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“Sta sempre storto”: ma è davvero scoliosi?Una postura scorretta e una scoliosi non sono la stessa cosa. La scoliosi è u...
08/10/2026

“Sta sempre storto”: ma è davvero scoliosi?

Una postura scorretta e una scoliosi non sono la stessa cosa. La scoliosi è una deformità tridimensionale della colonna che può manifestarsi con alcuni segnali, come spalle o scapole asimmetriche, bacino inclinato o una maggiore prominenza di un lato del torace.

Durante la crescita, riconoscere questi segnali e approfondirli con una valutazione può essere importante per capire quale sia il percorso più adatto.

Il fisioterapista può valutare mobilità, forza, controllo motorio, equilibrio, respirazione e possibili compensi, per costruire un programma personalizzato.

👉 Scorri il carosello per saperne di più e imparare a distinguere una semplice postura scorretta da ciò che merita una valutazione.

06/10/2026

Schiena storta = scoliosi? ❌ Non necessariamente.

Durante la giornata bambini e ragazzi possono assumere posture scorrette, soprattutto quando stanno seduti, studiano o utilizzano dispositivi.

Ma una cattiva postura non significa automaticamente avere una scoliosi.

Ci sono alcuni segnali che è utile non ignorare: una spalla più alta, scapole asimmetriche, bacino inclinato o una diversa prominenza del torace.

Il punto non è cercare di “raddrizzare” la postura a tutti i costi, ma capire cosa sta succedendo e, quando necessario, fare una valutazione.

La crescita è un momento importante per prendersi cura della colonna. 💙

“Quando torneremo alla normalità?”Forse la domanda da farsi nel post parto non è quando, ma come vogliamo ripartire insi...
01/10/2026

“Quando torneremo alla normalità?”

Forse la domanda da farsi nel post parto non è quando, ma come vogliamo ripartire insieme.

Perché il cambiamento non riguarda solo il corpo della donna: cambia il desiderio, cambiano le energie, cambiano le priorità e, inevitabilmente, cambia anche la dinamica della coppia.

E spesso il partner vorrebbe aiutare, ma non sa come farlo.

Non servono gesti perfetti. Servono dialogo, ascolto, pazienza e la libertà di rispettare i tempi di chi sta attraversando questo cambiamento.

L’intimità non deve necessariamente ricominciare dai rapporti: può ripartire da un abbraccio, da una carezza, da un momento di vicinanza senza aspettative.

E se c’è dolore o difficoltà, chiedere aiuto non significa che qualcosa non va nella coppia. Significa scegliere di prendersene cura. Insieme. 🌱

Salva il carosello e mandalo al tuo partner: potrebbe essere un buon punto di partenza per parlarne.

29/09/2026

“Quando torniamo alla normalità?”

È una domanda che sento spesso dalle coppie nel post parto. ❤️

Ma forse la risposta è proprio questa: non c’è una “normalità” a cui tornare. C’è un nuovo equilibrio da costruire, insieme.

Dopo il parto il corpo ha bisogno di tempo. Se stai allattando, la riduzione degli estrogeni può contribuire a secchezza, maggiore fragilità dei tessuti, dolore e calo del desiderio.

E no, non significa che ci sia qualcosa che non va in te. Non è una colpa e non è una scusa. È biologia.

Per questo, se i rapporti fanno male o il desiderio è cambiato, non devi semplicemente “aspettare che passi” o forzarti a tornare come prima.

Parlarne con il partner è già un primo passo: perché quello che stai vivendo riguarda anche la vostra relazione.

E può essere utile farsi accompagnare da una professionista esperta di pavimento pelvico, per capire cosa sta succedendo e trovare insieme il modo migliore per ripartire.

🌱 L’intimità dopo il parto può essere diversa. Può essere più lenta, più consapevole, più rispettosa dei tuoi tempi.

E soprattutto: non siete soli.

Se questo messaggio può aiutare una neomamma o un neo papà, condividilo con loro. ❤️

Disfunzione erettile e pavimento pelvico: due aspetti più collegati di quanto si pensi.Quando si parla di difficoltà ad ...
24/09/2026

Disfunzione erettile e pavimento pelvico: due aspetti più collegati di quanto si pensi.

Quando si parla di difficoltà ad avere o mantenere un’erezione, spesso si pensa subito alla circolazione. Ma il meccanismo dell’erezione è più complesso e coinvolge anche sistema nervoso e muscolatura del pavimento pelvico.

In particolare, alcuni muscoli contribuiscono al mantenimento della rigidità erettile. Per questo, in alcuni casi, valutare anche il pavimento pelvico può essere parte importante del percorso.

Ma attenzione: non significa che la disfunzione erettile sia sempre causata da una debolezza muscolare, né che bastino gli esercizi per risolverla.

La funzione erettile può essere influenzata da molti fattori e, proprio per questo, è importante capire quale sia la causa o la combinazione di fattori coinvolti.

💡 Ecco perché evitare il “fai da te” può essere utile: una valutazione professionale permette di capire se il pavimento pelvico è effettivamente coinvolto e come intervenire in modo appropriato.

E c’è un altro motivo per non ignorare il problema: la disfunzione erettile può essere associata ad altre condizioni di salute che meritano di essere valutate.

Scorri il carosello per capire meglio cosa c’entra il pavimento pelvico.

📌 Salvalo per approfondire e condividilo con chi potrebbe aver bisogno di parlarne senza imbarazzo.

22/09/2026

Parlare di disfunzione erettile può essere difficile. A volte per imbarazzo, altre volte perché si tende a pensare che sia semplicemente una conseguenza dell’età.

In realtà, la funzione erettile può risentire di diversi fattori e merita di essere inquadrata nel modo corretto.

Il pavimento pelvico è uno degli elementi che possono entrare in gioco: per questo, quando indicato, una valutazione e un percorso riabilitativo possono rappresentare un supporto all’interno della presa in carico.

Non significa che ogni difficoltà erettile dipenda dal pavimento pelvico. Significa che anche questo aspetto può essere valutato, senza imbarazzo e senza tabù.

Prendersi cura della propria salute sessuale significa prendersi cura della propria salute, a 30, 50 o 70 anni. 🤍

📌 Salva il reel e condividilo con chi potrebbe aver bisogno di sapere che parlarne è il primo passo.

⏳ “Quanto ci metterò a recuperare?”È una delle domande che più spesso si fanno le neomamme.La risposta, però, non è: “de...
17/09/2026

⏳ “Quanto ci metterò a recuperare?”
È una delle domande che più spesso si fanno le neomamme.

La risposta, però, non è: “devi essere come prima in poche settimane”.

Il recupero dopo il parto è un processo graduale e, soprattutto, non è uguale per tutte. Nei primi mesi il corpo va incontro a importanti cambiamenti spontanei, ma alcuni sintomi possono richiedere più tempo o un supporto specifico.

Perdite di urina, senso di peso, dolore, stitichezza o difficoltà nei rapporti non vanno necessariamente considerati come qualcosa con cui convivere.

📌 Un riferimento utile? I primi 3 mesi sono una fase importante di recupero. Se i sintomi persistono oltre questo periodo, è consigliabile parlarne con un professionista specializzato. E se i sintomi sono importanti o peggiorano, è meglio non aspettare.

Non serve avere fretta di “tornare come prima”.
Serve capire come stai e dare al tuo corpo ciò di cui ha bisogno. 🤍

Salva il carosello per averlo come riferimento nel post parto e condividilo con una neomamma che potrebbe averne bisogno.

15/09/2026

🤍 Dopo il parto può capitare di non riconoscersi più nel proprio corpo.

E no, non significa che tu stia sbagliando qualcosa.

Il post parto non è una gara a chi “torna come prima” più velocemente. Il tuo corpo ha attraversato una trasformazione enorme e ha bisogno di tempo, ascolto e, quando serve, del giusto supporto.

Perdite di urina, senso di peso, dolore, difficoltà nei rapporti o quella semplice sensazione che “qualcosa non sia più come prima” non sono aspetti da ignorare o con cui rassegnarsi a convivere.

🌷 Prendersi cura di sé dopo il parto non è un lusso. È parte del recupero.

Se qualcosa ti preoccupa, parlarne con un professionista può essere il primo passo per capire cosa sta succedendo e come aiutare il tuo corpo a recuperare.

Se sei una neomamma, salva questo reel per ricordarti che non devi affrontare tutto da sola.
E se hai dubbi, scrivimi in DM.

Il mal di schiena non si previene cercando la postura perfetta o trovando l’esercizio “magico”.Si previene costruendo un...
10/09/2026

Il mal di schiena non si previene cercando la postura perfetta o trovando l’esercizio “magico”.

Si previene costruendo un corpo più forte, attivo e capace di gestire i carichi della vita quotidiana. 💪

Movimento, forza, progressione graduale, ma anche sonno, stress e recupero: la salute della schiena dipende da molto più della sola colonna vertebrale.

L’obiettivo non è non avere mai dolore.
È avere un corpo che sappia affrontarlo e recuperare.

👉 Salva il post per ricordarti queste 3 semplici abitudini e condividilo con qualcuno che soffre spesso di mal di schiena.

08/09/2026

Come posso prevenire il mal di schiena?

È una delle domande che mi fanno più spesso. E la risposta non è cercare la postura perfetta, il materasso migliore o l’esercizio miracoloso.

La prevenzione passa soprattutto da una cosa: mantenere il corpo attivo e allenato.

Muoviti con regolarità, fai attività fisica, inserisci esercizi di forza e abitua gradualmente il tuo corpo ai carichi.

La schiena non ha bisogno di essere protetta da tutto. Ha bisogno di essere allenata a gestire ciò che le chiediamo ogni giorno.

💬 E tu, qual è il consiglio più strano che ti hanno mai dato per il mal di schiena?

Scrivimelo nei commenti 👇

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