Rescogitata Eva Valeriani

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Rescogitata Eva Valeriani Valorizza le tue Risorse - Sviluppa le tue Competenze - Gestisci i momenti di difficoltà Eccoti. Esattamente come il senso del progetto-percorso rEscogitata.

Se stai ancora leggendo questa sezione è perché hai voglia di saperne di più: spero di riuscirti a trasmettere il senso del progetto-percorso “rEscogitata”. Vorrei cominciare da queste parole di Kierkegaard:

“Se dovessi augurarmi qualcosa, non mi augurerei ricchezza e potere, ma un appassionato senso del potenziale, di avere un occhio che, sempre giovane e ardente, vede il possibile.”

Ci può accadere, in alcuni momenti, di sentirci particolarmente fragili, di sentirci bloccati all’interno di un momento critico – una decisione difficile da prendere, un rapporto conflittuale in coppia, in famiglia o con i colleghi di lavoro, una separazione da affrontare, un lutto da elaborare. Queste e molte altre “circostanze” che fanno parte della nostra esistenza le percepiamo come ostacoli che non ci permettono di “vedere il possibile”, la famosa “via d’uscita”. Potremmo allora dire che sentiamo che il “possibile” non è in nostro potere, non dipende cioè da noi, e che soltanto “rimuovendo il problema” potremo sentirci liberi. Ma, come dice Carl Rogers…

“Punto focale è l’individuo, non il problema. Lo scopo non è quello di risolvere un problema particolare, ma di aiutare l’individuo a crescere perché possa affrontare sia il problema attuale, sia quelli successivi in maniera più integrata.”

Il mio intervento di consulenza non ha come obiettivo quello di darti consigli, effettuare diagnosi, instaurare un rapporto terapeutico, ma quello di ascoltarti, di accompagnarti nella valorizzazione delle tue risorse personali, di aiutarti a comprendere la tua “circostanza” e a gestire in maniera autonoma le criticità che questa presenta e le responsabilità che questa comporta. Se ci pensi, nella radice etimologica di “possibile” c’è il verbo “potere”: il possibile non è necessariamente un destino che si compie indipendentemente da noi ma è anche qualcosa che noi possiamo decidere di attuare. Il “senso del potenziale” potrebbe allora essere inteso come il prendere progressivamente consapevolezza di noi, delle nostre risorse e del significato profondo delle nostre scelte, attraverso lo sviluppo delle competenze personali, all’interno di quello che oggi viene chiamato “progetto di vita”. Un’idea integrata della persona, della sua complessità come unità biologica, psichica e sociale, della sua specificità come intelligenza soggettiva perché, ancora seguendo le parole di Rogers

“in ogni organismo, uomo compreso, c’è un flusso costante teso alla realizzazione costruttiva delle sue possibilità intrinseche, una tendenza naturale alla crescita.”

Se stai continuando a leggere, magari ora (o forse fin dall’inizio, e hai saltato tutti i passaggi fino a qui) ti starai chiedendo quali siano le “competenze emotive, relazionali e cognitive” di cui parlo. Mi riferisco a quelle comprese nel quadro delle “life skills” o “soft skills”, così come delineate dall’OMS e dall’OCSE, cioè quelle “competenze per la vita” sintetizzabili in: consapevolezza di sé, gestione delle emozioni, gestione dello stress, empatia, comunicazione efficace, relazioni efficaci e cooperative, gestione dei conflitti, risoluzione dei problemi, decisionalità, pensiero critico, pensiero creativo, capacità di definire e realizzare programmi di vita e progetti personali, capacità di difendere e affermare i propri diritti, interessi, responsabilità, limiti e bisogni. Competenze sociali e relazionali che, sempre secondo l’OMS, “è necessario apprendere per mettersi in relazione con gli altri e per affrontare i problemi, le pressioni e gli stress della vita quotidiana”. Competenze e abilità che concorrono al “pieno sviluppo della persona umana”. Ed è a questo punto che voglio parlarti di un altro tassello del progetto rEscogitata. Se si tratta di “competenze sociali e relazionali che permettono ai ragazzi di affrontare in modo efficace le esigenze della vita quotidiana, rapportandosi con fiducia a se stessi, agli altri e alla comunità” e se “la mancanza di tali skills socio-emotive può causare, in particolare nei giovani, l’instaurarsi di comportamenti negativi e a rischio in risposta agli stress” (linee guida OMS), è chiaro che attenzione particolare deve essere data alla “persona umana” nel suo sviluppo di crescita. Per questo rEscogitata è anche , un progetto pensato per accompagnare il processo di autorientamento dei ragazzi in momenti specifici del loro percorso di vita (orientamento scolastico, orientamento post diploma, orientamento professionale): un progetto di sé, alla scoperta del “valore esistenziale” che determinate scelte implicano. La “costruzione di competenze” in questo senso si radica all’interno di un’indagine gradualmente sempre più profonda delle proprie risorse e potenzialità (il “senso del potenziale”…); una pratica costante e competente di “adeguamento attivo e qualificante” (Batini) alla pluralità di sollecitazioni che derivano dal semplice muoversi all’interno del “mondo della vita” con senso critico e responsabilità. La chiave, ancora una volta, è quella di sapersi porre in relazione con se stessi e con gli altri scoprendo anche la dimensione della cittadinanza attiva: il proprio contributo nella società come progetto di sé nella società. E per questo rEscogitata è anche , un progetto di Filosofia con i bambini, perché l’autopercezione e l’autonomia cognitiva vanno scoperte, nutrite e sostenute a partire dall’infanzia. Perché, come già detto sopra, “in ogni organismo, uomo compreso, c’è un flusso costante teso alla realizzazione costruttiva delle sue possibilità intrinseche, una tendenza naturale alla crescita”, la stessa tendenza naturale nella formazione dell’uomo come persona si riscontra nell’interrogarsi sul mondo, nell’interrogarsi su di sé. E per questi interrogativi è determinante non ricevere risposte preconfezionate, ma saper trovare la propria risposta alla domanda di senso, anche e soprattutto ponendosi in dialogo con l’altro (e con l’alterità) e facendo esperienza di un senso che si costruisce insieme. Eva Valeriani

"Poiché la disperazione era un eccesso che non gli apparteneva, si chinò su quanto era rimasto della sua vita, e riinizi...
17/10/2026

"Poiché la disperazione era un eccesso che non gli apparteneva, si chinò su quanto era rimasto della sua vita, e riiniziò a prendersene cura, con l'incrollabile tenacia di un giardiniere al lavoro, il mattino dopo il temporale."

Alessandro Baricco

Trust the process.Gli effetti della dose di hegelismo distribuita in una delle mie quinte anche quest'anno si fanno sent...
16/10/2026

Trust the process.
Gli effetti della dose di hegelismo distribuita in una delle mie quinte anche quest'anno si fanno sentire.

Hegel è come un farmaco ad effetto latente: benché somministrato con regolarità necessita di tempo per mostrare i primi benefici significativi.

Certo assumerlo può creare effetti indesiderati, soprattutto a causa della sua componente di coscienza infelice; tuttavia sul medio/lungo periodo il pharmakon fa il suo effetto, e si comincia a leggere ogni momento critico come necessaria dinamica esistenziale.

P.s. Nessuno studente è stato maltrattato durante la lezione.
P.p.s. Grazie a Carol, Sofia e Valentina per il suggerimento.

🙏

"Bisogna, alle cose,lasciare la propria quieta, indisturbata evoluzioneche viene dal loro internoe che da niente può ess...
12/10/2026

"Bisogna, alle cose,
lasciare la propria quieta, indisturbata evoluzione
che viene dal loro interno
e che da niente può essere
forzata o accelerata.
Tutto è: portare a compimento
la gestazione
e poi dare alla luce.
Bisogna avere pazienza
verso le irresolutezze del cuore
e cercare di amare le domande stesse
come stanze chiuse a chiave e come libri
che sono scritti in una lingua che proprio non sappiamo.
Si tratta di vivere ogni cosa.
Quando si vivono le domande,
forse, piano piano, si finisce,
senza accorgersene,
col vivere dentro alle risposte
celate in un giorno che non sappiamo."

Rainer Maria Rilke

E tutte queste cose.Le cose che fa fanno la domenica.La tazzina sbeccata che è diventata palmo di terra per un morso di ...
11/10/2026

E tutte queste cose.
Le cose che fa fanno la domenica.
La tazzina sbeccata che è diventata palmo di terra per un morso di vita vegetale.

Il padre cactus che si esprime a piccoli torrioni, vive da ogni lato e sorge di spazi inaspettati.

La luce lenta di un mezzogiorno d'ottobre che protegge me, noi.
E tutte queste cose.

Prima del perché viene spesso un’altra domanda:Come mi sento esattamente?Dare parole a ciò che proviamo non significa se...
08/10/2026

Prima del perché viene spesso un’altra domanda:

Come mi sento esattamente?

Dare parole a ciò che proviamo non significa semplicemente “sfogarsi”.

Può essere il primo passaggio per trasformare un’esperienza emotiva in qualcosa che possiamo osservare, condividere e pensare.

Perché un’emozione può contenere un modo di guardare ciò che ci sta succedendo, ciò che temiamo, ciò che desideriamo, ciò che per noi conta.

Nel nuovo articolo del mio blog parto proprio da qui, intrecciando pratica filosofica, linguaggio ed emozioni, con un riferimento a Martha Nussbaum e Spinoza.

“Imparare a parlare delle proprie emozioni: quando il sentire diventa pensiero”

Per leggere l'articolo clicca qui: https://www.rescogitata.com/parlare-delle-proprie-emozioni/

𝐏𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫𝐜𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐜𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 "𝐜𝐨𝐬𝐢̀" 𝐟𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐝𝐨𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐜𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨.Ci sono emozioni che sapp...
08/10/2026

𝐏𝐫𝐢𝐦𝐚 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐞𝐝𝐞𝐫𝐜𝐢 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐜𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨 "𝐜𝐨𝐬𝐢̀" 𝐟𝐨𝐫𝐬𝐞 𝐝𝐨𝐛𝐛𝐢𝐚𝐦𝐨 𝐢𝐦𝐩𝐚𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐝𝐢𝐫𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐞 𝐜𝐢 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐚𝐦𝐨.

Ci sono emozioni che sappiamo riconoscere facilmente, altre che invece rimangono a lungo senza parole.

Possiamo sapere che qualcosa ci fa stare male senza riuscire a dire se siamo arrabbiati, delusi, feriti, impauriti, soli. E quando non riusciamo a nominare ciò che proviamo diventa più difficile anche comprenderlo e comunicarlo agli altri.

Per questo parlare delle proprie emozioni non significa semplicemente “sfogarsi”: vuol direi fare un primo passo nel passaggio dal sentire al pensare.

Dare un nome a ciò che proviamo ci permette di creare una piccola distanza dall’emozione senza negarla. E proprio in quella distanza può aprirsi la possibilità di interrogarci: che cosa sta accadendo? Che significato ha per me? Che cosa sto interpretando? Di che cosa ho bisogno?

La filosofia può aiutarci anche qui: non a trovare subito una risposta ma a imparare a distinguere, a non confondere il sentire con l’interpretazione, a fare delle nostre esperienze qualcosa che possiamo finalmente pensare.

Ho scritto un nuovo articolo per il blog di rEscogitata, "𝐈𝐦𝐩𝐚𝐫𝐚𝐫𝐞 𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐥𝐚𝐫𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐫𝐢𝐞 𝐞𝐦𝐨𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢: 𝐪𝐮𝐚𝐧𝐝𝐨 𝐢𝐥 𝐬𝐞𝐧𝐭𝐢𝐫𝐞 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚 𝐩𝐞𝐧𝐬𝐢𝐞𝐫𝐨"
https://www.rescogitata.com/parlare-delle-proprie-emozioni/

Buona lettura.

Prima di chiederci perché proviamo qualcosa, possiamo imparare a dire che cosa stiamo provando. Un articolo sul rapporto tra emozioni, linguaggio e pensiero.

TRA NOI - presentazione percorso genitori𝐏𝐫𝐞𝐧𝐨𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐨𝐛𝐛𝐥𝐢𝐠𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 · 𝐦𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝟏𝟐 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐧𝐭𝐢.𝐏𝐞𝐫 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐯𝐢𝐦𝐢 𝐢𝐧...
06/10/2026

TRA NOI - presentazione percorso genitori

𝐏𝐫𝐞𝐧𝐨𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐨𝐛𝐛𝐥𝐢𝐠𝐚𝐭𝐨𝐫𝐢𝐚 · 𝐦𝐚𝐬𝐬𝐢𝐦𝐨 𝟏𝟐 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐧𝐭𝐢.
𝐏𝐞𝐫 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐞𝐜𝐢𝐩𝐚𝐫𝐞 𝐬𝐜𝐫𝐢𝐯𝐢𝐦𝐢 𝐢𝐧 𝐩𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐨, 𝐬𝐮 𝐖𝐡𝐚𝐭𝐬𝐀𝐩𝐩 𝟑𝟐𝟎 𝟏𝟓𝟒 𝟑𝟔𝟐𝟐 𝐨 𝐯𝐢𝐚 𝐦𝐚𝐢𝐥.

Ci incontriamo:
𝐆𝐢𝐨𝐯𝐞𝐝𝐢̀ 𝟖 𝐨𝐭𝐭𝐨𝐛𝐫𝐞 · 𝐨𝐫𝐞 𝟏𝟖:𝟑𝟎
📍 𝐫𝐄𝐬𝐜𝐨𝐠𝐢𝐭𝐚𝐭𝐚 · 𝐏𝐢𝐚𝐳𝐳𝐚 𝐄𝐮𝐫𝐨𝐩𝐚 𝟓, 𝐓𝐞𝐫𝐧𝐢
Un 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐧𝐭𝐫𝐨 𝐠𝐫𝐚𝐭𝐮𝐢𝐭𝐨 per conoscere il metodo, sperimentare un primo momento di confronto e scoprire il percorso.

Ora come allora.
05/10/2026

Ora come allora.

Il conforto inatteso.Le cose che fanno la domenica.Il "gattonzio" che mi ha visto da lontano e si avvicina per prendersi...
12/07/2026

Il conforto inatteso.
Le cose che fanno la domenica.

Il "gattonzio" che mi ha visto da lontano e si avvicina per prendersi qualche manciata di carezze a calore umano.

Il conforto inatteso e docile che mi deriva dall'accarezzarlo, senza che in questo vi sia una stratificazioni di sentimenti, simboli, significati, detti e non detti ma la semplice pienezza dell'azione che ha senso in sé stessa e dona tutto quello che può e riceve essendo tutto quello che può nell'attimo stesso e spesso di un mezzogiorno di luglio.

Mio marito che torna con sottobraccio la tavoletta del water da sostituire e una frittura di pesce che afferma l'abbia chiamato per nome facendolo avvicinare al bancone e chiedendo di essere portata a casa.

Mia figlia che parla al telefono con una sua amica da un'ora e mezzo chiusa in camera sua dove probabilmente al momento fioriscono i quarantacinque gradi dietro alle persiane, ma dietro e dentro si sente il fruscio del mare.

Indirizzo

Piazza Europa N. 5/scala B (ex Palazzo Morandi)
Terni
05100

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