lo spazio di tolleranza. Di capienza massima.

È così che scopro la compassione.

Ho cercato una nostra foto e il tempo ha cancellato la memoria, ma solo quella del telefono.

L’Amore resta, e mi do il diritto di credere che a-mors deriva da qualcosa che non muore. Che non si vede ma c’è e se c’è diventa parte del tutto e come l’aria ci unisce in Uno.

È grazie a te che credo nell’invisibile.

Oggi posso trovarti nelle nuvole del cielo, nelle notti stellate o nella goccia di rugiada che bagna i fili d’erba ai miei piedi quando mi sveglio ed osservo il sole levarsi in cielo.

Ho scoperto che anche al sole piace alzarsi con calma, mentre quando è ora di darsi alla Luna ha più fretta.

Ho imparato a dare spazio al mio dolore, e quando arriva il pianto non lo tengo più per me ma lo regalo al mondo, che possa ogni mia lacrima nutrire il fertile terreno che la Vita ha preparato per noi.

Poi nascono i Fiori.
Ed è di nuovo primavera.
Ed è sempre Amore.

Certa che ci sia un oltre.
Certa che tu ci sei.

Sono suonate da un po’ le otto.E dico suonate, perché nel mio paese le campane suonano ancora.Ho un ricordo chiarissimo....
09/08/2026

Sono suonate da un po’ le otto.

E dico suonate, perché nel mio paese
le campane suonano ancora.

Ho un ricordo chiarissimo.
Avrò avuto sei, sette anni.
Passavo tutta l’estate dalla nonna,
e la domenica sera, quando suonavano le otto, accompagnavo il mio papà verso l’automobile.

Lui doveva tornare in città, al lavoro.

Per me quella campana
non era un suono bello.
Era il momento esatto in cui
ci saremmo separati.

In effetti, il mio corpo per anni
ha associato quel suono
ad una sensazione
di profonda tristezza.

Però allora si poteva aspettare.
Perché il sabato lui tornava.
Tornava e mi portava dei libri.
Ho sempre amato leggere.

Ancora oggi, quando sento
quella campana delle otto,
quel ricordo torna.

Enon torna da solo: torna con
tutto l’amore che mi lega al mio papà.

Vi racconto questa storia perché
qualche giorno fa ho fatto una
bellissima chiacchierata con mio zio.

Mi chiedeva di me. Dei miei spostamenti,
dei miei movimenti — i viaggi per il mondo
e anche quelli interiori.

E con delicatezza si chiedeva: com’è la tua vita?
Ci sono radici?
Sì. Ci sono.

È vero che viaggio,
che mi muovo molto,
Che incontro persone,
faccio esperienze,
cambio.

Ma poi il mio corpo sa dove vuole tornare.

E quando torno
non sono mai la stessa.
Ma una cosa non cambia:
la sensazione di appartenenza,
ed amore immenso.

Le idee cambiano, le distanze cambiano.
L’amore è la costante che ci accomuna,
indipendentemente da tutto.

Non a caso la mia frase preferita di ora é:
Per ogni domanda, l’amore è la risposta.

Non invidio le vite lineari. Mi emozionano quelle che imparano a trovare armonia anche tra le pause.E se dovessi disegna...
02/08/2026

Non invidio le vite lineari. Mi emozionano quelle che imparano a trovare armonia anche tra le pause.

E se dovessi disegnare la mia vita, non traccerei una linea. Somiglia di più ad uno spartito.

Ci sono stati tempi di accelerazione e altri di forti battute d’arresto. Un po’ come in musica: un continuo ba***re e levare.

A volte è stato il mio corpo a chiedermi di fermarmi. Altre volte sono state relazioni nelle quali, senza accorgermene, finivo per allontanarmi da me.

Oggi sento che il passo è diverso.

Non perché sia tutto semplice. Anzi. Ma perché non sto più camminando contro me stessa.

In questi giorni mi è tornata in mente una parola: riflessione.

Riflettere deriva dal latino reflectere, che significa “piegare verso di sé”, “riportare indietro”. Mi piace pensare che riflettere sia proprio questo: permettere a ciò che incontriamo fuori di tornare dentro di noi, fino a trasformare il nostro modo di guardare la vita.

Integrare.

Forse è anche per questo che la natura continua a insegnarmi così tanto.

Nel mare mi esploro. In montagna mi abito.

Il mare mi invita a conoscere parti nuove di me. La montagna, invece, mi restituisce a me stessa. Qui il silenzio non riempie i vuoti: mi ricorda ciò che c’è già.

E allora mi accorgo che non sto più cercando una vita diversa.

Sto semplicemente andando incontro alla mia.

🌱 Se anche tu senti il bisogno di tornare ad abitarti, l’8 agosto ci prenderemo qualche ora per farlo insieme, immersi nella natura del Parco Nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise. Un tempo lento, per ascoltare il corpo, il silenzio e ciò che, forse, da troppo tempo aspetta di essere accolto. Scrivimi se vuoi informazioni.

02/08/2026

Ieri ho detto ad alta voce “che vita meravigliosa”.
E mi tremava il cuore 🩷
perché la mia storia la conosco.

Questo video è quello che ho visto quando ho smesso di guardare il palco e ho guardato le persone.

Siamo vivi ma non lo sappiamo.

Non è un discorso motivazionale. È solo quello che mi ricordo tre volte al giorno, prima dei pasti.

Assapora la bellezza di un tramontoSenza chiederti quandoil sole ed il cielo doneranno la più bella mescolanza.Dai pazie...
03/05/2026

Assapora la bellezza di un tramonto
Senza chiederti quando
il sole ed il cielo doneranno
la più bella mescolanza.

Dai pazienza ai tuoi occhi
E nutri i sensi di attimi.

Respira sotto ad un albero,
cammina a piedi autentici.

Scalza il cuore.

E senti,
senti il corpo.
Lui sa, lui dice.
Lascia che parli,
Che ti raggiunga
e che ti esprima.

Perdi il controllo,
torna al contrario.

Non è detto che è così com’è è
è cosi come è per te.

Indirizzo

Piazza Seneca 3
Sulmona
67039

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Osteopata Manuela Di Vito pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Osteopata Manuela Di Vito:

Scelte rapide

Condividi