Dott. Vito Scicchitano

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Dott. Vito Scicchitano 𝖡𝗂𝗈𝗅𝗈𝗀𝗈 𝖭𝗎𝗍𝗋𝗂𝗓𝗂𝗈𝗇𝗂𝗌𝗍𝖺, 𝖯𝗁𝖣
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𝙍𝙞𝙨𝙪𝙡𝙩𝙖𝙩𝙞 𝙞𝙣 𝙥𝙖𝙡𝙚𝙨𝙩𝙧𝙖 𝙘𝙤𝙣 𝙜𝙪𝙨𝙩𝙤 𝙚 𝙨𝙚𝙣𝙯𝙖 𝙧𝙞𝙣𝙪𝙣𝙘𝙚!
💪🏼 🍩 Biologo Nutrizionista, PhD

Stessa condizione di partenza. Stesso obiettivo. Ma bisogna seguire la stessa strategia?Immagina due persone con la stes...
19/10/2026

Stessa condizione di partenza. Stesso obiettivo. Ma bisogna seguire la stessa strategia?

Immagina due persone con la stessa altezza e lo stesso peso corporeo.

Entrambe desiderano dimagrire e ottenere un fisico più scolpito.

A prima vista, potresti pensare che entrambe abbiano bisogno semplicemente di una dieta dimagrante.

Ma c’è un dettaglio che potrebbe cambiare le priorità del loro percorso.

La prima presenta una buona dotazione di massa magra, mentre la seconda ne presenta una quantità relativamente inferiore.

E questa differenza può essere importante.

Per la prima, potrebbe avere senso concentrarsi dall’inizio sulla riduzione della massa grassa.
Per la seconda, invece, limitarsi a perdere peso potrebbe non esser proficuo. Meglio dare maggiore priorità allo sviluppo muscolare - e, quindi, alla qualità dell’allenamento - attraverso una strategia di ricomposizione corporea.

Stesso desiderio. Ma non necessariamente la stessa strada per raggiungerlo.

E come possiamo individuare queste differenze?

Uno degli indicatori che possiamo utilizzare è il FFMI (Fat-Free Mass Index).
È un indice che rapporta la massa priva di grasso all’altezza, aiutandoci a descrivere la componente non adiposa del corpo in relazione alla statura.

Ci sono, però, due precisazioni importanti:
1. Il FFMI non misura esclusivamente la muscolatura. La massa magra comprende anche acqua, ossa, organi e altri tessuti.
2. Il FFMI non stabilisce automaticamente quale strategia sia più appropriata. Deve essere interpretato insieme alla massa grassa, al livello di allenamento, allo stato di salute e agli obiettivi individuali.

Ed è proprio qui che entra in gioco il valore di una valutazione professionale.

Perché non basta sapere quanto vuoi dimagrire. Bisogna capire quali cambiamenti devi ottenere per raggiungere la forma fisica che desideri.

È uno dei principi fondamentali del metodo Sustainable Gym: prima si valuta la condizione iniziale, poi si individuano le priorità e si costruisce una strategia che integri nutrizione e allenamento.

17/10/2026

Modificare la strategia durante un percorso non significa necessariamente che quella iniziale fosse sbagliata.

Potrebbe semplicemente significare che sono cambiate le condizioni.

Facciamo un esempio.

Una persona inizia un percorso con l’obiettivo prioritario di ridurre la massa grassa.
Nel tempo ottiene un miglioramento importante della composizione corporea.
A quel punto, però, vorrebbe concentrarsi maggiormente sullo sviluppo muscolare.

Ha ancora senso continuare con lo stesso apporto energetico?
Non necessariamente.

Perché una strategia nutrizionale deve essere coerente non soltanto con il punto di partenza, ma anche con la fase del percorso e con gli adattamenti che si vogliono favorire.

Lo stesso vale per l’allenamento.
Carichi, volume, intensità e recupero non dovrebbero essere gestiti indipendentemente dagli obiettivi e dalle condizioni nutrizionali.

Ma attenzione: questo non significa cambiare piano a ogni minima variazione del peso o della performance.
I dati devono essere raccolti in modo sufficientemente coerente, interpretati nel loro contesto e valutati su intervalli adeguati.

Un percorso personalizzato è anche un percorso capace di evolvere.

È uno dei principi fondamentali del metodo Sustainable Gym.

Non semplicemente ricevere indicazioni iniziali.
Ma comprendere cosa stiamo cercando di ottenere, come valuteremo i risultati e quando sarà opportuno intervenire.

Se desideri conoscere questo approccio, trovi la presentazione del metodo nei contenuti fissati sul mio profilo.

14/10/2026

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«Ma quindi, per migliorare il mio fisico, devo dimagrire o sviluppare più muscolo?»È una domanda che ha perfettamente se...
12/10/2026

«Ma quindi, per migliorare il mio fisico, devo dimagrire o sviluppare più muscolo?»

È una domanda che ha perfettamente senso.

Soprattutto quando frequenti già la palestra, cerchi di curare l’alimentazione, ma non riesci ancora a ottenere il risultato che vorresti.

Il problema nasce quando cerchi una risposta universale.

C’è chi ti dice di mangiare meno, chi di aumentare le calorie, chi di concentrarti sulla ricomposizione corporea.

E così finisci per cambiare continuamente approccio, sperando di trovare finalmente quello giusto.

Ma una strategia può essere efficace e, allo stesso tempo, non essere la scelta più appropriata per te.

Perché la decisione dipende dalle caratteristiche del tuo fisico, dal tuo livello di allenamento e da ciò che vuoi migliorare.

Nel carosello ti mostro tre possibili strade e i criteri che dovrebbero guidare la scelta.

Non per trasformarti nel nutrizionista di te stesso.

Ma per aiutarti a capire perché, prima di cambiare alimentazione e allenamento, serve individuare una direzione.

Salva il carosello se anche tu ti trovi in questa situazione.



E dimmi nei commenti: qual è il cambiamento che vorresti vedere maggiormente nel tuo fisico?

Avere una dieta personalizzata non significa soltanto ricevere un piano con le calorie calcolate sui propri fabbisogni.

Significa prima di tutto stabilire quali fabbisogni e quale strategia siano coerenti con il risultato che vuoi ottenere.

Ti faccio un esempio.

Due persone possono allenarsi tre volte a settimana, avere lo stesso obiettivo di migliorare la definizione muscolare e necessitare di approcci differenti.

Una potrebbe trarre beneficio da una riduzione della massa grassa.

L’altra potrebbe aver bisogno soprattutto di sviluppare muscolatura.

Applicare indistintamente lo stesso approccio significherebbe ignorare proprio ciò che dovrebbe guidare il percorso: la condizione di partenza.

Per questo, nel mio lavoro, la prima domanda non è semplicemente:

«Quante calorie devi mangiare?»

È:

«Quale cambiamento dobbiamo favorire e come possiamo creare le condizioni perché avvenga?»

Da qui prendono forma la strate

09/10/2026

Se un dolcetto ti sembra poco “fit”, probabilmente il problema non è il dolcetto.
È il modo in cui stai interpretando ciò che serve davvero per ottenere risultati.

Perché nel mondo fitness siamo stati abituati a ragionare per regole semplici:

zucchero = male
cibo “fit” = bene
più restrizioni = dieta migliore
più allenamenti = più risultati

Ma il corpo non funziona attraverso queste etichette.

Puoi eliminare zuccheri, dolci, pane e pizza…
ma se l’apporto energetico complessivo non è coerente con il tuo obiettivo, quelle rinunce non renderanno magicamente più efficace la dieta.

Puoi mangiare soltanto alimenti considerati “sani”…
ma questo non significa automaticamente avere un’alimentazione adeguata ai tuoi fabbisogni.

E puoi andare in palestra 3 o 4 volte a settimana…
ma se per mesi ripeti gli stessi stimoli senza costruire una progressione e trascorri il resto delle giornate quasi completamente sedentario, stai ignorando alcune delle variabili che possono fare la differenza.

È questo il punto delle 7 consapevolezze.
La ricomposizione corporea non dipende da una lista infinita di alimenti vietati, da un alimento “fit”, da un esercizio miracoloso o dalla capacità di essere perfetto ogni giorno.

Dipende dalla capacità di gestire le variabili che contano davvero:
alimentazione,
allenamento,
movimento quotidiano,
recupero,
stile di vita,
sostenibilità nel tempo.

Per questo la consapevolezza più importante è anche l’ultima:
NON TI SERVONO PIÙ REGOLE.
TI SERVE PIÙ METODO.

Se vuoi imparare a gestire dieta, allenamento e stile di vita senza estremismi e senza sacrifici inutili, seguimi.

“Il problema delle diete è che dopo un po’ mangi sempre le stesse cose.”Non necessariamente.Il problema nasce soprattutt...
07/10/2026

“Il problema delle diete è che dopo un po’ mangi sempre le stesse cose.”
Non necessariamente.

Il problema nasce soprattutto quando un piano alimentare ti offre poche alternative… oppure quando ne hai tante, ma non sai come combinarle.
Ed è una differenza enorme.

Perché avere a disposizione pane, patate, polenta, verdure diverse, carne, pesce, fonti vegetali e tanti altri alimenti significa poter costruire decine di pasti differenti.
Ma serve anche qualche idea.

Ed è proprio uno dei principi su cui costruisco i miei piani alimentari:
non darti un menù da replicare meccanicamente ogni giorno, ma una struttura abbastanza varia da permetterti di scegliere, combinare e cambiare.

Così un giorno puoi mangiare merluzzo, broccoli e pane croccante.
Un altro purè, cicoria e vitello.
Un altro ancora zucca, seitan e wasa.
Oppure polenta, pollo e verdure.

Non perché uno di questi piatti sia “più dietetico” degli altri.
Ma perché la varietà rende più facile continuare ad avere piacere nel mangiare, senza perdere la struttura necessaria al percorso.

Ed è forse uno degli aspetti più sottovalutati della sostenibilità:
non basta che una dieta sia nutrizionalmente corretta.

Deve anche offrirti abbastanza possibilità da non farti desiderare continuamente di uscirne.

Una buona dieta ti dà la struttura.
Le idee la trasformano in qualcosa che hai piacere di seguire.

Quale dei 4 piatti proveresti per primo?



Una dieta può contenere decine di alimenti diversi…
e diventare comunque terribilmente monotona.

Succede quando, alla fine, li prepari sempre nello stesso modo:
pollo alla piastra.
Verdure bollite.
Pane a fianco.
E si ricomincia.

Il problema, quindi, non è necessariamente cosa c’è nel piano alimentare.
È cosa riesci a farci.

Con gli stessi alimenti puoi costruire pasti completamente diversi semplicemente cambiando abbinamenti, consistenze, spezie e modalità di preparazione.

Il merluzzo può diventare molto più appetibile con pomodoro, aglio e prezzemolo.
Le patate possono diventare un purè cremoso e speziato.
La polenta può sostituire il solito riso.

Verdure, carne, pesce o fonti proteiche vegetali p

Ogni volta che parlo di dieta flessibile arriva, giustamente, questa obiezione:“Quindi basta stare nelle calorie e posso...
05/10/2026

Ogni volta che parlo di dieta flessibile arriva, giustamente, questa obiezione:

“Quindi basta stare nelle calorie e posso mangiare qualsiasi cosa?”

No.

Ed è proprio questo il punto.

Le calorie sono fondamentali per gestire il bilancio energetico e la composizione corporea.

Ma una dieta deve fare anche altro.

Deve fornirti proteine adeguate.
Fibre.
Vitamine e minerali.
Grassi essenziali.
Carboidrati sufficienti rispetto alle tue esigenze e al tuo allenamento.

Deve saziarti.

Deve permetterti di allenarti bene.

E deve essere compatibile con la tua salute.

Dire che puoi inserire un dolce non significa quindi sostenere che dolce e frutta siano nutrizionalmente equivalenti.

Significa comprendere una cosa molto diversa:

la qualità della dieta dipende dall’insieme, non dalla perfezione di ogni singolo alimento.

Puoi costruire una base alimentare nutrizionalmente completa e, contemporaneamente, lasciare spazio a cibi che mangi semplicemente perché ti piacciono.

Non devi scegliere tra:

risultati oppure piacere.

Devi imparare a gestirli insieme.

Questa è dieta flessibile.



Mangiare sempre gli stessi alimenti può darti l’impressione di avere tutto sotto controllo.

Riso pesato.

Pollo pesato.

Lo stesso spuntino.

La stessa colazione.

Niente pizza.

Niente dolci.

Niente deviazioni.

Finché la giornata procede esattamente come previsto… funziona.

Poi arriva una cena.

Un viaggio.

Un pranzo di famiglia.

Una giornata in cui semplicemente non hai voglia del solito piatto.

E improvvisamente non sai più cosa fare.

Questo è il paradosso:

una dieta molto rigida può sembrare controllata, ma renderti poco capace di gestire tutto ciò che esce dallo schema.

La flessibilità fa il contrario.

All’inizio richiede più comprensione.

Devi conoscere le quantità.
Capire le sostituzioni.
Interpretare calorie e nutrienti.
Imparare a contestualizzare una scelta.

Ma proprio per questo, nel tempo, acquisisci una competenza molto più utile:

saper adattare la dieta senza perderne la direzione.

Ed è lì che passi dal seguire una dieta…

al saper gestire la tua alimentazione.

Perché la vera sostenib

02/10/2026
“Doc, lo yogurt greco so che è comodo…
ma mangiato così non mi piace proprio.”Questa è esattamente una di quelle frasi d...
30/09/2026

“Doc, lo yogurt greco so che è comodo…
ma mangiato così non mi piace proprio.”

Questa è esattamente una di quelle frasi da cui nasce Ti rendo la dieta sostenibile.

Perché molto spesso il problema non è sapere quale alimento mangiare.

Quello magari lo sai già.
Il problema è riuscire a inserirlo nella tua quotidianità senza trasformare ogni pasto in qualcosa che mangi soltanto perché “fa dieta”.

Ed è qui che piccoli accorgimenti possono cambiare molto.

Non hai necessariamente bisogno di:
* comprare la versione “fit” più costosa;
* cercare un prodotto proteico diverso ogni settimana;
* costringerti a mangiare qualcosa che non ti piace;
* oppure eliminare completamente quell’alimento.
A volte ti basta sapere come modificarlo.

È proprio questo l’obiettivo del format:
prendere alimenti comunissimi e mostrarti piccoli trucchi, abbinamenti e alternative che possono renderli più buoni, pratici, sazianti o semplicemente più facili da mantenere nella dieta.

Perché la sostenibilità non si costruisce soltanto con grandi strategie.
Si costruisce anche attraverso tutte quelle piccole soluzioni che, giorno dopo giorno, ti fanno pensare:
“Ok, così la dieta riesco davvero a seguirla.”

Nel secondo episodio partiamo dallo yogurt greco.

Scorri il carosello e salva le due varianti per il prossimo spuntino.
Quale proveresti per prima: caffè o vaniglia?



Lo yogurt greco 0% è uno di quegli alimenti che sulla carta sembrano perfetti:
proteico, pratico, poco calorico e facile da inserire praticamente ovunque.

Poi lo assaggi bianco e pensi:
“Sì, però che tristezza.”

Ed è proprio qui che spesso nasce un errore.
Pensare che, per seguire bene una dieta, tu debba necessariamente scegliere la versione più semplice, neutra e poco gratificante di un alimento.

Non funziona così.

Se un alimento è nutrizionalmente utile ma non ti piace abbastanza da mangiarlo con piacere, il problema non è necessariamente eliminarlo.
Puoi semplicemente renderlo migliore.

Un po’ di vaniglia e qualche goccia di dolcificante possono trasformarlo in una crema alla vaniglia.
Caffè solubile + dolcificante possono dargli un gusto completam

Dire che non esistono alimenti moralmente “buoni” o “cattivi” non significa sostenere che tutti gli alimenti siano nutri...
28/09/2026

Dire che non esistono alimenti moralmente “buoni” o “cattivi” non significa sostenere che tutti gli alimenti siano nutrizionalmente identici.

Una mela e un biscotto non hanno lo stesso contenuto di fibre, micronutrienti, densità energetica o capacità saziante.
Ma da qui a concludere che uno debba essere mangiato e l’altro eliminato c’è un salto logico enorme.

Una dieta efficace non deve scegliere tra qualità nutrizionale e piacere.
Deve gestire entrambe.

La maggior parte dell’alimentazione dovrebbe permetterti di soddisfare i tuoi fabbisogni di energia, proteine, fibre, micronutrienti e grassi essenziali.
Dentro quella struttura, però, può esistere anche una quota dedicata semplicemente al gusto.

È proprio qui che cambia tutto.

Non stai “sgarrando”.
Stai facendo una scelta prevista dentro un sistema che continua a funzionare.

Ed è questa la differenza tra mangiare a caso e seguire una dieta realmente flessibile.

Salva il carosello: può tornarti utile la prossima volta che qualcuno ti dirà che un alimento “non è da dieta”.



Il problema del “mangiare pulito” non è scegliere alimenti nutrienti.
Quello è assolutamente sensato.

Il problema nasce quando inizi a pensare che:
• “naturale” = posso mangiarne quanto voglio
• “proteico” = dietetico
• “senza zuccheri” = migliore
• “artigianale” = salutare
• “confezionato” = spazzatura

A quel punto non stai più valutando ciò che mangi.
Stai reagendo a delle etichette.

E puoi finire per seguire una dieta apparentemente perfetta… che non rispetta nemmeno i tuoi reali fabbisogni.
Oppure talmente rigida da diventare impossibile da mantenere.

La nutrizione diventa molto più semplice quando smetti di chiederti:
“Questo alimento va bene?”
e inizi a chiederti:
“Come si inserisce nella mia alimentazione?”

È esattamente il cambio di prospettiva che voglio trasmettere con Sustainable Gym.

Indirizzo

Via Frejus 116
Turin
10139

Orario di apertura

Lunedì 15:00 - 19:00
Martedì 15:00 - 19:00
Mercoledì 15:00 - 19:00
Giovedì 15:00 - 19:00
Venerdì 15:00 - 19:00

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