Mindfulness e cura di sé

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Psicologa Psicoterapeuta certificazione internazionale Polyvagal Institute & PESI EMDR Practitioner Europe Istruttrice di Mindfulness lInsegnante Self-Compassion Docente , Autrice Per contatti è possibile scrivermi al seguente indirizzo email : [email protected] oppure sulle piattaforme Facebook e LinkedIn ( cercando Monica Martuccelli )

Perché è importante portare la self-compassion nella psicoterapia?Nella mia ultima formazione con Chris Germer, cofondat...
28/10/2026

Perché è importante portare la self-compassion nella psicoterapia?

Nella mia ultima formazione con Chris Germer, cofondatore insieme a Kristin Neff del programma Mindful Self-Compassion (MSC), abbiamo approfondito come la self-compassion, dal punto di vista neurobiologico, possa ridurre la paura, aumentare il senso di sicurezza e migliorare il controllo esecutivo delle emozioni.

Le persone che coltivano compassione verso sé stesse si sentono più sicure interiormente. In psicoterapia, le pratiche di self-compassion possono quindi diventare una risorsa, se vengono scelte con attenzione e in sintonia con la persona.

Le indicazioni di pratica vanno personalizzate: è importante scegliere quelle che hanno un significato autentico per il paziente. Per integrare le pratiche domiciliari, possiamo inoltre avvalerci di un criterio di verifica.





Oggi ho seguito il primo incontro del ciclo organizzato dall’Ordine degli Psicologi della Regione Campania sulla donazio...
27/10/2026

Oggi ho seguito il primo incontro del ciclo organizzato dall’Ordine degli Psicologi della Regione Campania sulla donazione di gameti e sul ruolo dello psicologo nel percorso della coppia.

Un tema di grande interesse e valore, che sento particolarmente vicino anche perché mi occupo di PMA soprattutto a Roma. Mi ha fatto piacere vedere il mio Ordine dare spazio a un’iniziativa così attuale e importante.

Un ringraziamento all’Ordine per promuovere occasioni di aggiornamento e confronto, e ai professionisti coinvolti, come sempre preparati e competenti. Un incontro prezioso: attendo i prossimi appuntamenti del ciclo.





Che cosa rende possibile restare in relazione con la sofferenza senza esserne travolti?Per Stephen W. Porges, la compass...
26/10/2026

Che cosa rende possibile restare in relazione con la sofferenza senza esserne travolti?

Per Stephen W. Porges, la compassione si basa su una piattaforma neurale che permette di mantenere ed esprimere uno stato fisiologico di sicurezza di fronte al dolore e alla sofferenza degli altri.

È una prospettiva che dialoga con il mio libro Lo psicoterapeuta gentile, dedicato all’integrazione tra teoria polivagale, self-compassion e mindfulness. Una riflessione sulle condizioni che sostengono la presenza e la cura, nella relazione con sé e con l’altro.





Ci sono coppie che si ritrovano sempre nello stesso copione: uno cerca il confronto, l’altro si ritira; la tensione cres...
25/10/2026

Ci sono coppie che si ritrovano sempre nello stesso copione: uno cerca il confronto, l’altro si ritira; la tensione cresce e, dopo il conflitto, si torna alla quotidianità senza riuscire a riparare davvero.

Nel lavoro EMDR di coppia si esplorano le esperienze individuali e condivise che possono contribuire a queste dinamiche, con attenzione ai trigger, alla sicurezza emotiva e alle possibilità di ritrovare ascolto e connessione.

Anche un percorso di PMA può essere emotivamente impegnativo per entrambi. Attese, esiti e decisioni possono essere vissuti in modo diverso e incidere sulla relazione. Il lavoro può aiutare la coppia a riconoscere queste esperienze e a trovare un modo per affrontarle insieme; non interviene sull’esito medico del percorso.

Il riferimento di questo approfondimento è il protocollo EMDR di coppia Corvaglia–Serravezza. La possibilità di intraprendere un percorso viene valutata insieme, a partire dalla storia e dai bisogni della coppia.





23/10/2026

POLYVAGAL TALKS : Quando la scienza incontra il dialogo clinico

Un confronto tra alcune delle voci più significative della psicotraumatologia, della neurobiologia interpersonale e degli approcci terapeutici orientati al corpo.

Stephen W. Porges dialoga con Bessel van der Kolk, Gabor Maté, Daniel J. Siegel, Deb Dana, Peter Levine, Allan Schore, Pat Ogden e altri autorevoli studiosi e clinici.

Queste conversazioni costituiscono il cuore di Polyvagal Talks: Clinicians & Scientists in Dialogue with Stephen W. Porges, il nuovo volume del Polyvagal Institute, in uscita il 10 novembre 2026, pubblicato da W. W. Norton & Company, una delle più prestigiose e autorevoli case editrici statunitensi, punto di riferimento internazionale nell’editoria accademica e scientifica, con un catalogo di particolare rilievo nell’ambito della psicologia e della psicoterapia.

Il libro propone un incontro tra prospettive differenti, esplorando il contributo della Teoria Polivagale alla comprensione del trauma, dell’attaccamento, della regolazione autonomica e delle relazioni umane.

Un aspetto particolarmente interessante è la natura dialogica del progetto: non soltanto il contributo della Teoria Polivagale alla pratica clinica, ma anche il modo in cui il confronto con altre prospettive scientifiche può arricchirne, interrogarne e svilupparne le applicazioni.

Perché il dialogo tra discipline, esperienze cliniche e ricerca rappresenta una risorsa fondamentale per l’evoluzione della psicoterapia.

Un progetto editoriale che seguirò con particolare interesse.

Fonte: Polyvagal Institute

PolyvagalInstitute monicamartuccelli

Perché  EMDR e Bambino Interiore?I traumi infantili (spesso traumi con la “t” minuscola, ma ripetuti nel tempo) rimangon...
22/10/2026

Perché EMDR e Bambino Interiore?
I traumi infantili (spesso traumi con la “t” minuscola, ma ripetuti nel tempo) rimangono congelati nelle reti neurali emisferiche con le stesse identiche emozioni, cognizioni e sensazioni fisiche provate all’epoca.
* Quando il paziente adulto vive un’attivazione nel presente (es. paura del rifiuto), non sta reagendo da adulto, ma si attiva la rete neurale di quel bambino ferito.
* L’EMDR permette di accedere direttamente a quella rete neurale per rielaborarla, mentre la metafora del “bambino interiore” dà al paziente una chiave d’accesso emotiva e visiva per comprendere le proprie parti dissociate o vulnerabili.

Gli obiettivi principali del lavoro clinico.
* Riparazione dell’Attaccamento: Il paziente impara a diventare il genitore di cui aveva bisogno da piccolo. Questa è la chiave di lettura dei traumi da attaccamento (re-parenting).
* Ristrutturazione Cognitiva Emotiva: Le cognizioni negative come “È colpa mia”, “ Non vado bene “, “Sono in pericolo” vengono desensibilizzate e istallate con cognizioni positive(“sono libero da colpa , io vado bene “, “Ora sono al sicuro”).
* Integrazione delle parti: Molti pazienti con traumi complessi presentano una forte frammentazione (parti bambine arrabbiate, spaventate, congelate). L’EMDR aiuta a fluidificare la comunicazione tra la parte adulta che vive nel presente e queste parti del passato, riducendo la dissociazione.
• Attaccamento al perpetrator, difese e dissociazione: In alcune storie, la stessa persona è stata insieme figura di attaccamento e fonte di minaccia. Il bisogno di mantenere il legame e quello di proteggersi entrano così in conflitto.
Nella terapia EMDR, le procedure standard possono non essere sufficienti: può essere necessario ricorrere a procedure di trattamento avanzate per affrontare le difese, e la parte che imita il Perpetrator.

⚠️• Setting e riservatezza:
Il lavoro sulla parte che imita il Perpetrator richiede un setting clinico adeguato.

Perché è importante parlarne?Quando Levante racconta di aver iniziato un percorso di cura e di aver compreso meglio la p...
20/10/2026

Perché è importante parlarne?

Quando Levante racconta di aver iniziato un percorso di cura e di aver compreso meglio la propria sofferenza, contribuisce a rompere un tabù ancora presente: quello che circonda la psicoterapia, la psichiatria e i farmaci.

La disponibilità di artiste e artisti a parlare apertamente della propria salute mentale è un dono del mondo artistico: ci aiuta a riconoscere che prendersi cura di sé è parte della vita, non qualcosa da tenere nascosto.

La salute mentale non è secondaria. Quando il disagio rende difficile alzarsi dal letto, lavorare, coltivare la vita privata o mantenere le relazioni amicali, coinvolge l’intera esistenza.

Anche il rapporto con il cibo può essere attraversato dalla sofferenza psicologica: alcune persone faticano a mangiare, altre mangiano molto o vivono un rapporto doloroso con il cibo. Non è stupidità né debolezza. È un’esperienza da ascoltare e comprendere, senza giudizio.

Come ricorda Levante, il benessere collettivo comincia anche dalla cura di ciascuno.





Che cosa rende così importante la consapevolezza del terapeuta nel lavoro EMDR?Nel capitolo 3 di EMDR e Mindfulness. La ...
18/10/2026

Che cosa rende così importante la consapevolezza del terapeuta nel lavoro EMDR?

Nel capitolo 3 di EMDR e Mindfulness. La prospettiva della Neurobiologia Relazionale, Olivier Piedfort-Marin , tra i più autorevoli studiosi della relazione terapeutica approfondisce la consapevolezza del terapeuta nelle diverse fasi del protocollo standard EMDR.

Nel lavoro sui ricordi di eventi avversi e traumatici, anche la storia del terapeuta può entrare in gioco. Per questo Olivier si sofferma sul controtransfert e sulla complessità di riconoscere le proprie attivazioni e risposte difensive.

Il suo contributo è stato per me uno dei doni più preziosi. Le sue indicazioni continuano a essere un riferimento fondamentale per approfondire la relazione terapeutica e orientare il mio sguardo sul lavoro clinico.

Nei prossimi contenuti riprenderò alcuni dei temi importanti che ha portato nel suo capitolo, per leggerli e approfondirli insieme.

Olivier Piedfort-Marin, cap. 3, «Il terapeuta mindful EMDR», in Monica Martuccelli, EMDR e Mindfulness. La prospettiva della Neurobiologia Relazionale, Mimesis, 2022

18/10/2026

Bellissimo evento organizzato da Spazio IRIS
Il tema dialogo con l’umano alla luce dell’ingresso nelle nostre vite dell’intelligenza artificiale.
Molto interessante l’intervento di Massimo Recalcati .
L’evento è stato accompagnato da brani live dalla band presente in sala .





Ho completato il workshop Integrating Self-Compassion into Therapy con Chris Germer, organizzato dal Center for Mindfuln...
07/10/2026

Ho completato il workshop Integrating Self-Compassion into Therapy con Chris Germer, organizzato dal Center for Mindfulness della UC San Diego School of Medicine.

La Self-Compassion in psicoterapia non è una formula da applicare, ma una possibilità che prende forma nell’incontro con ogni persona.

Un approfondimento dedicato a come la compassione verso di sé possa entrare nel lavoro clinico anche quando il trauma e la vergogna rendono difficile sentirsi al sicuro con la propria esperienza.

Mi ha interessato soprattutto il modo in cui il corso ha messo in relazione le pratiche di Self-Compassion con la storia e le possibilità di ciascun paziente. Nel lavoro clinico, infatti, uno strumento può essere utile solo se incontra la persona nel momento giusto.

Il corso ha posto al centro una questione clinica importante: come proporre la Self-Compassion senza trasformarla in una tecnica standard, tenendo conto della storia, delle difese e dei tempi di ciascun paziente.

Il workshop si è concluso con la presentazione di cinque nuove pratiche di Self-Compassion, che ampliano il repertorio degli strumenti che conosco e che integrerò nel mio lavoro clinico con il trauma.





Indirizzo

Via San Gennaro Al Vomero 15 Napoli
Naples
80129

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