19/10/2026
🏀🔥❄️ TEZENIS BASKET AL CENTRO BERNSTEIN!
Oggi abbiamo ospitato quattro atleti della Tezenis Basket Verona per una sessione di terapia del contrasto caldo-freddo, attraverso l’utilizzo della sauna e della vasca crioterapica.
💪 Un percorso finalizzato a favorire il recupero psicofisico, alleviare l’affaticamento muscolare e migliorare la sensazione di benessere dopo gli intensi impegni del basket professionistico.
BASKET PROFESSIONISTICO: SAUNA E CRIOTERAPIA, DUE ALLEATI PER IL RECUPERO E LA PERFORMANCE
Nel basket di alto livello non basta allenarsi meglio. Bisogna anche saper recuperare meglio.
Il basket professionistico è uno degli sport più impegnativi dal punto di vista neuromuscolare e metabolico.
Accelerazioni, decelerazioni, cambi di direzione, salti, atterraggi, contatti fisici e ripetute azioni ad alta intensità sottopongono l’organismo dell’atleta a uno stress considerevole.
A questo si aggiungono gli allenamenti tecnici, il lavoro di forza, le trasferte, le partite ravvicinate e la necessità di mantenere elevati livelli di prestazione durante tutta la stagione.
Nel basket di Serie A, dove anche pochi punti percentuali di efficienza fisica possono fare la differenza, il recupero deve essere considerato parte integrante dell’allenamento, non un semplice momento di riposo.
Tra le strategie oggi utilizzate nello sport professionistico, due metodiche meritano particolare attenzione: l’esposizione al calore attraverso sauna e l’immersione in acqua fredda mediante vasca crioterapica.
Due stimoli apparentemente opposti, ma potenzialmente complementari.
1. LA CRIOTERAPIA: GESTIRE LA FATICA DOPO LA PARTITA
Una partita di basket comporta un’elevata quantità di lavoro muscolare, soprattutto di tipo eccentrico.
Le frenate, gli atterraggi e i cambi di direzione determinano importanti sollecitazioni a carico degli arti inferiori.
Nelle ore successive alla competizione possono comparire affaticamento, rigidità e dolore muscolare a insorgenza ritardata (DOMS).
L’immersione in acqua fredda, generalmente a temperature comprese tra 8 e 15 °C, è una delle strategie più studiate per la gestione di questi sintomi.
La letteratura scientifica suggerisce che possa contribuire a:
* Ridurre la percezione dell’indolenzimento muscolare.
* Migliorare la sensazione soggettiva di recupero.
* Attenuare temporaneamente la percezione della fatica.
* Favorire, in determinate condizioni, il recupero di alcuni parametri funzionali.
Occorre però precisare che la riduzione del dolore percepito non corrisponde necessariamente a una completa riparazione del tessuto muscolare.
Applicazione nel basket: l’immersione fredda può essere particolarmente interessante dopo partite molto impegnative, soprattutto quando il calendario prevede un nuovo incontro entro 48-72 ore.
2. LA SAUNA: IL CALORE COME STIMOLO FISIOLOGICO
Se il freddo viene utilizzato prevalentemente per gestire la fatica e il dolore muscolare, il calore può svolgere una funzione differente.
Durante la sauna si verifica un aumento della temperatura cutanea e corporea, accompagnato da vasodilatazione periferica, incremento della frequenza cardiaca e sudorazione.
L’esposizione al calore rappresenta quindi uno stimolo cardiovascolare e termoregolatorio.
Nel contesto sportivo può essere interessante per tre motivi.
Rilassamento muscolare. Il calore può favorire una sensazione di distensione e ridurre la percezione di rigidità dopo allenamenti e competizioni.
Adattamento al caldo. Esposizioni ripetute e programmate possono contribuire ad alcuni adattamenti termoregolatori, soprattutto quando integrate in protocolli specifici di acclimatazione.
Benessere psicofisico. La sauna può rappresentare un momento di rilassamento, particolarmente utile durante periodi caratterizzati da elevato stress agonistico.
3. CALDO E FREDDO: UN’ALTERNANZA DA PERSONALIZZARE
L’associazione tra sauna e immersione fredda viene spesso definita terapia di contrasto.
Dal punto di vista fisiologico, il passaggio dal caldo al freddo determina risposte differenti del sistema cardiovascolare e del sistema nervoso autonomo.
Il calore favorisce la vasodilatazione cutanea.
Il freddo provoca invece una vasocostrizione periferica e una risposta di attivazione dell’organismo.
L’alternanza dei due stimoli può produrre una sensazione soggettiva di benessere e recupero.