18/10/2026
Vetrine in frantumi
Me lo ricordo bene: il tatuaggio apparteneva alla pelle dell'altro. Un prete, un maresciallo, la cantante. Corpi-archivio che rendevano il segno vivo.
Poi lo slittamento: dal tatuato al tatuatore-rockstar, a chi organizza, a chi vende. La convention diventa vetrina. Superficie senza profondità.
Quest'anno, una delle convention più grandi e antiche d'Europa: il vuoto. Non un incidente, un sintomo. E intorno il mondo brucia. La vetrina non è più vuota. È in frantumi.
Ma tra le schegge il desiderio resiste. L'ho ritrovato a Pescara, a Ritorno alle Origini: piercer e tatuatori insieme, la voce di Cléo Dubois, Fakir Musafar, la Nuova Carne, Orlan, Stelarc. Nessuna star. Solo corpi che si parlano.
Mi auguro di immergermi di nuovo in questo mood il prossimo anno, e magari di condividere i margini con Franko B 😜
Non convention più grandi, ma incontri più veri. Tornare al corpo. Tornare all'altro. Tornare alle origini.
Grazie 😘