11/10/2026
๐๐ง๐ฌ๐๐ ๐ง๐๐ซ๐ ๐ ๐๐ก๐ข๐๐๐๐ซ๐ โ๐๐จ๐ฏโ๐ฬ?โ: ๐ข๐ฅ ๐๐๐ง๐ ๐ฉ๐๐ซ ๐ข๐ง๐๐จ๐ซ๐ฆ๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐ฌ๐ฎ๐ฅ๐ฅ๐ ๐ฉ๐จ๐ฌ๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐ง๐๐ฅ๐ฅโ๐๐ฎ๐ญ๐ข๐ฌ๐ฆ๐จ
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Questo studio ha valutato una procedura per insegnare a due bambini con autismo a distinguere tra due Mand diversi: chiedere direttamente un oggetto e chiedere informazioni su dove si trovi.
Gli autori non volevano semplicemente insegnare ai bambini a chiedere โdovโรจ X?โ. Lโobiettivo era fare in modo che due forme di Mand, โvoglio Xโ e โdovโรจ X?โ, fossero emesse in condizioni differenti e appropriate.
๐๐๐ซ๐๐ก๐ฬ ๐ข๐ง๐ฌ๐๐ ๐ง๐๐ซ๐ โ๐๐จ๐ฏโ๐ฬ?โ ๐ง๐จ๐ง ๐ฌ๐ข๐ ๐ง๐ข๐๐ข๐๐ ๐ฌ๐จ๐ฅ๐จ ๐ข๐ง๐ฌ๐๐ ๐ง๐๐ซ๐ ๐ฎ๐ง๐ ๐๐ซ๐๐ฌ๐
Perchรฉ un Mand per informazione sia funzionale, non basta che il bambino sappia dire โdovโรจ la palla?โ. La risposta deve essere evocata quando lโinformazione sulla posizione della palla ha effettivamente valore.
Devono quindi verificarsi almeno due condizioni. Da una parte deve esserci una MO per lโoggetto: in quel momento il bambino deve volere o avere interesse per quellโoggetto. Dallโaltra, la posizione dellโoggetto deve essere sconosciuta. Se il bambino ha giร appreso dove si trova, lโinformazione โรจ nellโarmadioโ non aggiunge nulla di necessario per raggiungerlo.
Gli autori sottolineano proprio questo punto: togliere un oggetto dalla vista non รจ necessariamente sufficiente per creare unโEO per lโinformazione sulla sua posizione. Se il bambino ha giร appreso dove viene normalmente conservato lโoggetto, potrebbe non avere motivo di chiedere โdovโรจ?โ.
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Il punto centrale dello studio รจ la discriminazione tra situazioni diverse.
Se lโoggetto รจ davanti al bambino e puรฒ essere preso, non serve chiedere nulla.
Se lโoggetto non รจ al suo posto, ma รจ chiaramente visibile nelle mani dellโinsegnante, chiedere โdovโรจ?โ non รจ funzionale, perchรฉ il bambino sa giร dove si trova. In quella situazione il Mand appropriato รจ โvoglio/dammi Xโ.
Se invece lโoggetto non รจ al suo posto, non รจ visibile e il bambino non ne conosce la posizione, allora lโinformazione diventa utile e il Mand appropriato รจ โdovโรจ X?โ.
Gli autori volevano quindi portare questi due Mand sotto controllo differenziale delle condizioni antecedenti, evitando che โdovโรจ?โ diventasse semplicemente una risposta da emettere ogni volta che un oggetto non si trovava immediatamente davanti al bambino.
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Lo studio replica ed estende un precedente lavoro di Howlett e colleghi. In quel lavoro i bambini avevano imparato a chiedere dove si trovasse un oggetto quando questo era assente, ma non era stato valutato direttamente il controllo differenziale tra il Mand per ottenere lโoggetto e il Mand per ottenere informazioni.
Gli autori hanno quindi organizzato sistematicamente tre tipi di situazione: oggetto raggiungibile, oggetto visibile nelle mani dellโinsegnante, oggetto assente e fuori dalla vista. Inoltre, hanno utilizzato molti oggetti, diversi istruttori e diversi ambienti per programmare fin dallโinizio la generalizzazione.
๐ ๐ฉ๐๐ซ๐ญ๐๐๐ข๐ฉ๐๐ง๐ญ๐ข
Hanno partecipato allo studio due bambini con autismo di 8 e 9 anni, che frequentavano una classe scolastica in cui venivano utilizzate procedure ABA.
Per essere inclusi nello studio i bambini dovevano giร possedere un repertorio di Mand per almeno 20 oggetti nella forma โvoglio + oggettoโ. Non dovevano invece possedere un Mand per chiedere informazioni sulla posizione degli oggetti.
๐๐๐ญ๐๐ซ๐ข๐๐ฅ๐ข ๐ ๐จ๐ซ๐ ๐๐ง๐ข๐ณ๐ณ๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ ๐๐๐ฅ๐ฅโ๐๐ฆ๐๐ข๐๐ง๐ญ๐
Per ciascun bambino venivano utilizzati 15 giochi ad alta preferenza e 15 fotografie corrispondenti. Le fotografie erano disposte su una choice board.
Vicino alla board si trovava uno scaffale con contenitori trasparenti. Su ciascun contenitore era applicata la fotografia corrispondente a uno dei giochi. Il bambino sceglieva quindi la fotografia del gioco desiderato, raggiungeva il contenitore corrispondente, abbinava la fotografia e guardava allโinterno.
A quel punto poteva trovare il gioco oppure scoprire che mancava.
Per fornire i prompt vocali venivano utilizzati modelli audio registrati. Erano disponibili sia modelli completi sia modelli parziali delle risposte da insegnare. Le registrazioni erano state effettuate da bambini della stessa fascia dโetร e dello stesso genere dei partecipanti.
๐๐๐ซ๐ข๐๐ข๐๐ ๐๐๐ข ๐ฉ๐ซ๐๐ซ๐๐ช๐ฎ๐ข๐ฌ๐ข๐ญ๐ข
Prima dellโintervento gli autori hanno verificato diversi repertori necessari per partecipare al training.
Hanno innanzitutto identificato i giochi preferiti attraverso un preference assessment. Hanno poi verificato che i bambini sapessero utilizzare correttamente la choice board: selezionare una fotografia, raggiungere il contenitore corrispondente e recuperare il gioco.
ร stato inoltre verificato che sapessero raggiungere dieci diverse posizioni dellโambiente in seguito a istruzioni come โvai allโarmadioโ o โvai al lavandinoโ. Questo era necessario perchรฉ, dopo aver chiesto โdovโรจ?โ, il bambino doveva poter utilizzare lโinformazione ricevuta, raggiungere il luogo indicato e recuperare il gioco. Entrambi possedevano giร questa abilitร .
Gli autori hanno controllato, infine, che i partecipanti fossero in grado di imitare verbalmente modelli provenienti dal registratore, perchรฉ le registrazioni sarebbero poi state utilizzate come prompt. Anche questo repertorio era giร presente.
๐๐ข๐ฌ๐๐ ๐ง๐จ ๐ฌ๐ฉ๐๐ซ๐ข๐ฆ๐๐ง๐ญ๐๐ฅ๐
ร stato utilizzato un concurrent multiple-baseline design tra i due partecipanti.
Ogni sessione comprendeva 15 prove: cinque con lโoggetto presente, cinque nelle quali il bambino doveva chiedere direttamente lโoggetto e cinque nelle quali doveva chiedere informazioni sulla sua posizione.
Il criterio di acquisizione era il 100% di risposte corrette in tutti e tre i tipi di prova per due sessioni consecutive.
๐๐จ๐ฆ๐ ๐ข๐ง๐ข๐ณ๐ข๐๐ฏ๐ ๐จ๐ ๐ง๐ข ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฏ๐
La sequenza iniziale era sempre simile.
Il bambino sceglieva la fotografia di un gioco dalla choice board, raggiungeva lo scaffale, abbinava la fotografia al contenitore corrispondente e guardava dentro.
A seconda della prova, il gioco poteva essere presente nel contenitore oppure mancare. Se mancava, poteva essere visibile nelle mani dellโinsegnante oppure essere completamente fuori vista.
La risposta appropriata dipendeva quindi da ciรฒ che il bambino trovava dopo aver aperto il contenitore.
๐๐ซ๐จ๐ฏ๐ ๐๐จ๐ง ๐ฅโ๐จ๐ ๐ ๐๐ญ๐ญ๐จ ๐ฉ๐ซ๐๐ฌ๐๐ง๐ญ๐
In questa condizione il gioco era effettivamente nel contenitore.
La risposta corretta consisteva semplicemente nel prenderlo. Il bambino non doveva dire nรฉ โvoglio Xโ nรฉ โdovโรจ X?โ.
Questa condizione serviva proprio a dimostrare che lโobiettivo non era aumentare indiscriminatamente il numero di Mand, ma fare in modo che il bambino emettesse una richiesta soltanto quando la situazione la rendeva funzionale.
๐๐ซ๐จ๐ฏ๐ ๐๐ข ๐ซ๐ข๐๐ก๐ข๐๐ฌ๐ญ๐ ๐๐๐ฅ๐ฅโ๐จ๐ ๐ ๐๐ญ๐ญ๐จ
In questa condizione il gioco non si trovava nel contenitore, ma era chiaramente visibile nelle mani dellโinsegnante.
Il bambino sapeva quindi perfettamente dove si trovasse. Non aveva bisogno di unโinformazione sulla posizione: aveva bisogno di ottenere lโoggetto.
La risposta corretta era quindi โvoglio + oggettoโ.
Se il Mand veniva emesso correttamente, lโinsegnante consegnava il gioco e il bambino poteva utilizzarlo per 2-3 minuti.
๐๐ซ๐จ๐ฏ๐ ๐๐ข ๐ซ๐ข๐๐ก๐ข๐๐ฌ๐ญ๐ ๐๐ข ๐ข๐ง๐๐จ๐ซ๐ฆ๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐
In questa condizione il gioco non era nel contenitore e non era nemmeno visibile nelle mani dellโinsegnante.
La sua posizione non era quindi disponibile al bambino.
La risposta bersaglio era โdovโรจ + oggetto?โ.
Se il bambino emetteva correttamente il Mand, lโinsegnante gli diceva dove si trovava il gioco. Il bambino poteva quindi raggiungere quella posizione, recuperarlo e utilizzarlo per 2-3 minuti.
๐๐๐ฌ๐๐ฅ๐ข๐ง๐
Durante la baseline non venivano utilizzati modelli audio.
Se il bambino emetteva spontaneamente la risposta appropriata, otteneva la conseguenza prevista dalla prova. Se chiedeva lโoggetto nella condizione appropriata, lo riceveva; se chiedeva dove si trovasse nella condizione appropriata, riceveva lโinformazione necessaria per trovarlo.
Se entro cinque secondi non compariva la risposta corretta, veniva presentato un compito giร acquisito e la prova terminava.
๐๐จ๐ฆ๐ ๐ฏ๐๐ง๐ข๐ฏ๐ ๐ข๐ง๐ฌ๐๐ ๐ง๐๐ญ๐ ๐ฅ๐ ๐ซ๐ข๐๐ก๐ข๐๐ฌ๐ญ๐ ๐๐๐ฅ๐ฅโ๐จ๐ ๐ ๐๐ญ๐ญ๐จ
Nelle prove in cui il gioco era visibile nelle mani dellโinsegnante, se il bambino non diceva โvoglio + oggettoโ entro cinque secondi, veniva riprodotto un modello audio completo della risposta.
Dopo che il bambino ripeteva il modello, riceveva il gioco.
Poichรฉ questo tipo di Mand era giร presente nel repertorio dei partecipanti prima dello studio, il prompt รจ stato necessario soltanto occasionalmente.
๐๐จ๐ฆ๐ ๐ฏ๐๐ง๐ข๐ฏ๐ ๐ข๐ง๐ฌ๐๐ ๐ง๐๐ญ๐จ โ๐๐จ๐ฏโ๐ฬ?โ
Nelle prove in cui il gioco non era presente e la sua posizione non era visibile, il bambino aveva cinque secondi per chiedere spontaneamente โdovโรจ + oggetto?โ.
Se non lo faceva, veniva riprodotto dal registratore il modello completo della richiesta.
Quando il bambino ripeteva il modello, lโinsegnante gli comunicava dove si trovava il gioco. Il bambino raggiungeva quindi quel luogo, prendeva lโoggetto e poteva utilizzarlo per 2-3 minuti.
La conseguenza specifica del Mand era quindi lโinformazione sulla posizione, non la consegna diretta dellโoggetto.
๐๐๐ซ๐๐ก๐ฬ ๐๐ซ๐ ๐ข๐ฆ๐ฉ๐จ๐ซ๐ญ๐๐ง๐ญ๐ ๐๐ฅ๐ญ๐๐ซ๐ง๐๐ซ๐ ๐ฅ๐ ๐ญ๐ซ๐ ๐๐จ๐ง๐๐ข๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ข
Se il bambino fosse stato esposto soltanto a situazioni nelle quali gli oggetti sparivano, avrebbe potuto imparare semplicemente una regola del tipo:
โnon vedo lโoggetto โ dico โdovโรจ?โ
Ma questo non sarebbe stato sufficiente a dimostrare un controllo antecedente accurato.
Gli autori alternavano quindi prove in cui lโoggetto era raggiungibile, prove in cui non era raggiungibile, ma visibile e prove in cui era assente e la posizione era sconosciuta.
In questo modo potevano verificare non soltanto se il bambino sapesse dire โdovโรจ?โ, ma se lo dicesse quando lโinformazione sulla posizione era effettivamente rilevante.
๐๐ฅ ๐ญ๐ซ๐๐ฌ๐๐๐ซ๐ข๐ฆ๐๐ง๐ญ๐จ ๐๐๐ฅ ๐๐จ๐ง๐ญ๐ซ๐จ๐ฅ๐ฅ๐จ ๐๐๐ฅ ๐ฉ๐ซ๐จ๐ฆ๐ฉ๐ญ ๐๐ฅ๐ฅ๐ ๐ฌ๐ข๐ญ๐ฎ๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐
Dopo aver raggiunto il criterio durante il training con il modello audio completo, gli autori tornavano a una condizione senza prompt.
Il fatto che il bambino fosse capace di ripetere โdovโรจ la palla?โ dopo averlo sentito dal registratore non dimostrava ancora che avesse acquisito il Mand.
Per parlare di risposta indipendente, il modello audio doveva essere eliminato e la richiesta doveva comparire sotto controllo delle condizioni antecedenti programmate.
Se il bambino raggiungeva il 100% di risposte corrette senza prompt per due sessioni consecutive, si procedeva alle verifiche di generalizzazione.
๐๐ข๐ฌ๐ฎ๐ฅ๐ญ๐๐ญ๐ข ๐๐ข ๐๐๐ซ๐ง๐จ๐ง ๐ ๐๐จ๐
Durante la baseline, nรฉ Vernon nรฉ Rob emettevano correttamente il Mand โdovโรจ + oggetto?โ quando la posizione dellโoggetto era sconosciuta.
Con lโintroduzione del modello audio completo, Vernon ha iniziato a ripetere la richiesta e, giร dalla terza sessione, a emetterla indipendentemente prima della presentazione del prompt; dopo sette sessioni ha raggiunto il criterio e ha mantenuto una prestazione corretta anche senza modello, nelle prove di generalizzazione e alla verifica dopo due settimane.
Rob, invece, durante il training riusciva a rispondere correttamente in presenza del modello completo, ma la risposta non si manteneva quando il prompt veniva rimosso. Per questo gli autori hanno introdotto un modello parziale, โdovโรจโฆโ, che lasciava a Rob il completamento della richiesta con il nome dellโoggetto. La procedura ha dovuto essere ripetuta, ma successivamente anche Rob ha iniziato a emettere il Mand in modo indipendente, mantenendolo durante la generalizzazione e alla verifica a due settimane.
La differenza tra i due partecipanti mostra che la capacitร di ripetere correttamente un modello vocale non garantisce, da sola, che il Mand venga poi emesso indipendentemente sotto il controllo delle condizioni antecedenti appropriate.
๐๐ก๐ ๐๐จ๐ฌ๐ ๐ฆ๐จ๐ฌ๐ญ๐ซ๐๐ง๐จ ๐ข ๐ซ๐ข๐ฌ๐ฎ๐ฅ๐ญ๐๐ญ๐ข
Entrambi i bambini hanno imparato a differenziare tre condizioni:
quando lโoggetto era presente, lo prendevano senza emettere un Mand;
quando lโoggetto era visibile ma non accessibile, chiedevano lโoggetto;
quando lโoggetto non era visibile e la sua posizione era sconosciuta, chiedevano dove si trovasse.
Gli autori descrivono questo risultato come lโacquisizione di un controllo funzionale differenziale sui due repertori di Mand.
๐๐๐ง๐๐ซ๐๐ฅ๐ข๐ณ๐ณ๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐
Gli autori hanno programmato la generalizzazione utilizzando fin dal training numerosi esemplari: 15 oggetti, diversi istruttori e diversi ambienti.
Successivamente hanno verificato la prestazione con oggetti nuovi, persone nuove, ambienti nuovi e situazioni naturali della routine quotidiana, per esempio durante attivitร scolastiche o nellโaccesso a uno snack.
Entrambi i bambini hanno generalizzato i repertori acquisiti a nuovi oggetti, istruttori, ambienti e situazioni naturali.
๐๐๐ง๐ญ๐๐ง๐ข๐ฆ๐๐ง๐ญ๐จ
Il mantenimento รจ stato verificato due settimane dopo la conclusione del training.
Nel periodo precedente alla verifica, agli insegnanti era stato chiesto di creare almeno cinque opportunitร quotidiane per emettere Mand per oggetti e per informazioni sulla posizione.
Alla verifica a due settimane entrambi i partecipanti continuavano a rispondere correttamente.
๐๐ข๐ฆ๐ข๐ญ๐ข
Il primo limite evidente รจ il numero molto ridotto di partecipanti: soltanto due.
Inoltre, i due bambini non hanno risposto allo stesso modo alla procedura. Per Vernon il modello completo รจ stato sufficiente per ottenere rapidamente una risposta indipendente, mentre Rob ha avuto bisogno di unโulteriore sfumatura del prompt. Gli autori sottolineano quindi la necessitร di ulteriori repliche.
Mancava inoltre una condizione da verificare: quella in cui lโoggetto non fosse nel luogo abituale, ma fosse comunque visibile in unโaltra posizione. A seconda dellโaccessibilitร dellโoggetto, in una situazione del genere la risposta funzionale potrebbe essere semplicemente raggiungerlo oppure chiedere di averlo, senza bisogno di chiedere dove si trovi.
Infine, nelle situazioni naturali utilizzate per valutare la generalizzazione non era stata dimostrata sperimentalmente, per ogni prova, una MO per gli oggetti coinvolti. Le situazioni erano state selezionate sulla base dellโosservazione che quelle attivitร sembravano avere valore rinforzante per i partecipanti.
๐๐ฆ๐ฉ๐ฅ๐ข๐๐๐ณ๐ข๐จ๐ง๐ข ๐๐ฅ๐ข๐ง๐ข๐๐ก๐
Dal punto di vista clinico, lo studio mostra che insegnare un Mand non significa semplicemente insegnarne la forma verbale.
Un bambino puรฒ saper dire โdovโรจ la palla?โ e tuttavia utilizzare quella risposta nelle condizioni sbagliate. Il repertorio รจ realmente funzionale quando la risposta รจ sotto controllo delle MO e delle condizioni antecedenti appropriate.
๐๐๐ฌ๐ฌ๐๐ ๐ ๐ข๐จ ๐๐จ๐ง๐๐ฅ๐ฎ๐ฌ๐ข๐ฏ๐จ
โVoglio la pallaโ e โdovโรจ la palla?โ non sono semplicemente due frasi diverse da inserire nel repertorio.
Nel primo caso la conseguenza rilevante รจ lโaccesso allโoggetto. Nel secondo caso la conseguenza immediata รจ unโinformazione che permette successivamente di localizzare e raggiungere lโoggetto.
Lo studio mostra che, attraverso lโalternanza sistematica delle condizioni, lโuso di modelli vocali successivamente sfumati e un insegnamento con numerosi esemplari, entrambi i bambini hanno imparato a utilizzare questi due Mand sotto controllo antecedente differenziale. Le risposte si sono inoltre generalizzate a nuovi oggetti, persone, ambienti e situazioni naturali e si sono mantenute a due settimane dalla conclusione dellโintervento.
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๐จ๐ง๐ญ๐
Somers, A., Sidener, T. M., DeBar, R. M., & Sidener, D. W. (2014). Establishing concurrent mands for items and mands for information about location in children with autism. The Analysis of verbal behavior, 30(1), 29-35.
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๐๐ข๐๐ ๐ก๐ ๐๐๐ ๐ก โ๐ ๐๐ ๐๐๐ข๐ ๐๐ฃ๐๐๐๐๐ก๐ ๐ ๐๐๐๐ ๐ก๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐๐๐ ๐๐๐ ๐ก๐๐ก๐ข๐๐ ๐๐ ๐ข๐โ๐๐๐๐๐๐๐ง๐๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐ก๐๐ฃ๐. ๐ธฬ ๐ฃ๐๐๐ก๐ ๐ ๐๐๐๐ข๐ ๐ก๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐ก๐๐๐ง๐๐๐๐๐ก๐ฬ ๐๐ ๐๐๐ก๐๐๐ฃ๐๐๐ก๐ ๐๐๐๐โ๐ด๐๐๐๐๐ ๐ ๐ถ๐๐๐๐๐๐ก๐๐๐๐๐ก๐๐๐. ๐๐๐ ๐๐ข๐๐๐ ๐๐๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐ง๐๐๐๐ ๐๐๐๐ก๐๐๐ ๐๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐ ๐ ๐ก๐ข๐๐๐๐ก๐, ๐ ๐ ๐๐๐๐๐๐๐๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐ ๐ข๐๐ก๐๐๐ ๐๐ ๐๐๐๐๐๐๐ ๐ด๐๐๐๐๐ ๐ก๐ ๐๐๐ ๐ถ๐๐๐๐๐๐ก๐๐๐๐๐ก๐