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L'Erboristeria tradizionale con Ampia Selezione di Erbe Officinali Sfuse, The, Tisane Artigianali ed Infusi, Dermocosmesi Eco-Bio, Naturale e Termale, Cosmesi Cruelty Free e Vegan, Integratori Alimentari di alta qualità, Fitoterapia, Tinture Madri e Gemmoderivati, Oli Essenziali, Accessori per Tisane e Profumazione dell'Ambiente, Idee Regalo, Prodotti per la Casa, Prodotti alimentari certificati Bio, Vegan e Gluten-free. Disponibilità di consulenze fitoterapiche e test per intolleranze alimentari ed intolleranza al glutine.

La cosa più witchy che puoi fare non è necessariamente seguire tutti i trend di witchtok, non è necessario spendere sold...
27/10/2026

La cosa più witchy che puoi fare non è necessariamente seguire tutti i trend di witchtok, non è necessario spendere soldi per la pratica.
A volte comincia semplicemente approfondendo il rapporto con la propria terra: imparando il nome dell’albero che incontri ogni giorno. Scoprendo dove nasce il fiume che attraversa la tua città. Chiedendoti perché una contrada, un bosco o una strada si chiamino proprio così.

Significa osservare quali piante crescono spontanee, quali animali ritornano con le stagioni e quali storie sono state raccontate intorno a una sorgente, a un pozzo o a una montagna.

Significa tornare nello stesso luogo abbastanza a lungo da accorgersi di come cambia e di come cambi anche tu quando lo attraversi.

Il rapporto con la terra si costruisce attraverso conoscenza, presenza e percezione. Nel genius loci, lo spirito tutelare del luogo della tradizione romana, possiamo trovare un invito ad ascoltare l’atmosfera particolare di un territorio: ciò che racconta attraverso il paesaggio, la memoria e le sensazioni che suscita.

Avvicinandoci a Samhain, questo ascolto può rivolgersi anche a chi ci ha preceduto: agli antenati familiari, ma anche alle persone che hanno coltivato quei campi, percorso quei sentieri e tramandato nomi, ricette, leggende e saperi locali.

Non dobbiamo possedere la terra per appartenerle. Possiamo imparare a conoscerla, rispettarla e ricordare le vite che l’hanno attraversata prima di noi.

Forse è proprio questo uno dei gesti più profondi della stregoneria: smettere di considerare il luogo in cui viviamo un semplice sfondo e cominciare a riconoscerlo come una relazione.

Quale pianta, leggenda o nome curioso racconta la terra in cui vivi? Scrivimelo nei commenti: vorrei raccogliere un piccolo atlante di memorie locali. 🌿
Salva il post per tornarci durante i giorni di Samhain e condividilo con chi sta cercando di mettere radici nella propria pratica.
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Le unghie lunghe le ho sacrificate all’argilla. Il bisogno di giustificarmi, finalmente, anche. 🌿Superati i 35, la mia v...
20/10/2026

Le unghie lunghe le ho sacrificate all’argilla. Il bisogno di giustificarmi, finalmente, anche. 🌿
Superati i 35, la mia vita da strega ha sempre più a che fare con le scelte: cosa coltivare, a cosa dedicare tempo e cosa lasciare andare senza sensi di colpa.

Amo gli altari curati, i libri di stregoneria e gli strumenti rituali. Ma voglio usare quello che possiedo, scegliere cosa leggere e potermi dedicare alla mia pratica spirituale anche quando non c’è niente di particolarmente fotogenico da mostrare.

Le mie mani preparano candele, lavorano la ceramica, si sporcano di terra ed erbe. Mi servono libere. E mi serve tempo per fare queste cose, invece di passarlo a convincere chi ha già deciso che siano ridicole.

Con gli anni ho imparato anche a fare più domande. Chi ha scritto questo libro? Da dove arriva questa usanza? Quali valori sto portando nei miei rituali?

Il discernimento mi serve per scegliere cosa accogliere nella mia pratica. Il rispetto, per ricordarmi che chi comincia oggi merita spazio per imparare, fare domande e cambiare idea.

E poi ci sono le giornate storte. Posso accendere una candela e trovare conforto in un rituale, lasciando comunque spazio alla rabbia, alla tristezza e alle conversazioni difficili. Non tutto quello che mi mette a disagio va “ripulito”.

Infine, la politica. Per me il legame con la terra comporta responsabilità verso l’ambiente. Il valore che attribuisco alla mia autonomia riguarda anche quella degli altri: corpi, diritti, libertà di scegliere.

Tu cosa hai smesso di fare nel tuo percorso spirituale, e che effetto ti ha fatto? Ti leggo. 🖤
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Posso dimenticare perché sono entrata in una stanza. Salutare la casa, però, mai. 🗝️🤣La mia stregoneria abita anche qui:...
09/10/2026

Posso dimenticare perché sono entrata in una stanza. Salutare la casa, però, mai. 🗝️🤣
La mia stregoneria abita anche qui: nelle piccole abitudini che mi accompagnano mentre torno a casa, preparo qualcosa da mangiare o raccolgo erbe.

Una spezia scelta con un’intenzione. Una parte della pianta lasciata dov’è. Un progetto custodito ancora un po’, prima di raccontarlo al mondo.

Per me la magia quotidiana è anche un modo di prestare attenzione: a ciò che uso, a quello che raccolgo, agli spazi che abito. Ricordarmi che posso prendere senza prendere tutto, e che alcune cose hanno bisogno di tempo e silenzio per crescere.

Sono gesti che fanno parte del mio modo di essere strega. E sì, la borsa sul pavimento continua a mettermi a disagio 🙈😂 (Guai a mancare di rispetto nei confronti dell’abbondanza!)

Qual è la tua piccola abitudine irrinunciabile? Anche quella che ti ha insegnato tua nonna e che fai ancora senza pensarci. Ti leggo nei commenti. ✨
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06/10/2026

Nel pensile della cucina, anche la formulazione più affascinante prende soltanto polvere.

In fitoterapia, scegliere le piante officinali è solo una parte del lavoro: il rimedio deve essere adatto a te, sicuro e compatibile con la tua vita reale. La costanza conta, ma non rende efficace un prodotto inadatto.

Tre tisane al giorno possono sembrare un’ottima idea. Finché tra lavoro, commissioni e stanchezza non riesci a prepararne nemmeno una!

A quel punto, serve una routine più semplice. Non un processo alla tua forza di volontà.

➡️Come rendere più facile assumere erbe e integratori con regolarità?

🌱 Aggancia il gesto a un’abitudine che hai già.
La colazione, per esempio, può diventare il tuo promemoria, se l’orario è compatibile con le indicazioni del prodotto. Il caffè può ricordartelo!

🌱 Metti un promemoria dove lo vedi.
Vicino alla tazza preferita, oppure sul telefono. Se lasci la confezione in vista, rispetta le condizioni di conservazione: lontano da calore, umidità e dalla portata dei bambini.

🌱 Scegli anche il piacere.
Tra le opzioni adatte a te, una tisana dal gusto piacevole, una bella tazza e cinque minuti di pausa possono fare la differenza. Quella piccola ricompensa immediata può invogliarti a ripetere il gesto; ritrovarlo nello stesso momento della giornata aiuta a renderlo un’abitudine.

🌱 Se è troppo complicato, rivedi il piano.
Chiedi se esiste una preparazione più pratica. Tisane, capsule ed estratti non sono automaticamente equivalenti: dosi e frequenza non si cambiano a intuito.

E ricorda: “naturale” non significa istantaneo, né sempre sicuro. Tempi e benefici dipendono dal rimedio e dall’obiettivo; se non arrivano, non basta insistere all’infinito.
La cura di sé deve trovare spazio nella tua giornata, non diventare un altro esame da superare.

Tu dove ti incagli: nel ricordartene, nel trovare il tempo o nel gusto? Raccontamelo nei commenti. ☕️
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Più informazioni qui sotto 👇🏻👇🏻👇🏻GYMPIE-GYMPIEI peli urticanti iniettano gympietidi, tossine che agiscono sui nervi del ...
01/10/2026

Più informazioni qui sotto 👇🏻👇🏻👇🏻

GYMPIE-GYMPIE
I peli urticanti iniettano gympietidi, tossine che agiscono sui nervi del dolore. Le f***e possono riapparire per settimane o mesi: persino l’acqua sulla zona colpita può risvegliarle. Un incontro che la pelle fatica a dimenticare.

MANCINELLA
Piccole “mele” dall’aspetto invitante, ma velenose. Chiamata “manzanilla de la muerte”, ovvero mela della morte, il lattice provoca vesciche e la pioggia può trasportarlo dalle foglie alla pelle. Ripararsi sotto quest’albero è una pessima idea, anche bruciare il legno è pericoloso.

ALBERO DINAMITE
I frutti sembrano piccole zucche. Quando maturano e si seccano, si aprono violentemente, lanciando i semi a distanza. È un sistema di dispersione esplosivo. Completano il ritratto un tronco spinoso e un lattice irritante.

PANACE GIGANTE
Qui il sole diventa complice: le furanocumarine della linfa rendono la pelle vulnerabile ai raggi UVA. Le lesioni possono comparire solo dopo ore, con ustioni e vesciche. Il contatto può essere già finito quando comincia il danno.

ONGAONGA
Quest’ortica arbustiva neozelandese ha peli urticanti lunghi fino a 6 mm: minuscoli aghi che iniettano tossine. Nel 1961 fu descritto un avvelenamento mortale dopo l’attraversamento di un suo cespuglieto, con paralisi e problemi respiratori.

PISONIA BRUNONIANA
I frutti adesivi viaggiano attaccati alle piume. Se diventano troppi, gli uccelli non riescono più a volare e possono morire intrappolati. La pianta non li digerisce: è l’esito tragico di un meccanismo di dispersione dei semi.

PONG-PONG
Il seme contiene cerberina, un glicoside che interferisce con l’attività elettrica del cuore. L’ingestione può provocare aritmie fatali. Dietro l’aspetto di un albero tropicale si nasconde una tossicità tutt’altro che ornamentale. Il nocciolo velenoso veniva utilizzato per prove di ordalia durante i processi con lo scopo di determinare se il soggetto fosse colpevole di stregoneria.

Quale ti ha inquietato di più? Io sto rivalutando il concetto di “ripararsi sotto un albero”. 👀
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29/09/2026

Perché i mercatini artigianali sono così: sveglie indecenti, scatoloni, chilometri, caldo, freddo, vento, mille voci tutte insieme e almeno un momento in cui mi chiedo chi me l’abbia fatto fare.

Poi, però, arrivano le persone.

Quelle che si fermano davanti alla bancarella con gli occhi curiosi. Quelle che riconoscono una pianta, chiedono la storia di una ceramica, annusano ogni profumo botanico e ascoltano davvero quando racconto ciò che creo.

Vedere qualcuno apprezzare qualcosa che prima esisteva soltanto nella mia testa — e che poi ho modellato, dipinto, formulato o preparato con le mie mani — continua a sembrarmi una piccola magia 💜

I mercatini mi stancano moltissimo e mi sovrastimolano ancora di più, ma mi lasciano anche una soddisfazione enorme. Soprattutto mi permettono di incontrare persone bellissime che, probabilmente, attraverso uno schermo non avrei mai conosciuto.

Quindi grazie a chi si è fermato, a chi ha fatto una domanda, a chi ha scelto di portarsi a casa una mia creazione e anche a chi è passato soltanto per scambiare due parole. Per una piccola attività artigianale, non è mai “soltanto” una vendita. 🖤

Prima di chiederti che cosa lasciare andare, fermati: che cosa hai raccolto? 🍂Con l’equinozio d’autunno, luce e oscurità...
17/09/2026

Prima di chiederti che cosa lasciare andare, fermati: che cosa hai raccolto? 🍂

Con l’equinozio d’autunno, luce e oscurità si incontrano. La terra è ancora carica di frutti, semi e ultime maturazioni, mentre la vita comincia lentamente a ritirarsi verso le radici.

È questo il paradosso di Mabon che mi affascina di più: l’abbondanza arriva proprio mentre il mondo comincia a spogliarsi.

Questo passaggio della Ruota dell’Anno ci invita a riconoscere ciò che è maturato, custodire ciò che potrà nutrirci nei mesi più bui e restituire una parte di quanto abbiamo ricevuto. Perché ogni raccolto nasce da una rete di relazioni: terra, acqua, sole, piante, animali, mani e conoscenze condivise.

In questo carosello trovi una piccola guida per abitare la soglia dell’autunno:

🍎 gli alimenti stagionali e il loro simbolismo;
🌿 idee per offerte fondate sulla reciprocità;
🕯️ gesti quotidiani per entrare in sintonia con la stagione;
🌑 domande di shadow work;
🔮 una stesa di tarocchi per esplorare l’equilibrio tra ciò che emerge alla luce e ciò che si muove sotto la superficie.

All’ultima slide ho lasciato una frase da portare con te ❤️

Salva la guida per l’equinozio e condividila con la persona con cui vorresti preparare il primo pasto d’autunno.

E ora raccontami il tuo raccolto: quale parte del tuo cammino è finalmente pronta per essere riconosciuta?
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01/09/2026

La parte più difficile della ceramica? Aspettare di poter aprire il forno. 👀🔥
Perché puoi modellare ogni pezzo a mano, scegliere gli smalti ceramici, immaginare colori e combinazioni… ma fino a quando il forno non si apre, il risultato finale rimane in parte un mistero.

Ed eccomi quindi nel mio momento preferito di ogni infornata: quello in cui finalmente, 1020°C dopo, posso scoprire come il fuoco ha trasformato tutto. ✨
Colori che prima della cottura sembravano completamente diversi, smalti che si sono fusi e sovrapposti, effetti e sfumature comparsi durante la cottura.

E questa volta vi porto con me, perché è anche la prima volta che vi mostro qui le mie ceramiche. 🥹
Sono tutti pezzi modellati e decorati a mano: ciotoline, piattini, incensieri e piccoli oggetti in ceramica ispirati alla natura, al mondo botanico e, inevitabilmente, anche a quello della stregoneria. 🌿🌙🍄

Quale vi portereste a casa? 👀
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Fare conserve non significa soltanto evitare che il raccolto vada sprecato ma osservare con consapevolezza ciò che la st...
25/08/2026

Fare conserve non significa soltanto evitare che il raccolto vada sprecato ma osservare con consapevolezza ciò che la stagione ci offre e scegliere di custodirne una parte per il futuro. 🍅🌿

Un frutto diventa confettura, un ortaggio fermenta nella salamoia, le erbe aromatiche vengono essiccate. Le piante officinali possono diventare oleoliti, tinture, sciroppi o melliti.
Nulla rimane esattamente com’era: cambia forma per poter durare più a lungo.

Forse è proprio questo a rendere la conservazione una piccola forma di alchimia domestica. Attraverso aria, acqua, fuoco, terra e tempo accompagniamo la materia verso una nuova forma, seguendo gesti precisi e metodi sicuri.

Per di più, nel barattolo di conserva, rimane anche la conoscenza necessaria per prepararli: il momento giusto per raccogliere, una dose imparata “a occhio”, un procedimento osservato tante volte, una ricetta annotata e poi trasmessa a qualcun altro. Per secoli molto sapere botanico e domestico è sopravvissuto proprio così, passando di mano in mano.
Anche tramandare è un gesto magico: permette a una conoscenza di attraversare il tempo senza scomparire.

Conservare, però, non deve diventare una scusa per razziare. La raccolta sostenibile comincia dal riconoscimento corretto delle piante, dal rispetto delle specie protette e dalla scelta di prelevare soltanto ciò che possiamo davvero utilizzare. Il resto appartiene alla pianta, al luogo e agli altri esseri viventi.

La vera abbondanza non consiste nel prendere tutto, ma nel sapere quanto lasciare.

Salva questo carosello per la prossima raccolta e condividilo con chi ama l’autoproduzione, l’erboristeria, la cucina stagionale e la magia verde. ✨

E adesso raccontami: quale sapore o profumo dell’estate stai conservando per i prossimi mesi?
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Come erborista, una parte fondamentale del mio lavoro consiste nell’aiutare le persone a ritrovare il benessere attraver...
08/08/2026

Come erborista, una parte fondamentale del mio lavoro consiste nell’aiutare le persone a ritrovare il benessere attraverso la conoscenza delle piante: non soltanto spiegando a cosa servono, ma insegnando a riconoscerle, comprenderne le proprietà e rispettarne i limiti.

Per me l’erboristeria non è un catalogo di rimedi naturali da abbinare a un sintomo. È anche un modo per ricostruire una relazione con il mondo vegetale, con il territorio che abitiamo e con quella memoria antica che, per millenni, ha legato la vita umana alle piante.

Una pianta alleata può appartenere alla nostra infanzia, alla cucina di casa o al paesaggio in cui siamo cresciuti. Può accompagnarci durante una trasformazione, aiutarci a riconoscere un bisogno oppure restare al nostro fianco per tutta la vita.

Non deve essere rara, esotica o circondata da segni inspiegabili. Spesso è una presenza ordinaria alla quale, finalmente, iniziamo a prestare attenzione.

Ma ogni alleanza richiede reciprocità.

Non possiamo limitarci a domandare: “A cosa serve questa pianta?”. Possiamo chiederci anche dove cresce, quali relazioni crea nel suo ambiente, quali storie custodisce e come possiamo prendercene cura.
Possiamo osservarla nelle stagioni, studiarne la botanica, gli usi tradizionali e le proprietà fitoterapiche, senza sentire il bisogno di trasformarla subito in qualcosa da raccogliere, ingerire o bruciare.

🌿 C’è una pianta che continua a tornare nella tua storia? Raccontamela nei commenti.

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Via Leida 8
Verona
37135

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